Il Burj Dubai conquista ufficialmente il primato

Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:23

Inaugurato il grattacielo più alto al mondo: 828m di vetro, acciaio e cemento.

Il miracolo di ingegneria è compiuto: a Dubai oltre 800 metri di acciaio, vetro e cemento – visibili da ben 95 Km di distanza – diventano realtà conquistando il guinness dei primati. Ufficialmente inaugurato ieri sera, nel giorno del quarto anniversario della ascesa al trono dello sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, il Burj Dubai strappa il record al Taipei 101 di Taiwan (508 m) diventando il grattacielo più alto al mondo. Firmato dagli architetti dello studio di Chicago SOM – Skidmore, Owings & Merrill LLP e promosso dal colosso immobiliare Emaar, il progetto record è riuscito a resistere anche alla recente bolla immobiliare-finanziaria che ha avuto come epicentro proprio la capitale degli Emirati Arabi. Una serata di grande festa, celebrata con spettacolari fuochi d’artificio e proiezioni laser, e seguita in diretta da circa 2 milioni di spettatori.

La “torre del deserto†vanta misure sconcertanti: 160 piani per 828 metri di altezza (se si include la guglia), con una superficie di 334mila metri quadrati e 58 ascensori che viaggiano ad una velocità di 10 metri al secondo. All’interno trovano spazio uffici, centri commerciali ed appartamenti di lusso, nonché il primo Armani Hotel al mondo (dal 37° al 45° piano) con 160 stanze e 3mila mq di sale conferenze e spazi per eventi. L’Hotel Armani aprirà ufficialmente il 18 marzo prossimo. Un belvedere al 124° piano, la piattaforma di osservazione più elevata sino ad ora realizzata, offre una spettacolare vista di Dubai a 360 gradi.
L’ambizioso progetto – al quale hanno lavorato oltre 380 ingegneri – è stato costruito in cinque anni ed ha comportato una spesa di oltre 4 miliardi di dollari. Sono stati impiegati circa 45mila metri cubi di calcestruzzo, 330mila tonnellate di cemento e 31400mila tonnellate di acciaio.
Il design strutturale a nido d’ape, con molti elementi di rinforzo simili a quelli della struttura dei velivoli, è stato realizzato con ben 430mila mq di pareti, pari ad una superficie doppia rispetto a quella dei solai.

Di chiara ispirazione islamica, la geometria del Burj Dubai ricorda il fiore del deserto, tipico della regione. La torre si compone di tre elementi in vetro e calcestruzzo che si sviluppano attorno ad un nucleo centrale salendo verso il cielo come scalini. Un arretramento su ciascun elemento snellisce il corpo dell’edificio man mano che questo continua la sua ascesa nello skyline. Giunto all’estremità, il cuore della torre emerge come uno stelo d’erba.
La base particolarmente larga della torre – a forma di Y – consente di ridurre l’impatto delle correnti d’aria dovute ai vortici che spesso nascono nelle zone più alte dei grattacieli.
“Il sistema strutturale – spiega Bill Baker dello studio SOM – può essere definito un nucleo di sostegno a sei lati in cui ciascuna ala, con il suo nucleo in cemento altamente performante e le colonne perimetrali, sostiene le altreâ€.


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DESIGN FOR PLASTICS IV edizione

Scritto da: admin il 17 Dicembre 2009 – 16:37

CORSO DI ALTA FORMAZIONE ORGANIZZATO DA POLI.DESIGN CONSORZIO DEL POLITECNICO DI MILANO IN COLLABORAZIONE CON ASSOCOMAPLAST
LO SVILUPPO PROGETTUALE DELL’OGGETTO DA PRODURRE IN PLASTICA

Inizio del corso: 15 gennaio 2010
Durata: 140 ore
Frequenza: venerdì e sabato

Sito internet del corso: www.polidesign.net/dfp

POLI.design, con il patrocinio di ASSOCOMAPLAST, l’Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma, e il supporto di FEDERCHIMICA – PLASTICSEUROPE ITALIA presenta la 4^ edizione del corso di alta formazione in Design for Plastics.

