Archivio per la Categoria ‘estero’
Himalaya Water Tower
Scritto da: Valentino il 6 April 2012 – 12:29Grattacieli aerodinamici e fluttuanti, dotati di radici a spirale, incastonati come gemme fra le cime dell’Himalaya. Ma anche grattacieli intelligenti, capaci di raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per nutrire le terre e i ghiacciai nelle stagioni secche. E’ ispirato alle montagne il progetto che ha vinto nei giorni scorsi il celebre concorso di architettura e design indetto dalla rivista eVolo.
Uso di nuove tecnologie e materiali, estetica, design, creatività e capacità di adattamento all’ambiente. Ecco i criteri secondo i quali la giuria di luminari dell’architettura moderna elegge, ogni anno, i vincitori della “Skyscraper Competition” della rivista eVolo, giunta alla sesta edizione. Una sorta di “gara” su quello che un grattacielo può fare per l’ambiente.
Quest’anno il progetto, o meglio il “Concept” vincitore è “Himalaya Water Tower”, un grattacielo pensato per la catena dell’Himalaya e per risolvere il problema dello scioglimento dei ghiacciai. L’idea infatti è quella di incamerare l’acqua piovana durante la stagione monsonica, purificarla, congelarla e conservarla per i periodi siccitosi (o per le future generazioni). Il grattacielo include, alla sua base, sistemi di distribuzione dell’acqua verso i villaggi e una ferrovia per il trasporto di merci e persone. Gli ideatori sono, cinesi: Zhi Zheng, Hongchuan Zhao e Dongbai Song.
Sulla carta l’idea Himalaya Water Tower è risultata geniale, ma i “designer” non hanno ancora spiegato, nella pratica, come torri così complesse possano essere costruite su un terreno impervio come quello dell’Himalaya. S
Anche il secondo classificato è un progetto ispirato alla montagna. Si chiama “Mountain Band-Aid”, ed è un grattacielo – di forma decisamente innovativa – che dovrebbe in qualche modo “coprire” o “riparare” i pendii montuosi danneggiati dagli scavi minerari nella catena montuosa dello Yunnan. Anch’esso è pensato da una squadra cinese.
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Parigi rilancia la sua immagine!
Scritto da: Simone il 30 March 2012 – 10:09A Parigi è quasi tutto pronto per l’inaugurazione ufficiale, prevista il prossimo 13 aprile, della Cité de la Mode et du Design, realizzata per opera dello studio parigino (di origine neozelandese) Jakob + MacFarlane Architects.
Il recupero dell’edificio industriale esistente, affacciato sulla Senna all’altezza dalla Gare d’Austerlitz, è iniziato già nel 2008 e si è concluso oggi con l’aggiunta di una seconda pelle in metallo e vetro che caratterizza l’affaccio sul fiume.
L’edificio sarà diviso in due poli: il primo dedicato al design e il secondo alla moda.
Lo spazio moda comprenderà spazi per le mostre e passerelle per le sfilate, la sede dell’istituto francese della Moda, una libreria specializzata e un café a tema.
La sezione design disporrà di grandi ambienti per esposizioni e fiere di settore esclusive (si inizia il 29 marzo con 1.618 Sustainable Luxury) ma anche spazi dedicati alla vendita, dove si alterneranno temporary store dei marchi più prestigiosi.
Infine, la gigantesca terrazza affacciata sulla Senna all’ultimo livello ambisce a diventare un luogo imprescindibile della notte parigina. Un terzo della superficie sarà occupato da un esclusivo locale notturno mentre nei restanti due terzi campeggerà la bandiera del ristorante Moonroof, che beneficerà di una vista affascinante e unica.
Tags: citè de la mode, Jakob + MacFarlane Architects
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INTERIOR DESIGN UFFICI LEGO IN DANIMARCA
Scritto da: Valentino il 16 February 2012 – 13:41DOVE FINISCE IL DIVERTIMENTO INIZIA IL LAVORO
Gli uffici della Lego a Billund, Danimarca, sono stati progettati da Rosan Bosch con un intento preciso: quello di sovrapporre due piani diversi in un unico luogo, conducendo talvolta anche a una sorta di smarrimento.
