Energy Seed: nuova luce dalle vecchie batterie

Scritto da: Simone il 21 July 2009 – 19:28

Diciamo subito che le , e non, sono un grande problema per l’ e che non costano neanche tanto poco. In secondo luogo i contenitori per la raccolta delle batterie scariche sono davvero bruttini, tristi e il più delle volte strapieni e sporchi (e sotto il sole non so neanche quanto possano essere sicuri). Ma come ovviare a questo non piccolo problema?


Semplice! Ecco che Park e Sunhee Kim hanno progettato SEED, il lampione stradale che prende vita e si illumina grazie a noi ed incoraggia il riciclo.
Con il semplice e consueto (come ormai dovrebbe essere!) gesto del buttare via le batterie scariche e non più ricaricabili, o comunque non più utili, ecco che al posto dei contenitori da riciclo c’è questo piccolo lampione per che si illumina con le nostre batterie
Ma come funziona? Basta inserire una ad una le batterie negli appositi buchini cilindrici e la loro residua, anziché inquinare il nostro pianeta, attiverà dei led luminescenti. Le batterie alcaline scariche infatti, anche se inutili alle nostre esigenze, hanno sempre un minimo di carica sufficiente ad illuminare un led, che funziona con soli 2 volts.

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South Face

Scritto da: Simone il 6 July 2009 – 15:05

Installazione/Installation per Interni Design Energies,
2009

Parla Arch. Massimo Iosa Ghini:
“Sostenibile ma bello, questo è l’obiettivo che da anni cerco di perseguire in tutti i miei . , è il risultato di questa costante ricerca verso una sostenibile che si confronta con i reali sistemi di produzione presenti sul mercato.
L’installazione esemplifica una porzione di con una soluzione di facciata in funzione dell’esposizione solare e consiste in una parete coibente modulare composta da in ecocemento cavi addizionati di substrato, che accolgono una folta e scenografica vegetazione.
La facciata è esposta a sud costituendo un vero e proprio giardino verticale, che assorbe dall’atmosfera, e che coibenta e isola dall’umidità l’ che racchiude.
All’interno della struttura sono state inserite delle sedute informali, il loro disegno invita al riposo e al contatto con la .
Il concetto di sostenibilità è solitamente associato a forme sterili, nelle quali l’estetica è spesso messa da parte. La nostra installazione crea spettacolari effetti estetici rendendo il sostenibile bello e possibile.“

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Moduli Solari Cilindrici: Elettricità Anche di Notte.

Scritto da: Andrea il 10 June 2009 – 11:05

Technologies ha sviluppato un curioso nuovo modulo solare che è in grado di generare elettrica anche di notte convertire la dei fari delle automobili in elettricità. Il sistema è chiamato Electrawall e si presenta in una forma cilindrica. Solaroad sostiene che il nuovo modulo solare permette di generare più energia di quella dei fotovoltaici convenzionali piani.

Il sistema spiegano, può essere facilmente posizionato sulle barriere divisorie delle carreggiate autostradali per raggiungere la massima esposizione al sole. L’inventore sostiene inoltre che circa 250 Km di Electrawall corrisponderebbe alla di una piccola centrale nucleare. Oltre ad essere efficace, Solaroad afferma che nuova tecnologia solare è stata sviluppata in un modo da permettere di essere installata in modo molto rapido.

“Con Electrawall è possibile creare energia elettrica anche di notte a differenza di qualsiasi impianto fotovoltaico convenzionale e attualmente in commercio”, spiega Kahrl Retti della Solaroad Technologies. La società è parte di un incubatore di alla Towson University. “Solaroad ha sviluppato una tecnologia che può essere implementata rapidamente e facilmente in qualsiasi paese” afferma il deputato John Sarbanes, forte sostenitore della Solaroad. “Abbiamo avuto almeno dieci studenti tirocinanti che hanno lavorato in azienda, nonché sui e sull’efficienza energetica della tecnologia”, continua Dyan Brasington della Towson University.

Solaroad fra i suoi prodotti punta a vendere anche sul mercato il suo Cube Tube, che potrebbe essere installato sui moduli dei classici americani dove produrrebbe energia sfruttando anche la fioca luce a neon. La Solaroad punta a diventare leader nella produzione di tecnologie solari con prodotti installati in abitazioni, uffici, lungo le strade e in molti altri luoghi e superfici sul territorio che ci circonda. L’azienda che utilizza un prodotto a tre dimensioni anziché due in contrapposizione ai tradizionali moduli piatti, è in grado di ridurre notevolmente l’ingombro del dispositivo.