Un corso dedicato alla gestione e allo sviluppo progettuale del prodotto da realizzare in materia plastica. Ispirato ai principi del “design for X†– concetto dal quale sono nate le più moderne strategie di produzione industriale – il corso ha l’obiettivo di costruire una figura d’elevata professionalità. Il design manager che verrà formato sarà in grado di gestire autonomamente le fasi di progettazione e di sviluppo del prodotto in materiale polimerico, sia sul piano culturale che tecnico-scientifico, nonché di seguirne i processi di
prototipazione e di fabbricazione.

Contenuti didattici:
Modulo 1: “Cultura delle Materie Plasticheâ€
- Storia e Cultura dell’Oggetto in Plastica
- Il Design Contemporaneo dell’Oggetto in Plastica
- Materie Plastiche e Scenari Socio-Ambientali
- Scienza dei Materiali Polimerici
- Design for Plastics e Tecnologia delle Materie Plastiche
- Elementi di Ingegneria dei Materiali Polimerici

Modulo 2: Laboratorio “Design for Plasticsâ€
- Laboratorio di Design
- Laboratorio di Rapid Prototyping

Modulo 3: “CAD design for plasticsâ€
- Modellazione del Componente

I candidati dovranno inviare il proprio curriculum a formazione@polidesign.net entro il 10 gennaio 2010.

Lezioni si svolgeranno presso la sede di POLI.design, via Durando 38/a, Milano – Bovisa.

Per informazioni:
Ufficio coordinamento corsi POLI.design
Consorzio del Politecnico di Milano
Via Durando 38/A Milano
Tel +39 022399 5911
Fax +39 022399 7217
formazione@polidesign.net

www.polidesign.net
www.polidesign.net/dfp (sito del corso)


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Dalle pareti vestite di canne al Pil mondiale

Scritto da: admin il 27 Febbraio 2009 – 11:48

Bioecologia applicata e riflessioni teoriche in un volume di Giordano

Da una piccola casa di Gentilino alle sorti del mondo.

Un percorso forse ambizioso,ma possibile. È quello che ha seguito il pianificatore energetico Sup e bioarchitetto luganese, specialista in bioecologia, Luca Giordano editando un corposo e complesso volume dal titolo‘Casa Ermetica o traspirante’(Alinea editrice).

Frutto concreto di un pluriennalelavoro professionale edi vita

come ci spiega l’autore stesso, questo volume è stato concepito anche in un’ottica didattica. Docente egli stesso in alcuni istituti accademici italiani, Luca Giordano vede in questa sua opera uno strumento per divulgare «le esperienze progettuali, di laboratorio,tecnico accademiche pratiche» maturate sul campo.
Tutto muove da una recenteristrutturazione, affidata al suo studio di bioingegneria, di una casa monofamiliare nel nucleo in Collina d’Oro.
La messa in operatività concreta di tutta una serie di misure di riduzione degli impatti ambientali e della dispersione di energia ha offerto a Luca Giordanolo spunto ideale per ampliare la propria riflessione.

«Nella fattispecie – ci spiega– abbiamo ad esempio deciso di isolare internamente le pareti perimetrali con della cannapalustre, su cui è stata poi applicata dell’argilla. All’esterno,per mitigare i pontitermici, abbiamo invece applicato dell’intonaco termoisolantedi calce pura».

La scelta ha alle spalle tuttauna serie di riflessioni moltopratiche.

«Per arrivare all’indice energetico di una ‘casa passiva’si dovrebbe realizzare un’isolazione‘classica’, derivante da prodotti petrolchimici, anche di 40 centimetri di spessore».