Il modo migliore per rilassarsi anche quando si sta lavorando è quello di costruire un interior design informale, versatile e divertente, è quello que devono aver pensato i designers Rosan Bosch e Rune Fjord quando hanno realizzato nel 2010 gli uffici per il marchio danese Lego. Si tratta di un open space con tavoli, grandi contenitori verticali e un bar, poi ci sono otto sale riunioni in vetro su un primo piano mezzanino che avvolge il perimetro dell’edificio. Le aree lounge sono sparse tra le workstation dove si può ‘giocare’ con il Lego fin quando si vuole: infatti qui come in nessun altro posto i valori ‘divertimento’, ‘creatività & innovazione’,’immaginazione’ e ‘sostenibilità’ sono base del lavoro professionale e lo spazio riflette proprio questi valori.
Qui l’intento della designer Rosan Bosch è stato quello di imprimere in ogni angolo dello spazio lavorativo la filosofia e il carattere del giocattolo più famoso al mondo. Ai progettisti LEGO che qui lavorano, chiamati a esprimere creatività e allegria ogni giorno, è stato dato un ambiente di lavoro dove il divertimento, il gioco e la creatività sono di primaria importanza.
Dato che i prodotti LEGO sono destinati prevalentemente ai bambini, lo spazio lavorativo è stato pensato per dare agli adulti lavoratori la possibilità di tornane un po’ piccoli. Il progetto è frutto di un’elaborazione di concetti come ‘divertimento’, ‘unità’, ‘creatività’, ‘innovazione’, ‘immaginazione’ e ‘sostenibilità’. Il risultato è un gigantesco giocattolo formato ufficio, dove i dipendenti possono sentirsi a proprio agio lavorando con calma e relax e impegnandosi semplicemente a… divertirsi!
“Dove finisce il divertimento e dove comincia il lavoro?”: c’è un concetto simile dietro a questo interior design, molto fresco, colorato e dinamico, laddove lo scivolo che collega i piani non solo si trasforma in un elemento ludico e visivamente originale, ma è in grado anche di dare movimento all’ambiente e ai suoi frequentatori, in tutti i sensi. Naturalmente sono disseminati per tutto l’ufficio oggetti di Lego, esposti in alcuni casi come veri e propri pezzi da museo. Si tratta di uno spazio divertente e sicuramente piacevole; tuttavia per un’azienda che è praticamente un’istituzione nell’immaginario collettivo di tutti, mi sarei aspettata qualcosa di ancora diverso
Tags: games, interior design, lego, relax, vacanze
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Quando la Neve Favorisce l’Architettura
Scritto da: Valentino il 2 February 2012 – 19:22Vincitore del concorso ad inviti per la stazione sciistica Koutalaki Ski Village di Levi, in Lapponia, il progetto firmato da Bjarke Ingels Group prevede la realizzazione di una nuova struttura ricettiva di respiro mondiale. Il futuro villaggio Koutalaki occuperà 47.000 mq ospitando alloggi e servizi di alta qualità per il tempo libero degli sciatori.
L’architettura viene, dunque, pensata come prolungamento ed estensione del paesaggio naturale, in grado di rispondere alle necessità degli sciatori e dei visitatori.
I blocchi contenenti gli alloggi si dipartono dalla piazza in direzione radiale: lo spazio aperto centrale accoglierà piste di pattinaggio, luoghi di ristoro e di svago per i turisti, mentre le coperture ondulate degli edifici consentiranno un agevole accesso al tetto, dal quale gli sciatori potranno scivolare al suolo in più direzioni.
L’integrazione tra spazi destinati a funzioni differenti, dal riparo al resort, alla stazione sciistica, concepirà un’architettura poliedrica che possa divenire un nuovo polo attrattivo finlandese.
