Archivio per la Categoria ‘curiosità’
Nuova e vecchia Amsterdam
Scritto da: Simone il 27 December 2009 – 15:20Si è concluso nelle scorse settimane il concorso Open Fort 400, indetto ai primi di giugno per individuare un piano mirato al rilancio dell’area portuale a Nord di Amsterdam: la competizione, incentrata sul progetto di “un edificio e uno spazio pubblico sulle rive nordoccidentali” del fiume IJ (openfort400.nl), ha raccolto 100 adesioni entro il 12 agosto e, dopo la definizione della lista ristretta – comunicata in settembre – ha portato alla scelta (architectmagazine.com) delle soluzioni presentate dai raggruppamenti Open Frame (Elastik e Mat Studio) e New York 5 (HWKN, L.E.FT, PARA-project, Phu Hoang Office con Rachely Rotem Studio e WORKac).
Il legame tra la capitale olandese e la Grande Mela ha ispirato le tematiche del bando, proposto in occasione del quarto centenario dalla fondazione di New Amsterdam, ovvero del nucleo secentesco a partire dal quale si sviluppò la città più tardi ribattezzata New York dagli inglesi (it.wikipedia.org). Architetti e pianificatori sono stati chiamati a ipotizzare un nuovo “bastione”, riferibile al Fort Amsterdam che nella colonia sull’isola di Manhattan “offriva libertà di spazio per la crescita dell’insediamento e per la sua progressiva trasformazione in un centro mondiale di diversità culturale e conoscenza” (openfort400.nl).
I New York 5, supervisionati dallo studio di Rotterdam Stereo Architects, hanno interpretato l’idea di un forte da ricreare nella “vecchia” Amsterdam, definendo un grande cubo vetrato contenente cinque torri di uffici, “ognuna derivata dalla citazione di qualche aspetto delle forme urbane di New York” (architectmagazine.com) – per esempio, le scale antincendio. Open Frame ha immaginato invece un complesso per manifestazioni all’aperto e al coperto, articolato in “una struttura terrazzata… composta di piani angolati, piroettanti, con alcune superfici colorate da un brillante, saturato rosso” (openfort400.nl).
Tags: architetti, Fort Amsterdam, Manhattan, Mat Studio, New York, rotterdam
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Prende forma l’ostrica di Zaha Hadid
Scritto da: Simone il 14 December 2009 – 15:32Il progetto dell’architetto anglo-israeliana: in plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare. I lavori erano stati sospesi.
SALERNO — Sta prendendo forma l’ostrica di plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare che l’architetto anglo-israeliana ha immaginato come sede dell’avveniristica Stazione marittima di Salerno. I lavori, che erano iniziati nel 2005 e che avevano subi to una battuta d’arresto a causa dell’abban dono del cantiere da parte dell’impresa ag giudicataria dell’appalto, stanno procedendo speditamente e, se non ci saranno ulte riori intoppi, l’opera potrà essere ultimata entro il 2010. L’Ati Passarelli-Comi è la ditta che sta realizzando un gioiello d’architet tura già noto negli ambienti del design in ternazionale. Non è un caso che il progetto ha ricevuto ampi consensi alla Biennale di Architettura di Venezia. Da quel po’ che si riesce a scorgere dalla struttura che attual mente somiglia allo scafo di una nave è confermato lo stile di Hadid che tende non solo al guizzo creativo ma anche alla fun zionalità.
Il progetto prende forma dalla connessione di tre elementi principali: gli uffici della sezione amministrativa, il ter minal per i traghetti, ed il terminal per le navi da crociera. I passeggeri acquisteran no i biglietti al piano terra e poi, attraverso delle rampe, raggiungeranno il livello superiore dove li aspetterà la nave. La Stazione marittima rientra nel ridise gno più ampio e complesso del waterfront salernitano che ha in piazza della Libertà e nel Crescent i suoi due punti di forza.
