Archivio per la Categoria ‘curiosità’
NaRDI al salone del mobile di Milano
Scritto da: Valentino il 13 April 2012 – 12:15Bora, essenzialità formale
Design Raffaello Galiotto
Bora è una seduta in resina disegnata da linee essenziali e dinamiche per living indoor e outdoor in equilibrio tra solidità e leggerezza; ha una struttura tubolare senza interruzioni con profili e spigoli arrotondati. Seduta e schienale formano un tutt’uno con la sagoma della seduta evidenziando esteticamente forme che rimandano a soffici imbottiture tessili.
L’alta qualità di materiali e dettagli insieme ad una struttura semplice e ricercata regalano una seduta dal tratto forte e deciso ma allo stesso tempo estremamente versatile.
Bora è presentata nella versione con seduta e schienale forati oppure pieni ed è realizzata in molteplici versioni di colori in finitura mat che la rendono adatta ad ogni accostamento cromatico: bianco, rosso, lime, arancio, antracite, gris, purple.
Leggera, maneggevole e impilabile. Bora by Nardi
Scheda prodotto
Nome: Bora
Design: Raffaello Galiotto
Breve descrizione: Seduta in resina disegnata da linee essenziali e dinamiche per living indoor e outdoor in equilibrio tra solidità e leggerezza. Bora ha una struttura tubolare senza interruzioni con profili e spigoli arrotondati. Seduta e schienale formano un tutt’uno con la sagoma della seduta evidenziando esteticamente forme che rimandano a soffici imbottiture tessili. Le misure sono ampie per permettere un appoggio comodo e sicuro.
Materiali: Resina
Colori: bianco, rosso, lime, arancio, antracite, gris, purple. Finitura mat
Misure: largh 58,5 cm X h 86 cm X prof 58 cm
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Freedoma Tower per dimenticare l’11 Settembre
Scritto da: Valentino il 13 April 2012 – 11:57A New York nasce la Freedom Tower progettata da David Childs, costruzione che sorgerà nel luogo dove si trovavano le Torri Gemelle.
La settimana scorsa la “Freedom Tower” ha tagliato uno storico traguardo: ha raggiunto il centesimo piano, raggiungengo un’altezza superiore a quella del mitico Empire State Building, diventando ufficialmente, prima ancora della sua ultimazione, il grattacielo più alto di New York.
Non solo: una volta ultimata la Freedom Tower diverrà l’edificio più alto di tutta l’America, il principale grattacielo di Chicago il Willis Tower.
Nello stesso anno in cui le Torri Gemelle del primo World Trade Center avevano strappato all’Empire State il primato newyorkese, la Willis “Sears” Tower aveva raggiunto addirittura quello mondiale, che detenne sino al 1998, quando è stata superata dalle Petronas Tower di Kuala Lumpur, in Malesia
Per ora, comunque, il primato spetta alla Freedom Tower, che oggi è alta 1250 piedi e una volta ultimata ne misurerà 1776, cioé circa 540 metri, diventando l’edificio più alto del mondo interamente adibito ad uffici – primato che strapperà alla Taipei 101 di Taiwan – nonché l’edificio più alto dell’Occidente ed il terzo più alto del mondo in assoluto, secondo solo al Burj Khalifa di Dubai e al nuovo Hotel Royal Clock Tower della Mecca.
La Freedom Tower, benché ancora vuota ed incompleta, la notte viene illuminata faraonicamente, senza badare a spese, e in occasione di vari eventi le luci si colorano come sulla cuspide dell’Empire State: tricolori per il Quattro Luglio, verdi per San Patrizio, porpora quando l’arcivescovo della città, Timothy Dolan, è stato propmosso cardinale.