L’ambizioso progetto del Bjarke Ingels Group propone un intervento che garantisca continuità al centro abitato di Levi e al territorio circostante: quattro volumi indipendenti e arcuati racchiudono una piazza centrale, riparata dai venti, ma destinata a diventare il centro propulsore del villaggio.
La lieve pendenza del sito sul quale sorgerà il resort, unita alle superfici ricurve dei quattro edifici, concorre nel presentare l’intero complesso come una grande pista da sci adagiata sulla cima della montagna.
Il futuro villaggio Koutalaki occuperà 47.000 mq ospitando alloggi e servizi di alta qualità per il tempo libero degli sciatori.
L’elevato grado di accessibilità alla struttura, prossima all’aeroporto di Kittilä, favorirà l’afflusso di visitatori europei e internazionali nel nuovo Ski Village.
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Come l’Architettura Contemporanea salverà la Terra
Scritto da: Valentino il 16 January 2012 – 18:06Gaetano Pesce in Brasile per l’innovazione contemporanea
Fermamente convinto che “il mestiere dell’architetto o del designer sia estremamente e intimamente legato a quello che è il bisogno dell’innovazione, perché l’innovazione è un qualche cosa che inventa un qualcosa che è utile alla società“, tutta la carriera di Gaetano Pesce è caratterizzata da quella freschezza che sta nel design del Made in Italy.

Il design di Gaetano Pesce non è catalogabile e la sua carriera è un percorso che lui modifica continuamente.“Sono convinto che un’innovazione sia perpetrata attraverso tre mezzi: l’innovazione del linguaggio, l’innovazione tecnica e l’utilizzo di nuovi materiali.
La “performance” dello, storico architetto e designer veneziano apporta nel mondo dell’architettura contemporanea un nuovo linguaggio rappresentato dall’utilizzo di materiali tradizionali che veicolano l’incertezza della menzogna. Un creatore, secondo Pesce, deve dunque esprimersi coi materiali del suo tempo per essere sincero. Una tal pratica facilita l’innovazione, che resta molto limitata se si tratta di esprimersi con una materia che è stata nel passato il mezzo d’espressione di una moltitudine di creatori“, afferma Pesce.
La creatività di Gaetano Pesce ha trovato in Brasile molte meno restrizioni che in altri posti, così si trovano a Bahia tra le sue più interessanti realizzazioni nel campo dell’architettura contemporanea. Ha costruito la sua casa a Bahia e ne ha fatto il manifesto del suo modo di intendere il design realizzando una struttura a due piani che è rivestita in mattonelle di resina dalle tonalità cangianti, che luccicano alla luce come fossero un gioiello o le squame di un pesce: un materiale poco costoso che si modifica col tempo esposto al sole e all’acqua. Dei volumi parallelepipedi, più alti che larghi, sono collegati tra loro da passerelle.
In seguito alla ormai celebre collezione di poltrone Up diventate subito icone del design industriale italiano e internazionale, Gaetano Pesce si dedica un pò a se stesso, progettando la propria dimora Brasiliana e strizzando l’occhio verso una innovativa concezione architetturale.
Tags: architettura contemporanea, brasile, Gaetano Pesce, innovazione, poltrone
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Rotterdam, architettura d’avanguardia
Scritto da: Fabiana il 13 January 2012 – 12:34Avanguardia e nuove tendenze per gli studi di architettura di Rotterdam, pionieri da decenni e rinomati oramai in tutto il mondo. Tra le diverse attività in fermento spiccano senza dubbio MVRDV e OMA.
MVRDV – fondato negli anni ’90 da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries, ha sede in un grande open space a Dunantstraat. Successi e idee di forte impatto, ma anche proposte capaci di suscitare non poche polemiche, come “The Cloud”, che di recente ha fatto infuriare l’associazione dei parenti delle vittime dell’11 settembre. Si tratta di un doppio grattacielo unito da una nuvola che ricorda l’impatto degli aerei sulle Torri Gemelle, progettato per essere costruito nella nuova zona finanziaria di Yongsan, a Seul.
