Archivio per la Categoria ‘curiosità’
Cucina per Disabili
Scritto da: Simone il 30 November 2008 – 18:22Da: Concorso Cucine per disabili
indetto dalla Fondazione Don Gaudiano con il patrocinio dell’ADI e della Ditta Scavolini di Pesaro.
Progetto selezionato meritevole di esposizione, pubblicato e presentato al Salone Del Mobile di Pesaro
Con Cosimo Biasi
Per riuscire ad individuare quali elementi e/o modificazioni possano migliorarne l’utilizzo da parte di coloro che presentano diminuite capacità motorie, è necessario capire ed interpretare le esigenze e le abitudini dei diretti interessati osservando quali problemi riscontra un disabile costretto a muoversi in un ambiente tanto necessario quanto pericoloso come una cucina.
Dall’analisi da noi effettuata abbiamo verificato che una cucina per disabili si presenta come un semplice top sotto al quale si trova tanto spazio libero e, quindi, inutilizzato; questo ci ha portati ad alcune osservazioni:
- tutto il vuoto inutilizzato toglie spazio utile a riporre gli oggetti della cucina (pentole, stoviglie ecc. devono essere comunque collocati);
- sono comunque sacrificati gli spazi fisici del disabile;
- l’incremento del vuoto rende necessario avere cucine di grandi dimensioni che in effetti sono difficili da realizzare.
Il GIOCO DEI QUINDICI nasce proprio da queste considerazioni: perché non creare il vuoto solamente dove necessario (per l’inserimento della sedia a rotelle) lasciando “intatta” la funzione dei cestelli sotto il top?
Lo spostamento orizzontale dei cestelli sottostanti il top (calibrati in modo tale da scorrere anche sotto al lavello, poiché la loro altezza da terra è stata determinata proprio dalla profondità di un lavello standard) consente:
- di creare il vuoto solo là dove occorre e nel momento in cui occorre: il vuoto ti segue. (Il disabile potrebbe scegliersi la collocazione a seconda delle esigenze semplicemente spostando gli elementi che viaggiano sotto il top; in questo modo lo spazio diventa “movibile” …);
- di sfruttare appieno lo spazio disponibile per la collocazione degli oggetti della cucina.
- I cestelli sono appesi al piano/top tramite un sistema di scorrimento su cuscinetti a sfera che, inserito in due binari paralleli, ha la possibilità di scorrere in senso orizzontale (destra e sinistra); lo spostamento può essere effettuato manualmente o automaticamente: nel primo caso l’anta di ogni singolo cestello viene dotata di due maniglie, mentre nel secondo caso viene utilizzato un apposito telecomando.
- La scelta dei materiali di rivestimento tiene conto delle esigenze di:
- pulizia,
- piacevolezza al tatto ed alla vista.
- assenza di parti contundenti.
Per quanto riguarda la scelta cromatica abbiamo utilizzato i tre colori primari per sottolineare la riconoscibilità delle antine – e, di conseguenza del telecomando- ai fini della movimentazione dei blocchi/cestelli.
Tags: ambiente, architettura, barriere architettoniche, cestelli, concorsi, cucine per disabili, design, disabili, Don Gaudiano, elementi, maniglie, materiali, Progetto, Roma, salone del mobile, sedia, soluzione, spazio disponibile, struttura, telecomando, vincitori
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Il nuovo porto di Tel Aviv e il suo stile “vibrante”
Scritto da: Simone il 28 November 2008 – 10:43Situato su una delle più belle coste di Israele, il Porto di Tel Aviv è stato afflitto da trascuratezza dal 1965, quando il suo utilizzo primario di porto operativo è stato abbandonato.
Grazie al , progetto di Mayslits Kassif Architetti, il porto è stato recentemente completato e risviluppato come Spazio Pubblico, ripristinando questa unica della città, trasformandolo in un prominente, vivace punto di riferimento urbano.
Gli architetti hanno visto che il porto di Tel Aviv come opportunità di costruire uno spazio pubblico che sfida il comune contrasto tra sviluppo pubblico e privato, e suggerisce un nuovo modo di “ospitalità” per gli spazi collettivi.
Il design introduce un’area vasta e ondulata, con una superficie non gerarchica che agisce sia come un riflesso delle mitiche dune su cui il porto è stato costruito storicamente, sia come un invito aperto alla libera interpretazione sia come spunto alle attività non strutturali.
