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Stazione Tiburtina: alta velocità per l’architettura contemporanea a Roma.
Scritto da: Cristina il 16 January 2012 – 14:48Quasi cinque anni di lavori, disagi ai cittadini e molte domande su come sarebbe diventata la nuova Stazione Tiburtina, ultimo gioiello dell’urbanistica a Roma.
Dalla fine di novembre, tutte le risposte si sono materializzate nella nuova struttura: uno snodo importante a livello logistico ma anche uno spazio innovativo, una sfida per l’architettura contemporanea che occupa circa 50.000 mq tra binari, negozi, aree di servizio, la struttura a ponte che collega i quartieri Nomentano e Pietralata.
Dopo l’incendio del luglio 2011, i tempi si sono abbreviati e questo spazio, fondamentale per i passeggeri in transito da nord a sud della penisola, è entrato a far parte dei progetti architettonici realizzati, tra i tanti in fermento come quelli di Zaha Hadid a Napoli, Arata Isozaki a Bologna, Santiago Calatrava a Reggio Emilia e Norman Foster a Firenze.
La progettazione era stata affidato allo studio associato ABDR, già fortemente attivo sul territorio romano e non solo, nell’architettura pubblica e privata. I nomi, che non fanno parte certo dell’architettura giovanile, ma che si avvalgono di tanti giovani architetti, sono quelli di Arlotti, Beccu, Desideri, Raimondo. Una grande commissione di appalti pubblici ma per la prima volta realizzati con l’autofinanziamento: diversi lotti di terreno limitrofi saranno venduti dalla RFI – Rete Ferroviaria Italiana – a privati interessati all’espansione urbanistica del territorio adiacente la stazione. Solo la BNL ha già acquistato un lotto per circa 70 milioni di euro!
Non si sono fatte attendere le polemiche per questa operazione in cui le archistar nostrane (il capogruppo è Paolo Desideri) hanno pensato a progetti di architettura innovativa mentre le amministrazioni locali hanno realizzato la solita cattedrale nel deserto, da vendere a caro prezzo, senza un progetto di riqualificazione urbana, mentre intorno alla stazione continuano ad esserci sopraelevate dissestate più che vintage, zone dense di disagio sociale dove sorgono baracche ed edifici in abbandono.
Curiosità: la stazione è stata dedicata, ottimisticamente, a Camillo Benso Conte di Cavour. Un viaggiatore importante, che si spostava in tutta Europa a perorare la causa dell’unità d’Italia. A basse velocità coi treni dell’epoca ma con grande velocità politica.
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Il progetto Ercole su Domus
Scritto da: Silvia il 12 May 2011 – 17:28Collegare l’Africa all’Europa? È l’obiettivo del Progetto Ercole, concorso di architettura lanciato da Domus con il numero di Maggio. Con quali idee? Con quelle che verranno presentate entro l’8 giugno in formato cartolina.
La forma progettuale potrà spaziare fra diverse soluzioni: un ponte, un tunnel, un parco, una metropolitana, un monumento o un tempio.
Tutti gli interessati possono partecipare al progetto secondo le modalità previste.
Per l’occasione il numero di Maggio di Domus ha dedicato la copertina all’opera in progress di Francis Alÿs Don’t cross the bridge before you get to the river, che riprende una fila di bambini che si spostano dall’Africa all’Europa ed un’altra che va dalla Spagna al Marocco. Queste due linee poi si incontrano all’orizzonte.
“L’idea di unire fisicamente il continente europeo e quello africano attraverso lo Stretto di Gibilterra non è nuova e, per quasi un secolo, l’impegno nel progetto ha ondeggiato come un cencio esposto al vento burrascoso della politica europea” – scrive nel suo editoriale il direttore di Domus Joseph Grima – “Tuttavia, in seguito ai tumultuosi eventi degli ultimi mesi, i problemi del continente africano si sono riversati, anche fisicamente, nella coscienza europea. Se la situazione è così critica che nemmeno il mare rappresenta un ostacolo, – prosegue Grima – non è forse questo il momento di abbandonare del tutto il concetto di euro-fortificazione per costruire un ponte?”.
Le opere da inviare rigorosamente in formato cartolina non imbustata saranno valutate dalla redazione e dai filosofi Lieven De Cauter e Dieter Lesage, autori del carteggio pubblicato nel 2002 “The Myth of the Bridge” – inedito in Italia – e riproposto in parte da Domus in questo numero.
