Archivio per la Categoria ‘curiosità’
INTERIOR DESIGN UFFICI LEGO IN DANIMARCA
Scritto da: Valentino il 16 February 2012 – 13:41DOVE FINISCE IL DIVERTIMENTO INIZIA IL LAVORO
Gli uffici della Lego a Billund, Danimarca, sono stati progettati da Rosan Bosch con un intento preciso: quello di sovrapporre due piani diversi in un unico luogo, conducendo talvolta anche a una sorta di smarrimento.
Il modo migliore per rilassarsi anche quando si sta lavorando è quello di costruire un interior design informale, versatile e divertente, è quello que devono aver pensato i designers Rosan Bosch e Rune Fjord quando hanno realizzato nel 2010 gli uffici per il marchio danese Lego. Si tratta di un open space con tavoli, grandi contenitori verticali e un bar, poi ci sono otto sale riunioni in vetro su un primo piano mezzanino che avvolge il perimetro dell’edificio. Le aree lounge sono sparse tra le workstation dove si può ‘giocare’ con il Lego fin quando si vuole: infatti qui come in nessun altro posto i valori ‘divertimento’, ‘creatività & innovazione’,’immaginazione’ e ‘sostenibilità’ sono base del lavoro professionale e lo spazio riflette proprio questi valori.
Qui l’intento della designer Rosan Bosch è stato quello di imprimere in ogni angolo dello spazio lavorativo la filosofia e il carattere del giocattolo più famoso al mondo. Ai progettisti LEGO che qui lavorano, chiamati a esprimere creatività e allegria ogni giorno, è stato dato un ambiente di lavoro dove il divertimento, il gioco e la creatività sono di primaria importanza.
Dato che i prodotti LEGO sono destinati prevalentemente ai bambini, lo spazio lavorativo è stato pensato per dare agli adulti lavoratori la possibilità di tornane un po’ piccoli. Il progetto è frutto di un’elaborazione di concetti come ‘divertimento’, ‘unità’, ‘creatività’, ‘innovazione’, ‘immaginazione’ e ‘sostenibilità’. Il risultato è un gigantesco giocattolo formato ufficio, dove i dipendenti possono sentirsi a proprio agio lavorando con calma e relax e impegnandosi semplicemente a… divertirsi!
“Dove finisce il divertimento e dove comincia il lavoro?”: c’è un concetto simile dietro a questo interior design, molto fresco, colorato e dinamico, laddove lo scivolo che collega i piani non solo si trasforma in un elemento ludico e visivamente originale, ma è in grado anche di dare movimento all’ambiente e ai suoi frequentatori, in tutti i sensi. Naturalmente sono disseminati per tutto l’ufficio oggetti di Lego, esposti in alcuni casi come veri e propri pezzi da museo. Si tratta di uno spazio divertente e sicuramente piacevole; tuttavia per un’azienda che è praticamente un’istituzione nell’immaginario collettivo di tutti, mi sarei aspettata qualcosa di ancora diverso
Tags: games, interior design, lego, relax, vacanze
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Un Applicazione per Fuksas
Scritto da: Valentino il 9 February 2012 – 14:38Architettura Didattica sull’Ipad
L’architettura di Massimiliano Fuksas si svela in maniera inedita grazie all’app per iPad Fuksas, architetture e percorsi, disponibile sull’iTunes Store.
Un’opportunità imperdibile, per gli studenti, i professionisti del settore ma anche per i semplici appassionati, di esplorare con una profondità del tutto nuova l’opera di uno dei più grandi architetti del nostro secolo. A differenza dei libri e dei video-reportage, l’app consente di “toccare con mano” l’essenza di ogni progetto, analizzando in maniera interattiva ogni dettaglio, sia tecnico, che poetico.
Tra le 40 opere, scelte fra le più rappresentative dagli anni settanta ad oggi e illustrate attraverso una galleria di immagini con schede tecniche, sono approfonditi 4 edifici: il Centro Ricerche e Auditorium Nardini di Bassano del Grappa, il Peres Peace House di Tel Aviv, lo Zenith Music Hall di Strasburgo e infine l’Admirant Entrance Building di Eindhoven.