Tra i lavori più recenti, invece, il nuovo mercato coperto di Rotterdam (il Markthal) e la nuova biblioteca pubblica di prossima apertura. Di grande effetto e suggestione perchè realizzata su una struttura in vetro che richiama una vera e propria montagna di libri.
OMA – Lo studio è nato nel 75′ ed è situato in tre piani di un grattacielo che sorge a Heer Bokelweg. Tra le creazioni, il De Rotterdam, multi-grattacielo formato da tre torri collegate e destinate ad uffici, appartamenti, hotel, palestre, negozi e ristoranti.
Tags: architettura contemporanea, rotterdam
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Super Trees, gli alberi giganti di Singapore
Scritto da: laura il 21 December 2011 – 12:35L’ambizioso progetto del team Wilkinson Eyre, Grant Associates e Atelier 10, Gardens by the Bay di Marina South è destinato a diventare una delle attrazioni turistiche più popolari di Singapore. Sebbene il progetto non sia ancora completo, lo sviluppo dei Super Trees, gli alberi giganti hanno già ridisegnato lo skyline di Singapore. I diciotto alberi, undici dei quali sono costruiti con materiali ecosostenibili, saranno ufficialmente aperti al pubblico l’anno prossimo.
I Garden by the Bay occupano una superficie totale di 101 ettari , prevalentemente riservata a due gigantesche serre, pronte a divenire le strutture climatizzate più grandi del mondo che utilizzano un sistema a basso consumo energetico ed energie rinnovabili.
I Super Trees sono alti dai 25 ai 50 metri, la struttura più alta ospiterà un bistrot con vista sulle cime degli alberi. L’altezza degli alberi giganti vuole esprimere un contrasto con i giardini che li circondano. Alcuni degli undici alberi sarnno completamente eco-sostenibili: dotati di celle fotovoltaiche, utilizzeranno l’energia solare per alimentare le piante sia durante il giorno che la notte. Gli altri alberi avranno la funzione di repository del sistema di scarico dell’aria.
La struttura degli alberi è costituita da un nucleo di calcestruzzo, un tronco d’acciaio e saranno completati da pannelli con un totale di circa 162.900 piante di oltre 200 specie diverse provenienti da climi tropicali di tutto il mondo. Le piante saranno disposte per creare diversi schemi di colori sia in toni caldi che freddi. La loro selezione è stata fatta in base alla durata e alla rarità nelle foreste pluviali di Singapore.
Due dei Super Trees da 42 metri saranno collegati da una passerella sopraelevata lunga 128 metri, ad un’altezza di 22 metri da terra, offrendo ai visitatori una splendida vista del Gardens by the Bay.
La gigantesca struttura è stata aperta al pubblico dal 13 al 20 novembre, per dare la possibilità ai cittadini di Singapore e ai turisti di vedere in anteprima lo sviluppo del progetto, ma per l’ apertura ufficiale bisognarà attendere giugno 2012.
Tags: ecosostenibile, energie rinnovabili, singapore
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Una Montagna a Berlino
Scritto da: Simone il 27 November 2011 – 22:23Trovata pubblicitaria, idea utopistica, ipotesi concreta… definitela come volete ma la provocazione che Jakob Tigges ha formulato nel progetto denominato “The Berg” non sarebbe tanto assurda se venisse realizzata. Nata come una critica verso la decisione delSenato tedesco di riconvertire in quartieri residenziali l’area del celebre aeroporto berlinese di Tempelhof, chiuso il 30 ottobre 2008, la montagna voleva essere il simbolo utopico di
come un’immagine provocatoria potesse centrare l’obiettivo molto meglio di pagine e pagine di autorevoli critici. “Non volevo che la critica fosse a vuoto, per questo ho pensato a una montagna, perché è l’unica cosa che davvero manca a Berlino”, spiega Tigges in modo semplice, chiaro, diretto; sembra una lezione di marketing, ed infatti funziona!
