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Leopoldo Schettino, nello staff di Oscar Niemeyer a Rio De Janeiro
Scritto da: L12 il 26 Aprile 2010 – 18:00
I sogni diventano realtá, questo puó essere il sottotitolo di questa straordinaria avventura.
Leopoldo é un giovane architetto iscritto all´ordine degli architetti di Napoli, ha 35 anni e con um ottimo curriculum alle spalle, da anni si divide tra Il lavoro del proprio Studio di Pompei e le collaborazioni tra Portogallo e Brasile. Ha giá collaborato con professionisti di fama Internazionale come l ´architetto paulista Isay Weinfeld, l´ architetto portoghese Manuel Correia Fernandes e ancora, oggi, con lárchitetto brasiliano e ultracentenario Oscar Niemeyer, il progettista di Brasilia, della sede cdell´ONU di New York fino al recente auditorium di Ravello, insomma una leggenda vivente dell ´architettura del ´900 e di questa prima decade del 2000. Leopoldo é la prova che i sogni si possono realizzare, con dedizione, coraggio e passione. Sono pochi quelli che possono vantare un tale privilegio, e noi siamo orgogliosi di questo nuovo traguardo raggiunto da um nostro connazionale che fieramente ci rappresenta oltreoceano.
Tags: architetti, brasile, lavoro, New York, oscar niemeyer, Rio de Janeiro, weinfeld
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Nuova e vecchia Amsterdam
Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:20Si è concluso nelle scorse settimane il concorso Open Fort 400, indetto ai primi di giugno per individuare un piano mirato al rilancio dell’area portuale a Nord di Amsterdam: la competizione, incentrata sul progetto di “un edificio e uno spazio pubblico sulle rive nordoccidentali” del fiume IJ (openfort400.nl), ha raccolto 100 adesioni entro il 12 agosto e, dopo la definizione della lista ristretta – comunicata in settembre – ha portato alla scelta (architectmagazine.com) delle soluzioni presentate dai raggruppamenti Open Frame (Elastik e Mat Studio) e New York 5 (HWKN, L.E.FT, PARA-project, Phu Hoang Office con Rachely Rotem Studio e WORKac).
Il legame tra la capitale olandese e la Grande Mela ha ispirato le tematiche del bando, proposto in occasione del quarto centenario dalla fondazione di New Amsterdam, ovvero del nucleo secentesco a partire dal quale si sviluppò la cittĂ piĂą tardi ribattezzata New York dagli inglesi (it.wikipedia.org). Architetti e pianificatori sono stati chiamati a ipotizzare un nuovo “bastione”, riferibile al Fort Amsterdam che nella colonia sull’isola di Manhattan “offriva libertĂ di spazio per la crescita dell’insediamento e per la sua progressiva trasformazione in un centro mondiale di diversitĂ culturale e conoscenza” (openfort400.nl).
I New York 5, supervisionati dallo studio di Rotterdam Stereo Architects, hanno interpretato l’idea di un forte da ricreare nella “vecchia” Amsterdam, definendo un grande cubo vetrato contenente cinque torri di uffici, “ognuna derivata dalla citazione di qualche aspetto delle forme urbane di New York” (architectmagazine.com) – per esempio, le scale antincendio. Open Frame ha immaginato invece un complesso per manifestazioni all’aperto e al coperto, articolato in “una struttura terrazzata… composta di piani angolati, piroettanti, con alcune superfici colorate da un brillante, saturato rosso” (openfort400.nl).
