Archivio Tag ‘architettura giovanile’
Axo light – Sunshade, inaspettato luccichio
Scritto da: Silvia il 5 July 2011 – 13:58SUNSHADE
Design Marco Taietta
La recente collaborazione di Axo Light con il giovane designer Marco Taietta porta alla nascita di Sunshade, lampada da terra e da sospensione che si colloca all’interno del filone delle lampade tessili, che molto spazio occupano nella collezione dell’azienda, con un tocco glamour molto personale.
Il tessuto, in Sunshade, oltre ad assolvere la funzione di paralume, crea un effetto moiret vedo-non-vedo, che regala alla lampada un tocco di raffinata sensualità. I microfori che caratterizzano il morbido tessuto a rete di Sunshade lasciano intravedere la sorgente luminosa, mentre nella parte interna del diffusore il tessuto, divenuto brillante, regala un inaspettato luccichio.
Il paralume è caratterizzato da una sinuosa forma troncoconica con le pareti leggermente incurvate verso l’interno, questa linea è particolarmente apprezzabile nella versione da terra, la cui asta di appoggio è gentilmente inclinata in avanti, verso gli spazi che deve illuminare.
La luce è diretta, nella parte superiore e inferiore del paralume, e indiretta, poiché si diffonde attraverso il tessuto: Sunshade è quindi ideale sia per le situazioni nelle quali è necessaria una illuminazione intensa, sia quando si desidera una luce calda e soffusa per creare un’atmosfera di delicata suggestione.
Fonte: Paginearredo
Tags: architettura giovanile, arredamento, design italiano
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Progetto per Giovani Architetti a New York
Scritto da: Silvia il 22 June 2011 – 17:06Il progetto vincitore del Programma Giovani Architetti è stato da poco svelato dal MoMA (Museum of Modern Art) di New York: Holding Pattern by Interboro Partner.
Per la dodicesima edizione del programma annuale, gli architetti emergenti sono invitati a progettare un impianto di cortile dei Musei come accompagnamento del festival di musica popolare d’estate Warm-Up.
Come ogni anno, il budget del progetto è modesto, le esigenze sono semplici, e le idee sono a dir poco stupefacenti. Il vincitore di quest’anno è stato un progetto che andava oltre i requisiti del programma e i confini del Museo.
Holding Pattern dà un nuovo significato al concetto di riciclaggio. Il progetto è il risultato di un dialogo continuo tra il MoMA ei suoi vicini. Designer Tobias Armborst, Daniele D’Oca, e Georgeen Theodore hanno chiesto alle organizzazioni della comunità vicina se ci fossero cose di cui avevano bisogno, che potrebbero essere incorporati nel design del cortile. Questo processo ha portato un inventario di 79 oggetti eclettici e 84 alberi tra cui panchine, specchi, tavoli da ping pong, e tutti i riflettori disposti sotto un baldacchino molto elegante. Il risultato è la creazione di un ambiente interattivo nel cortile del MoMA.
Gli specchi del progetto saranno donate alla Scuola di Long Island City of Ballet, la sedia bagnino andrà ai club locali, e una collezione di panchine, piscine, tavoli scacchi e querce faranno il loro modo andranno a finire in un centro cittadino per anziani tra altre organizzazioni. In breve, la Holding Pattern è un progetto sociale in sintonia con la missione del MoMA di premiate progetti focalizzati su un impegno sociale, come evidenziato in recenti mostre come cambiare la scala Piccolo Grande e Pro Bono .
Dal 19 giugno al 19 settembre 2011.
Tags: architettura giovanile, mostre, progettazione architettonica
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Il progetto Ercole su Domus
Scritto da: Silvia il 12 May 2011 – 17:28Collegare l’Africa all’Europa? È l’obiettivo del Progetto Ercole, concorso di architettura lanciato da Domus con il numero di Maggio. Con quali idee? Con quelle che verranno presentate entro l’8 giugno in formato cartolina.
La forma progettuale potrà spaziare fra diverse soluzioni: un ponte, un tunnel, un parco, una metropolitana, un monumento o un tempio.
Tutti gli interessati possono partecipare al progetto secondo le modalità previste.
Per l’occasione il numero di Maggio di Domus ha dedicato la copertina all’opera in progress di Francis Alÿs Don’t cross the bridge before you get to the river, che riprende una fila di bambini che si spostano dall’Africa all’Europa ed un’altra che va dalla Spagna al Marocco. Queste due linee poi si incontrano all’orizzonte.
“L’idea di unire fisicamente il continente europeo e quello africano attraverso lo Stretto di Gibilterra non è nuova e, per quasi un secolo, l’impegno nel progetto ha ondeggiato come un cencio esposto al vento burrascoso della politica europea” – scrive nel suo editoriale il direttore di Domus Joseph Grima – “Tuttavia, in seguito ai tumultuosi eventi degli ultimi mesi, i problemi del continente africano si sono riversati, anche fisicamente, nella coscienza europea. Se la situazione è così critica che nemmeno il mare rappresenta un ostacolo, – prosegue Grima – non è forse questo il momento di abbandonare del tutto il concetto di euro-fortificazione per costruire un ponte?”.
