NEW NORWEGIAN ARCHITECTS

Scritto da: admin il 22 Giugno 2010 – 12:10

Mostra di Architettura
Firenze, Galleria SESV – Facoltà di Architettura, Piazza Ghiberti n. 27
10 – 25 Giugno 2010, inaugurazione giovedì 10 Giugno ore 18.00.
L’iniziativa è promossa da GGAF – Gruppo Giovani Architetti Firenze e Università degli Studi di Firenze-Facoltà di Architettura con il patrocinio di Comune di Firenze, Ambasciata Norvegese a Roma, Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto, Fondazione Romualdo Del Bianco, AGAF – Associazione Giovani Architetti Ferrara e in collaborazione con NORSK FORM-Ministero degli Esteri Norvegese, NAL-Norske Arkitekters Lansforbund, Image, arch’it e Giusti 22.
La mostra pone lo sguardo sulle giovani generazioni di progettisti norvegesi che, con i loro lavori, stanno
scrivendo una pagina innovativa nell’architettura degli ultimi anni.
Partendo da una consolidata tradizione, suggellata dal lavoro di Sverre Fehn e continuata con il successo internazionale dello studio SnØetta, l’architettura norvegese sta suscitando sempre maggior interesse. L’esposizione, a carattere itinerante, ha l’obiettivo di illustrare l’attuale realtà progettuale norvegese attraverso i lavori di sei studi di giovani architetti che più hanno rappresentato questo movimento negli ultimi anni.

I progetti riguardano tutti gli aspetti legati alla progettazione, dalla pianificazione urbanistica all’oggetto di design e abbracciano, spesso in maniera particolare, campi d’interesse diversi come quello sociale o ambientale.

GGAF-Gruppo Giovani Architetti Firenze e GiArch, Coordinamento Nazionale Giovani Architetti Italiani di cui l’Associazione è membro, il giorno 23 giugno 2010 presenteranno il primo volume della collana “Quaderni GiArch†realizzato in collaborazione con UTET Scienze Tecniche®.

Questa prima monografia presenta progetti realizzati da giovani professionisti italiani, selezionati da una giuria nazionale attraverso un bando di autocandidatura aperto a tutti i giovani architetti italiani, illustra lo sviluppo e la realizzazione di ciascun progetto, dal concetto iniziale fino ai particolari costruttivi in dettaglio. In tale occasione, attraverso la proiezione di una selezione di diapositive, si svilupperà un confronto tra le realizzazioni dei giovani architetti norvegesi e quelle dei giovani architetti italiani.


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Al via il concorso ‘Sistema costruttivo Emmedue’

Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:25

In gara idee progettuali di fabbricati civili.

L’azienda Emmedue Spa, operante nel campo delle soluzioni tecnologiche efficaci per l’edilizia,con il patrocinio della Facoltà di Architettura dell’Università IUAV di Venezia, ha lanciato un concorso di idee per la realizzazione di un’idea di progetto che meglio interpreti il sistema costruttivo EMMEDUE.

Lo scopo che si intende perseguire è finalizzato alla raccolta di idee relativamente a ipotesi progettuali di fabbricati civili.

Si prevedono due categorie di partecipazione e precisamente edifici isolati e edifici aggregati (per edificio si intende in questo caso la singola unità immobiliare).

La destinazione d’uso sarà di tipo residenziale (abitazioni, residence, etc). E’ lasciata libertà sulle soluzioni compositive, superfici, volumi, altezze, etc.

L’ambito del concorso è ristretto agli studenti regolarmente iscritti alla Facoltà di Architettura.

La partecipazione può essere individuale o di gruppo, i concorrenti possono partecipare a entrambe le categorie di concorso.

Uno stesso concorrente non può far parte in più di un gruppo né partecipare contemporaneamente in forma singola e associata pena l’esclusione dal concorso sia del singolo individuo che di tutti i componenti del gruppo.

I concorrenti dovranno far pervenire gli elaborati entro il prossimo 31 gennaio 2010.