Tags: architetti, Fort Amsterdam, Manhattan, Mat Studio, New York, rotterdam
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Italy: The New Domestic Landscape
Scritto da: admin il 5 Aprile 2009 – 15:32La Columbia University di New York organizza un convegno per riesplorare la mostra Italy: The New Domestic Landscape, protagonista al MoMA nel 1972. L’incontro prevede due sessioni. La prima, che avrĂ luogo al MoMA il 9 aprile alle ore 18:30, vedrĂ Mark Wigley, direttore della Graduate School of Architecture, Planning and Preservation, Columbia University, moderare un dibattito sul significato e l’ereditĂ della mostra del ’72, curata da Emilio Ambasz. Interverranno, oltre al curatore, Andrea Branzi, Gaetano Pesce, Barry Bergdoll. La seconda, che si terrĂ presso la Columbia University il 10 aprile alle ore 18:30, insisterĂ sull’importanza dell’ambiente e dei media nella mostra. Parteciperanno, fra gli altri, Hans Ulrich Obrist, Andrea Branzi, Peter Lang e Luca Molinari. L’apertura della mostra seguirĂ il convegno e si terrĂ alla Arthur Ross Architecture Gallery, presso la Columbia University.
Tags: andrea branzi, architecture gallery, eco, luca molinari, New York
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L’Acquario Romano: “casa” degli architetti
Scritto da: admin il 2 Dicembre 2008 – 09:46
La lenta trasformazione dell’Ordine degli Architetti, in corso da alcuni anni, ha fatto un ulteriore passo in avanti, un passo fondamentale che ha visto il trasferimento dei nostriuffici nei locali dell’Acquario Romano.
Si è trattato di un cambiamento che ha comportato scelte per alcuni versi difficili da compiere.
Nei passati ottanta anni di vita dell’Ordine, più di trenta sono stati trascorsi a Viale Pilsudski e non posso nascondere di aver provato una certa emozione nel dover lasciare quegli uffici che ormai appartengono alla storia di tutti noi.
D’altra parte le condizioni in cui siamo costretti ad esercitare la nostra professione ci impongono una politica più incisiva, in grado di scuotere l’opinione pubblica, gli amministratori, i politici, gli uomini di cultura, inducendoli a portare maggiore attenzione ai valori dell’architettura e della qualità della vita urbana, di cui noi siamo i portatori principali.
La creazione di un luogo simbolo di questi valori nella città ci consente di innalzare il livello comunicativo e l’efficacia della nostra azione politica, ma anche di rafforzare i segni distintivi della nostra identità all’interno della nostra società . Con questo trasferimento abbiamo compiuto un passaggio decisivo per la completa realizzazione di quello che noi abbiamo definito Progetto Casa dell’Architettura, luogo fisico, ma anche mentale, strumento e messaggio verbale di una nuova professione che vuole ritornare ad essere protagonista.
Iil ruolo della nostra “Casa” è notevolmente cresciuto.
Gli accordi con le strutture analoghe di Parigi, Madrid e Berlino, la richiesta di gemellaggio dell’Architects’ Foundation di New York ci consentono di definire strategie e di creare alleanze di carattere internazionale, ma soprattutto di trasformare l’Acquario Romano in uno dei poli emergenti della Cultura Architettonica Mondiale.
I prossimi mesi interesseranno le varie anime della nostra professione: dalla cultura alla formazione, dal restauro alla legislazione, dall’urbanistica all’architettura ed al paesaggio; le manifestazioni, le mostre ed i convegni attraverseranno trasversalmente l’intero quadro della nostra cultura di settore, per far sì che questo edificio diventi per tutti i cittadini, romani e non, un luogo di riferimento costante ed insostituibile.
L’Acquario sarà , inoltre, un luogo di incontro per tutti noi, una piazza dedicata a chi eserciti il nostro mestiere, dove trovare i servizi dell’Ordine, gli eventi culturali, le attività formative ma anche una libreria specializzata e, più in là nel tempo, un bar dove leggere in tranquillità le ultime riviste di architettura o consultare on line documenti riferiti alla nostra storia (archivi, istituto Luce…) e/o al nostro presente (progettualità e cantieri in corso).
Ora che la macchina è partita ci attende una fase di verifica e di messa a punto, che ci porterà ad un assetto definitivo, riteniamo, tra qualche mese. Nel frattempo ci piacerebbe che tutti gli iscritti venissero a visitare la nostra “casa” per meglio comprendere quanto sta accadendo.
di Amedeo Schiattarella
da AR
Tags: architettura, New York, ordine degli architetti, pilsudski, Progetto, restauro, Roma, urbanistica
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