Le opere da inviare rigorosamente in formato cartolina non imbustata saranno valutate dalla redazione e dai filosofi Lieven De Cauter e Dieter Lesage, autori del carteggio pubblicato nel 2002 “The Myth of the Bridge” – inedito in Italia – e riproposto in parte da Domus in questo numero.
Le opere migliori del progetto Ercole saranno esposte alla Gopher Hole di Londra nel mese di luglio e pubblicate nel numero di Luglio – Agosto e sul sito www.domusweb.it.
Tags: architettura giovanile, progettazione architettonica, progetti
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Applicazioni Android per architetti
Scritto da: Silvia il 4 May 2011 – 15:24Si chiama Rilievo la nuova Applicazione Android per tutti gli architetti che stanno al passo con i tempi.
Rilievo è un valido aiuto digitale per chi deve effettuare un rilievo architettonico che va a sostituire carta e matita, strumenti tradizionali del lavoro da architetto.
Grazie all’innovativo strumento laser dell’applicazione Android Rilievo, si possono prendere le misure con un metodo tecnologico e alternativo.
Ogni rilievo architettonico, poi, può essere salvato in una cartella che funge da memoria esterna, copiato o inviato tramite posta elettronica con l’apposito comando “SEND”.
Inoltre, con Rilievo si può trasferire il lavoro (database) in un file AutoCad tramite l’utilizzo di uno script (AutoLisp “GOcsv.lsp”) veloce e semplice da utilizzare.
L’app Rilievo risolve definitivamente il problema delle misure dimenticate e velocizza il lavoro degli architetti, rendendolo più efficiente.
L’opera è di un architetto appassionato di Android, che si è cimentato per la prima volta nella creazione di un’app, pensando al proprio lavoro e a come poterlo semplificare e velocizzare.
Un esempio di come spesso le idee di un settore come l’architettura nascano proprio dagli addetti ai lavori, più esperti e consapevoli delle proprie esigenze lavorative.
Per provare una delle applicazioni Android dedicata agli architetti, si può installare la versione demo o la versione completa di Rilievo.
Tags: architettura giovanile, tecnologie edilizie
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Nuova Metropolitana di Napoli al quarzo
Scritto da: Silvia il 31 March 2011 – 18:16La società digitale e artistica si affaccia sulla nuova metropolitana di Napoli: pavimenti e pareti sono coperti di opere di quarzo firmate Stone Italiana.
Per chi non la conoscesse, si tratta di un’azienda veronese specializzata nella lavorazione del quarzo ricomposto diventata leader del settore a livello mondiale.
La stessa azienda ha messo la sua firma anche nei lavori della metropolitana di Dubai, realizzata nel 2009.
Gli autori dei lavori del nuovo progetto di Napoli sono il designer anglo-canadese Karim Rashid, insieme a Sergio Cappelli e Alessandro Mendini, tutti noti architetti internazionali.
Il quarzo ricomposto è un materiale resistente all’usura ed esprime in questo caso la creatività multiculturale della realtà universitaria presente attorno alla metro Università – Linea 1.
Così la metropolitana di Napoli diventa un vero e proprio museo metropolitano in cui culture, arte e innovazione si fondono fra immagini e parole al quarzo.
Fra gli altri progetti in quarzo firmati Stone Italiana, ricordiamo: il Centro congressi di Roma e il padiglione realizzato con l’architetto Mario Occhiuto per l’Expo Shanghai 2010. Tra i clienti storici dell’azienda di Zimella (VR): i marchi Armani, Ferrari in Corea, Nike a New York, Louis Vuitton sugli Champs Elysées, Swatch in Place Vendôme e ancora Roberto Cavalli, Hugo Boss, Chloé, Lancôme, Stella McCartney, L’Oréal, Pucci, Montblanc, ST Microelectronics, Ibm e Microsoft, Sony, le Galeries Lafayette, il Centro finanziario di Taiwan.
Tags: architettura e design, architettura giovanile, architettura veronese
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Guggenheim nomina i vincitori del Design It
Scritto da: roberta il 23 October 2009 – 13:18Shelter Competition
Al 50esimo anniversario della costruzione del Solomon R. Guggenheim Museum, progettato da Frank Lloyd Wright, il Guggenheim e Google annunciarono i due vincitori del Design It: Shelter Competition. L’interattivo contest online chiedeva ai partecipanti di utilizzare Google SketchUp e Goggle Earth per creare un rifugio virtuale di 100 m² in un posto qualunque della Terra. Il Premio della Giuria, assegnato da architetti ed esperti di design, venne vinto da David Eltang di Aarhus in Danimarca per la sua struttura SeaShelter. Il Premio degli Utenti, assegnato dal pubblico tra i dieci preselezionati finalisti, venne vinto da David Mares di Setúbal nel Portogallo per il suo CBS, Cork Block Shelter. I due vincitori ricevettero i biglietti aerei e due notti di soggiorno a New York, un tour dietro le quinte del Guggenheim Museum e degli uffici di Google, e la licenza del Google SketchUp Pro. Il vincitore del Premio della Giuria ricevette anche un premio di 1000 $.