Questa idea appare su quotidiani e riviste, la gente ne discute su internet e l’opinione pubblica fa pressioni affinché la sua realizzazione sia presa seriamente in considerazione. Lui giustifica questo interesse con una “necessità di utopia” affermando che “c’è una sorta di nostalgia per questo tipo di cose”. Probabilmente ha ragione o forse la gente è semplicemente stufa di vivere all’ombra delle icone architettoniche che caratterizzano lo skyline metropolitano. Una volta le chiamavano grattacieli, oggi invece si usano termini quali “vertical village”, “vertical farm”, “vegetal tower”, “vertical forest”, dando un’immagine verde, nel senso letterale del termine, a questi edifici che hanno la pretesa di ergersi a nuovi modelli per un’architettura sostenibile. A costruire una “montagna” nella pianeggiante capitale danese ci ha già pensato un altro architetto visionario, Bjarke Ingels, con il suo Mountain Dwellings, e allora perché non realizzare una montagna vera e propria nel cuore di Berlino?
Mentre altre grandi e ricche città del mondo sfidano i limiti del possibile costruendo giganteschi alberghi dalle forme ricercate, innalzando torri alte fino al cielo o costruendo templi della cultura che sembrano fluttuare sull’acqua, Berlino si concede una montagna”, afferma Tigges nel suo manifesto, “una montagna che tuttavia Berlino non ha bisogno di costruire per possedere.
Tags: architettura sostenibile, Berlino
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Un College del valore di 66mila sterline
Scritto da: Simone il 23 November 2011 – 17:23Inaugurato il college del valore di 66mila sterline progettato da Broadway Malyan
ll nuovissimo campus del College Bournville di Birmingham, nel Regno Unito, rappresenta uno dei più emblematici esempi di archittettura sostenibile.
Il suo valore complessivo è di 66mila sterline.Progettato dallo studio di architettura globale, di urbanistica e di progettazione pratica Broadway Malyan, e realizzato dall’appaltatore nazionale Shepherd Construction per il costruttore San Modwen, il Campus è stato inaugurato in occasione di un evento al quale hanno partecipato alti funzionari, delegati del governo loocale e oltre 500 ospiti VIP.L’ex membro del gabinetto del governo britannico David Miliband ha visitato la nuova costruzione di 250.000 m² e i 4,2 ettari di campus, che ha una capacità di 15.000 studenti e che unificherà i tre campus esistenti del College. Egli ha descritto il College come fonte di ispirazione per i giovani delle Midlands e ha affermato: “Fa un effetto WOW (lett.) ed è un vero e proprio tempio del sapere e una fonte di speranza per Longbridge e per l’area di Birmingham nel suo complesso”Il direttore di Broadway Malyan Aidan Ridyard ha dichiarato: “I nostri esperti del settore istruzione hanno consegnato un impianto di formazione all’avanguardia che fornirà agli studenti e al personale uno degli ambienti di cultura più contemporanei d’Europa, in stretta collaborazione con le parti interessate, compreso il College e Birmingham City Council.”Cosi come uno degli ultimi grandi progetti finanziati del Learning and Skills Council, il College è stato pensato come un edificio che sa imporsi al fine di ridefinire l’immagine del College stesso, massimizzare il potenziale del luogo come punto di riferimento e, come prima parte di un piano più generale, far si che il campus sia un grande catalizzatore nella riqualificazione e rigenerazione della più vasta area di Longbridge”L’edificio, costruito secondo i principi di architettura sostenibile, si snoda attorno ad un spettacolare colonna centrale lineare che ospita le aule. La colonna è collegata a ‘The Street’, che fungerà da centro sociale principale del Collegio, e fornisce un collegamento con i blocchi attorno al perimetro che sarà occupato da aree di studio professionale. Quest’ultimo comprende delle zone a vetrate che si affacciano su ‘The Street’, per fornire un’ “esposizione effettiva” ai passanti.Nel frattempo, un centro di apprendimento e svago, che alla fine si troverà di fronte alla nuova piazza della città come parte del piano generale del luogo, è stato progettato per presentare un’immagine forte e accogliente, con una facciata completamente a vetrata avvolta da 34 travi in legno lamellare enorme.Norman Cave, Preside del College Bournville ha aggiunto: “Questo è un progetto che è costato sei anni di realizzazione, dal concepimento fino al completamento. Abbiamo atteso con ansia questo momento storico e siamo lieti di iniziare un nuovo capitolo nella storia del Bournville College”.