Pro prio stamattina alle 11 il sindaco di Saler no Vincenzo De Luca accompagnerà i giornalisti in una visita al cantiere per la realiz zazione di Piazza della Libertà nell’area di Santa Teresa sul lungomare di Salerno. La prima fase dei lavori vede in corso la realiz zazione dei parcheggi sotterranei, della passeggiata a mare e della piazza vera e propria. Nel corso della visita saranno illustrati nel dettaglio le tecniche ed il crono programma dei lavori e si potranno verifi care i lavori già eseguiti.
Tags: architetto, architettura, avveniristica, biennale, design, ostrica, plexiglas, USA, Venezia, zaha hadid
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Nuove Carte da Parati Artistiche Fab3 Design
Scritto da: Simone il 24 November 2009 – 17:26Carte da parati come moderni giganti poster.
Stampate digitalmente, su un supporto speciale composto di tessuto e fibra di cellulosa (TNT) sono lavabili, resistenti ai ragi UV, resistenti al vapore in accordo alla normativa Din 52615 e al fuoco in accordo con la nomativa DIN 4102B1. Queste speciali carte da parati sono di facile applicazione stendendo la colla direttamente sul muro, non si espandono a contatto della colla, non scivolano durante il taglio e soprattutto non si restringono mentre si asciugno. Le nostre carte da parati personalizzabili e fatti su misura sono l’ultima novità nell’arredo casa; perfette per le esigenze di architetti e arredatori.
Queste speciali carte da parati sono di facile applicazione stendendo la colla direttamente sul muro, non si espandono a contatto con la colla, non scivolano durante il taglio e soprattutto non si restringono mentre si asciugano. Le nostre carte da parati personalizzabili e fatte su misura sono l’ultima novità nell’arredo casa.
Colorate, uniche, contemporanee le creazioni di Fab3 Design rinnovano i vostri ambienti: casa, ufficio, hotel, ristorante o bar. Ideali per architetti e arredatori di interni che cercano qualcosa di nuovo, trendy.


Tags: architetti, design, fibra, tessuto, TNT, uffici
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Un Patrimonio da conservare
Scritto da: Andrea il 10 November 2009 – 12:50Illustrare le norme per il recupero e la riqualificazione del patrimonio storico, architettonico in terra cruda è l’obiettivo delle quattro giornate di studio in programma dal 9 al 12 novembre prossimi, nei locali dell’ex mattatoio a Serrenti.
L’iniziativa è promossa dall’associazione nazionale Città della terra cruda e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari, ed è inserita nel cartellone delle manifestazioni organizzate dall’Unesco per la “Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile – Città e Cittadinanza”.
Il preside della Facoltà di Architettura, ha sottolineato l’importanza di “preservare le abitazioni in terra cruda che rappresentano un patrimonio storico e culturale di prima importanza che purtroppo si va perdendo”.
“Durante il seminario – ha spiegato Walter Secci, segretario organizzativo dell’associazione Città della Terra Cruda alla quale aderiscono comuni sardi e dell’Abruzzo, Marche e Piemonte – illustreremo ad amministratori, tecnici, architetti, geometri e ingegneri il disciplinare per il recupero di fabbricati in terra cruda contenuto nel manuale stilato ad hoc dalla Facoltà di Architettura di Cagliari su indicazione della Regione. Chiederemo inoltre agli enti locali di adottare le prescrizioni contenute nel documento”.
L’iniziativa “Recupero e valorizzazione del patrimonio storico e architettonico terra cruda” si terrà nei locali dell’ex mattatoio, in via Nazionale 270.
Saranno presentati due manuali sul recupero curati dal dipartimento di Architettura, destinati alle amministrazioni pubbliche, ai tecnici, progettisti e imprese. In Sardegna sono oltre 200 gli insediamenti urbani rappresentati da piccolo raggruppamenti di edifici sotto i 10mila abitanti, concentrati nell’entroterra.
