Archivio per la Categoria ‘eco’
INTESA SAN PAOLO SFIDA IL CIELO
Il Grattacielo più Innovativo Sfida la Mole Antonelliana
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Valentino il 8 February 2012 – 14:04Nell’agosto del 2013 ci sarà una città verticale di 166 metri, uno in meno della Mole Antonelliana. Ma la Mole è un edificio a punta, solo l’Uomo Ragno potrebbe arrivare fino in cima: «Noi invece avremo una terrazza – sorride un ingegnere della Jacobs, l’impresa che conduce i lavori – con una caffetteria e un ristorante. Il nostro sarà il più alto belvedere della città…».
Per un anno e mezzo tecnici e operai hanno lavorato sul progetto di Renzo Piano senza che all’esterno nessuno vedesse nulla. Hanno triturato il suolo con quella che chiamano «idrofresa», un mostro che mangia la terra e la risputa fuori come fango pregiato. Hanno inserito nel terreno armature di metallo alte quaranta metri, scavato in basso per quattro piani, costruito colonne provvisorie montato gigantesche solette.
Hanno creato sottoterra un enorme cubo di calcestruzzo: «Ci sono volute 87 ore consecutive di gettata – spiega Turini – e 1.280 betoniere, ma ce l’abbiamo fatta. È il secondo monolite del mondo, di più grande ce n’è soltanto uno negli Emirati».
“L’idea -spiega il celebre architetto Renzo Piano-e’ quella di realizzare una costruzione che abbia una valenza di pubblica utilita’. Per questo un terzo della torre e’ aperto a tutti: oltre agli uffici ci saranno infatti un auditorium multifunzionale, una scuola di formazione, una sala espositiva, un ristorante, una terrazza panoramica dalla quale chiudere Torino in un abbraccio che va dalle Alpi, al Po alla collina”. Secondo Renzo Piano, le citta’ possono essere “fertilizzate da costruzioni che si offrano come strumenti di quella che i latini chiamavano ‘civitas’. Grazie soprattutto agli scambi culturali che avvengono in luoghi di incontro nei quali si condividono valori e spariscono diversita’”.
Il gigante ha messo fuori la testa la primavera scorsa, quando sono arrivati quelli che qui chiamano «casseri rampanti» e la torre ha cominciato a crescere, spinta in alto dalle tecniche più avanzate a disposizione dell’edilizia. Poi hanno portato le sei mega-colonne, che ancora a pezzi sui Tir speciali sembravano lunghissime, e adesso piantate nel terreno sono quasi esili, con i loro 44 metri di acciaio riempito di calcestruzzo.
La torre strizza un occhio anche al risparmio energetico: “Una doppia pelle che ‘respira -spiega l’architetto- grazie a sofisticate lamelle, solai che, immagazzinando il fresco delle notti estive, lo restituiscono di giorno e fanno posticipare di ore l’utilizzo dei condizionatori”. Un progetto che non contrasta con la crisi: “E’ un segno di dinamismo -assicura Renzo Piano -un modo di guardare al domani senza esserne terrorizzati. D’altronde, il futuro e’ l’unico posto dove possiamo andare”.
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ECO ARCHITETTURA
Nasce Villa Welpeloo : Hybrid House
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Valentino il 31 January 2012 – 14:03di Valentino Cuzzeri
Nella parte orientale dei Paesi Bassi degli architetti pieni di risorse, 2012Architecten, maestri indiscussi del riciclaggio, del riutilizzo e il reinventare, hanno costruito Villa Welpeloo: un’abitazione a chilometro zero per una coppia di collezionisti d’arte.
E’ una casa ecologica quasi interamente fatta con scarti di provenienza locale, dai cartelloni ai vecchi ombrelli rotti. In una composizione moderna di volumi, la forma di questa casa olandese smentisce le sue origini e l’uso di materiale non ortodosso.
L’elemento interessante di questa costruzione è l’uso innovativo, per il mondo dell’edilizia, di Google Maps.
La casa è stata realizzata riutilizzando materiali di recupero e di scarto delle fabbriche e dei lotti di terreno abbandonati nelle vicinanze, per trovare queste risorse residuali sono state utilizzate le mappe di Google Earth.