Le opere migliori del progetto Ercole saranno esposte alla Gopher Hole di Londra nel mese di luglio e pubblicate nel numero di Luglio – Agosto e sul sito www.domusweb.it.
Tags: architettura giovanile, progettazione architettonica, progetti
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Architettura, sostenibilità e informazione
Scritto da: Silvia il 13 April 2011 – 16:05Si chiama BIM (Building Information Modeling) il nuovo progetto di architettura di Autodesk.
BIM inaugura un nuovo modo di lavorare che ha l’obiettivo di migliorare contemporaneamente architettura, sostenibilità e informazione per tutti gli addetti ai lavori.
Informazioni coordinate per prendere le decisioni più velocemente, una documentazione più efficace e la possibilità di prevedere le caratteristiche di un edificio prima della partenza del lavori sono i punti fondamentali della strategia BIM.
Architetti, ingegneri, professionisti delle costruzioni, impiantisti e proprietari possono con BIM condividere un progetto in modo chiaro e immediato.
Il progetto è strettamente collegato alla sostenibilità nell’architettura, promuovendo la consapevolezza e l’adozione della progettazione sostenibile. Come?
Il progetto di architettura BIT e i progetti Autodesk permettono di integrare e ottimizzare i sistemi urbani, ridurre preventivamente il crescente fabbisogno di acque e di energia migliorando infrastrutture e servizi, rispettare più facilmente le normative sulla sostenibilità, sostenere la formazione nei campi legati alla progettazione sostenibile, essere uno stimolo per innovazione e edilizia sostenibile, realizzare prodotti di consumo eco-sostenibili, veicoli ecologici, strade e trasporti con impatto ambientale minimo.
Tags: architettura moderna, progects, progetti, sostenibilità
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Tecnologia geotermica in casa
Scritto da: Silvia il 25 March 2011 – 12:30Le prime costruzioni residenziali dotate di tecnologia geotermica si trovano nella Greater Toronto Area, in Ontario.
Stiamo parlando del progetto Ironstone Condominiums di Davies Smith Developments che ha portato benefici ambientali nella costruzione di complessi residenziali.
Ironstone si trova nei quartieri residenziali di Burlington e ha l’obiettivo di coniugare tecnologie ambientali e sofisticate strutture residenziali.
I condomini in questione saranno dotati di loft e suite e di uno spazio in terrazza super attrezzato per momenti di pieno relax.
Per riscaldare e raffreddare il complesso residenziale, si utilizza un naturale sistema energetico con tecnologia geotermica. Questo sistema, eliminando il processo di riscaldamento di gas naturali, elimina anche il problema del rilascio di emissioni nocive e inquinanti nell’aria. Non solo: con il progetto Ironstone Condominiums si utilizza meno energia e si riduce il costo mensile energetico per i residenti di almeno il 10%.
Ma in cosa consiste materialmente un sistema geotermico? Si tratta di una rete di tubi posti a 15 metri di profondità sotto il terreno, lì dove la temperatura resta costante a 10°C per tutto l’anno.
Ovviamente, ogni suite ha un sistema di riscaldamento geotermico autonomo per avere un controllo climatico totalmente personalizzato.
Un altro passo verso l’edilizia verde.
Tags: progetti, progetto verde, sostenibilità
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Toncelli presenta Progetto 50 a Eurocucina 2010
Scritto da: Simone il 19 April 2010 – 15:09Una proposta fuori dagli schemi
Uno stand eccezionale, per l’imponente struttura e per un concept che lo decreta già quale vero e proprio evento espositivo più vicino a un percorso artistico che non alla vetrina di un prodotto commerciale. Impostato su due aree, lo spazio che Toncelli ha creato per Eurocucina 2010 offre una
parte visibile al pubblico, ma nasconde al suo interno un’articolato percorso che vuole condurre il
visitatore alla scoperta dei molteplici segreti di Progetto 50, l’esclusiva creazione che segna il ritorno in grande stile del marchio sul mercato italiano dopo gli anni di acclamazione sui mercati esteri.