Seguendo 4 percorsi tematici – L’idea, Modello e progetto, Teamwork e Cantiere – l’utente si muove all’interno dei vari aspetti del progetto, dalla storia del cantiere e della committenza, alle varietà dei materiali e delle tecnologie utilizzate in fase di costruzione, e più in generale analizzando le tematiche che ricorrono nel lavoro di Massimiliano Fuksas.
Grazie all’opzione Elenchi è possibile anche riorganizzare i progetti secondo alcune categorie di ricerca, introducendo così un ulteriore livello di lettura personale.
La sintesi dei contenuti avviene grazie a un’interfaccia grafi ca e a una struttura di navigazione semplice ed essenziale. Un’app pioniera nel campo dell’architettura, curata e progettata da Carlotta Eco per Encyclomedia.
E’ rivolta a coloro i quali desiderano “toccare con mano” e vedere da vicino l’opera architettonica di Massimiliano Fuksas. Si tratta di uno strumento utile per studenti, architetti, ingegneri, ma anche professionisti del settore, semplici curiosi e appassionati di tecnologie digitali. “Fuksas, architetture e percorsi” contiene quaranta opere di Massimiliano Fuksas, scelte fra le più rappresentative, illustrate attraverso una galleria di foto che mostra il suo lavoro dagli anni settanta ad oggi. Ogni progetto è accompagnato da una scheda di crediti che elenca i dati principali: cronologia dei lavori, imprese, consulenti ecc..Fra questi edifici sono state scelte quattro architetture da approfondire: Il Centro Ricerche e Auditorium Nardini di Bassano del Grappa, il Peres Peace House di Tel Aviv, lo Zenith Music Hall di Strasburgo e, infine, l’Admirant Entrance Building di Eindhoven. Le quattro opere sono state descritte seguendo percorsi tematici differenti: L’idea, Modello e progetto, Team Work e Cantiere. Attraverso questi rapidi excursus l’utente si muove all’interno della varietà dei materiali, delle tecnologie e in generale dei temi che ricorrono nella poetica di Massimiliano Fuksas.
I contenutiL’app si apre con la mappa generale dei contenuti, una sorta di indice visivo che ne riassume i luoghi e la struttura. In alto si vede una banda orizzontale che corrisponde alla Galleria dei progetti, nella quale le foto delle architetture scorrono sullo schermo, accompagnate da titoli e date, come attraverso i finestrini di un treno.
Qui, seguendo un ordine cronologico, l’utente può compiere un viaggio attraverso la ricca e diversificata opera di Fuksas.Dalla sequenza orizzontale della banda partono i percorsi verticali dei Quattro progetti approfonditi. Per mezzo di copertine interattive, si accede, poi, a brevi schede descrittive che conducono il lettore attraverso le fasi di sviluppo di un progetto. A partire dall’ideazione sino al Cantiere , soffermandosi sull’evoluzione del modello e dei disegni tecnici elaborati dal Team Work.Nella prima sezione, l’idea, si riportano elementi e fatti legati alla committenza, al luogo e alla poetica del progettista. Si prosegue con Modello e progetto, sezione nella quale, attraverso le foto dei plastici realizzati si vede l’evoluzione del lavoro.In Team work, poi, alcuni disegni tecnici illustrano parte delle tematiche sviluppate dagli studi professionali e dai consulenti che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.Con le foto di Cantiere, infine, si descrivono le fasi più interessanti della costruzione degli edifici scelti.