Varie iniziative da parte di organizzazioni pubbliche, politiche e sociali sono ormai in programma su questa particolare piattaforma urbana, indicando il successo del progetto nel reinventare un porto come un “vibrante” sfera pubblica.
Tags: architetti, design, Israele, Mayslits Kassif, nuovo porto, porto, Porto di Tel Aviv, Progetto, Pubblico, risviluppato, spazio pubblico, tel aviv
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Parco pensile a New York
Scritto da: Simone il 25 November 2008 – 15:14È prevista in autunno l’inaugurazione della prima sezione della High Line, progetto di riqualificazione della sopraelevata dismessa a New York curato dallo Studio architettonico Diller Scofidio + Renfro.
La circolazione dei treni cessò nel 1980, il primo intervento urbanistico costerà 71 milioni di dollari per realizzare nel West Side di Manhattan, tra Gansevoort Street e la 20esima strada, il primo parco cittadino a mezz’aria, lungo 2 chilometri, prototipo della futura “agritettura”.
Il termine rimanda alla combinazione di materiali organici e da costruzione (in questo caso il tracciato dei binari): la natura si riappropria di una infrastruttura urbana in passato vitale, facendone nelle intenzioni un mini Central Park.
I progettisti sperano che diventi uno spazio sottratto alla frenesia della metropoli. Di sicuro si godrà una bella vista durante la passeggiata; e sarà valorizzata un’infrastruttura che è stata centrale nella vita di Manhattan.
Mentre la sede dei binari riorganizzata a verde permetterà di riposare, socializzare, dedicarsi ad attività culturali e ricreative, al livello della strada potranno rimanere, probabilmente svilupparsi, le attività commerciali.
Il punto di accesso al parco sopraelevato saranno ben visibili dalla strada, con ampio uso di materiali trasparenti.
Tags: agritettura, architettura, central park, diller scofidio renfro, Gansevoort Street, Manhattan, materiali, metropoli, prototipo, riqualificazione, sopraelevata, sopraelevata dismessa a New York, Studio architettonico Diller Scofidio + Renfro, urbanistica, urbanistico, west side
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Il Mare in un Salone
Scritto da: Simone il 24 November 2008 – 15:55Anno dopo anno regala record ed emozioni. Continua a puntare su tecnologia ed evoluzione. Quest’anno si è presentato con in l nuovo padiglione disegnato dall’archistar francese Jean Nouvel. Stiamo parlando del Salone Nautico di Genova, arrivato alla 48esima edizione.
Per una volta i numeri non sono tutto, ma giova ricordare che l’ultima edizione, nonostante il maltempo, è stata visitata da oltre 300mila persone.
La voglia di innovare, crescere, competere uniscono Genova, il mare e il settore della nautica, che resta uno dei pochi in Italia a crescere anno dopo anno (+12%). Si sa, nei momenti di recessione i ricchi diventano più ricchi, ergo, aumentano gli ordini di megayatch.
È successo nel 1929. E succede oggi. La storia si ripete, lo dicono i numeri, ancora loro: nel 2007 furono ordinati 777 megayatch, quest’anno, ad novembre, siamo già arrivati a 916. L’Italia che si è assicurata più della metà delle commesse, è leader mondiale nella produzione di ville naviganti. Solo al Salone ne erano ormeggiate 130.
Ecco che Genova diventa la vetrina ideale per un settore così. Quest’anno oltre all’opera di Jean Nouvel, è stata inaugurata anche la nuova darsena a mare interamente dedicata alla vela. E non finisce qui, per l’anno prossimo sono previste altre importanti novità. Perché quello promesso dal salone è un sogno a portata di tutti: oltre ai megayatch, ci sono imbarcazioni sotto i 10m, barche a vela super high tech di tutte le taglie, fisherman per gli amanti della pesca e gommpni sempre più glamour e colorati
Tags: fisherman, francese, Genova, il mare, italia, jean nouvel, lusso, mare, megayatch, Nautico, padiglione, salone nautico di genova, storia
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Poltrona da stadio o stadio a poltrona?
Scritto da: Simone il 22 November 2008 – 21:01Il simbolo delle Olimpiadi 2008 di Pechino, il Bird’s Nest, diventa una seduta. Lo stadio a nido di uccello ha affascinato veramente tutti e solleticato anche la fantasia dei giovani designer.
Il sofisticato (ed ingegneristico) intreccio di acciaio ha dato vita alla struttura più fotografata e commentata di Pechino.