Tags: architettura sostenibile, studenti, università
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Casa di bottiglie di plastica
Scritto da: Simone il 23 November 2011 – 17:21Nuovi limiti di progettazione sostenibile realizzata da DARE nella Casa di bottiglie di plastica in Nigeria
La spazzatura di una sola persona è materiale da costruzione per un’altra persona … o almeno così sembrerebbe. Nel villaggio di Sabon Yelwa l’Associazione per lo Sviluppo delle energie rinnovabili (DARE) ha promosso uno schema ingegnoso per trasformare il problema rifiuti della regione in un futuro positivo per la comunità e per i giovani attraverso la costruzione di nuove abitazioni.Questo progetto pilota guidato dalla ONG DARE in partnership con l’organizzazione Africa Community Trust con sede a Londra, si propone non solo di trovare un’alternativa sostenibile all’immensa carenza di alloggi della Nigeria, ma anche di fornire ai bambini di strada un lavoro stabile e una collocazione nel prossimo progetto di costruzione in programma – una scuola locale. Infatti anche i giovani hanno preso parte a questo progetto di architettura sostenibile lavorando sul progetto di costruzione, come primo passo, con un impiego a tempo pieno e poi ritornando all’istruzione e all’apprendimento.Il processo di costruzione di tali abitazioni consiste nel prelievo di bottiglie di plastica, nel riempirle con la sabbia e riattaccare i tappi prima di unirle lateralmente una sopra l’altra e, infine, fissarli con strati di fango. Le fondamenta in calcestruzzo forniscono poi una solida base per l’abitazione insieme a risme di vivaci archi colorati che danno un tocco di allegria alle pareti interne.
Secondo la Trade Invest Nigeria, l’area di Lagos da sola produce 9.000 tonnellate di rifiuti ogni giorno e con una densità abitativa di 4.193 abitanti per kmq e una popolazione prevista di 25,4 milioni entro il 2015, i problemi dei rifiuti della zona diventeranno sempre più minacciosi.
Ogni bottiglia di plastica bevuta impiega in media 450 anni per decomporsi e una volta riempita con la sabbia crea una costruzione sostenibile, eco-friendly e antiproiettile che può essere utilizzata in una varietà di progetti architettonici.
Questi mattoni alternativi si adattano perfettamente al clima molto caldo della Nigeria poiché la sabbia fornisce uno strato isolante, mantenendo basse le temperature dell’ambiente e creando e un muro antincendio e antisismico. Yahaya Ahmed, capo del progetto per DARE, spiega: “La sabbia compattata all’interno di una bottiglia è quasi 20 volte più forte dei mattoni. Abbiamo anche intenzione di costruire un edificio di tre piani.
“Questa tecnica verde ha suscitato preoccupazioni in merito alla possibilità di sostenere costi maggiorati per gli altri progetti di costruzione. Il muratore Mumuni Oladele che vive a Lagos ha detto alla BBC: “La mia paura è che questo metodo di costruzione aumenterà la domanda di sabbia e ciò può portare anche ad un incremento del prezzo della sabbia. Ad oggi le persone che cercano sabbia per costruire case scavano ovunque per avere la sabbia. Potete immaginare cosa accadrà quando la domanda di sabbia per costruire nuove case bottiglia salirà”.In tutto il mondo le tecnologie sostenibili complesse sono oggetto di ricerca per fornire soluzioni futuristiche al problema comune dei rifiuti in eccesso. Quello che DARE e l’Africa Community Trust stanno realizzando in Nigeria è una risposta efficace e relativamente poco costosa a questo problema in corso, per promuovere la trasformazione delle materie prime in preziose e durevoli risorse per la comunità e per far si che i nuovi progetti di architettura sostenibile coinvolgano sempre di più le giovani generazioni.
Tags: eco, giovani architetti, nigeria, sostenibile
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