Alla base della Mappa una serie di pulsanti, che ricorreranno all’interno delle schermate, permette all’utente di saltare liberamente da una sezione all’altra secondo una sequenza non lineare.Il tasto Elenchi apre su una pagina nella quale si possono riorganizzare e ordinare i progetti secondo alcune categorie di ricerca, introducendo così un ulteriore livello di lettura.Il tasto Indice, invece, permette di consultare l’intera applicazione a partire da un indice scritto, i cui titoli rimandano direttamente alle schermate delle immagini e delle schede.Dal punto di vista della progettazione, obbiettivo principale dell’app è trovare una forma di comunicazione immediata, chiara e veloce.La sintesi dei contenuti avviene grazie a un’interfaccia grafica e a una struttura di navigazione semplice ed essenziale, in grado di coniugare, in tempo reale, differenti livelli di lettura e di fruizione.
Buona Applicazione!
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Riciclar-te! Quando la creatività si oppone al culto ossessivo del nuovo.
Scritto da: Valentino il 7 February 2012 – 13:50L’Architettura dell’Immondizia
Non partono da un disegno, amano l’improvvisazione e si definiscono garbage architect (architetti dell’immondizia).
Gli architetti dei rifiuti sono Denis Oudendijk e Jan Körbes, due olandesi quarantenni.
Hanno cominciato a lavorare in studi diversi, ma si sono presto stancati di vedere l’architettura come un balletto prevedibile in cui dover bilanciare la creatività con i regolamenti e gli interessi economici. Così, l’inizio del lavoro insieme e la fondazione di Refunc: un laboratorio in cui creare strutture sperimentali e microarchitetture mobili basate su materiali di scarto.Il riuso è arte
«L’architettura dell’immondizia assume un significato profondo in un mondo in cui le materie prime stanno diventando sempre più esigue. È semplicemente razionale ridare una funzione ai materiali di scarto perché le loro qualità e il loro specifico valore non vadano perduti in processi di riciclaggio non sempre intelligenti».
I due insoliti artisti olandesi, infatti, trovano nei rifiuti di strada la fonte d’ispirazione per le loro opere d’arte.
Non si spreca niente. Tutto, ma a questo punto possiamo dire proprio tutto,può essere un’opera straordinaria!
I vecchi pneumatici diventano il rivestimento della maison gomme, una casa da giardino attraversata da lunghe finestre verticali per consentire di sfruttare a pieno l’illuminazione naturale. La struttura è stata realizzata con legno di scarto, vetro isolante, travi in acciaio riutilizzate.
Le scialuppe di salvataggio, utilizzate trent’anni fa in caso di evacuazione da piattaforme petrolifere, sono diventate le stanze galleggianti del capsule hotel. Ormeggiate in un canale dell’Aja, si spostano lungo i canali olandesi.

Anche se l’architettura del riuso è poco diffusa in Italia, ci sono esperimenti interessanti nell’arredo urbano e nell’arredamento d’interni. Come le panchine tirate su con legno di recupero da Manolo Benvenuti, coadiuvato dagli studenti dello Ied di Firenze, poi utilizzate durante un evento musicale. Sempre di Benvenuti, i divanetti in Pet, realizzati con sessanta bottiglie trasparenti avvolte dalla rete di plastica che viene usata come recinzione nei cantieri. Cosa fare, invece, della lavatrice ormai non funziona
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Oikos Colour City – L’impegno, l’ambiente, l’uomo!
Scritto da: Valentino il 6 February 2012 – 13:59Il progetto Oikos Colour City dello studio Arch’es and partners (architetti Simone Gabrielli, Gianluca Macchini, Caterina Michelini, Elisa Montalti e Simone Silvani) è il secondo classificato della settima edizione del Premio IQU – Innovazione e Qualità Urbana per la categoria Città e architettura – Nuovi utilizzi e progettazioni.
“Oikos: la città del colore sensibile” parte dalla volontà dell’azienda di fondare nel territorio un Centro Internazionale per la ricerca scientifica sul colore e sui materiali sostenibili in edilizia, un Polo per la terapia e il benessere della persona con approccio cromatico.