Tags: architettura, Cagliari, centri urbani, città e cittadinanza, facoltà di architettura, facoltà di architettura di cagliari, italia, patrimonio, recupero, Sardegna, sardi, serrenti, Terra Cruda, terracruda, unesco, università, università di cagliari
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Guggenheim nomina i vincitori del Design It
Scritto da: roberta il 23 October 2009 – 13:18Shelter Competition
Al 50esimo anniversario della costruzione del Solomon R. Guggenheim Museum, progettato da Frank Lloyd Wright, il Guggenheim e Google annunciarono i due vincitori del Design It: Shelter Competition. L’interattivo contest online chiedeva ai partecipanti di utilizzare Google SketchUp e Goggle Earth per creare un rifugio virtuale di 100 m² in un posto qualunque della Terra. Il Premio della Giuria, assegnato da architetti ed esperti di design, venne vinto da David Eltang di Aarhus in Danimarca per la sua struttura SeaShelter. Il Premio degli Utenti, assegnato dal pubblico tra i dieci preselezionati finalisti, venne vinto da David Mares di Setúbal nel Portogallo per il suo CBS, Cork Block Shelter. I due vincitori ricevettero i biglietti aerei e due notti di soggiorno a New York, un tour dietro le quinte del Guggenheim Museum e degli uffici di Google, e la licenza del Google SketchUp Pro. Il vincitore del Premio della Giuria ricevette anche un premio di 1000 $.
SeaShelter, il vincitore del Premio della Giuria, si trova nel litorale del mare danese Wadden, una location popolare per le escursioni durante la bassa marea. Il suo spazio interno, l’osservatorio e la piattaforma di osservazione e riposo offrono l’opportunità di quelle escursioni lungo la sabbia per provare l’esperienza dei fondali durante la marea in movimento, e provvede a dare un habitat agli uccelli del posto e alle foche. Secondo il membro della giuria David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design del Guggenheim, “SeaShelter crea un’ opportunità di piena esperienza della marea e dell’interazione con lo sviluppo in modi drammatici. Dando un rifugio per i viaggiatori e, nel contempo, alla vita selvatica, il progetto ha una qualità accogliente, che la giuria ha visto così rappresentativa dello spirito del contest del Design It.
Il vincitore del Premio degli Utenti CBS, si trova in Vale de Barris, in Portogallo.
Il progetto prevede una struttura rettangolare che i muri di sughero proteggono termicamente il rifugio in un microclima che va dal calore asciutto al freddo umido. Secondo la descrizione del preogetto, scritta da il suo designer David Mares, “la facciata dinamica dà una visuale interattiva quando è nello stato di living-studying, nello stato di rest-sleep provvede a dare la privacy ai suoi ospiti.”
Design It: Shelter Competition ricevette circa 600 progetti da 68 paesi. I dieci finalisti, selezionati dagli studenti della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright hanno concorso per il Premio degli Utenti. Il Premio della Giuria fu selezionato da molti esperti, che comprendono Timothy Bade, Principal, Bade Stageberg Cox; Neil M. Denari, Principal, Neil M. Denari Architects; Cathleen McGuigan, Architecture Critic, Newsweek; Victor Sidy, Preside della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright; Lisa Strausfeld, Partner, Pentagram; Aidan Chopra, Product Evangelist, Google SketchUp; e David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design al Guggenheim.
Tags: Aidan Chopra, architettura, architettura e design, architettura giovanile, Cathleen McGuigan, concorsi, concorso di design, curiosità, David Eltang, David Mares, design, eco, estero, eventi, frank lloyd wright, Lisa Strausfeld, microclima, Solomon R. Guggenheim, Timothy Bade, Vale de Barris, Victor Sidy
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L’isola di Solta sarà la casa del primo hotel rotante d’Europa
Scritto da: roberta il 17 October 2009 – 20:15Un hotel rotante è il pezzo forte di un nuovo resort vicino Split in Croazia. Progettato da Richard Hywel Evans dello Studio RHE, specializzato nel design di luoghi di villeggiatura, l’idea fu suggerita da un desiderio di fornire ad ogni stanza la vista sul mare.