Per 2012Architekte l’impiego di materiali secondari non ha motivazioni estetiche ma sottintende un esatto equilibrio ecologico. La realizzazione della facciata ha generato solo il 5 % delle emissioni di CO2 rispetto ad una struttura in materiali nuovi. Per la struttura in acciaio la percentuale sale al 12 %. E’ stata data importanza anche al successivo riutilizzo: la struttura in acciaio non è stata saldata ma solo avvitata.
Il loro approccio all’architettura, che sono soliti definire ricyclicity o anche superuse, ribalta il tradizionale procedimento, partendo da un approfondito studio dell’area circostante il sito, fino a un raggio massimo di 15 chilometri, per stabilire quali possano essere i materiali di recupero disponibili in modo da ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica per il trasporto ma anche per la produzione di componenti nuove ove queste non siano necessarie.
L’edificio si articola in una serie di volumi semplici che spiccano a Roombeek, un sobborgo di Enschede, in Olanda, proprio per la loro sobrietà e le linee chiare e per il loro netto contrasto con le abitazioni circostanti realizzate con la più tradizionale struttura a capanna.
Non si tratta di semplice recupero di porzioni di altri edifici; si tratta di utilizzare parti di altre strutture con una funzione in precedenza del tutto diversa che non sono più in grado di soddisfare i requisiti a loro richiesti ma che hanno ancora caratteristiche di qualità e resistenza tali da essere nuovamente impiegati.
Per le facciate, interamente realizzate in legno, sono stati utilizzati gli elementi centrali delle bobine per l’avvolgimento di cavi dismessi da una ditta produttrice di cavi: la loro modularità, le dimensioni standard e la loro alta qualità li ha resi elementi perfetti per lo scopo pur non essendo più adatti alla loro funzione originaria.
Considerate le particolari richieste dei committenti, amanti dell’arte, del collezionismo e organizzatori di piccole mostre private, i progettisti hanno dovuto studiare gli interni in funzione della luce e disporre gli spazi in modo da creare un ambiente adatto.
Per l’illuminazione, anch’essa studiata appositamente, l’abitazione sfrutta il più possibile l’illuminazione naturale; in aggiunta sono state progettate delle lampade realizzate a partire dalla struttura di ombrelli rotti raccolti nel quartiere.
Anche l’elevatore utilizzato in fase di cantiere è stato recuperato per diventare una parte della costruzione stessa, per rispondere alla richiesta dei proprietari di avere a disposizione un elevatore per trasportare i dipinti al piano superiore.
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Come l’Architettura Contemporanea salverà la Terra
Scritto da: Valentino il 16 January 2012 – 18:06Gaetano Pesce in Brasile per l’innovazione contemporanea
Fermamente convinto che “il mestiere dell’architetto o del designer sia estremamente e intimamente legato a quello che è il bisogno dell’innovazione, perché l’innovazione è un qualche cosa che inventa un qualcosa che è utile alla società“, tutta la carriera di Gaetano Pesce è caratterizzata da quella freschezza che sta nel design del Made in Italy.

Il design di Gaetano Pesce non è catalogabile e la sua carriera è un percorso che lui modifica continuamente.“Sono convinto che un’innovazione sia perpetrata attraverso tre mezzi: l’innovazione del linguaggio, l’innovazione tecnica e l’utilizzo di nuovi materiali.
La “performance” dello, storico architetto e designer veneziano apporta nel mondo dell’architettura contemporanea un nuovo linguaggio rappresentato dall’utilizzo di materiali tradizionali che veicolano l’incertezza della menzogna. Un creatore, secondo Pesce, deve dunque esprimersi coi materiali del suo tempo per essere sincero. Una tal pratica facilita l’innovazione, che resta molto limitata se si tratta di esprimersi con una materia che è stata nel passato il mezzo d’espressione di una moltitudine di creatori“, afferma Pesce.
La creatività di Gaetano Pesce ha trovato in Brasile molte meno restrizioni che in altri posti, così si trovano a Bahia tra le sue più interessanti realizzazioni nel campo dell’architettura contemporanea. Ha costruito la sua casa a Bahia e ne ha fatto il manifesto del suo modo di intendere il design realizzando una struttura a due piani che è rivestita in mattonelle di resina dalle tonalità cangianti, che luccicano alla luce come fossero un gioiello o le squame di un pesce: un materiale poco costoso che si modifica col tempo esposto al sole e all’acqua. Dei volumi parallelepipedi, più alti che larghi, sono collegati tra loro da passerelle.