Il che, calcolatrice alla mano,determina a monte l’utilizzo di un’enorme quantità di energia fossile per confezionare tutto quell’isolante che a sua volta servirà a ridurre il consumo di altra energia.
Meglio cercare, quindi, altrevie. Ma, a questo punto, un progettistaresponsabile non può non porsi la domanda se, «alla fin fine, valutati tutti gli aspetti, le nuove strade non finiscano con il costare di più del classico approccio fatto di polistirolo, cemento e rivestimenti pittoriciplastici».
È da qui che, grazie anche aun articolato ponte fatto di riflessioni proprie e letture di quelle altrui, Luca Giordano arriva all’altro punto estremo di questo suo libro.

«Il mercato e l’economia tralasciano alcuni fattori (i costiambientali e sociali: ‘Chi inquina paga’). Il fatto è che dobbiamo cambiare mentalità: noi e il mercato.
Il Pil da solo nonpuò più essere considerato un indicatore di ricchezza attuale e costruttivo visto che considera solo parte dell’aspetto materiale di ciò che viene definito come ricchezza».

Da qui la necessità, secondo Luca Giordano, di considerarealtri indicatori, come ad esempio l’impronta ecologica.

«Indicatori che permet tano al mercato di indirizzarsi verso soluzioni eque, etiche e realmente sostenibili».



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MADE Expo – Milano

Scritto da: admin il 12 Febbraio 2009 – 11:23

L’Evento

Date
4-7 febbraio 2009

Orari
9.00 – 18.00

Luogo
Nuovo Quartiere Fiera Milano, Rho
Strada Statale del Sempione 28
20017 Rho – Milano

Manifestazione riservata agli operatori del settore

Costo biglietto
Intero € 13,00 – Ridotto € 6,00

Ingressi
Porta Sud, Porta Est, Porta Ovest

Accredito press e Ufficio Stampa
Porta Sud – Centro Servizi – Primo Piano

Entrata Fiera Milano- Rho
Metro: Linea 1, fermata Rho-Fiera Milano
Autostrada: Uscita Fiera Milano Rho

Informazioni:
Area delle Strutture, dei Sistemi Costruttivi e dei Materiali
Salone dei Materiali e dei Manufatti
Salone delle Strutture e dei Sistemi Costruttivi
Salone delle Impermeabilizzazioni, dell’Isolamento, della Protezione, del Risanamento e della Chimica
Salone delle tecnologie e dei componenti per le opere di ingegneria civile e ambientale
Area dell’Involucro Edilizio
Salone dei Sistemi di Facciata, dei Serramenti e dei Rivestimenti per Esterni
Salone delle Chiusure, delle Protezioni Solari e delle Automazioni
Salone del Vetro
Salone delle Coperture
Salone del Colore, della Finitura per Esterni e della Decorazione per Interni
Salone dei Componenti e degli Accessori per facciate e serramenti
Salone delle Tecnologie e delle Attrezzature Produttive
Area dell’Architettura e delle Finiture d’Interni
Salone delle Partizioni Interne
Salone dei Serramenti Interni
Salone delle Pavimentazioni e dei Rivestimenti Interni
Salone dei Materiali, dei Manufatti e delle Finiture per l’Architetture d’Interni
Salone delle Scale e degli Ascensori
Salone delle Tende per Interni
Area dell’Impiantistica e delle Energie Rinnovabili
Salone dell’Impiantistica e delle Energie Rinnovabili
Area del Progetto e dei Servizi per la Filiera delle Costruzioni
Salone della Progettazione, dei Servizi e delle Soluzioni a supporto della Filiera delle Costruzioni
Area delle Tecnologie Informatiche per il Progetto e la Costruzione
Salone del Software e dell’Hardware
Area delle Attrezzature, delle Tecnologie e delle Soluzioni per il Cantiere
Salone delle Macchine, degli Impianti, delle Attrezzature per Cantieri e Opere di Ingegneria Civile
Salone degli Strumenti di Misura, Prova e Controllo
Salone degli Utensili
Salone della Sicurezza per il Cantiere
Salone dei Servizi di Noleggio
Area dell’Impiantistica Sportiva, della Piscina, del Fitness e dell’Arredo Urbano