ElectraWall è una tecnologia fotovoltaica che ha anche la possibilità di conservare l’energia immagazzinandola in apposite con una potente capacità di stoccaggio che impedisce un effetto “brown-out” cioè una parziale perdita di corrente elettrica su lunghe distanze. La modularità del di ElectraWall fa si inoltre che diversi moduli possano essere connessi fra loro su muri, pali luce, segnaletica stradale, parcheggi, tetti e molto altro ancora.

Ma le innovazioni nel settore del fotovoltaico per la Solaroad non finiscono qui. I prodotti su cui sta già lavorando sono il SolarFilm uno spray basato sulla nanotecnologia che crea energia mediante il calore, la luce e il magnetismo. E ‘unica formulazione per unire fotovoltaico e termoionico (utilizzando appunto proprietà chimiche), in sintesi una delle più avanzate tecnologie solari mai create. “SolarFilm è durevole, efficiente, ed estremamente versatile” afferma Retti. Il SolarFilm può anche esteticamente essere invisibile, dato che può essere fatto corrispondere a qualsiasi colore, consistenza, o forma su cui viene applicando, fornendo possibilità di utilizzo infinite. SolarBuilder è invece la diretta applicazione residenziale di prodotti rivestiti con SolarFilm. Queste applicazioni sono in grado energeticamente di rendere fra il 6 e il 20%. L’utilizzo di questa particolare vernice solare può far si di essere utilizzata per generare energia elettrica su qualsiasi superficie esposta al sole e classicamente così non solo sul tetto.

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La nuova sede ecosostenibile del Ministero dell’Ambiente cinese

Scritto da: Andrea il 28 May 2009 – 14:43

Quasi ultimati i lavori per la costruzione del nuovo del Ministero dell’Ambiente cinese, che entro la fine del 2009 verrà completato e che sarà sede dell’autorità preposta alla gestione ed al controllo delle attività relative all’attuazione di Accordi Ambientali ed alla lotta contro il traffico illegale delle sostanze chimiche pericolose.

Il 4C Building (Centre for China Compliance with International Environmental Convention), sorgerà in un’area centrale di e farà parte di un gruppo di quattro edifici governativi con caratteristiche dimensionali analoghe.

La sua progettazione è stata affidata a – Mario Occhiuto architetture – nel 2006 dal Ministero dell’Ambiente cinese (State Environmental Protection Administration), con la richiesta di realizzare un edificio sostenibile, identificabile ed innovativo. Per coniugare le esigenze della committenza con il contenimento delle risorse energetiche e le soluzioni formali, è stata compiuta un’attenta lettura del contesto e dei suoi climatici, urbanistici ed architettonici.

Caratteristica principale del 4C Building è quella di configurarsi come un edificio sostenibile in tutte le sue accezioni. In esso la viene perseguita ricorrendo ai concetti di adattabilità e riconoscibilità, urbana e ambientale e con l’impiego di nuove in grado di ridurne l’. L’intero involucro dell’edificio è utilizzato come un “sistema attivo”, che collabora alla climatizzazione ed all’ del suo invaso, garantendo il massimo risparmio energetico possibile.

Realizzato nell’ambito del Programma di Cooperazione fra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio italiano e il suo omologo cinese, l’edificio di nove piani si sviluppa su oltre 27 mila mq, occupando un lotto di 6754 mq, il cui 33% è destinato al verde.

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Le suore benedettine e l’eco-nvento

Scritto da: Andrea il 28 May 2009 – 14:08

Per questi 171 anni, le suore Benedettine del Convento di Nostra Signora di Consolazione in Gran Bretagna hanno vissuto in un vecchio afflitto da altissimi ed un inefficiente impianto di riscaldamento.

Di recente però si sono mosse per un convento -compatibile.

Progettata dal Feilden Clegg Bradley Studios, la nuova casa delle suore nel North York Moors National Park
è costruito partendo da di provenienza locale e vanta una serie di eco-funzionalità, tra cui il riscaldamento solare di acqua calda e di un sistema di riciclaggio dell’acqua piovana.
Le monache hanno deciso di cambiare il loro antico convento a causa della maturazione dei costi di manutenzione elevati e addirittura superiore impronta ambientale.
Va considerato che l’antico convento è stato riscaldato con l’olio e il gas, mentre il nuovo una caldaia alimentata con cippato di provenienza locale alberi per la produzione di calore, e una caldaia solare di acqua calda. In termini di materiali da costruzione, il nuovo convento è stato creato utilizzando legname di provenienza locale e pietra.
Ancor più impressionante è il loro sistema di riutilizzo delle acque. L’acqua piovana dal tetto è raccolta e utilizzata per i servizi igienici. Le acque poi passano attraverso un letto di canne completamente naturale, simile a quella di una piscina naturale. La digestione anaerobica del sistema filtra l’acqua che viene poi usata per irrigare.