Ambasciatori di stile, di gusto e di pregiata manifattura tutta italiana, i Toncelli sanno che è questo
il momento giusto per tornare a far parlare di sé anche nel loro paese di origine. Pisani da tre generazioni, artigiani e maestri del fare ad arte, visionari e progettisti con la vocazione per la bellezza senza tempo, la famiglia Toncelli festeggia ad Eurocucina 2010 i primi cinquant’anni della propria impresa.
Capitanati dal dinamico Lorenzo Toncelli responsabile per i mercati esteri e primo autore del successo internazionale del marchio, coordinati dall’architetto Federica Toncelli a capo dell’area progettuale, la squadra si vanta quest’anno dell’acquisto di un vero e proprio direttore artistico: Stefano Stefanelli, esperto d’arte e studioso della tradizione ebanista toscana.
Alla piena realizzazione di questo ambizioso progetto ha preso parte anche De Dietrich, storico
e prestigioso marchio alsaziano di elettrodomestici tecnologicamente all’avanguardia e dal design
internazionale, che ha arricchito l’armonia di Progetto 50 con una collezione di creazioni esclusive.
Cercando nel proprio passato le radici di un’arte, quella della costruzione di mobili, che unisce
la meticolosità e la disciplina dell’artigiano all’estro e alla vocazione dell’artista, ecco che in Progetto 50 convergono e si fondono: un design essenziale e moderno, concretizzato con l’adozione di materiali caldi autoctoni come il legno segato a mano a effetto solcato e il cuoio rifinito a mano dal mastro sellaio abbinati all’austerità del marmo Colorado e del laccato; componenti futuristici quali l’esclusiva mousse di cemento; e infine particolari mobili speciali che reinterpretano appieno la tradizione ebanista toscana in chiave contemporanea.
Tags: architetto, artigiano, design, eurocucina, Lorenzo Toncelli, materiali, progetti, stefanelli, Stefano Stefanelli
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Energy Seed: nuova luce dalle vecchie batterie
Scritto da: Simone il 21 July 2009 – 19:28Diciamo subito che le batterie, ricaricabili e non, sono un grande problema per l’inquinamento ambientale e che non costano neanche tanto poco. In secondo luogo i contenitori per la raccolta delle batterie scariche sono davvero bruttini, tristi e il più delle volte strapieni e sporchi (e sotto il sole non so neanche quanto possano essere sicuri). Ma come ovviare a questo non piccolo problema?

Semplice! Ecco che Sung Woo Park e Sunhee Kim hanno progettato ENERGY SEED, il lampione stradale che prende vita e si illumina grazie a noi ed incoraggia il riciclo.
Con il semplice e consueto (come ormai dovrebbe essere!) gesto del buttare via le batterie scariche e non più ricaricabili, o comunque non più utili, ecco che al posto dei contenitori da riciclo c’è questo piccolo lampione per arredo urbano che si illumina con le nostre batterie
Ma come funziona? Basta inserire una ad una le batterie negli appositi buchini cilindrici e la loro energia residua, anziché inquinare il nostro pianeta, attiverà dei led luminescenti. Le batterie alcaline scariche infatti, anche se inutili alle nostre esigenze, hanno sempre un minimo di carica sufficiente ad illuminare un led, che funziona con soli 2 volts.
Tags: arredo urbano, batterie, Energy, inquinamento ambientale, luce, mondo, problemi, progetti, ricaricabili, Sung Woo, uffici
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South Face
Scritto da: Simone il 6 July 2009 – 15:05Installazione/Installation per Interni Design Energies,
Milano 2009
Parla Arch. Massimo Iosa Ghini:
“Sostenibile ma bello, questo è l’obiettivo che da anni cerco di perseguire in tutti i miei progetti. South Face, è il risultato di questa costante ricerca verso una progettazione sostenibile che si confronta con i reali sistemi di produzione presenti sul mercato.
L’installazione esemplifica una porzione di architettura con una soluzione di facciata in funzione dell’esposizione solare e consiste in una parete coibente modulare composta da elementi in ecocemento cavi addizionati di substrato, che accolgono una folta e scenografica vegetazione.
La facciata è esposta a sud costituendo un vero e proprio giardino verticale, che assorbe CO2 dall’atmosfera, e che coibenta e isola dall’umidità l’ambiente che racchiude.
All’interno della struttura sono state inserite delle sedute informali, il loro disegno invita al riposo e al contatto con la natura.
