Nizhny Novgorod: la città del futuro

Scritto da: Simone il 21 November 2008 – 15:09

Si chiamerà Globe Town e sorgerà presso Nizhniy Novgorod, gigantesca città della Russia sul . Sarà una città futuristica, modernissima, quasi incredibile: il progetto, folle ai limiti dell’assurdo, eppure estremamente concreto, è stato affidato all’architetto italiano Dante O. Benini.

L’ambizioso piano prevede di costruire dal nulla un’area urbana di 30 milioni di metri quadri per una lunghezza di circa 9 km (praticamente sarà grande come ) dove andranno ad abitare 500.000 persone che ora risiedono nella periferia degradata della russa. La nuova città conterrà abitazioni, uffici, hotel, uno stadio, un palazzo del ghiaccio, un acquario, un porto turistico, un parco grande due volte e mezza il Central Park di New York.

La struttura pensata da Benini è assolutamente incredibile: il centro della città sarà costituito da un gigantesco globo terrestre, per la precisione di 120 metri di diametro, in materiale trasparente, che conterrà 200.000 metri quadrati di spazi utilizzabili, organizzati su più piani: teatri, , centri commerciali e negozi.

Al di fuori della sfera saranno costruite tre torri di 600 metri ciascuna, dove si raccoglierà l’attività economica della zona. E ce ne sarà bisogno:
Nižnij Novgorod è un’area particolarmente favorevole per lo sviluppo del mercato, del turismo e della finanza, e il nuovo complesso diverrà senza alcun dubbio un’attrazione turistica molto redditizia.Il tutto sorgerà in mezzo al nulla: siamo in , che è piatta e coperta di neve per almeno
8 mesi l’anno. La palla luminosa di Globe Town sarà visibile a chilometri di distanza!

Per chi giustamente si preoccupa dell’, Benini risponde che il piano è stato pensato nel rispetto del paesaggio e della natura, e adotterà soluzioni per il risparmio energetico. La realizzazione verrà a costare almeno 100 miliardi di euro, di cui un quinto sono già stati stanziati dal governo . I lavori cominceranno nel 2010!

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Un atipico Design Russo offre ospitalità sull’acqua

Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 21:16

L’ è famoso nella sua patria per il suo disegn che deconstruttivizza, in contrasto con la monolitica caratteristica del paese.
Egli offre una nuova idea e il concetto di “” per la realizzazione in tutto il mondo di grandi strutture alberghiere e non, sull’.

200 m di larghezza e caratterizzato da un corpo principale (o ‘cassa’) arroccato su dei raggi come una ruota di bicicletta con tre “braccia” di supporto; nella base della “cassa” per creare giardini pensili sopra l’acqua; una struttura interna progettata per un hotel, caffè, ristoranti e giardini invernali e per offrire comfort e ospitalità.
L’accesso all’hotel è , o tramite le “braccia” di supporto, attraverso sistemi di nastri o ascensori.

Progettato come un’alternativa alla antropiche isole il “ Studio” vede i vantaggi di avere

“un numero significativamente inferiore di costi per la costruzione contro le opere murarie terrestri. Inoltre, il bacino sottostante la costruzione rimarrebbe inalterato, valore che ne accrescerebbe la ambientale”

Il progetto è al vaglio di numerosi paesi, soprattutto Arabi, come un investimento economico alternativo.

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Schouwburgplein (piazza del Teatro) – Rotterdam

Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 09:56

Il centro di fu completamente ricostruito dopo in base ai principi modernisti.
Situata nel cuore della città, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale, è una su cui prospettano il Teatro dell’Opera, la e una serie di negozi e .
A lungo dimenticata, nonostante la sua centralità, e ridotta alla semplice funzione di , prima in superficie poi anche sotterraneo, questa piazza per oltre trenta anni ha costituito uno dei punti più desolati della città portuale olandese.
Un grande complesso di sale cinematografiche verrà costruito sulla piazza, e offrirà nuova affluenza e il denaro necessario per la risistemazione della piazza, infatti all’inizio degli anni novanta, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire e riqualificare questo vuoto urbano, importante non soltanto per la sua vicinanza ad alcuni degli edifici più rappresentativi della città ma anche per la sua particolare localizzazione che fa di questa piazza un punto prospettico privilegiato da cui si apre un panorama sull’intero profilo della città.
Nel recupero affidato al gruppo West 8 è stata sopraelevata la superficie della piazza di circa trentacinque centimetri rispetto agli ambienti adiacenti e lasciando al centro uno spazio libero, che viene a formare un podio dal quale contemplare la nuova della città , ma anche come una sorta di palcoscenico dove gli elementi di arredo, le facciate circostanti e le persone che vi transitano diventano tutti i fattori che definiscono la scena urbana.