Certo, i costi esorbitanti della costruzione si traducono i prezzi esorbitanti nella vendita e questo di certo non aiuta, in un momento di doppia recessione e di crisi epocale del mercato immobiliare. Ma in fondo anche l’Empire State Building venne inaugurato anticiclicamente in piena Grande Depressione, e rimase vuoto per un bel po’ . Crisi o non crisi, quando un grattacielo è molto più di un qualunque grattacielo alla fine qualcosa si muove
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Interior design e arredo, quali possibilità dai social network?
Scritto da: Valentino il 6 April 2012 – 12:34Facebook, LinkedIn, Twitter…: il mondo dei social network per l’Interior Design in un convegno durante il Salone del mobile 2012. Più di venti milioni di italiani si incontrano sui social network per esprimere idee, condividere emozioni e passioni, scambiare opinioni. Un fenomeno che ha cambiato (anche) nel nostro paese in pochi mesi il volto della rete riportando al centro le persone e lo scambio fra di esse.
Un nuovo linguaggio, un nuovo sistema di simboli, nuove applicazioni offerte dalla tecnologia hanno ridato nuova forza alla condivisione e alla partecipazione all’interno di una comunità allargata che moltiplica le proprie connessioni intorno a interessi comuni. Ma ad affiancare spazi privati di utenti privati, sempre più muovono le aziende per sperimentare nuove modalità di dialogo e contatto con il proprio pubblico. Queste nuove piazze della rete aprono effettive nuove opportunità per le aziende anche del settore?
Un convegno, organizzato da Federmobili, Webmobili, Innova.com, Assarredo e Agos Ducato giovedì 19 aprile presso la Sala Acquarius del Centro Congressi della Fiera di Milano metterà a confronto esperti ed operatori per suggerire un approccio efficace a cogliere i possibili vantaggi di un mondo in continua espansione. Ad Andrea Boaretto (Mip-Politecnico), Simona Zanette (Iab italia-Al femminile), Alessandro Antiga (Google Italy), il compito di fornire le chiavi di lettura del fenomeno, ad una tavola rotonda quello invece di condividere le prime esperienze di aziende di distribuzione, produzione e di servizio. Per partecipare, l’appuntamento è, per tutti, alle ore 10.00!
Il convegno. Dove e quando?
19 aprile
Sala Acquarius
Centro Congressi della Fiera di Milano Rho
Per confermare la tua partecipazione e leggere il programma clicca qui.
Fonte: webmobili.it
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MACRO MOSTRE
Scritto da: Valentino il 6 April 2012 – 12:32Mircea Cantor, SIC TRANSIT GLORIA MUNDI
E
Marcello Maloberti, BLITZ
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Sala Enel – via Nizza, 138
Visto il grande successo di pubblico e di critica la chiusura delle mostre di Mircea Cantor, SIC TRANSIT GLORIA MUNDI e di Marcello Maloberti, BLITZ prevista per il 6 maggio è stata posticipata al 3 giugno 2012.
La mostra di Mircea Cantor, SIC TRANSIT GLORIA MUNDI presenta opere appositamente concepite per lo spazio del MACRO. Il suo titolo, il motto latino Sic transit gloria mundi, fornisce un indizio sui temi esplorati dall’artista – la bellezza, il tempo, la vita e la morte – e sul carattere dei lavori presentati, in cui si mescolano, come in un’antica rappresentazione allegorica, sacro e profano, serietà e ironia.
La mostra di Marcello Maloberti, BLITZ comprende due azioni svoltesi lo scorso 15 marzo e ora visibili in un video, in cui si confrontano e intrecciano in modo spettacolare energia fisica e immaginazione, resistenza e velocità, ordine e disordine. Altre opere completano il panorama di una mostra che è la più complessa e ambiziosa tra quelle sin qui realizzate dall’artista.
DIDASCALIE
Mircea Cantor
Sic Transit Gloria Mundi, 2012
Production still
4mn 6s
HD movie
Courtesy l’artista; Yvon Lambert, Paris and Dvir Gallery, Tel Aviv
Marcello Maloberti
Blitz, 2012
Particolare della performance in programma al MACRO il 15 marzo 2012
Foto di Giorgio Benni
INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Apertura straordinaria 9 aprile 2012 (lunedì dell’Angelo) dalle ore 11.00 alle 19.00.
Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.
INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 8,50 €, residenti 7,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 6,50 €, residenti 5,50 €.
Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.macro.roma.museum
INFO: +39 06 67 10 70 400
Join us on Facebook and Twitter: MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
INFO STAMPA
Ufficio Stampa MACRO
T. +39 06 67 10 70 443 / stampa.macro@comune.roma.it
Maria Bonmassar / M. +39 335 49 03 11 / maria.bonmassar@tiscali.it
Ludovica Solari / M. +39 335 577 17 37 / ludovicasolari@gmail.com
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Himalaya Water Tower
Scritto da: Valentino il 6 April 2012 – 12:29Grattacieli aerodinamici e fluttuanti, dotati di radici a spirale, incastonati come gemme fra le cime dell’Himalaya. Ma anche grattacieli intelligenti, capaci di raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per nutrire le terre e i ghiacciai nelle stagioni secche. E’ ispirato alle montagne il progetto che ha vinto nei giorni scorsi il celebre concorso di architettura e design indetto dalla rivista eVolo.
Uso di nuove tecnologie e materiali, estetica, design, creatività e capacità di adattamento all’ambiente. Ecco i criteri secondo i quali la giuria di luminari dell’architettura moderna elegge, ogni anno, i vincitori della “Skyscraper Competition” della rivista eVolo, giunta alla sesta edizione. Una sorta di “gara” su quello che un grattacielo può fare per l’ambiente.
Quest’anno il progetto, o meglio il “Concept” vincitore è “Himalaya Water Tower”, un grattacielo pensato per la catena dell’Himalaya e per risolvere il problema dello scioglimento dei ghiacciai. L’idea infatti è quella di incamerare l’acqua piovana durante la stagione monsonica, purificarla, congelarla e conservarla per i periodi siccitosi (o per le future generazioni). Il grattacielo include, alla sua base, sistemi di distribuzione dell’acqua verso i villaggi e una ferrovia per il trasporto di merci e persone. Gli ideatori sono, cinesi: Zhi Zheng, Hongchuan Zhao e Dongbai Song.
Sulla carta l’idea Himalaya Water Tower è risultata geniale, ma i “designer” non hanno ancora spiegato, nella pratica, come torri così complesse possano essere costruite su un terreno impervio come quello dell’Himalaya. S
Anche il secondo classificato è un progetto ispirato alla montagna. Si chiama “Mountain Band-Aid”, ed è un grattacielo – di forma decisamente innovativa – che dovrebbe in qualche modo “coprire” o “riparare” i pendii montuosi danneggiati dagli scavi minerari nella catena montuosa dello Yunnan. Anch’esso è pensato da una squadra cinese.
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Parigi rilancia la sua immagine!
Scritto da: Simone il 30 March 2012 – 10:09A Parigi è quasi tutto pronto per l’inaugurazione ufficiale, prevista il prossimo 13 aprile, della Cité de la Mode et du Design, realizzata per opera dello studio parigino (di origine neozelandese) Jakob + MacFarlane Architects.
Il recupero dell’edificio industriale esistente, affacciato sulla Senna all’altezza dalla Gare d’Austerlitz, è iniziato già nel 2008 e si è concluso oggi con l’aggiunta di una seconda pelle in metallo e vetro che caratterizza l’affaccio sul fiume.
L’edificio sarà diviso in due poli: il primo dedicato al design e il secondo alla moda.
Lo spazio moda comprenderà spazi per le mostre e passerelle per le sfilate, la sede dell’istituto francese della Moda, una libreria specializzata e un café a tema.
La sezione design disporrà di grandi ambienti per esposizioni e fiere di settore esclusive (si inizia il 29 marzo con 1.618 Sustainable Luxury) ma anche spazi dedicati alla vendita, dove si alterneranno temporary store dei marchi più prestigiosi.