In seguito alla ormai celebre collezione di poltrone Up diventate subito icone del design industriale italiano e internazionale, Gaetano Pesce si dedica un pò a se stesso, progettando la propria dimora Brasiliana e strizzando l’occhio verso una innovativa concezione architetturale.
Tags: architettura contemporanea, brasile, Gaetano Pesce, innovazione, poltrone
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Expocasa 2012, appuntamento con le idee
Scritto da: Fabiana il 13 January 2012 – 10:31Suggestioni, idee e tendenze innovative: è questo il biglietto da visita di Expocasa 2012, il salone dell’arredamento e del design in programma dal 3 all’11 marzo presso il Lingotto Fiere di Torino. Giunto alla 49° edizione, l’evento richiama e coinvolge i professionisti del settore, dagli architetti agli arredatori, per un viaggio che attraversa le ultime frontiere dell’interior design, i nuovi materiali e concetti abitativi, il design eco-compatibile.
Classico e contemporaneo insieme, per una miscela di idee e stili da affiancare alle nuove tecnologie: troveranno infatti spazio anche le imprese che operano nel settore della ristrutturazione, climatizzazione, risparmio energetico, riscaldamento, materiali. Previsti inoltre incontri con gli architetti e stand interamente dedicati alle soluzioni outdoor e al verde.
Spazio alla creatività per i giovani designers con il programma toBEeco 2012, nato tre anni fa e che in questa edizione mira a selezionare 40 progetti inediti sul tema dell’En&rgia. Intesa come creazione, creatività e trasformazione. Ma anche come capacità di far breccia sul mercato al momento della commercializzazione del prodotto. Attraverso il sito di Expocasa 2012 è possibile presentare un oggetto o un prototipo che sia originale e che rispetti almeno una delle tre definizioni ECO segnalate: ECOnomia del progetto; ECOlogia di processo; ECOmulti-funzionalità di prodotto.
EXPOCASA 2012
da sabato 3 a domenica 11 marzo
ORARI
Giorni feriali dalle ore 17,00 alle ore 23,00
Sabato e domenica dalle ore 10,00 alle ore 23,00
Ultima domenica dalle ore 10,00 alle ore 20,00
Tags: design eco compatibile, interior design, salone arredamento
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Super Trees, gli alberi giganti di Singapore
Scritto da: laura il 21 December 2011 – 12:35L’ambizioso progetto del team Wilkinson Eyre, Grant Associates e Atelier 10, Gardens by the Bay di Marina South è destinato a diventare una delle attrazioni turistiche più popolari di Singapore. Sebbene il progetto non sia ancora completo, lo sviluppo dei Super Trees, gli alberi giganti hanno già ridisegnato lo skyline di Singapore. I diciotto alberi, undici dei quali sono costruiti con materiali ecosostenibili, saranno ufficialmente aperti al pubblico l’anno prossimo.
I Garden by the Bay occupano una superficie totale di 101 ettari , prevalentemente riservata a due gigantesche serre, pronte a divenire le strutture climatizzate più grandi del mondo che utilizzano un sistema a basso consumo energetico ed energie rinnovabili.
I Super Trees sono alti dai 25 ai 50 metri, la struttura più alta ospiterà un bistrot con vista sulle cime degli alberi. L’altezza degli alberi giganti vuole esprimere un contrasto con i giardini che li circondano. Alcuni degli undici alberi sarnno completamente eco-sostenibili: dotati di celle fotovoltaiche, utilizzeranno l’energia solare per alimentare le piante sia durante il giorno che la notte. Gli altri alberi avranno la funzione di repository del sistema di scarico dell’aria.
La struttura degli alberi è costituita da un nucleo di calcestruzzo, un tronco d’acciaio e saranno completati da pannelli con un totale di circa 162.900 piante di oltre 200 specie diverse provenienti da climi tropicali di tutto il mondo. Le piante saranno disposte per creare diversi schemi di colori sia in toni caldi che freddi. La loro selezione è stata fatta in base alla durata e alla rarità nelle foreste pluviali di Singapore.
Due dei Super Trees da 42 metri saranno collegati da una passerella sopraelevata lunga 128 metri, ad un’altezza di 22 metri da terra, offrendo ai visitatori una splendida vista del Gardens by the Bay.