Mentre il bel dettaglio dell’hotel rimane sotto coperta, si può rivelare che nel pieno sviluppo è compresa la nuova costruzione di un porticciolo-resort, che includerà l’hotel, il padiglione per gli ospiti e case di villeggiatura.

Il nuovo porticciolo da ormeggio sarà accompagnato da un palco per esibizioni, un club di yacht e un villaggio marino lungo il bagnasciuga.
Il progetto sta per essere costruito sull’isola di Solta sul pendio di un boschetto di olivi, permettendo la vista attraverso la baia, a 35 minuti di barca da Split. Il progetto si espande da una parte all’altra del mare con le case di villeggiatura che si affacciano sul porticciolo.
Tags: barca, design, Richard Hywel Evans, sviluppo, yacht
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Modellazione Parametrica Associativa
Scritto da: Simone il 15 October 2009 – 20:02Bentley Generative Components
Da oggi disponibili anche in Italia formule vantaggiose di abbonamento per l’accesso a Generative Components, il nuovo software di progettazione architettonica parametrica associativa di Bentley.
GenerativeComponents ™, il nuovo software Bentley di progettazione architettonica parametrica associativa, consente a architetti e ingegneri di realizzare progetti e disegni impensabili prima.

Il suo sofisticato sistema di calcolo permette ai progettisti di liberare tutta la propria creatività per gestire relazioni geometriche complesse, forme libere e approfondire lo studio di impieghi innovativi di materiali e assemblaggi.
La sua particolarità davvero unica è quella di creare una progettazione generativa tra geometria e design gestendo il progetto attraverso una modellazione dinamica e geometrica insieme. Disegni e modelli possono essere modificati agendo direttamente sulla geometria, mediante l’applicazione di regole e l’acquisizione di relazioni tra elementi di costruzione, o mediante la definizione e la costruzione di forme e algoritmi complesse.

GC è integrato con il BIM e consente pertanto l’analisi e la simulazione fornendo un feedback su materiali da costruzione, assemblaggi, sistemi prestazionali e condizioni ambientali.
Tale integrazione assicura la creazione di modelli e disegni con elevata precisione permettendo una gestione efficiente dei flussi, completando il processo dalla produzione alla fabbricazione.
GenerativeComponents è già impiegato da architetti e ingegneri di tutto il mondo per lo sviluppo di edifici altamente sostenibili. Tra questi troviamo Arup, Buro Happold, Foster + Partners, Grimshaw Architects, HOK, Kohn Pedersen Fox, Morphosis, e SHOP Architects.
Tags: architects, architetti, design, grimshaw architects, italia, materiali, materiali da costruzione, progettazione, software, software di progettazione
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Viaggio nella nuova sede di Facebook
Scritto da: Simone il 27 September 2009 – 10:24“Oggi in ufficio si beve succo di carota e si ascolta un dj set elettro-pop”. Potrebbe essere uno status postato su Facebook da uno dei 700 impiegati della Facebook Inc., ossia la società che pensa, organizza e produce il social network più popolare al mondo con oltre 250 milioni di utenti attivi. Il nuovo quartier generale della compagnia, il cui valore è stimato attualmente tra i 5 e i 15 miliardi di dollari (praticamente una gallina dalle uova d’oro, considerando che è nata dal nulla nel 2004), si trova in California, a Palo Alto, all’interno dello Stanford Research Park. Lo ha disegnato lo studio O+A di San Francisco, pluripremiato per il design innovativo di spazi commerciali e di lavoro. Prima di rispondere ad ogni domanda, Verda Alexander si consulta lungamente col suo socio Primo Orpilla, co-fondatore dello studio. Da 17 anni lavorano fianco a fianco e sono complementari: “Siamo abituati a discutere sempre delle nostre idee, vogliamo condividere tutto, esattamente come facciamo coi nostri clienti, sono loro che ci guidano per un prodotto finale ottimale”.