SeaShelter, il vincitore del Premio della Giuria, si trova nel litorale del mare danese Wadden, una location popolare per le escursioni durante la bassa marea. Il suo spazio interno, l’osservatorio e la piattaforma di osservazione e riposo offrono l’opportunità di quelle escursioni lungo la sabbia per provare l’esperienza dei fondali durante la marea in movimento, e provvede a dare un habitat agli uccelli del posto e alle foche. Secondo il membro della giuria David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design del Guggenheim, “SeaShelter crea un’ opportunità di piena esperienza della marea e dell’interazione con lo sviluppo in modi drammatici. Dando un rifugio per i viaggiatori e, nel contempo, alla vita selvatica, il progetto ha una qualità accogliente, che la giuria ha visto così rappresentativa dello spirito del contest del Design It.
Il vincitore del Premio degli Utenti CBS, si trova in Vale de Barris, in Portogallo.
Il progetto prevede una struttura rettangolare che i muri di sughero proteggono termicamente il rifugio in un microclima che va dal calore asciutto al freddo umido. Secondo la descrizione del preogetto, scritta da il suo designer David Mares, “la facciata dinamica dà una visuale interattiva quando è nello stato di living-studying, nello stato di rest-sleep provvede a dare la privacy ai suoi ospiti.”
Design It: Shelter Competition ricevette circa 600 progetti da 68 paesi. I dieci finalisti, selezionati dagli studenti della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright hanno concorso per il Premio degli Utenti. Il Premio della Giuria fu selezionato da molti esperti, che comprendono Timothy Bade, Principal, Bade Stageberg Cox; Neil M. Denari, Principal, Neil M. Denari Architects; Cathleen McGuigan, Architecture Critic, Newsweek; Victor Sidy, Preside della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright; Lisa Strausfeld, Partner, Pentagram; Aidan Chopra, Product Evangelist, Google SketchUp; e David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design al Guggenheim.
Tags: Aidan Chopra, architettura, architettura e design, architettura giovanile, Cathleen McGuigan, concorsi, concorso di design, curiosità, David Eltang, David Mares, design, eco, estero, eventi, frank lloyd wright, Lisa Strausfeld, microclima, Solomon R. Guggenheim, Timothy Bade, Vale de Barris, Victor Sidy
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GGAF delinea tre progetti concettuali per Firenze
Scritto da: Andrea il 4 June 2009 – 09:20Firenze, capoluogo toscano, è considerata uno dei luoghi più belli d’Europa. Per mantenerne intatta la struttura ed il contesto storico si compiono numerosi sforzi, tuttavia nessuna città può rimanere statica. Cercando di indurre una riflessione critica sull’architettura della loro città, il Gruppo Giovani Architetti di Firenze, GGAF, ha delineato tre progetti concettuali che coinvolgono tre dei luoghi più visitati.
La cattedrale Santa Maria del Fiore di Firenze, costruzione iniziata nel 1296, è un gioiello gotico dalla facciata in marmo. La volta, fornita di un ampio spazio per i visitatori, è la più grande che sia mai stata costruita in mattoni. “Una risposta provocatoria e quasi terapeutica alla domanda su come si possa catapultare Firenze nel 21esimo secolo è proprio far sparire quella volta” afferma il GGAF, ” se per un anno o due vi applicassimo una pittura futuristica facendola scomparire, saremmo costretti a osservare come la cattedrale apparirebbe in qualche modo incompleta, così come la stessa Firenze. In questo modo, lo sconvolgimento psicologico si presenterebbe come una spinta in avanti e rimuoverebbe molte inibizioni”.
“La Galleria degli Uffizi è un magnifico museo, uno dei più importanti del mondo” afferma il GGAF, “ma quasi lo si osserva in uno spazio che manca della capacità di rifletterne la fama”. La loro idea è di costruire un tetto nell’atrio che prolunghi la galleria oltre la grande piazza, creando uno spazio unico nel quale potersi stupire dell’interazione tra antico e moderno.
Infine, GGAF, prende ispirazione dal Ponte Vecchio, un ponte medievale che attraversa il fiume Arno, dando risalto ad uno dei più importanti edifici di Firenze, la Biblioteca Nazionale Centrale. “La Libreria Nazionale è un’eredità di inestimabile valore, sia per la sua completezza che per il valore dei documenti storici che custodisce” sostiene il gruppo “oggigiorno però è sull’orlo del collasso: deprivata di fondi, di spazio e di personale”. GGAF propone una nuova struttura che rifletta l’importanza di questa istituzione, attraversando il fiume come un ponte, creando un audace punto focale. “Vogliamo dare un nuovo spazio ed una nuova visibilità ad un’istituzione che dovrebbe essere uno dei pilastri dell’identità di Firenze, ma anche restaurare la dignità di questa città in modo che questa possa nuovamente affermarsi come un’eccellenza nel panorama culturale mondiale.
Tags: architetti, architettura, architettura giovanile, Firenze, galleria degli uffizi, GGAF, ponte vecchio, progetti, santa maria del fiore
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