Il concetto di sostenibilità è solitamente associato a forme sterili, nelle quali l’estetica è spesso messa da parte. La nostra installazione crea spettacolari effetti estetici rendendo il sostenibile bello e possibile.“
Tags: ambiente, architettura, co2, design, eco, Milano, Natura, progetti, Sostenibili, sostenibilità, south face
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Moduli Solari Cilindrici: Elettricità Anche di Notte.
Scritto da: Andrea il 10 June 2009 – 11:05Solaroad Technologies ha sviluppato un curioso nuovo modulo solare che è in grado di generare energia elettrica anche di notte convertire la luce dei fari delle automobili in elettricità. Il sistema è chiamato Electrawall e si presenta in una forma cilindrica. Solaroad sostiene che il nuovo modulo solare permette di generare più energia di quella dei panelli fotovoltaici convenzionali piani.
Il sistema spiegano, può essere facilmente posizionato sulle barriere divisorie delle carreggiate autostradali per raggiungere la massima esposizione al sole. L’inventore sostiene inoltre che circa 250 Km di Electrawall corrisponderebbe alla produzione di energia di una piccola centrale nucleare. Oltre ad essere efficace, Solaroad afferma che nuova tecnologia solare è stata sviluppata in un modo da permettere di essere installata in modo molto rapido.
“Con Electrawall è possibile creare energia elettrica anche di notte a differenza di qualsiasi impianto fotovoltaico convenzionale e attualmente in commercio”, spiega Kahrl Retti della Solaroad Technologies. La società è parte di un incubatore di impresa alla Towson University. “Solaroad ha sviluppato una tecnologia che può essere implementata rapidamente e facilmente in qualsiasi paese” afferma il deputato John Sarbanes, forte sostenitore della Solaroad. “Abbiamo avuto almeno dieci studenti tirocinanti che hanno lavorato in azienda, nonché sui progetti di ricerca e sull’efficienza energetica della tecnologia”, continua Dyan Brasington della Towson University.
Solaroad fra i suoi prodotti punta a vendere anche sul mercato il suo Cube Tube, che potrebbe essere installato sui moduli dei classici uffici americani dove produrrebbe energia sfruttando anche la fioca luce a neon. La Solaroad punta a diventare leader nella produzione di tecnologie solari con prodotti installati in abitazioni, uffici, lungo le strade e in molti altri luoghi e superfici sul territorio che ci circonda. L’azienda che utilizza un prodotto a tre dimensioni anziché due in contrapposizione ai tradizionali moduli piatti, è in grado di ridurre notevolmente l’ingombro del dispositivo.
ElectraWall è una tecnologia fotovoltaica che ha anche la possibilità di conservare l’energia immagazzinandola in apposite batterie con una potente capacità di stoccaggio che impedisce un effetto “brown-out” cioè una parziale perdita di corrente elettrica su lunghe distanze. La modularità del di ElectraWall fa si inoltre che diversi moduli possano essere connessi fra loro su muri, pali luce, segnaletica stradale, parcheggi, tetti e molto altro ancora.
Ma le innovazioni nel settore del fotovoltaico per la Solaroad non finiscono qui. I prodotti su cui sta già lavorando sono il SolarFilm uno spray basato sulla nanotecnologia che crea energia mediante il calore, la luce e il magnetismo. E ‘unica formulazione per unire fotovoltaico e termoionico (utilizzando appunto proprietà chimiche), in sintesi una delle più avanzate tecnologie solari mai create. “SolarFilm è durevole, efficiente, ed estremamente versatile” afferma Retti. Il SolarFilm può anche esteticamente essere invisibile, dato che può essere fatto corrispondere a qualsiasi colore, consistenza, o forma su cui viene applicando, fornendo possibilità di utilizzo infinite. SolarBuilder è invece la diretta applicazione residenziale di prodotti rivestiti con SolarFilm. Queste applicazioni sono in grado energeticamente di rendere fra il 6 e il 20%. L’utilizzo di questa particolare vernice solare può far si di essere utilizzata per generare energia elettrica su qualsiasi superficie esposta al sole e classicamente così non solo sul tetto.