Ultimamente, per altro, se ne sta parlando ancora di più visti i risultati ottenuti dalla Cina in ambito ambientale. Il cielo è finalmente limpido a Pechino, la testardarggine dei cinesi ha dato i suoi frutti (sono state chiuse per l’occasione tutte le fabbriche ed i cantieri ed il traffico è stato ridotto all’osso, ma chissà cosa succederà dopo che si spegneranno i riflettori…) e il Bird’s Nest spicca più bello che mai incorniciato dal cielo azzurro e il sole di Pechino.
Ma ritorniamo alla seduta. E’ stata progettata dal designer Thimothy Schreiber e si ispira ovviamente alla forma del Bird’s Nest, leggermente modificata per risultare più comoda ed ergonomica. L’intreccio la rende particolarmente resistente ma leggermente flessibile e confortevole.
Non è la seduta da Red Dot Award, ma è la dimostrazione di come il Bird’s Nest Stadium sia una struttura vincente ed affascinante.
Tags: acciaio, cinesi, design, fantasia, ingegneristico, intreccio, Nest Stadium, poltrona, red dot award, simbolo delle olimpiadi, struttura
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Nizhny Novgorod: la città del futuro
Scritto da: Simone il 21 November 2008 – 15:09Si chiamerà Globe Town e sorgerà presso Nizhniy Novgorod, gigantesca città della Russia sul fiume Volga. Sarà una città futuristica, modernissima, quasi incredibile: il progetto, folle ai limiti dell’assurdo, eppure estremamente concreto, è stato affidato all’architetto italiano Dante O. Benini.
L’ambizioso piano prevede di costruire dal nulla un’area urbana di 30 milioni di metri quadri per una lunghezza di circa 9 km (praticamente sarà grande come Manhattan) dove andranno ad abitare 500.000 persone che ora risiedono nella periferia degradata della metropoli russa. La nuova città conterrà abitazioni, uffici, hotel, uno stadio, un palazzo del ghiaccio, un acquario, un porto turistico, un parco grande due volte e mezza il Central Park di New York.
La struttura pensata da Benini è assolutamente incredibile: il centro della città sarà costituito da un gigantesco globo terrestre, per la precisione di 120 metri di diametro, in materiale trasparente, che conterrà 200.000 metri quadrati di spazi utilizzabili, organizzati su più piani: teatri, cinema, centri commerciali e negozi.
Al di fuori della sfera saranno costruite tre torri di 600 metri ciascuna, dove si raccoglierà l’attività economica della zona. E ce ne sarà bisogno:
Nižnij Novgorod è un’area particolarmente favorevole per lo sviluppo del mercato, del turismo e della finanza, e il nuovo complesso diverrà senza alcun dubbio un’attrazione turistica molto redditizia.Il tutto sorgerà in mezzo al nulla: siamo in Siberia, che è piatta e coperta di neve per almeno
8 mesi l’anno. La palla luminosa di Globe Town sarà visibile a chilometri di distanza!
Per chi giustamente si preoccupa dell’impatto ambientale, Benini risponde che il piano è stato pensato nel rispetto del paesaggio e della natura, e adotterà soluzioni per il risparmio energetico. La realizzazione verrà a costare almeno 100 miliardi di euro, di cui un quinto sono già stati stanziati dal governo russo. I lavori cominceranno nel 2010!
Tags: architetto, central park di new york, Dante O. Benini, fiume volga, futuro, impatto ambientale, Manhattan, metropoli, nizhniy novgorod, Russia, russo, Siberia, sostenibilità
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Architettura giovanile
Scritto da: Simone il 21 November 2008 – 15:04Peppino Campanella, ha scelto di essere “liberamente” un artista.
Laureato in architettura, a Firenze con 110 e lode, decide di tornare a casa, in Puglia, in un piccolo paesino arroccato sul mare.
Fin da subito si accorge di non essere tagliato per la libera professione.
Un giorno ecco che arriva l’idea!
Perché non realizzare degli oggetti luminosi con le pietre, e i sassi trovati sulle scogliere, dove lui è nato e cresciuto?
Cosi un po’ per sfida, un po’ per gioco inizia a realizzare oggetti fatti di vetro, pietra e piombo, poi sostituito con lo stagno.
Utilizza il vetro per creare degli oggetti luminosi unici, al mondo, sia per la manifattura che per il design.
Trae ispirazione dalla natura che ci circonda.
Negli anni ha conquistato il mercato europeo e non solo, riuscendo però a non serializzare il prodotto.