Il concorso si concluderà con la definizione di una graduatoria di merito, sulla base della quale saranno nominati due vincitori, uno per categoria.

Sono previsti i seguenti premi:
- 1° Premio concorso “edifici isolatiâ€: un contributo di euro 750,00;
- 1° Premio concorso “edifici aggregatiâ€: un contributo di euro 750,00.


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Un Patrimonio da conservare

Scritto da: Andrea il 10 Novembre 2009 – 12:50

Illustrare le norme per il recupero e la riqualificazione del patrimonio storico, architettonico in terra cruda è l’obiettivo delle quattro giornate di studio in programma dal 9 al 12 novembre prossimi, nei locali dell’ex mattatoio a Serrenti.

L’iniziativa è promossa dall’associazione nazionale Città della terra cruda e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari, ed è inserita nel cartellone delle manifestazioni organizzate dall’Unesco per la “Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile – Città e Cittadinanza”.
Il preside della Facoltà di Architettura, ha sottolineato l’importanza di “preservare le abitazioni in terra cruda che rappresentano un patrimonio storico e culturale di prima importanza che purtroppo si va perdendo”.

“Durante il seminario – ha spiegato Walter Secci, segretario organizzativo dell’associazione Città della Terra Cruda alla quale aderiscono comuni sardi e dell’Abruzzo, Marche e Piemonte – illustreremo ad amministratori, tecnici, architetti, geometri e ingegneri il disciplinare per il recupero di fabbricati in terra cruda contenuto nel manuale stilato ad hoc dalla Facoltà di Architettura di Cagliari su indicazione della Regione. Chiederemo inoltre agli enti locali di adottare le prescrizioni contenute nel documento”.
L’iniziativa “Recupero e valorizzazione del patrimonio storico e architettonico terra cruda” si terrà nei locali dell’ex mattatoio, in via Nazionale 270.

Saranno presentati due manuali sul recupero curati dal dipartimento di Architettura, destinati alle amministrazioni pubbliche, ai tecnici, progettisti e imprese. In Sardegna sono oltre 200 gli insediamenti urbani rappresentati da piccolo raggruppamenti di edifici sotto i 10mila abitanti, concentrati nell’entroterra.


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A “Terra Futura” la quarta edizione di “Architettura e sostenibilità”

Scritto da: admin il 25 Maggio 2009 – 16:55

l premio alla migliore tesi di laurea e di dottorato e alle buone prassi delle pubbliche amministrazioni in tema di edilizia e architettura partecipata e sostenibile

Terra Futura continua a promuovere l’architettura sostenibile, l’innovazione tecnologica e la progettazione partecipata quali elementi cardine per migliorare la qualità della vita delle persone, la sostenibilità del costruito, nonché il rispetto dell’ambiente e del paesaggio, contribuendo anche a una migliore gestione del territorio. E lo fa con “Architettura e Sostenibilitàâ€, il premio alla migliore tesi di laurea e di dottorato e alle migliori buone prassi delle pubbliche amministrazioni in tema di edilizia e architettura partecipata e sostenibile.

Il modo in cui abitiamo e gestiamo i nostri spazi vitali contribuisce, infatti, in maniera determinante al nuovo modello di sviluppo che è necessario adottare e del quale la crisi che attraversiamo ci ricorda tutta l’urgenza. Per questo saranno valutati con particolare attenzione i lavori che hanno considerato variabili di sostenibilità ambientali, sociali ed economiche nello sviluppo del progetto di ricerca.

Riproposto anche quest’anno da Terra Futura e dall’Associazione internazionale “Cultura e Progetto Sostenibiliâ€, il premio, alla sua quarta edizione, vede la collaborazione di numerose facoltà italiane di architettura e ingegneria: Facoltà di Ingegneria Edile Architettura Politecnico di Milano, Centro Studi Progettazione Edilizia Ecocompatibile e Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” (sede di Cesena) Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli “Federico IIâ€, Facoltà di Architettura e Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura Università di Roma “La Sapienzaâ€, Facoltà di Ingegneria Università degli Studi del Molise, Dipartimento ITACA-Industrial design Tecnologie dell’Architettura e Cultura dell’Ambiente Università di Roma “La Sapienzaâ€, DIPARC-Dipartimento di Progettazione e Costruzione dell’Architettura Università degli Studi di Genova.