Infine, la gigantesca terrazza affacciata sulla Senna all’ultimo livello ambisce a diventare un luogo imprescindibile della notte parigina. Un terzo della superficie sarà occupato da un esclusivo locale notturno mentre nei restanti due terzi campeggerà la bandiera del ristorante Moonroof, che beneficerà di una vista affascinante e unica.
Tags: citè de la mode, Jakob + MacFarlane Architects
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Una Discarica “Spirituale”
Scritto da: Simone il 30 March 2012 – 10:06Un tempio post industriale contaminato di spiritualità è il risultato della collaborazione tra Marco Casagrande e Sami Rintala, che hanno realizzato Potemkin, un parco per la meditazione a Nakasato su commissione dell’ Echigo-Tsumari Art Triennial nel 2003.
Il parco è stato pensato dai progettisti come espressione del legame tra modernità e naturalità: Potemkin nasce da un accumulo di rovine industriali situato tra antiche coltivazioni di riso ed un fiume, in direzione assiale di un tempio scintoista.
Realizzato nello spazio di una discarica abusiva, il progetto del parco giapponese è stato disegnato in loco ed in scala reale, concepito sul sito completamente innevato e poi realizzato a neve disciolta.

L’opera si articola in una sorta di collage di rifiuti industriali e materiale da riciclo lì dove i ruderi evocano metaforicamente l’artificialità del postmoderno inserita nel paesaggio naturale.
A partire dagli ingressi al parco l’installazione di pareti in acciaio è concepita con altezza crescente al digradare del terreno: i pannelli in acciaio corten, incorniciati da uno scenario di alberi da quercia, grazie a variazioni di altezza che vanno da pochi centimetri fino a 5 metri, originano una successione di spazi outdoor e indoor.
Questo tempio d’acciaio che sembra rinascere dalla discarica risulta strettamente connesso con il tempio scintoista, ubicato al di là delle risaie, per raffigurarne l’estensione spirituale e spaziale del percorso meditativo per la comunità e per i visitatori.
Tags: discarica, Echigo-Tsumari Art, marco casagrande, potemkin, sami rintala
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Interior design, come sarà il bagno del 2020?
Scritto da: Simone il 30 March 2012 – 09:58Dagli scenari contemporanei al confronto tra progettisti, architetti, designer.
Il convegno si è tenuto il 12 marzo a Milano, un dibattito coinvolgente e articolato da cui sono emerse 12 parole chiave su cui continuare a riflettere.
Le domande sono: come sarà il bagno del 2020? E come potranno – e dovranno – interagire i diversi attori del sistema per rispondere alle esigenze sempre più specifiche, differenziate e in costante evoluzione dell’utente?
L’attualità del focus del convegno “Il bagno che verrà” è stata confermata dall’interesse dimostrato dalla stampa, soprattutto di settore ma non solo, con il coinvolgimento di numerosi giornalisti presenti in sala.Grande partecipazione dei relatori di fama internazionale – Marina Baracs, Andreas Haug, Nisi Magnoni, Luigi Marchetti, Carlo Martino, Roberto Palomba, Antonio Rodriguez, Marc Sadler, Michael Sieger, Giovanna Talocci – chiamati a portare il proprio contributo di esperienza e di visione, moderati da Oscar G. Colli e introdotti da Mariano Crovato di MA&MA, noto esponente del mondo della distribuzione e animatore dell’evento. Si sono alternati in riflessioni, commenti, approfondimenti, confrontandosi e interagendo in modo poco accademico e decisamente concreto e costruttivo.