Gli uffici della Facebook Inc si snodano all’interno di un vecchio edificio industriale riconvertito, circa 14mila mq, senza alterarne la natura, lasciando grandi aperture, altezza originale e tubature a vista. Gli spazi sono caratterizzati da colori accesi e neutri a contrasto, luce solare dalle grandi vetrate, zone lounge con comodi divani, cucine attrezzate per prepararsi autonomamente il pranzo, postazione per dj. Tutto all’insegna dell’eco-sostenibilità, condizione necessaria per costruire, o restaurare, edifici secondo l’ordinanza locale “Green Building 2008″.
L’ufficio centrale, quello dei capi, è posto al centro della grande struttura, accessibile da ogni parte, come a voler segnalare con la pianta dell’edificio l’orizzontalità nella comunicazione di una grande e soprattutto giovane azienda: “Il successo di un buon progetto non è tanto quello di risolvere le sfide dello spazio o quelle estetiche, ma catturare lo spirito della compagnia committente. Le grandi società sanno che il design deve essere necessariamente integrato alla propria struttura, all’ambiente e anche al prodotto finale”.
Fino all’anno scorso i diversi dipartimenti erano divisi in 10 sedi nella downtown della città, nel cuore tecnologico della Silicon Valley. L’unificazione delle diverse parti all’interno della nuova sede è avvenuta in maniera cauta mantenendo una certa separazione tra le zone, sebbene siano tutte collegate e poste su un unico piano. Come sta accadendo da alcuni anni per tutti i progetti più intelligenti dei luoghi di lavoro, sono gli stessi utenti, impiegati ad ogni livello della scala gerarchica, ad essere ascoltati prima di iniziare a buttare giù i primi disegni. Ormai si è capito che il benessere degli impiegati, e di conseguenza il livello di rendimento, è legato anche alla sensazione dei dipendenti di “sentirsi a casa”. In questo caso, invece di procedere coi classici questionari, si sono creati dei gruppi, ovviamente su Facebook: unità di impiegati nei diversi dipartimenti hanno aperto la propria pagina virtuale sul portale, accessibile ai designer, attraverso la quale hanno espresso le rispettive esigenze e i desideri. Allo stesso modo, passo dopo passo, il progetto è stato monitorato da tutti on-line, è cresciuto e ha iniziato a prendere forma sotto gli occhi, o meglio dietro gli schermi dei computer, di coloro che oggi lo vivono quotidianamente: “Oltre a lavorare sui bisogni dei dipendenti prima e durante, per noi è importante ascoltare il loro feedback dopo l’insediamento. Solitamente torniamo a sentire come stanno andando le cose anche dopo due anni. Ci serve per migliorare, per aggiustare il tiro”. E’ chiaro che ogni compagnia ha esigenze diverse che si legano alla brand identity. In una società fatta soprattutto di trentenni, nata da un’idea sviluppatasi in ambito universitario (il fondatore Mark Zuckerberg, oggi venticinquenne, era uno studente sbarbatello quando ebbe l’intuizione), si deve respirare un’aria fresca e scanzonata, necessaria anche per ispirare nuova creatività multimediale. Per questo alcune pareti dell’ufficio sono state pensate per disegnarci sopra, bacheche reali che si compongono insieme a quelle virtuali della comunità on-line. Ma anche per un altro motivo, più generale: “Abbiamo capito che lasciare degli spazi vuoti, come pareti da riempire, aiuta i nostri clienti ad appropriarsi dell’ambiente di lavoro. La parola chiave nel futuro di questo tipo di progetti è personalizzazione”.