Gode inoltre del patrocinio di ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Coordinamento Agende 21 locali italiane, Lega delle Autonomie Locali, UNCEM-Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, UPI-Unione delle Province d’Italia.

E da quest’anno si allarga il raggio dei soggetti coinvolti, perché anche l’architettura sostenibile chiama in causa una pluralità di attori: dai singoli cittadini al mondo imprenditoriale, agli attori istituzionali che operano a livello locale. Oltre alla categoria “Ricerca e Innovazione†che premia le tesi di laurea e dottorato, infatti, il 2009 si arricchisce della categoria “Tradizione e Innovazione â€, pensata per le pubbliche amministrazioni: saranno premiate le PA che meglio hanno saputo modulare sul costruito consolidato (post seconda guerra mondiale) e nei centri storici, i principi, la ricerca e l’innovazione nel campo dell’architettura sostenibile.

1.500 euro al miglior laureato e 1.500 euro al dottorato più bravo , per l’eccellenza dimostrata negli elaborati conclusivi del loro percorso di studi. Previste anche tre menzioni ad honorem per i lavori che più si sono distinti, assieme alla possibilità offerta ai loro autori di frequentare uno stage semestrale in uno studio di “architettura sostenibileâ€, in uno specifico dipartimento delle amministrazioni comunali, oppure presso un’impresa del settore.

All’amministrazione pubblica vincitrice – novità 2009 – andranno invece una targa e un attestato di partecipazione.

La premiazione è in calendario per venerdì 29 maggio a Firenze, alla Fortezza da Basso, durante Terra Futura, e seguirà a un convegno sulle buone pratiche delle pubbliche amministrazioni nel campo dell’architettura sostenibile. Fra gli elaborati che parteciperanno al premio, quelli ritenuti idonei dalla Commissione saranno inoltre esposti in una mostra dedicata nell’area “Abitare naturaleâ€.


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Le prese elettriche della Eubiq

Scritto da: admin il 25 Febbraio 2009 – 13:56

Le prese elettriche secondo la società americana Eubiq. Binari elettrici pronti a soddisfare tutti i bisogni energetici.
La ricerca di ciabatte e prese elettriche non si ferma mai. Ogni giorno ci troviamo a combattere e cercare disperatamente una presa libera per il cellulare, il pc, la stampante….ogni ambiente ha le sue continue ricerche: cucina, ufficio, università, bagno…
La statunitense Eubiq supera il concetto di presa elettrica e di ciabatta per sviluppare un nuovo prodotto, molto più versatile e funzionale. Il prodotto, in commercio negli USA, si chiama Eubiq Wall Socket ed è un vero e proprio binario elettrico. Niente prese, niente ciabatte scomode e ingombranti ma solo un binario che all’apparenza tutto sembra essere tranne che una presa elettrica.


Il sistema elettrico può essere installato dovunque ed occupa pochissimo spazio. La striscia è estremamente sottile ed ha un design adatto a qualsiasi ambiente. Wall Socket può essere posizionata su un tavolo, sui muri, al di sotto di alcuni scaffali e saremo sicuri di avere sempre una presa elettrica libera e a portata di mano. L’idea mi sembra la diretta evoluzione del progetto Wire Cablet, ma più funzionale ed adattabile.
Negli stati Uniti il sistema è già stato certificato, è utilizzato in molti uffici e case ed estremamente sicuro, a prova di dita di bambini! Per utilizzare il binario servono infatti delle apposite prese-adattatore con una base a “T†da inserire e ruotare di 90° bel binario. In questo modo le due estremità della “T†toccano i contatti e alimentano il dispositivo elettrico che desideriamo.
Di certo queste prese sono sicure e funzionali ma rappresentano comunque un limite al progetto. Ci sarà sempre bisogno di una presa-adattatore a meno che non vengano cambiate anche le spine elettriche dei dispositivi elettrici. Non ci resta che aspettarlo qui in europa, sarebbe una bella rivoluzione, magari assieme al redesign delle spine elettriche.