Tags: ElectraWall, energia, impresa, John Sarbanes, Moduli Solari Cilindrici, panelli, produzione di energia, progetti, progetti di ricerca, Solaroad, tecnologia solare, tecnologie, Vernice Fotovoltaica
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GGAF delinea tre progetti concettuali per Firenze
Scritto da: Andrea il 4 June 2009 – 09:20Firenze, capoluogo toscano, è considerata uno dei luoghi più belli d’Europa. Per mantenerne intatta la struttura ed il contesto storico si compiono numerosi sforzi, tuttavia nessuna città può rimanere statica. Cercando di indurre una riflessione critica sull’architettura della loro città, il Gruppo Giovani Architetti di Firenze, GGAF, ha delineato tre progetti concettuali che coinvolgono tre dei luoghi più visitati.
La cattedrale Santa Maria del Fiore di Firenze, costruzione iniziata nel 1296, è un gioiello gotico dalla facciata in marmo. La volta, fornita di un ampio spazio per i visitatori, è la più grande che sia mai stata costruita in mattoni. “Una risposta provocatoria e quasi terapeutica alla domanda su come si possa catapultare Firenze nel 21esimo secolo è proprio far sparire quella volta” afferma il GGAF, ” se per un anno o due vi applicassimo una pittura futuristica facendola scomparire, saremmo costretti a osservare come la cattedrale apparirebbe in qualche modo incompleta, così come la stessa Firenze. In questo modo, lo sconvolgimento psicologico si presenterebbe come una spinta in avanti e rimuoverebbe molte inibizioni”.
“La Galleria degli Uffizi è un magnifico museo, uno dei più importanti del mondo” afferma il GGAF, “ma quasi lo si osserva in uno spazio che manca della capacità di rifletterne la fama”. La loro idea è di costruire un tetto nell’atrio che prolunghi la galleria oltre la grande piazza, creando uno spazio unico nel quale potersi stupire dell’interazione tra antico e moderno.
Infine, GGAF, prende ispirazione dal Ponte Vecchio, un ponte medievale che attraversa il fiume Arno, dando risalto ad uno dei più importanti edifici di Firenze, la Biblioteca Nazionale Centrale. “La Libreria Nazionale è un’eredità di inestimabile valore, sia per la sua completezza che per il valore dei documenti storici che custodisce” sostiene il gruppo “oggigiorno però è sull’orlo del collasso: deprivata di fondi, di spazio e di personale”. GGAF propone una nuova struttura che rifletta l’importanza di questa istituzione, attraversando il fiume come un ponte, creando un audace punto focale. “Vogliamo dare un nuovo spazio ed una nuova visibilità ad un’istituzione che dovrebbe essere uno dei pilastri dell’identità di Firenze, ma anche restaurare la dignità di questa città in modo che questa possa nuovamente affermarsi come un’eccellenza nel panorama culturale mondiale.
Tags: architetti, architettura, architettura giovanile, Firenze, galleria degli uffizi, GGAF, ponte vecchio, progetti, santa maria del fiore
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La Farmacia Galleggiante
Scritto da: Andrea il 28 May 2009 – 14:07La medicina tradizionale può essere la scelta migliore per alcune malattie, ma a volte tutto ciò che serve è un po’ di aiuto da Madre Natura. La Farmacia Samantha Lee è una galleggiante fattoria urbana che cresce piante medicinali ed erbe aromatiche in una serie di reti lungo il muro di mattoni di Regent’s Canal. Questa particolare farmacia impiega un mulino ad acqua per lavare, asciugare e distillare erbe commerciali nel proprio Stato.
La Farmacia è stata progettata in risposta ad una sfida, da Nannette Jackowski e Ricardo de Ostos presso l’Architectural Association: cioè scoprire se gli estremi di efficacia programmatica si fondono con la fragilità dell’habitat umano.
La crescita delle erbe ha luogo all’interno di reti, tese lungo il muro di mattoni deteriorato del canale di Regent dove i visitarori passano per sperimentarne la fraganza , oppure possono acquistarle dalle farmacie.
La farmacia di Lee crescerà solamente erbe e piante comuni a un certo luogo nel tentativo di andare d’accordo con il naturale habitat dell’aera.
Il design ispirato allo “steampunk” e al mulino ad acqua, si può integrare perfettamente lungo le rive di un fiume, di qualsiasi città, e nel caso specifico di Londra è particolarmente efficiente.
Tags: acqua, architectural association, architettura, distillare, erbe aromatiche, Farmacia, fattoria, galleggiante, imbarcazione, Londra, medicina, Natura, piante, piante medicinali, progetti, Regent, samantha lee
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