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La Farmacia Galleggiante

Scritto da: Andrea il 28 May 2009 – 14:07

La medicina tradizionale può essere la scelta migliore per alcune malattie, ma a volte tutto ciò che serve è un po’ di aiuto da Madre . La è una fattoria urbana che cresce ed in una serie di reti lungo il muro di mattoni di ’s Canal. Questa particolare farmacia impiega un mulino ad acqua per lavare, asciugare e distillare erbe commerciali nel proprio Stato.
La Farmacia è stata progettata in risposta ad una sfida, da Nannette Jackowski e Ricardo de Ostos presso l’: cioè scoprire se gli estremi di efficacia programmatica si fondono con la fragilità dell’habitat umano.

La crescita delle erbe ha luogo all’interno di reti, tese lungo il muro di mattoni deteriorato del canale di Regent dove i visitarori passano per sperimentarne la fraganza , oppure possono acquistarle dalle farmacie.
La farmacia di Lee crescerà solamente erbe e comuni a un certo luogo nel tentativo di andare d’accordo con il naturale habitat dell’aera.
Il design ispirato allo “steampunk” e al mulino ad acqua, si può integrare perfettamente lungo le rive di un fiume, di qualsiasi città, e nel caso specifico di è particolarmente efficiente.

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Depuratore di Sant’Erasmo

Scritto da: Simone il 17 May 2009 – 17:53

C+S lavora con grande interesse al tema delle infrastrutture: parcheggi, depuratori, strade, banchine portuali, sono che strutturano il paesaggio dove, in , non si ritiene debba intervenire l’. Grazie alla diffusione di queste strutture sul territorio e alla loro dimensione, spesso generosa, la presenza di un progetto di per questi spazi genererebbe una immediata qualità diffusa nel paesaggio antropizzato, modificando le strutture stesse da contenitori direttamente descritti dalla loro funzione a strutture silenziose capaci di diventare parte della grande scala del paesaggio nel quale sono inserite.

Collocato all’interno del parco della laguna nord di , sul limite sud-est dell’isola di Sant’Erasmo, il nuovo è un elemento del complessivo rinnovamento urbano e ambientale dell’isola che il Magistrato alle Acque di , per tramite del Consorzio Nuova sta operando all’interno di un accordo di programma tra Magistrato alle Acque di , Regione del Veneto e Comune di . La fragilità del tessuto dell’isola, il suo limite incerto dove le escursioni della marea modificano il disegno e lo spessore dei bordi, la bellissima batteria austriaca, memoria del più ampio sistema puntuale delle fortificazioni lagunari che ancora permangono nello spessore delle murature generose che incidono il paesaggio della laguna, la scansione regolare del terreno coltivato a carciofi e dei ghebi (corsi d’acqua interni all’isola) disegnano il paesaggio dove l’ si inserisce.

Il tema del progetto diventa l’invenzione di uno spazio di confine che è la soluzione di continuità tra edificio e suolo. Quattro murature parallele dello spessore di un metro, costruite in cemento armato colorato con pigmenti rossi e disattivato a diventare una superficie scabra fondano, come ruderi di un’antica batteria, lo spazio e costruiscono l’edificio, disegnando contemporaneamente la sua e la sua forma. Ricordano le antiche strutture militari, oggi territorio del parco, elementi puntuali di difesa di cui la stessa isola è ricca nell’esempio più importante della Torre Massimiliana che, dal 2004, è diventata un centro culturale e sportivo per tutta la laguna. Lo spazio tra le strutture cementizie è chiuso da pannelli in doghe di Iroko a tutta altezza, apribili all’ingresso e nelle zone necessarie allo scarico delle polveri. Le murature in cemento rosso diventano anche le strutture di base per il disegno del paesaggio.

L’edificio si fonda solidamente nel terreno e contemporaneamente pensa al terreno, al vuoto come uno dei suoi possibili fronti. Inaccessibile per questioni normative, il nuovo depuratore era destinato a occupare una dimensione importante di suolo dell’isola. Questo diventa uno dei temi del progetto: lavorando sulla distribuzione dei flussi da depurare è stato possibile interrare una parte importante della costruzione che appare solo come un disegno del terreno che lascia fuori terra solo la parte destinata alla manutenzione e all’asporto finale delle polveri residue.