Tags: California, design, facebook, Sostenibili, sostenibilità, stanford research park
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I giardini vincitori di Expo Green
Scritto da: Simone il 24 September 2009 – 13:01In occasione del CERSAIE 2009 saranno visitabili i giardini vincitori del 3° Concorso Nazionale “Giardini in Corso – ExpoGreen”, svoltosi nell’ambito di ExpoGreen 2009.
La giuria tecnica, composta da esperti e professionisti del settore, ha conferito il primo premio alla dott.sa Giovanna Ciracì e all’arch. Quirino De Luca dello studio “Architettura & Progetto Verde” di Salerno che hanno progettato Stati d’animo: “…un unico disegno, quattro punti di vista diversi, tre elementi che dividono il giardino e il resto…colori dirompenti, colori rilassanti, colori che si mescolano a forme svariate e il tutto si intreccia con un elemento essenziale: la natura”.

Al secondo posto l’opera Essenza progettata da “Il campo dei fiori” di Firenze e realizzata da “Parchi e impianti sportivi Megip srl”: “…una scomposizione del giardino in elementi essenziali che si distillano secondo l’ordine dello spazio a sua volta scomposto in una griglia regolare. Acqua, fiori, ombra sedute e spazi erbosi si succedono cercando l’armonia delle regolarità”.

Il terzo premio al giardino Moto intimo “giardino ispirato alla vita nelle sue forme e nei suoi misteri, come moto intimo … sensibilità, sorrisi, energia ci invitano ad ascoltare intimamente il verde. Un invito affinché si abbia il tempo e la voglia di fischiettare e di sorprendersi ad inventare. Il moto lento del crescere di un fiore, senza regole e senza rumore, è l’allestimento con il quale la natura esalta la vita; questo piccolo spazio, vuole invitare chi è distratto dal mondo e nel mondo, a cogliere questi eventi”, progettato dall’ing. Margherita Cittadino e dott. arch. Cecilia Rossi dello studio libees (www.libees.com) rispettivamente di Napoli e Perugia, realizzato da “Punto verde snc” di Bologna.

Tags: architettura, Bologna, campo dei fiori, cecilia rossi, eventi, ExpoGreen, Firenze, Giovanna Ciracì, Green, Margherita Cittadino, Napoli, progetto verde, Roberto Malagoli, Silvia Madama, studio architettura, vincitori
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FERRARI FACTORY STORE
Scritto da: Andrea il 8 September 2009 – 20:40Ferrari Factory Store di Serravalle Scrivia interamente sviluppato da Iosa Ghini Associati è situato esternamente al recinto dell’Outlet McArthur Glen di Serravalle Scrivia. Per la prima volta nella storia dei Ferrari Stores è stato realizzato un edificio ex novo in cui ospitare il negozio. La struttura gode di una posizione privilegiata, essendo una delle prime costruzioni dell’Outlet visibile dal parcheggio principale e dalle vie d’accesso e per questo è stata disegnata con un esterno che s’identifichi immediatamente come “luogo Ferrari”.
La costruzione, di circa 370 mq, è caratterizzata da una grande galleria vetrata scenografica, che richiama l’immagine e l’ambiente dei box di Formula 1, proiettando i visitatori direttamente nel mondo Ferrari. Da un punto di vista tecnico, la galleria vetrata è realizzata in un modo altamente innovativo, un sistema di facciata curva priva di montanti e traversi, che permette una totale visibilità interno-esterno. I moduli vetrati curvi sono assemblati fra loro da un sistema d’ancoraggio frameless, ovvero del tutto privo di montanti di supporto, sostituiti da un sistema a “clips” puntuale ed ultraleggero che garantisce la percezione della continuità materica tra le lastre di vetro e conferisce leggerezza all’intero sistema.
Tags: design, edifici, ferrari, formula 1, glass gallery, iosa ghini, lusso, McArthur, outlet mcarthur glen, Serravalle, serravalle scrivia, Store
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