Lo scenario
È cambiato radicalmente il modo di vivere la casa: il bagno, insieme alla cucina, è diventato il fulcro dell’abitare contemporaneo, riflettendo mutamenti sociali e culturali del nostro Paese. Un tempo ambiente da tenere nascosto agli estranei, oggi il bagno viene vissuto come la nuova living room, dove dedicarsi alla cura di sé e al benessere. Ma in molti casi la sola idea di progettare una ristrutturazione di questa stanza è fonte di preoccupazioni su tempi, costi e risultati dell’impresa, nonostante questo sia l’ambiente in cui l’utente sarebbe disposto ad investire la maggior parte del proprio budget dedicato alla casa.
Semplificazione: pare essere questo il termine fondamentale emerso dalle parole dei relatori de “Il bagno che verrà”. Una parola che racchiude in sé la necessità di coordinamento tra le diverse parti, l’accessibilità e la tecnologia al servizio di tutti, la flessibilità delle soluzioni proposte in vista di un’evoluzione delle esigenze personali e familiari. Imprescindibile la capacità di dialogo tra industria, progettisti, designer, architetti, uffici marketing, distribuzione, installatori e utente finale. Sono infatti molti e diversi gli attori del sistema bagno che incidono sulla scelta, sulla percezione e soprattutto sulla soddisfazione del cliente, ma non parlano tutti la stessa lingua. Il mercato del bagno si sta evolvendo rapidamente, mentre le esigenze dei consumatori puntano sempre più alla semplicità e alla visione d’insieme.
Nel delineare gli scenari che caratterizzeranno l’ambiente bagno del 2020 non si potrà più prescindere da un sistema integrato che soddisfi i differenti aspetti, dall’arredo alle caratteristiche tecniche e alla funzionalità, dall’estetica al benessere del corpo e dello spirito. Un ruolo fondamentale nell’orientare i consumatori spetta ad architetti e progettisti, irrinunciabili “integratori” delle tante diverse esigenze. La metafora del pettineTra i diversi aspetti critici messi in luce dall’analisi di Finzi e dei relatori emerge proprio la “complessità ingovernabile” dell’ambiente bagno: un’ingovernabilità da superare, causata dai numerosi elementi che concorrono ad una adeguata funzionalità, che possa unire estetica e utilità. E’ a questo punto che si rendono evidenti i rischi di una mancanza di coordinamento tra gli attori del sistema bagno, quella difficoltà che la “prova di dialogo” fulcro del convegno vorrebbe contribuire a far superare. Usando l’efficace metafora di Enrico Finzi, le tante parti sono come i denti di un pettine, che concorrono allo stesso scopo ma, senza una opportuna base che li colleghi tra loro, diventano inefficaci a raggiungere lo scopo.
12 keywords A conclusione del convegno, i molti spunti emersi dal confronto tra i relatori sono stati sintetizzati da Enrico Finzi in dodici parole chiave, che riassumono una mattinata di confronto e riflessione ma intendono anche fornire un nuovo punto di partenza per ulteriori sviluppi: gli argomenti messi sul tavolo nel corso del convegno sono molti e articolati e presuppongono nuovi approfondimenti. Queste le dodici parole chiave, commentate successivamente dai relatori che hanno partecipato al convegno:curiosità, conoscenza, aggiornamento, dialogo, education, estetica, funzione.semplificazione / tecnologia / innovazione / emozione / regia
Tags: aggiornamento, bagno, conoscenza, convegno bachno che verrà, curiosità, dialogo, education, estetica, funzione.semplificazione / tecnologia / innovazione / emozione / regia
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Icon – DuPont e la sostenibilità
Scritto da: Valentino il 21 March 2012 – 17:46Consarcs Architects ha vinto il bando per la progettazione di iCon Innovation Centre a Daventry con una stimolante proposta per la realizzazione di un edificio che, oltre a incorporare i più elevati standard estetici e di design “human-friendly”, offra inoltre un elevato livello di sostenibilità.
DuPont™ Energain® http://www2.dupont.com/DuPont_Home/en_US/index.html, il pionieristico materiale a cambiamento di fase ideato da un leader mondiale nell’innovazione, ha contribuito al raggiungimento di tali obiettivi grazie all’aggiunta di una massa termica leggera e ad alte prestazioni.