Il piano struttura il lotto di completamento dell’area produttiva con diverse funzioni, in una commistione di attività legate al lavoro e al tempo libero, alla professione e allo svago, all’imprenditoria privata e ai servizi legati alla collettività. L’intero progetto a scala territoriale si rivolge anche a turisti e visitatori della Costa Adriatica e potrebbe diventare strumento di marketing territoriale per lo stesso Comune in un’ottica di turismo durante l’intero arco dell’anno con un’ospitalità rivolta al benessere e alle terapie cromoterapiche a poca distanza dal mare, con benefici psico-fisici rafforzati da ampie aree verdi e dal corridoio fluviale.
Gli obiettivi principali del progetto sono un’attenta progettazione cromatica negli spazi interni e nello studio delle facciate esterne, unitamente a una mimetizzazione paesaggistica attraverso coperture verdi, fruibili e facilmente accessibili grazie a dislivelli leggeri. Tutto il piano cercherà di conciliare la sostenibilità architettonica, urbanistica e paesaggistica dell’intervento con un attento progetto cromatico che vada anche a studiare i reali effetti e benefici dei colori sulla salute e sullo stato d’animo dell’uomo.Lo scopo di Oikos è quello di ridurre i consumi energetici grazie a un raffrescamento naturale agevolato dalla forma degli edifici e dalla presenza di corti interne come camini per la ventilazione.
Le coperture verdi, oltre a produrre un gradevole effetto estetico, presentano benefici a livello biologico e psicologico avendo la capacità di depurare l’aria, diminuendo l’inquinamento termoregolando il microclima.Il protocollo di certificazione CasaClima Nature a cui lo studio si è affidato considera inoltre non solo gli aspetti legati ai consumi energetici delle costruzioni ma anche criteri di valutazione per tutti gli ambiti della sostenibilità: natura (aspetti ecologici), vita (aspetti socio-culturali) e trasparenza (aspetti economici), con attenzione all’intero ciclo di vita degli edifici e al contesto ambientale in cui questi si andranno ad insediare.
Oikos Colour City tradurrà concretamente un nuovo modo di pensare all’uomo e al mondo che rappresenta l’evoluzione dell’impegno nei confronti della società, dell’ambiente e dell’uomo, che Oikos porta avanti dal 1984.
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Quando la Neve Favorisce l’Architettura
Scritto da: Valentino il 2 February 2012 – 19:22Vincitore del concorso ad inviti per la stazione sciistica Koutalaki Ski Village di Levi, in Lapponia, il progetto firmato da Bjarke Ingels Group prevede la realizzazione di una nuova struttura ricettiva di respiro mondiale. Il futuro villaggio Koutalaki occuperà 47.000 mq ospitando alloggi e servizi di alta qualità per il tempo libero degli sciatori.
L’architettura viene, dunque, pensata come prolungamento ed estensione del paesaggio naturale, in grado di rispondere alle necessità degli sciatori e dei visitatori.
I blocchi contenenti gli alloggi si dipartono dalla piazza in direzione radiale: lo spazio aperto centrale accoglierà piste di pattinaggio, luoghi di ristoro e di svago per i turisti, mentre le coperture ondulate degli edifici consentiranno un agevole accesso al tetto, dal quale gli sciatori potranno scivolare al suolo in più direzioni.
L’integrazione tra spazi destinati a funzioni differenti, dal riparo al resort, alla stazione sciistica, concepirà un’architettura poliedrica che possa divenire un nuovo polo attrattivo finlandese.
L’ambizioso progetto del Bjarke Ingels Group propone un intervento che garantisca continuità al centro abitato di Levi e al territorio circostante: quattro volumi indipendenti e arcuati racchiudono una piazza centrale, riparata dai venti, ma destinata a diventare il centro propulsore del villaggio.
La lieve pendenza del sito sul quale sorgerà il resort, unita alle superfici ricurve dei quattro edifici, concorre nel presentare l’intero complesso come una grande pista da sci adagiata sulla cima della montagna.
Il futuro villaggio Koutalaki occuperà 47.000 mq ospitando alloggi e servizi di alta qualità per il tempo libero degli sciatori.
L’elevato grado di accessibilità alla struttura, prossima all’aeroporto di Kittilä, favorirà l’afflusso di visitatori europei e internazionali nel nuovo Ski Village.