La piazza è concepita come uno spazio pubblico interattivo,
cangiante in funzione delle varie ora del giorno e dell’alternarsi delle stagioni, flessibile negli usi che vanno dall’incontro alla sosta, all’area di gioco, dallo spazio per concerti, rappresentazioni e manifestazioni sportive, in grado di riproporre la stessa frenetica dinamicità e vitalità del vicino porto commerciale, fra i più grandi del .

Il disegno della pavimentazione è formata da tre zone che corrispondono alla distribuzione della luce del sole che individuano spazi diversi cui corrisponde una diversa campionatura di .
La zona rialzata è costituita da materiale epossidico, mentre quella su cui si prevede vi sarà la maggiore affluenza è rivestita con pannelli metallici perforati standard e nel resto dell’area dove sono situate le panchine troviamo doghe di legno e gomma suggestioni derivate dal mondo dei cantieri navali ed infine pietra e resina con inserite di foglioline d’argento.
A ciò si aggiunge uno studio dettagliato degli elementi illuminanti, anch’essi differenziati in funzioni delle varie necessità.

Diverse fontane animano la piazza, la più interessante è posta al livello del parcheggio, dove il getto d’acqua che sale verso l’alto porta il mondo sotterraneo al livello della città.
L’acqua in eccesso della fontana viene drenata attraverso la pavimentazione, fino ad unirsi con l’acqua piovana del canale che corre lungo l’asse centrale della piazza.
Il livello dell’acqua nelle fontane cresce con la temperatura provocando e giocando con gli utenti della piazza.

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Tecnologie per il recupero edilizio – Tacoma Narrow Bridge

Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 09:43

, 1940

Descrizione del progetto
Il ponte sullo stretto di (stato di Washington, ) fu aperto al traffico nel 1940, ed era allora il terzo ponte sospeso più lungo al . Era lungo in tutto 1600 m, ed aveva una campata lunga 850 m. Era stato progettato per resistere al vento di un uragano fino a 200 km/h.

Descizione del problema
Il ponte manifestò da subito forti oscillazioni verticali anche in assenza di forti venti, tanto che gli automobilisti vedevano talvolta completamente sparire e riapparire le vetture che li precedevano nelle onde del piano stradale, e lo sprannominarono “Galloping ”.

Questo non è un caso classico di risonanza come da definizione da libro di testo. Infatti, se lo si confronta col caso più semplice possibile della risonanza dell’, balza subito all’occhio che questo ponte non è stato fatto crollare dalla presenza di una forza esterna periodica. Il vento infatti, si vede spirare con velocità costante. Tuttavia, è evidente che si tratta di un caso di risonanza nel senso lato, perché una piccola forza esterna, attraverso un meccanismo complesso, è stata in grado di accumulare progressivamente energia nella inducendo oscillazioni di frequenza pari a quella di un suo modo normale, e di ampiezza via via crescente, fino a comprometterne l’integrità strutturale.

Il meccanismo dettagliato per cui un vento costante sia in grado di innescare oscillazioni con quelle caratteristiche è piuttosto complesso, e per spiegarlo (specialmente nel caso di questo ponte) bisogna ricorrere a laboriosi calcoli idrodinamici. Il disastro, comunque, non è stato provocato dall’ignoranza della risonanza del modo di torsione che ha distrutto il ponte, ma dall’ignoranza del meccanismo che può portare il vento ad innescarla. Questo meccanismo è un esempio di retroazione positiva.

Descizione della
I tentativi di stabilizzarlo con funi e smorzatori idraulici si rivelarono inutili. Il ponte crollò quattro mesi dopo la sua apertura, sotto un vento di circa 68 km/h. Il ponte è stato ricostruito nel 1950.

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Roma sarà nuovamente la casa di un’altra creazione di Renzo Piano

Scritto da: Simone il 16 November 2008 – 20:04

l’ più prestigioso d’ ha progettato un complesso luminoso che si sforza di essere un primo esempio di architettura sostenibile per la moderna vita città.

Sarà situato nel distretto in rapida crescita “” a sud di , di fronte al Nuovo Centro Congressi di e il “laghetto” artificiale, allo svincolo di 2 importanti arterie stradali, in 242.

Il nuovo edificio di lusso è stato definito dal Piano come una “scatola magica” generata dalla filosofia che

una città deve essere viva e vivere.