La gigantesca struttura è stata aperta al pubblico dal 13 al 20 novembre, per dare la possibilità ai cittadini di Singapore e ai turisti di vedere in anteprima lo sviluppo del progetto, ma per l’ apertura ufficiale bisognarà attendere giugno 2012.
Tags: ecosostenibile, energie rinnovabili, singapore
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Il divano completamante biodegradabile
Scritto da: laura il 19 December 2011 – 14:53Se siete amanti del giardinaggio ma non sapete resistere al fascino del design, non potete perdere le istruzioni per la costruzione del divano d’erba fai da te di Ready Made.
Non si tratta di un fotomontaggio ma di un divano vero e proprio: niente cuciture, niente imbottiture, niente struttura rigida, solo terra ed erba.
Crescere un divano naturale nel vostro giardino, non sarà un’impresa semplice: oltre ad una ingente quantità di terra, di bacchette in legno e chiodi per definire la forma, di zolle d’erba e di fertilizzante, considerate una buona dose di pazienza.
Alla fine il risultato sarà di sicuro effetto e potrete sfoggiare un sofà 100% biodegradabile.
Tags: ecodesign, giardino design, green design
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La fabbrica di cioccolato 100% in bambù
Scritto da: laura il 7 December 2011 – 12:12Con una resistenza alla trazione superiore all’ acciaio e una resistenza alla compressione maggiore delle miscele di cemento, non c’è da meravigliarsi se il bambù continua ad essere il materiale da costruzione privilegiato per le strutture ecologiche che ambiscono a durare nel tempo. Nessuno, però, aveva realizzato un progetto tanto ambizioso come quello di Big Tree Farm, che ha recentemente completato, a Bali nella località di Sibang, la più grande struttura commerciale di bambù esistente.
La struttura, orgogliosamente ecosostenibile, di 26.500 metri quadrati è adibita a fabbrica di lavorazione del cioccolato.
Frederick Schilling, uno dei due co-amministratori delegati di Big Tree Farm, spiega:
La costruzione della nostra nuova sede incarna l’anima della missione e la visione di ciò che Big Tree Farm si sforza di realizzare per il mondo. Non solo ci fornisce lo spazio necessario e le infrastrutture per tenere il passo con la domanda dei nostri prodotti ma ci consente di farlo in un modo molto creativo e altamente sostenibile.
La struttura alta 15 metri è stata progettata dall’architetto Pete Celovsky, un architetto di Seattle, trasferitosi a Bali, che condivide le “eco-aspirazioni” di Schilling e del suo socio Ben Ripple.
Oltre al materiale eco-friendly del nucleo dell’edificio, sono state installate due vasche di raccolta dell’acqua piovana per scopi non alimentari di produzione e due pozzi neri per il trattamento delle acque che servono i bagni su ogni lato dell’edificio.
Il progetto della fabbrica, nella sua forma a tre piani, comprende uffici, un locale per la vendita al dettaglio con caffetteria, spazi di magazzino, aree meeting, un centro congressi e uno spazio di produzione.
Il bambù è usato in Asia come materiale da costruzione da migliaia di anni ed è in rapida crescita come materiale per le costruzioni contemporanee, essendo incredibilmente solido per il suo peso relativo e esteticamente piacevole.
Molti professionisti continuano ad utilizzare le canne come ponteggi, in Cina questa pratica è limitata ai palazzi inferiori ai sette piani, ad Hong Kong, invece, progetti imponenti sono regolarmente incassati in impalcature di bambù.
Tags: bambù, fabbrica ecocompatibile, materiali da costruzione
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Pannelli a base di letame di bovino riciclato
Scritto da: Simone il 1 December 2011 – 15:07
ECOR, una linea di pannelli a base biologica sviluppata da Nobel Environmental Technologies, consiste nell’unire cellulosa di provenienze diverse, compresi il cartone riciclato, giornali vecchi, stampe d’ufficio, paglia di frumento, canapa, iuta, rifiuti di legno e altri. La sua composizione può persino comprendere fibre ricavate dal letame bovino, recuperate dopo che le cisterne di digestione anaerobica ne estraggano il metano.
I risultanti panelli di costruzione sono leggeri ma resistenti. Disponibili in lastre piane, ondulate oppure a nido d’ape, possono essere utilizzati per la produzione di mobili, esposizioni, insegne e molti altri elementi architettonici.