L’edificio iCon –con una superficie di 4000 metri quadrati – è stato progettato per raggiungere il livello d’eccellenza BREEAM (BRE Environmental Assessment Method ovvero “metodologia di valutazione ambientale del BRE” che stabilisce lo standard di bioedilizia di più alta qualità in Inghilterra) e utilizza meno di 15 kg di biossido di carbonio al metro quadrato all’anno, dimostrando la possibilità di ottenere strutture a zero emissioni di anidride carbonica grazie a un design e tecniche costruttive ecosostenibili, e all’integrazione di tecnologie di energia rinnovabile.
Il complesso edilizio ha una struttura e una facciata interattiva realizzate con legno proveniente da risorse rinnovabili, mentre l’atrio è rivestito con uno strato di EFTE (Etilene Tetrafluoro Etilene). Nonostante l’utilizzo di metodi e materiali avanzati, la costruzione di edifici con strutture leggere può presentare il problema della bassa inerzia e di eccessivi aumenti di calore causati da una mancanza di massa termica.
Questo rende difficile un efficace controllo delle rapide variazioni di temperatura senza l’utilizzo di costosi sistemi di riscaldamento e raffrescamento, creando problemi sia per quanto riguarda il consumo di energia, sia riguardo al comfort abitativo, specialmente durante i periodi caldi. Di conseguenza, questo può avere un effetto negativo non solo sull’impatto ambientale dell’edificio ma anche sui costi di mantenimento, oltre che sul benessere e la produttività degli utenti. Per vincere questa sfida senza compromettere il design o i metodi costruttivi, Consarc ha adottato un’ingegnosa soluzione ideata da DuPont Building Innovations per aggiungere massa termica alle costruzioni leggere.
Per la sede di iCon sono stati utilizzati 475 metri quadrati di DuPont™ Energain®, installati in una serie di stanze ad altezza solaio. L’intento è stato quello di misurare l’efficacia di questo materiale paragonando i cambiamenti di temperatura con quelli di stanze analoghe sprovviste di DuPont™ Energain®. L’edificio iCon: Consarc ha vinto l’appalto milionario partecipando a una competizione internazionale organizzata da RIBA (Royal Institute of British Architects) nel 2008.

Il cuore del progetto è una sensazionale strada espositiva realizzata con una copertura in EFTE. “La Strada” è un open-space nel centro dell’edificio, di un’altezza pari a tre piani, che offre uno spazio espositivo per tutte le piccole aziende che vogliono mettere in mostra prodotti e soluzioni. Quest’area unisce gli uffici al centro espositivo e alle sale conferenze.
La facciata che dà su “La Strada”, permette potenzialmente l’esposizione di prodotti e soluzioni entro i confini degli uffici e ogni piano del complesso ha una sezione centrale in vetro che si affaccia verso l’esterno e verso l’area pubblica, che può essere utilizzata anche per l’esposizione.
A sud, si trova l’area Showcase, che ospita grandi spazi inclusi una reception, uno spazio per conferenze e riunioni e servizio catering. L’organizzazione degli interni riflette i processi intellettuali di iCon, rappresentando un complemento alle riflessioni innovative e fornendo un supporto all’attività imprenditoriale. L’edificio offre un gran numero di strutture sia per i professionisti che per il pubblico, tra cui: gli incubatori di impresa, situati nella parte Nord del sito e protetti dal rumore del traffico; una sala conferenze/auditorium da 300 posti che può essere affittata da gruppi musicali locali e per la realizzazione di eventi artistici; una caffetteria; sale riunioni e spazi di smistamento; spazio espositivo “La Strada”.