Salone dell’impiantistica sportiva
Salone della piscina
Salone del fitness
Salone dell’arredo urbano


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Mario Bellini fa splendere Milano

Scritto da: admin il 10 Dicembre 2008 – 12:24

di Sara Lombardi

Entro il 2011 sorgerà a Milano una “cometaâ€, disegnata da Mario Bellini.
Si tratta del Milano Convention Center (MIC) destinato a diventare il centro congressi più grande d’Europa. Il progetto, ufficialmente presentato il 14 novembre scorso, prevede la riqualificazione del Portello e la fusione con l’attuale MIC.

Il nuovo centro offrirà 18.000 posti a sedere, 1 auditorium, 1 plenaria, 73 sale modulari e 54.000 mq. espositivi. Un portico alberato lungo 800 metri e largo 15, che correrà lungo tutto il Portello, dove si potrà passeggiare e andare in bicicletta. Tre piani di metallo e vetro affacciati sui grattacieli di City Life. Tutto sotto le ali di una cometa.

Il piano di riqualificazione del Portello si inserisce armonicamente nel più ampio processo di trasformazione dell’area nord-ovest di Milano. Il progetto è stato ideato nel segno della responsabilità sociale promuovendo integrazione urbanistica, verde, e un innovativo e complesso sistema di pannelli fotovoltaici (a strati sottili in silicio amorfo). Questo sistema renderà il nuovo MIC non solo una struttura autosostenibile dal punto di vista energetico, ma anche un fornitore di energia elettrica al territorio circostante.

“Un innesto di corpi metallici e vetrati – tre affusolati foyer a livelli diversi – con spettacolari viste a 180 gradi sul cuore di City Life stravolgono e concludono la vecchia testata fino ad ora rimasta incompiuta. Un grande volume squadrato escresce e violenta la copertura attuale, mentre un inatteso asteroide-auditorium galleggia a fianco su una corona di colonne preesistentiâ€.

Bellini ha immaginato la struttura come una cometa la cui estensione orizzontale gareggerà con quella verticale dei grattacieli di City Life, affacciandosi su questa area come “uno sciame di raggi luminescenti che si staccano, ondeggiando dal nucleo più denso della testata fino a formare una coda lunga 200 metriâ€.
Una cometa, appunto, destinata a diventare un simbolo.
La cometa si estende per 200 metri di lunghezza e 140 di larghezza a un’altezza di 46 metri.
La cometa è concepita come combinazione di 8.000 metri di raggi luminescenti, ciascun raggio formato da 4 nastri, affiancati, profilati in alluminio ultrasottile, anodizzato color argento, e microforato (che rende ulteriormente leggera e semitrasparente l’intera struttura).
Ogni raggio è sostenuto da leggere strutture reticolari tridimensionali in acciaio, al centro delle quali corrono 8.000 metri di luce canalizzata prodotta da sorgenti luminose di Led a basso consumo. Lungo ogni nastro profilato è possibile inserire un pannello fotovoltaico sensibile alla luce anche in assenza di sole.
Tutti i materiali utilizzati sono riciclabili.

Il tratto distintivo dell’intervento di Bellini sarà l’enorme Cometa di alluminio microforato che coprirà con i suoi raggi l’intero padiglione, a partire dalla facciata verso il nuovo contestato quartiere CityLife. Tutti e tre i vecchi padiglioni del polo fieristico cittadino saranno attraversati da un percorso ciclo-pedonale sopraelevato che congiungerà l’area delle tre torri (il Dritto – architetto Arata Isozaki, lo Storto – architetto Zaha Hadid e il Curvo – architetto Daniel Libeskind 2014) con il Monte Stella. Si tratterà dunque, ha concluso il presidente della società di ingegneria “Sviluppo Sistema Fiera†Leonardo Carioni, di

“un organismo aperto in grado di inserirsi nel contesto urbano di riferimento, per rispettare la vocazione congressuale che definirà sempre più il polo fieristico urbano”.