Acqua, fibre riciclate, calore e pressione vengono uniti per creare prodotti senza formaldeide, sostanze chimiche, petrolio e additivi tossi. Bensì un’ampia gamma di finiture possano essere utilizzate – come vernici, impiallacciature e lamine – questi, sono selezionati a secondo dei principi della non-tossicità del materiale stesso.
Questo materiale nuovo e sostenibile si è aggiudicato una menzione d’onore nell’ambito della competizione per il materiale dell’anno 2010 di Material ConneXion.
Tags: architettura sostenibile, eco, materiali
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Architettura sostenibile e illuminazione a LED
Scritto da: Silvia il 20 June 2011 – 17:54I moduli LED (Light Emitting Diodes) di Xicato offrono sistemi di illuminazione più economici ed ecologici.
Il consumo energetico inferiore e vantaggi ecologici legati al trattamento dei rifiuti rendono questi LED un optional perfetto per un’architettura sostenibile.
Gli inconvenienti legati all’utilizzo dei LED riguardavano la colorazione e le sfumature della luce. Con i moduli LED di Xicato la luce blu diventa bianca grazie ad una camera ottica composta da una parete laterale ed una frontale rivestite di fosfori.
In questo modo la luce assume un aspetto del tutto naturale e i fosfori, separati dai LED, restano meno caldi del solito conservando più a lungo le loro proprietà.
Le sperimentazioni dei moduli LED sono iniziate tre anni fa: oggi non ci sono più svantaggi nel loro utilizzo e possono essere perfetti per una illuminazione generale.
I moduli LED si adattano ad illuminazioni particolari come quelle delle rondelle da parete, ma anche in contesti particolari come la moda, l’arte e la ristorazione per la resa cromatica.
La qualità della luce dei moduli LED è alla pari con la qualità della luce alogena.
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Maria Cristina Carlini al Fuori Salone 2011
Scritto da: Silvia il 12 April 2011 – 16:39L’arte di Maria Cristina Carlini a sostegno e al servizio dell’eco-sostenibilità. È questo il senso della partecipazione della scultrice milanese a “Merci Beaucoup! nuovi valori – nuovi oggetti”, evento inserito nel circuito del Fuori Salone 2011 per la Milano Design Week, dal 12 al 17 aprile 2011 nell’area Ex Ansaldo.
La manifestazione, curata da Fortunato D’Amico, coinvolge architetti, artisti, designer e aziende all’insegna della multidisciplinarietà, e propone una lettura critica del consumo delle merci e dei suoi sistemi di produzione e promozione sociale.
Un’analisi dell’habitat umano a partire dalla contemporaneità per raccontare attraverso una pluralità di mezzi – strumenti multimediali, fotografie, opere d’arte, grafici, video, oggetti – l’evoluzione dei beni di consumo andando a ritroso nel tempo.
L’etica ambientale e la salvaguardia delle culture differenti sono del resto i temi dell’Expo 2015 – il cui titolo è appunto “Nutrire il pianeta. Energie per la vita” – nei confronti della quale Merci Beaucoup! si pone come proposta di riflessione: non vi sono infatti solo merci esposte, ma incontri, dibattiti, progetti.
Riprogettare i sistemi di energia, il paesaggio agricolo, il cibo, i trasporti, le città, l’architettura, gli spazi di vita interni ed esterni, e i prodotti che rendono funzionale e piacevole l’esistenza è il compito che spetta ai progettisti, così come agli artisti che creano opere che migliorano la qualità della vita di chi le osserva o di chi sceglie, in modo più radicale, di farsi accompagnare da un oggetto d’arte per tutta la vita accogliendolo in casa propria.
Maria Cristina Carlini presenta dunque in questa particolare occasione opere “sostenibili”, in linea con il tema guida dell’iniziativa – realizzate in ferro, bronzo, lamiera, grés – e dà prova della sua versatilità proponendo lavori per interni.
Tra le opere esposte, un’attenzione particolare va al bellissimo Note (h 225 cm), sei rombi in lamiera sospesi al soffitto; a Karbala, tre elementi realizzati in ferro che ricordano la forma di un paravento; e a Magma, una sorta di colata lavica in bronzo.
Maria Cristina Carlini
Merci Beaucoup! nuovi valori – nuovi oggetti
Milano Design Week 2011
Fuori Salone 2011
Sede Spazio Ex Ansaldo, Milano
Date dal 12 al 17 aprile 2011
Tags: architettura design, ecodesign, eventi
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