L’architettura mondiale del XXI secolo si mette in mostra

Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:30

Sono oltre mille i progetti di architettura all’interno di “Atlas dell’architettura mondiale del XXI secolo”, pubblicato da Phaidon. Nato dopo il successo della prima edizione, pubblicata nel 2004, questo volume non vuole essere solo un ampliamento ma un lavoro totalmente nuovo per edifici, architetti, immagini, mappe, progetti e disegni, presi in esame dagli esordi del XXI secolo fino ad oggi.
Tra le novità, l’edizione del testo in lingua italiana – quella del 2004, in inglese, ha venduto oltre diecimila copie solo in Italia – e l’inserimento delle coordinate geografiche per individuare gli edifici con google earth, attraverso il sito della stessa casa editrice.
Aprono il volume quattro mappe rielaborate dalla London School of Economics sulla base dei dati raccolti, che illustrano una sintesi di tendenze e cambiamenti del mondo dell’architettura, dalle connessioni tra architetti e progetti a quelle tra progetti e densità di popolazione, dal rapporto tra impatto ambientale e cambiamenti climatici a quello tra spesa per nuove costruzioni e reddito pro capite di ogni nazione.
Con un ricco corredo di immagini ed informazioni e tecniche sui dettagli costruttivi delle singole opere, il testo passa in rassegna le architetture piĂą interessanti del secolo, affiancando archistar ad architetti poco noti al di fuori dei confini nazionali, ma comunque di grande rilievo.
Per appassionati e studiosi di architettura e design, ma anche per curiosi che abbiano voglia di guardarsi intorno in modo piĂą consapevole.


Tags: , , ,
Postato in: libri architettura, recensioni | Nessun Commento »

People Mover, il nastro di energia

Scritto da: roberta il 23 Ottobre 2009 – 13:05

progetto di Iosa Ghini Associati srl

Il People Mover progettato per la città di Bologna è un sistema di trasporto di tipo innovativo dal punto di vista tecnologico, nella regolazione della circolazione nonché nelle caratteristiche architettoniche.
L’infrastruttura della lunghezza totale di circa 5000 metri, è composta oltre che dalla monorotaia, dai due capolinea “Aeroporto” e “Stazione FS”, dalla fermata intermedia “Lazzaretto” posta a circa metà del percorso dove si incrociano le vetture, e che comprende il Deposito-Officina ove è dislocato il Posto di Comando Centralizzato.

Il tema delle fermate e del ponte per lo scavalco del sistema autostrada-tangenziale è stato pensato, studiando una tipologia di architettura che tenesse conto della necessità di collegare un’infrastruttura ad un tessuto urbano destinato ad ospitare importanti interventi di riqualificazione, ma che in parte è inglobato nelle periferiche campagne bolognesi circostanti.
Le fermate del People Mover si trovano in aree diverse. Ogni stazione è collegata all’altra tramite un tracciato dove una passerella corre lungo il binario come via di fuga per il passeggero in caso di emergenza; la progettazione diventa un’occasione per creare un lungo nastro ecologico con l’utilizzo equilibrato di pannelli fotovoltaici e zone di verde, il disegno e la forma permettono di posizionare i pannelli fotovoltaici orientati verso sud-ovest e valorizzare la loro resa, nel caso di esposizione a nord i pannelli diventano balaustre vetrate per dare trasparenza e leggerezza all’intera linea.

L’architettura sia del percorso sia delle singole fermate è progettata per essere inserita nel contesto urbano, con elementi che creino trasparenza, leggerezza, trasmettendo l’idea di movimento, ma che allo stesso tempo riprendano le forme tradizionali; un esempio sono le stazioni che s’integrano nel paesaggio riprendendo le forme architettoniche e linee dell’architettura rurale della pianura. L’involucro di queste ultime è pensato in lamiera stirata in acciaio, che con le sue forature, permette di percepire ed intravedere la struttura che la sorregge (costituita da costole in carpenteria metallica realizzate su disegno), e per dare un senso di leggerezza che corrisponde ad un utilizzo inferiore di materiale rispetto all’impiego di un rivestimento pieno.

L’inclinazione della copertura delle stazioni è concepita, in particolar modo per la fermata “Lazzaretto”, per predisporre l’inserimento dei pannelli fotovoltaici sfruttando l’orientamento a sud-ovest delle stesse falde. Le dimensioni della struttura delle stazioni è stata progettata prevedendo il futuro raddoppio della linea del People Mover. Il percorso che collega le stazioni è evidenziato dalla ripetizione di pile che sorreggono l’intero tracciato e le singole fermate.

Read more »


Tags: , , , , , , , ,
Postato in: futuro, grandi architetti, infrastrutture, italia | Nessun Commento »

Nizhny Novgorod: la cittĂ  del futuro

Scritto da: admin il 21 Novembre 2008 – 15:09

Si chiamerà Globe Town e sorgerà presso Nizhniy Novgorod, gigantesca città della Russia sul fiume Volga. Sarà una città futuristica, modernissima, quasi incredibile: il progetto, folle ai limiti dell’assurdo, eppure estremamente concreto, è stato affidato all’architetto italiano Dante O. Benini.

L’ambizioso piano prevede di costruire dal nulla un’area urbana di 30 milioni di metri quadri per una lunghezza di circa 9 km (praticamente sarà grande come Manhattan) dove andranno ad abitare 500.000 persone che ora risiedono nella periferia degradata della metropoli russa. La nuova città conterrà abitazioni, uffici, hotel, uno stadio, un palazzo del ghiaccio, un acquario, un porto turistico, un parco grande due volte e mezza il Central Park di New York.

La struttura pensata da Benini è assolutamente incredibile: il centro della città sarà costituito da un gigantesco globo terrestre, per la precisione di 120 metri di diametro, in materiale trasparente, che conterrà 200.000 metri quadrati di spazi utilizzabili, organizzati su più piani: teatri, cinema, centri commerciali e negozi.

Al di fuori della sfera saranno costruite tre torri di 600 metri ciascuna, dove si raccoglierà l’attività economica della zona. E ce ne sarà bisogno:
Nižnij Novgorod è un’area particolarmente favorevole per lo sviluppo del mercato, del turismo e della finanza, e il nuovo complesso diverrà senza alcun dubbio un’attrazione turistica molto redditizia.Il tutto sorgerà in mezzo al nulla: siamo in Siberia, che è piatta e coperta di neve per almeno
8 mesi l’anno. La palla luminosa di Globe Town sarà visibile a chilometri di distanza!

Per chi giustamente si preoccupa dell’impatto ambientale, Benini risponde che il piano è stato pensato nel rispetto del paesaggio e della natura, e adotterà soluzioni per il risparmio energetico. La realizzazione verrà a costare almeno 100 miliardi di euro, di cui un quinto sono già stati stanziati dal governo russo. I lavori cominceranno nel 2010!


Tags: , , , , , , , , , , , ,
Postato in: curiositĂ , estero, futuro, grandi architetti, urbanistica | Nessun Commento »