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È morto in Venezuela l’architetto Ugo Sasso

Scritto da: admin il 11 Gennaio 2009 – 12:39

L’architetto Ugo Sasso è morto annegato in Venezuela, travolto dalla corrente marina, mentre faceva il bagno nell’isola di Margarita. Ugo Sasso aveva fondato nel 1991 a Bolzano l’Istituto nazionale di bioarchitettura impegnato a proporre modi di costruzione nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Ne dà notizia il Corriere dell’Alto Adige. Nato ad Asmara nel 1947, cresciuto in Veneto, laureatosi nel 1971 con Carlo Scarpa, Sasso è stato direttore scientifico della “Rivista di bioarchitettura”, ha tenuto corsi e master in numerose università italiane, ha realizzato a Bolzano nel 1994 il primo condominio ecologico italiano finanziato con soldi pubblici. (Ansa)


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Design Italiano – Fabio Novembre

Scritto da: admin il 5 Dicembre 2008 – 10:48

Fabio Novembre è oggi, sicuramente, uno dei talenti più originali e sorprendenti della nuova generazione del design italiano ed internazionale.
41 anni, leccese, milanese d’adozione dai tempi dell’università. E’ uno dei giovani designer-architetti più noti al livello internazionale perché sa essere carismatico, imprevedibile e abile nel firmare progetti per negozi (splendido quello di Roma), alberghi e locali ma anche divani, tavoli e oggetti che spiazzano e aprono nuovi orizzonti.
La potenza visionaria degli interni e degli oggetti disegnati da Novembre negli ultimi 15 anni (capita a pochi di avere una retrospettiva a soli 41 anni), la dimensione sartoriale con cui costruisce gli spazi piegando la materia verso condizioni e qualità inaspettate, la capacità di pensare al design come una realtà diversa, inquinata positivamente da discipline apparentemente lontane come musica, cinema, l’arte contemporanea e la moda, propongono un modo inaspettato di pensare il progetto oggi.
La sua storia è una sorta di naturale evoluzione che supera la generazione “dei padri†nobili del design italiano, insieme è uno scarto improvviso che apre scenari da percorrere per il prossimo futuro e l’avvento di un sicuro protagonista di una nuova generazione di creativi italiani


 

 

 

 

 


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Progetto Italiano per Expo Shanghai 2010

Scritto da: admin il 5 Dicembre 2008 – 10:22

Il 30 aprile si è tenuta a Shanghai la cerimonia per la firma del contratto di partecipazione dell’Italia all’Expo Universale di Shanghai del 2010.
Il Commissariato Generale del Governo italiano, con il contributo del Comitato organizzatore cinese, ha identificato nel progetto presentato da Giampaolo Imbrighi, architetto romano, docente all’Università di Roma “Sapienza”.


Selezionato tra 65 proposte che si sono tutte rilevate di grande qualità e pregio stilistico, il progetto dell’architetto Imbrighi ha aderito più di ogni altro ai requisiti fissati dal bando di gara che richiedeva, da un lato, di illustrare i valori culturali italiani in termini contemporanei e, dall’altro, di proporre soluzioni originali sia sul piano tecnologico, per rispettare l’imperativo della eco-compatibilità, che sul piano strutturale, per soddisfare l’esigenza di essere eventualmente smontato e ricostruito in dimensione ridotta in un’altra area della città.
L’opera che l’Italia si accinge a realizzare, offre anche un originale riferimento a concetti e tradizioni cinesi, giusto omaggio al Paese ospite cui viene proposto un edificio che integra in un modello tipico del tessuto urbano italiano una interpretazione in chiave architettonica dei giochi cinesi delle costruzioni e dello Shanghai.
Il disegno del padiglione presenta una pianta quadrata di 3.600 mq per un’altezza di 18 metri ed una divisione in più corpi di dimensioni diverse ed irregolari collegati da strutture-ponte in acciaio che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento. L’edificio è lambito su tre lati da una lama d’acqua che lo riflette esaltando gli effetti luminosi naturali. La luminosità della struttura si riproduce anche all’interno non soltanto attraverso delle feritoie, che evocano gli stretti vicoli tra i palazzi delle città, ma anche grazie all’impiego di cemento trasparente, un materiale poliedrico di recente creazione.
La superficie del padiglione apparirà in parte diafana ed in parte trasparente con facciate formate da cristalli autopulenti. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiranno un effetto schermante dalle radiazioni, mentre il progetto illuminotecnico dell’edificio mira non soltanto scandire gli spazi, ma anche a favorire il risparmio energetico.