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Come l’Architettura Contemporanea salverà la Terra
Scritto da: Valentino il 16 January 2012 – 18:06Gaetano Pesce in Brasile per l’innovazione contemporanea
Fermamente convinto che “il mestiere dell’architetto o del designer sia estremamente e intimamente legato a quello che è il bisogno dell’innovazione, perché l’innovazione è un qualche cosa che inventa un qualcosa che è utile alla società“, tutta la carriera di Gaetano Pesce è caratterizzata da quella freschezza che sta nel design del Made in Italy.

Il design di Gaetano Pesce non è catalogabile e la sua carriera è un percorso che lui modifica continuamente.“Sono convinto che un’innovazione sia perpetrata attraverso tre mezzi: l’innovazione del linguaggio, l’innovazione tecnica e l’utilizzo di nuovi materiali.
La “performance” dello, storico architetto e designer veneziano apporta nel mondo dell’architettura contemporanea un nuovo linguaggio rappresentato dall’utilizzo di materiali tradizionali che veicolano l’incertezza della menzogna. Un creatore, secondo Pesce, deve dunque esprimersi coi materiali del suo tempo per essere sincero. Una tal pratica facilita l’innovazione, che resta molto limitata se si tratta di esprimersi con una materia che è stata nel passato il mezzo d’espressione di una moltitudine di creatori“, afferma Pesce.
La creatività di Gaetano Pesce ha trovato in Brasile molte meno restrizioni che in altri posti, così si trovano a Bahia tra le sue più interessanti realizzazioni nel campo dell’architettura contemporanea. Ha costruito la sua casa a Bahia e ne ha fatto il manifesto del suo modo di intendere il design realizzando una struttura a due piani che è rivestita in mattonelle di resina dalle tonalità cangianti, che luccicano alla luce come fossero un gioiello o le squame di un pesce: un materiale poco costoso che si modifica col tempo esposto al sole e all’acqua. Dei volumi parallelepipedi, più alti che larghi, sono collegati tra loro da passerelle.
In seguito alla ormai celebre collezione di poltrone Up diventate subito icone del design industriale italiano e internazionale, Gaetano Pesce si dedica un pò a se stesso, progettando la propria dimora Brasiliana e strizzando l’occhio verso una innovativa concezione architetturale.
Tags: architettura contemporanea, brasile, Gaetano Pesce, innovazione, poltrone
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Rotterdam, architettura d’avanguardia
Scritto da: Fabiana il 13 January 2012 – 12:34Avanguardia e nuove tendenze per gli studi di architettura di Rotterdam, pionieri da decenni e rinomati oramai in tutto il mondo. Tra le diverse attività in fermento spiccano senza dubbio MVRDV e OMA.
MVRDV – fondato negli anni ’90 da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries, ha sede in un grande open space a Dunantstraat. Successi e idee di forte impatto, ma anche proposte capaci di suscitare non poche polemiche, come “The Cloud”, che di recente ha fatto infuriare l’associazione dei parenti delle vittime dell’11 settembre. Si tratta di un doppio grattacielo unito da una nuvola che ricorda l’impatto degli aerei sulle Torri Gemelle, progettato per essere costruito nella nuova zona finanziaria di Yongsan, a Seul.
Tra i lavori più recenti, invece, il nuovo mercato coperto di Rotterdam (il Markthal) e la nuova biblioteca pubblica di prossima apertura. Di grande effetto e suggestione perchè realizzata su una struttura in vetro che richiama una vera e propria montagna di libri.
OMA – Lo studio è nato nel 75′ ed è situato in tre piani di un grattacielo che sorge a Heer Bokelweg. Tra le creazioni, il De Rotterdam, multi-grattacielo formato da tre torri collegate e destinate ad uffici, appartamenti, hotel, palestre, negozi e ristoranti.
Tags: architettura contemporanea, rotterdam
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Amy Whinehouse, la lampada tributo
Scritto da: laura il 14 December 2011 – 12:18Amy Winehouse, dallo scorso 23 luglio, giorno della sua morte, è oggetto di tributi e ricordi di ogni genere.