La parte interrata, infatti, con la sua forometria in copertura concorre a disegnare il nuovo suolo e si rivela in un gioco di percorsi che si intersecano con il disegno del verde. Lavanda e Phlox, ginestra, santolina e rosmarino accolgono, con la stessa giacitura dell’edificio, le sue tracce. Disegnano la parte accessibile del parco in modo tale che l’edificio (inaccessibile) sia invece pensato e tracciato in un senso più ampio, pensato per un land-watching che potrà diventare uno degli elementi del sistema del parco.

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Centro Televisivo Sperimentale e Didattico-Culturale “Ce.Te.S”

Scritto da: Simone il 5 May 2009 – 19:01

Lo studio associato AKA [Federica Caccavale, Alessandro Casadei, ] e e Nadav Engel vincono il concorso bandito dal per per la per la realizzazione di un Centro Televisivo Sperimentale e Didattico/culturale negli stabilimenti dell’ex Italcitrus di Reggio Calabria.

ORIGAMI DIGITALE: L’intervento rappresenta un forte segnale urbano e nel paesaggio. Non solo l’ e il nuovo ma anche il terreno e l’intero complesso sono pensati come una scultura, un’opera di land art.

Nella notte il centro è avvolto in una rete luminosa che parte dal terreno e culmina nell’antenna/scultura, visibile in lontananza. Il centro diventa di per sé uno strumento di comunicazione, un dispositivo interattivo e non un contenitore passivo. Ma la rete che avvolge parte del complesso non è solo uno spazio di comunicazione, funziona anche come una pelle bio-climatica.

E’ un sistema in parte passivo (protezione dal caldo/freddo) in parte attivo (con l’inserimento di pannelli fotovoltaici).

Giudizio della Giuria La proposta progettuale offre il più elegante ed originale equilibrio tra esistente e nuovo attraverso un linguaggio architettonico unitario e di impatto comunicativo. Affronta in maniera completa il tema di concorso, rispondendo a tutte le nuove esigenze, coniugando architettura, funzioni e sostenibilità. Il progetto è caratterizzato da una pellicola reticolare unificante, elegante e trasparente, che ricopre e salvaguarda i capannoni e la palazzina esistenti ma genera anche nuovi corpi edilizi in cui si integra l’elemento (Landmark) antenna; esso conferisce all’intervento un suggestivo impatto scenico espressione della nuova funzione del Centro, mediante effetti di mutazione cromatica della “pelle” ispirata ai colori dei luoghi (dagli agrumi al mare). Inoltre, tutta l’infrastruttura di “copertura” ha un’importante funzione di regolazione microclimatica e di cogenerazione attiva di . Da evidenziare ancora la buona organizzazione degli spazi, con particolare attenzione a quelli esterni a carattere collettivo che rivelano nuovi luoghi convincenti ed originali

Concorso “Ce.Te.S.” per la per la realizzazione di un Centro Televisivo Sperimentale e Didattico/culturale negli stabilimenti dell’ex Italcitrus di Reggio Calabria
Ente banditore: Comune di Reggio Calabria
Importo lavori: Euro.6.650.000
MQ: 10.200
Progettisti: AKA (AKA studio associato Caccavale, Casadei, Pineschi architetti)
Gruppo di progettazione: arch. Federica Caccavale, arch. Alessandro Casadei, arch. Paolo Pineschi, arch. Nadav Engel
Anno: concorso 2008 / dichiarazione del vincitore marzo 2009
PRIMO PREMIO

Sito web AKA studio associato
- www.akaproject.it

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Architettura per il risparmio energetico

Scritto da: Simone il 21 April 2009 – 16:27

Dal 22 al 24 aprile apre nell’-padiglione in piazza Annigoni di Sant’Ambrogio, a Firenze, APRE, mostra-evento sull’ -architettura. Poche aziende selezionate presentano in anteprima novità assolute nel settore.

Al via il 22 aprile APRE, con l’anteprima nazionale della stufa a doppia fiamma, per scaldare di più e in modo intelligente la casa risparmiando legna, il che rivitalizza l’ del rubinetto pensato anche per la scuola, la valigia del risparmio energetico E-Check, il cocciopesto, i blocchi in calce naturale per costruire, gli isolanti naturali, le guide di luce solari che catturano la luce naturale sul tetto e la guidano all’interno delle nostre abitazioni, sono alcuni esempi di quello che quest’anno APRE propone ad ingresso libero.