Con lui collaborano giovani artisti, amici di sempre, compagni di viaggi e avventure.
No, non è una favola, è l’aria che si respira nel “laboratorio” di Peppino.
Un laboratorio, rifugio e stimolo, per scultori, musicisti, giovani filmakers, attori, provenienti da tutto il mondo. E’un luogo sempre in fermento, ma allo stesso tempo pieno di storia e tradizione.
L’edificio è tutto di pietra, e la terrazza si affaccia a 360° sul mare. Questo luogo è pieno di sinergie particolari che si intrecciano e si nutrono a vicenda. E’ un punto di riferimento importante per tanti ragazzi che vivono realtà piccole, in un sud, che fatica ancora troppo per essere al passo con il resto.
“Quando la saracinesca è a metà, lui c’è”, si perché la gente che arriva per conoscerlo, e per affacciarsi, almeno una volta, alla sua terrazza è davvero tanta.
La tecnica che Peppino utilizza, consiste nello spaccare lastre di vetro comune (che spesso vengono recuperate da vetrerie in dismissione), ridurle in piccoli pezzi taglienti che poi vengono sfaccettati, smussati e levigati a mano per poi essere fissati con lo stagno.
Tale lavorazione nobilita il vetro evidenziando la sua naturale luminescenza.
Tags: architettura, Campanella, design, EUR, lastre di vetro, luminosi, Peppino, puglia
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Un atipico Design Russo offre ospitalità sull’acqua
Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 21:16L’architetto russo Alexander Asadov è famoso nella sua patria per il suo disegn che deconstruttivizza, in contrasto con la struttura monolitica caratteristica del paese.
Egli offre una nuova idea e il concetto di “Aerohotel” per la realizzazione in tutto il mondo di grandi strutture alberghiere e non, sull’acqua.
200 m di larghezza e caratterizzato da un corpo principale (o ‘cassa’) arroccato su dei raggi come una ruota di bicicletta con tre “braccia” di supporto; piantagioni nella base della “cassa” per creare giardini pensili sopra l’acqua; una struttura interna progettata per un hotel, caffè, ristoranti e giardini invernali e per offrire comfort e ospitalità.
L’accesso all’hotel è Bankside, o tramite le “braccia” di supporto, attraverso sistemi di nastri o ascensori.
Progettato come un’alternativa alla antropiche isole il “A. Asadov Studio” vede i vantaggi di avere
“un numero significativamente inferiore di costi per la costruzione contro le opere murarie terrestri. Inoltre, il bacino sottostante la costruzione rimarrebbe inalterato, valore che ne accrescerebbe la sostenibilità ambientale”
Il progetto è al vaglio di numerosi paesi, soprattutto Arabi, come un investimento economico alternativo.

Tags: A. Asadov, acqua, Aerohotel, Alexander Asadov, architetto, bankside, design, giardini pensili, piantagioni, russo, sostenibilità, struttura
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Schouwburgplein (piazza del Teatro) – Rotterdam
Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 09:56Il centro di Rotterdam fu completamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale in base ai principi modernisti.
Situata nel cuore della città, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale, Schouwburgplein è una piazza su cui prospettano il Teatro dell’Opera, la Sala Concerti e una serie di negozi e cinema.
A lungo dimenticata, nonostante la sua centralità, e ridotta alla semplice funzione di parcheggio, prima in superficie poi anche sotterraneo, questa piazza per oltre trenta anni ha costituito uno dei punti più desolati della città portuale olandese.
Un grande complesso di sale cinematografiche verrà costruito sulla piazza, e offrirà nuova affluenza e il denaro necessario per la risistemazione della piazza, infatti all’inizio degli anni novanta, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire e riqualificare questo vuoto urbano, importante non soltanto per la sua vicinanza ad alcuni degli edifici più rappresentativi della città ma anche per la sua particolare localizzazione che fa di questa piazza un punto prospettico privilegiato da cui si apre un panorama sull’intero profilo della città.
Nel recupero affidato al gruppo West 8 è stata sopraelevata la superficie della piazza di circa trentacinque centimetri rispetto agli ambienti adiacenti e lasciando al centro uno spazio libero, che viene a formare un podio dal quale contemplare la nuova skyline della città , ma anche come una sorta di palcoscenico dove gli elementi di arredo, le facciate circostanti e le persone che vi transitano diventano tutti i fattori che definiscono la scena urbana.