L’ultimo in ordine cronologico è una lampada dal retrogusto vintage ma dalle linee contemporanee, che rispecchia perfettamente le caratteristiche della star alla quale si ispira.
La lampada Amy di Delightfull ha un design che riprende alcuni trattti tipici della cantate inglese: la tipica acconciatura anni sessanta e il gusto retrò. Gli elementi di sostegno cromati in color oro ricordano l‘arredamento dei jazz club e sono forse un omaggio alla voce graffiante, unica e preziosa dalle Wi
Un oggetto d’arredamento originale e creativo disponibile in due varianti come lampada da terra o da parete: ideale per leggere un buon libro o rilassarsi gustandosi un disco di musica soul.
Tags: architettura design, arredamento, arte e design
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Il nuovo quarto piano degli uffici Google a Londra
Scritto da: laura il 9 December 2011 – 17:25Google ha ampliato i suoi uffici a Londra con un interior design che rappresenta in pieno la filosofia della società.
Il contrasto tra il bianco assoluto e i colori accesi del logo, che caratterizzano il quarto piano dell’edificio denominato “L4″, incorniciano il binomio svago/lavoro: le aree relax, piene di morbide sedute, di impianti audio/video, di giochi ed elementi ludici, si alternano a scrivanie e spazi da dedicare a riunioni e condivisioni di idee.
Le idee prima di tutto. In alcune zone le pareti sono rivestite con lavagne su cui è possibile disegnare e scrivere liberamente, per dare sfogo alla creatività.
Non mancano le aree dedicate al ristoro (è noto che a stomaco pieno si ragiona meglio!): bar e ristoranti in cui i dipendenti Google possono creare tra un caffé e l’altro.
Se passate da Londra, questo è l’indirizzo degli uffici Google:
Google UK Ltd
Belgrave House
76 Buckingham Palace Road
London SW1W 9TQ
United Kingdom
Telefono: +44 (0)20-7031-3000
Fax: +44 (0)20-7031-3001
Tags: interior design, Londra, office design
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Casa Hobbit: eco-friendly e low cost
Scritto da: laura il 7 December 2011 – 10:48Questa “casa Hobbit“, che sembra parte della scenografia del film di Peter Jackson “Il Signore degli anelli“, è l’abitazione ideata e costruita da Simon Dale in Galles.
Una casa a impatto zero, armoniosa, incastonata nel paesaggio, comoda, economica e a basso consumo energetico.
Il costo per la realizzazione? Appena 3.000 sterline, pari a circa 3.500 euro.
Com’è possibile? Nessun architetto, materiali naturali delle vicine foreste gallesi, qualche strumento di uso quotidiano e l’aiuto di parenti e amici.
Il signor Dale ha sfruttato i materiali disponibili la struttura della casa e di locale legno di quercia, i muri sono costruiti in fango e pietre e per coibentare il pavimento, i muri e il soffitto sono state usate balle di fieno.
I muri interni sono stati ultimati con una pellicola di calce (che ha un’impronta ambientale inferiore al cemento) e i pavimenti, le finestre, le tubature e le rifiniture sono stati ricavati da materiali di riciclo.
A dispetto delle apparenze, la casa è dotata di tutti i comfort che ci si aspetta da un’abitazione moderna: stufa a legno e strutture coibentate per l’inverno e un condizionatore per l’estate completamente naturale che refrigera attraverso l’aria fresca “risucchiata” dal sottosuolo. La casa è inoltre dotata di un grande lucernaio, l’elettricità che alimenta l’ìilluminazione serale, i pc e tutte gli strumenti eletterici della casa è, ovviamente, ricavata da pannelli solari, l’acqua è ricavata da una vicina sorgente.
La casa della famiglia Dale è un esempio di grande fascino di ecoedilizia a basso costo anche per chi non è proprio un appassionato di elfi e hobbit.
Tags: bio edilizia, curiosità, ecodesign
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