Consarc Architects è uno studio di design londinese, guidato da Liz Pickard e Tom Bell. Nel 2010, lo studio è stato selezionato come uno dei migliori emergenti in Europa nella categoria “40 under 40”. Nello stesso anno lo studio è stato finalista al concorso UK Young Architect of the Year. Consarc ha sviluppato una grande esperienza nella progettazione di luoghi di lavoro ambientalmente sostenibili, come il progetto della sede di iCon, a Daventry, e progetti di edilizia pubblica, alcuni dei quali hanno vinto premi. La gamma di progetti in cui sono attualmente impegnati gli architetti dello studio spazia da uffici aziendali a resort di lusso e hotels, fino alla ristrutturazione e progettazione di infrastrutture per stazioni. Consarc è parte di un consorzio multidisciplinare impegnato nella pianificazione su larga scala di una nuova città in Nord Africa e nelle proposte per la realizzazione di grattacieli residenziali e ad uso ufficio in Cina.
DuPont – DuPont (NYSE: DD) porta sul mercato globale dal 1802 conoscenze scientifiche e ingegneristiche di classe mondiale sotto forma di prodotti, materiali e servizi innovativi. L’azienda ritiene di potere, grazie alla collaborazione con clienti, governi, organizzazioni non governative e leader all’avanguardia, contribuire a trovare soluzioni alle più importanti sfide planetarie: la disponibilità di cibo sano e in quantità sufficiente per ogni essere umano, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e la protezione della vita e dell’ambiente.
Per ulteriori informazioni su DuPont e il suo impegno per un’innovazione fondata sulla collaborazione, visitare il sito.
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Sei Architetti Maxxi, ciclo sulla Roma del futuro
Scritto da: Valentino il 1 March 2012 – 12:57Protagonisti Da sabato, Paolo Desideri, Franco Purini e Laura Thermes, Femia-Peluffo, Navarro Baldeweg, Pintore e Fuksas Opere Stazione Tiburtina, grattacielo Eurosky Tower, Agenzia spaziale italiana, Biblioteca Hertziana, Ponte della Scienza e «Nuvola»
La Nuova Stazione di Alta Velocita’ di Roma Tiburtina. Il grattacielo Eurosky Tower, la nuova sede dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il rinnovamento della Biblioteca Hertziana, il Ponte della Scienza e il Nuovo Centro Congressi Eur. Al Maxxi di Roma, da sabato al 26 maggio, sei grandi architetti raccontano al pubblico del museo lo skyline della Roma contemporanea: e’ ‘Roma Metropoli, il ciclo di racconti, a meta’ strada tra conferenze e interviste, per far conoscere l’architettura realizzata a Roma negli ultimi anni e scoprire come la Citta’ Eterna si rinnovi e risponda alle esigenze di una capitale che vuole proiettarsi anche verso il futuro.
Paolo Desideri, Alfonso Femia e Gianluca Peluffo, Maximiliano Pintore, Juan Navarro Baldeweg, Franco Purini e Laura Thermes, Massimiliano Fuksas racconteranno i progetti, le storie, i cantieri e i segreti di quelle opere destinate a mutare il volto della citta’, avvicinandola ad una metropoli contemporanea. Roma sta infatti attraversando un processo di trasformazione urbana, e i nuovi edifici progettati nella Capitale da alcuni tra i prestigiosi studi internazionali rappresentano il possibile inizio di un nuovo corso per l’architettura in Italia.
Al centro dei dibattiti proprio le nuove opere realizzate, progettate o in via di compimento a Roma: la nuova Stazione alta velocità Tiburtina, il grattacielo Eurosky Tower all’ Eur, la nuova sede dell’ Agenzia Spaziale Italiana, il rinnovamento della Biblioteca Hertziana, il Ponte della Scienza tra Ostiense e Garbatella e il Nuovo Centro Congressi Eur. Gli incontri rivolti al pubblico del museo sono stati pensati con una formula a metà strada tra conferenza e intervista, per far conoscere e scoprire in che modo Roma si stia rinnovando e se risponda o meno alle esigenze di una capitale che vorrebbe proiettarsi anche verso il futuro.
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