 

Il complesso avrà vari obiettivi, ma prevalentemente sarà un compllesso residenziale.
Il piano terra del palazzo verrà adibito a spazi commerciali. Il primo piano, invece sarà dedicato ad uffici.

Il resto sarnno residenze per un massimo di 300 appartamenti con superfici che vanno da 60mq per 130mq, con l’eccezione di vari loft di che saranno più grandi. L’altezza degli edifici corrisponderà ai 39m del Nuovo vicino Centro Congressi di Fuksas.

Gli spazi residenziali saranno allineati, sollevati da terra e attraversati da generosi portici pedonali. L’idea prevederà inoltre un grande interno con grandi alberi.
La facciata sud del parco garantisce abbondanza di luce e di calore in tutte le stagioni.

L’esterno sarà caratterizzato da vetrate che, come la pelle, copriranno tutte le superfici.
Il complesso sarà caratterizzato anche da una seconda “pelle” di vetro per creare “giardini d’inverno”; spazi adeguatamente profondi che offriranno un contatto con l’esterno in estate e un adeguato isolamento termico in inverno.

Con la prospettiva del miglioramento della qualità della vita e del livello di urbana, il lato di fronte al lago sarà esclusivamente dedicato ad una grande serra di coltivazione di frutta e verdura per la comunità. I tetti dei principali edifici ospiteranno giardini.

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Trio italiano vince la concorrenza per il nuovo parco e centro sportivo a Roma – “Meno e Più 5″

Scritto da: Simone il 16 November 2008 – 19:08

Il team tutto italiano composto da , StudioUAP, e TSPOON ha vinto il concorso per la progettazione di un nuovo parco e centro sportivo di 14.000 mq a Paglian Casale – Parco Radicelli, un sobborgo di lungo la Via Ardeatina.

Il progetto mira a ridurre l’ del nuovo edificio e di preservare il panorama dell’Agro Romano quanto più possibile.
Verdi “Strati” di pendii paralleli si alternano con terrazze panoramiche e gradualmente collegano il l’alloggio con la parte rurale più parte del parco.
Lungo la “bordi” si trova il nuovo centro sportivo, gli impianti, le entrate e . Il centro sportivo, che dispone di due , una e una è fortemente legato alla morfologia del sito in un gioco di piani orizzontali e piani inclinati. La terrazza panoramica sul tetto offre inoltre, nuovi spazi pubblici.


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Spazio pubblico: la piazza

Scritto da: Antonella Mignacca il 15 November 2008 – 18:13

Nella tradizione e nella cultura urbana Occidentale lo e collettivo per eccellenza è la , uno spazio per natura aperto ed esterno.

(…) La piazza è storicamente il luogo dove si sovrappongono,
e si sono nel tempo stratificate molteplici forme, strutture architettoniche e tradizioni, tra memoria individuale e immaginario collettivo nel quale avviene l’intersezione tra civile e movimenti culturali, tra cultura materiale e proiezioni simboliche, tra consuetudini rituali e comportamenti sociali. (…)

I fattori di analisi e i termini che concorrono alla definizione dell’insieme degli spazi collettivi e quindi anche della piazza sono :
quantitativi in quanto una piazza e tanto importante per la collettività quanto è più vasto il numero dei cittadini che la frequenta o la conosce, quanto è più lungo il periodo storico durante il quale ha esercitato la sua influenza ;
culturali ossia i significata storici e sociali che gli vengono attribuiti ;
infine spaziali e geografici che tengono conto dell’inserimento nella città e nel territorio, la grandezza dello spazio e del territorio in cui è situata, la centralità geografica o architettonica o il legame con un percorso importante, tutti elementi che tendono a facilitare e perfino esaltarne l’uso collettivo.

La serie di categorie ed elementi della urbana quali gli pubblici le attività centrali, i monumenti, i servizi urbani, il verde pubblico e lo spazio aperto divengono attori nella progettazione di un nuovo spazio sociale.

Nei secoli questo è spesso accompagnato da una significativa qualità architettonica ed , è spesso baricentro di un determinato territorio urbano, luogo centrale delle attività collettive,
punto di convergenza dei percorsi territoriali e simbolica centralità della comunità rispetto all’indistinto esterno.
Queste caratteristiche, insieme funzionali e simboliche si sono trasmesse anche alle civiltà urbane più complesse, arrivando fino a noi, si sono arricchite dal punto di vista architettonico, se ne sono ampliati gli usi, le funzioni, la fruizione e le tipologie.

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