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Nuova Biblioteca centrale di Architettura

Scritto da: admin il 15 Novembre 2008 – 23:18

Oltre 60.000 volumi di cui 40.000 a scaffale aperto, 2.000 mq di superficie, ristrutturata negli spazi e profondamente rinnovata nei servizi, tecnologicamente avanzata grazie al sistema elettronico di riconoscimento RFId e di prestito self-service: è questo il nuovo volto della Biblioteca Centrale di Architettura del Politecnico di Milano, inaugurata il 4 novembre 2008 in via Ampére 2.

Progettata nei primi anni Sessanta da Giò Ponti, padre del modernismo italiano, la biblioteca di Architettura del Politecnico conserva nella sua struttura testimonianze della sua origine e della sua storia: dai marmi e graniti di diverso tipo e colore, che contraddistinguono il pavimento e la scalinata, fino al murale che riproduce Guernica, realizzato nel ’68 dagli studenti e diventato una nota caratteristica della sala studio.

Dopo un attento lavoro di ristrutturazione, oggi gli spazi si sono ampliati per ospitare il patrimonio librario, quasi interamente a scaffale aperto, l’archivio storico, 350 posti a sedere e 30 postazioni in rete, il tutto disposto su due piani e accessibile dall’ingresso principale di via Ampére. Al piano terra si trovano le collezioni di arte e architettura mentre nel piano seminterrato sono poste le collezioni di urbanistica e di ingegneria.

Alla ristrutturazione degli spazi si affianca una importante novità: la biblioteca di architettura è la prima all’interno del Politecnico ad adottare la tecnologia RFId (Radio Frequency Identification), un sistema di identificazione elettronica che permette di registrare le informazioni sull’utente e sui volumi richiesti con un solo passaggio. I libri, disposti nelle sale in scaffali liberamente consultabili, sono così immediatamente disponibili per essere portati a casa, grazie al prestito self-service.

L’utente può accedere alla biblioteca passando il proprio tesserino magnetico attraverso i tornelli posti all’ingresso. Dopo aver prelevato dagli scaffali i libri che desidera portare a casa, l’utente si reca alla postazione per il self-check e passa i volumi sul piano di rilevazione insieme al proprio badge, registrando così in modo semplice ed immediato il prestito.

I numeri:
- 2.000 mq di superficie (+ 25%)
- 350 posti a sedere (+ 16%), di cui più della metà con predisposizione per la rete elettrica
- 30 postazioni in rete (+ 100%)
- 40.000 libri a scaffale aperto, con accesso diretto da parte dello studente, su un totale di 60.000 volumi, con un potenziale di incremento del patrimonio librario di oltre il 30%
- una nuova sala studio utilizzabile anche autonomamente, con ingresso indipendente dalla biblioteca, da 80 posti
- copertura wi-fi sull’intero spazio.


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Futuro, ma non troppo – Burj Dubai

Scritto da: admin il 14 Novembre 2008 – 10:01

Il Burj Dubai è il “super-grattacielo” attualmente in costruzione in Dubai.

Quando sarà completo, nel 2009 sarà la struttura più alta mai costruita dall’uomo.

Progettato da Adrian Smith che ha lavorato finio al 2006 nell’impresa di architettura e ingegneria Skidmore, Owings e Merrill.

Il 5 febbraio 2008 il Burj Dubai ha raggiunto quota 608,9 metri sorpassando di fatto l’edificio più alto al mondo, il Taipei 101. Il costruttore del Burj Dubai è l’Emaar Properties.
Il Burj Dubai è il centro di un vasto complesso che si svilupperà nel centro di Dubai, costituito, tra gli altri, dal più alto hotel del mondo, il Burj al-Arab.


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