Maggiori infomazioni ed immagini sul sito web:
www.expo2010italia.gov.it


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B.L.O.B.

Scritto da: admin il 1 Dicembre 2008 – 12:45

Il famoso architetto Greg Lynn si è distinto per l’uso di programmi di progettazione assistita da elaboratore nella produzione di forme architettoniche irregolari e simile a bolle. A partire da questo nel 1995 Lynn con i suoi disegni digitali sperimentali B.L.O.B. (acronimo di Bynary Large OBject, Oggetti Binari di grandi dimensioni) coniava il termine “Architettura Blob”.

La definizione divenne famosa e di uso comune nel 2002 grazie all’articolo di forte critica Defenestration di William Safire sul New York Times Magazine.

Tra gli ante litteram di questa corrente si possono annoverare Archigram, avanguardia inglese degli anni 60, Bruno Taut, Hermann Finsterlin, Antoni Gaudì.
L’architettura Blob, detta anche Bloblitecture o Blobism, è un movimento contemporaneo le cui costruzioni sono caratterizzate da curve e forme organiche, morbide, gonfie.I progetti di questo genere sono creati con l’utilizzo di strumenti C.A.D., per mezzo dei quali gli architetti modificano le strutture manovrando le funzioni e i vettori del modello virtuale. Anche se il termine si riferisce principalmente ai progetti eseguiti con supporto di calcolatore, comunemente si tende a legarlo a costruzioni con forme morbide o strane. Si assiste quindi ad una sovrapposizione di definizioni e filosofie con il Decostruttivismo, in cui vi è un intenso utilizzo di strumenti di progettazione virtuali di ultima generazione.
Il Guggenheim Museum di Bilbao è sovente riportato come esempio sia di Architettura Blob che si Decostruttivismo. L’edificio principale mostra forme sinuose e il titanio che ricopre la quasi totalità delle pareti esterne ricorda il grigiore dorato di alcuni pesci. Proprio l’eleganza del rivestimento consente una smorzatura nell’impatto ambientale, indubbiamente forte ma non pervasivo.
La prima costruzione interamente progettata attraverso strumenti computerizzati è il Zoutwaterpaviljoen (Padiglione dell’acqua salata), galleria d’arte e spazio espositivo, ad opera di Lars Spuybroek e Kas Oosterhuis. In questo edificio, che ospita alcune tra le opere d’arte contemporanee più significative, i visitatori hanno la possibilità di interagire cambiando i suoni e le luci all’interno.
Nel centro di Varsavia, tra l’austero Palazzo della Cultura e la Stazione Centrale, dal 2007 è possibile visitare uno dei centri commerciali più interessanti e all’avanguardia di tutta europa, Zlote Tarasy (The Golden Terraces). Esso è caratterizzato da un sottile soffitto di plexigas ondulato che ricorda le bolle di un liquido denso in ebollizione.
Altri esempi di Architettura Blob sono il grande magazzino Selfridges (2003) di Paco Rabanne a Birmingham, lo stadio di Monaco di Baviera Allianz Arena (2005) di Herzog & de Meuron, la Libreria Filologica (2005) di Norman Foster presso la Libera Università di Berlino e la Kunsthaus (museo dell’arte, 2003) di Peter Cook & Colin Fournier a Graz in Austria.



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