Uno sviluppo sostenibile è attento alle capacità di carico di ogni ecosistema cioè alla capacità di mantenere se stesso in equilibrio nel tempo. I cambiamenti climatici hanno accelerato un processo già in atto e le novità legislative sono nella giusta direzione per trasformare il nostro paese in una nazione al passo con l’Europa.
Il settore dell’edilizia è ancora poco attento al territorio e fa fatica a riconvertire il processo produttivo tradizionale in un edilizia eco-compatibile di “qualita”. Sono state emanate e sono in continua evoluzione una serie di normative nazionali, in ottemperanza a direttive europee, volte ad indirizzare l’edilizia e la gestione del territorio verso comportamenti virtuosi ed ecologicamente orientati. Si è più attenti al nord e al centro rispetto al sud. Le differenze climatiche tra le tre macro regioni sono molto evidenti. Dopo 100 anni il petrolio, risorsa in esaurimento, siamo ormai obbligati alla ricerca di fonti energetiche alternative. Alcuni Enti pubblici italiani hanno redatto linee guida e regolamenti edilizi senza un coordinamento centrale per studiare le formule migliori applicabili su vasta scala. Un edilizia eco-compatibile, attenta al clima dei luoghi, rispettosa della storia e della tradizione di ogni territorio può essere sintetizzata in pochi punti essenziali.
• recuperare modi di costruire “” utilizzando naturali, biocompatibili, e autoctoni per la tutela del paesaggio e dell’ identità dei luoghi. Tale norma vale per ogni tipologia di edificio, sia esistente che di nuova edificazione, anche in zone vincolate.
• la tecnologia deve risultare di ausilio ad una corretta bioclimatica e molti nuovi interventi dovrebbero risultare come prodotto di concorsi seri, commissioni super-partes, composte di critici d’arte, sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all’estetica, all’armonia delle forme, e alla qualità ambientale dell’ intervento.

 

APRE®

architettura per il risparmio energetico
decima edizione

dal 22 al 24 aprile 2009
nell’ecopadiglione in piazza Annigoni, Sant’Ambrogio, in centro storico a Firenze

Expo di tecnologia e per la bioclimatica ed il
The italian exhibition for biohousing and interior design

eventi collaterali:
RiartEco e BIMBOFUTURO

Con il patrocinio di:

Parlamento Europeo – Ministero dell’ e della Tutela del Territorio – Ministero Attività Produttive Regione Toscana – Provincia di Firenze – Comune di Firenze – ABITA – Università degli Studi di Firenze – Istituto Nazionale Bioarchitettura – ANAB – WWF – Greenpeace – Legambiente – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

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Progettare l’efficienza energetica

Scritto da: Simone il 23 March 2009 – 11:46

Corso nazionale di Architettura -Compatibile
iscrizione entro 30 aprile 2009

Corso nazionale di Architettura Eco-Compatibile dal titolo: “Progettare l’. Nuova edificazione e riqualificazione dell’esistente” organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con Marche.

Poiché attualmente nelle organizzazioni sociali “industrializzate” il settore più energivoro è quello edilizio, è evidente che bisogna operare per modificare consuetudini e impostazioni progettuali che sono diventate improvvisamente obsolete.

Il “Progetto sostenibile” deve rispondere prima di tutto ad una filosofia oggi estremamente innovativa: quella del “non spreco”, ossia “fare di più con meno”, e’ necessario un approccio progettuale basato sugli stessi principi adottati dagli architetti dell’epoca preindustriale, ovvero capace di sfruttare gli climatici naturali per ottimizzare il rendimento dell’ e garantire il benessere del fruitore, una in sintonia con il luogo, con l’uso di energie da fonti per giungere ad edifici ad impatto zero e quindi passivi.

La rispondenza, inoltre,alla normativa vigente e futura e il valore di prestazione energetica calcolato dal progettista sarà l’indicatore principale che qualificherà l’edificio dal punto di vista energetico oltre ad essere il dato principale della secondo la L.192/05 e /06.

In questo quadro appare sempre più necessario costruire strumenti anche a carattere post-universitario in grado di fornire una specialistica al passo con le trasformazioni attuali delle tecnologie e metodologie relative al progetto, nonché di svolgere, a livello di documentazione, informazione e consulenza operativa, il necessario raccordo fra il mondo delle professioni, dell’innovazione scientifica e tecnologica, e della produzione industriale.

Periodo: maggio – giugno 2009

Scheda di adesione (formato .doc) – da consegnare entro 30 aprile 2009

Costo: 500,00€ + IVA

Sede: Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Pesaro e Urbino
via Montello 4 – Pesaro

Per informazioni e programma: www.ps.archiworld.it

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