La piazza è concepita come uno spazio pubblico interattivo,
cangiante in funzione delle varie ora del giorno e dell’alternarsi delle stagioni, flessibile negli usi che vanno dall’incontro alla sosta, all’area di gioco, dallo spazio per concerti, rappresentazioni e manifestazioni sportive, in grado di riproporre la stessa frenetica dinamicità e vitalità del vicino porto commerciale, fra i più grandi del mondo.
Il disegno della pavimentazione è formata da tre zone che corrispondono alla distribuzione della luce del sole che individuano spazi diversi cui corrisponde una diversa campionatura di materiali.
La zona rialzata è costituita da materiale epossidico, mentre quella su cui si prevede vi sarà la maggiore affluenza è rivestita con pannelli metallici perforati standard e nel resto dell’area dove sono situate le panchine troviamo doghe di legno e gomma suggestioni derivate dal mondo dei cantieri navali ed infine pietra e resina con inserite di foglioline d’argento.
A ciò si aggiunge uno studio dettagliato degli elementi illuminanti, anch’essi differenziati in funzioni delle varie necessità.
Diverse fontane animano la piazza, la più interessante è posta al livello del parcheggio, dove il getto d’acqua che sale verso l’alto porta il mondo sotterraneo al livello della città.
L’acqua in eccesso della fontana viene drenata attraverso la pavimentazione, fino ad unirsi con l’acqua piovana del canale che corre lungo l’asse centrale della piazza.
Il livello dell’acqua nelle fontane cresce con la temperatura provocando e giocando con gli utenti della piazza.
Tags: acqua, Adrian Geuze, anni novanta, Bruin, cinema, Cyrus B. Clark, Dick Heydra, Erik Overdiep, Erwin Bot, Jerry van Eyck, Jurgen Beij, la seconda guerra mondiale, materiali, mondo, Nigel Sampey, palcoscenico, parcheggio, piazza, rotterdam, Sala Concerti, schouwburgplein, skyline, spazio pubblico, stazione centrale, Teatro, west 8, Wim Kloosterboer
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Tecnologie per il recupero edilizio – Tacoma Narrow Bridge
Scritto da: Simone il 18 November 2008 – 09:43Tacoma Narrow Bridge, Washington 1940
Descrizione del progetto
Il ponte sullo stretto di Tacoma (stato di Washington, USA) fu aperto al traffico nel 1940, ed era allora il terzo ponte sospeso più lungo al mondo. Era lungo in tutto 1600 m, ed aveva una campata lunga 850 m. Era stato progettato per resistere al vento di un uragano fino a 200 km/h.
Descizione del problema
Il ponte manifestò da subito forti oscillazioni verticali anche in assenza di forti venti, tanto che gli automobilisti vedevano talvolta completamente sparire e riapparire le vetture che li precedevano nelle onde del piano stradale, e lo sprannominarono “Galloping Gertie”.
Questo non è un caso classico di risonanza come da definizione da libro di testo. Infatti, se lo si confronta col caso più semplice possibile della risonanza dell’oscillatore armonico, balza subito all’occhio che questo ponte non è stato fatto crollare dalla presenza di una forza esterna periodica. Il vento infatti, si vede spirare con velocità costante. Tuttavia, è evidente che si tratta di un caso di risonanza nel senso lato, perché una piccola forza esterna, attraverso un meccanismo complesso, è stata in grado di accumulare progressivamente energia nella struttura inducendo oscillazioni di frequenza pari a quella di un suo modo normale, e di ampiezza via via crescente, fino a comprometterne l’integrità strutturale.
Il meccanismo dettagliato per cui un vento costante sia in grado di innescare oscillazioni con quelle caratteristiche è piuttosto complesso, e per spiegarlo (specialmente nel caso di questo ponte) bisogna ricorrere a laboriosi calcoli idrodinamici. Il disastro, comunque, non è stato provocato dall’ignoranza della risonanza del modo di torsione che ha distrutto il ponte, ma dall’ignoranza del meccanismo che può portare il vento ad innescarla. Questo meccanismo è un esempio di retroazione positiva.
Descizione della soluzione
I tentativi di stabilizzarlo con funi e smorzatori idraulici si rivelarono inutili. Il ponte crollò quattro mesi dopo la sua apertura, sotto un vento di circa 68 km/h. Il ponte è stato ricostruito nel 1950.
Tags: Gertie, mondo, oscillatore armonico, soluzione, struttura, Tacoma, tacoma narrow bridge, USA, Washington, washington usa
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