Emporis Skyscraper Award

Scritto da: admin il 4 Marzo 2010 – 16:54

Con i suoi 250 metri, il grattacielo Aqua, progettato a Chicago da Jeanne Gang dello studio SGA (awards.emporis.com) – oltre a essere, come evidenzia contractmagazine.com, “il terzo edificio piĂą alto progettato da una donna”, rientra ora nel gruppo di opere che, durante gli ultimi dieci anni, hanno ricevuto il premio assegnato da Emporis.com, portale integrato di informazioni su architettura, edilizia e settore immobiliare.

Gli Emporis Skyscraper Award vengono attribuiti ai primi classificati nella lista di “giganti” stilata in base al parere di una giuria internazionale di esperti: oltre al Grattacielo dell’Anno, titolo riservato all’edificio con il migliore punteggio, vengono segnalate anche le strutture piazzate al secondo e terzo posto (rispettivamente, Silver e Bronze Award).

Nato nel 2000, il riconoscimento destinato a costruzioni alte almeno 100 metri (contractmagazine.com), dotate delle opportune caratteristiche di spazialitĂ  e funzionalitĂ , promuove l’obiettivo di “puntare i riflettori sugli edifici che rappresentano il meglio della cultura umana. Opere che appagano il nostro senso estetico e la nostra curiositĂ , esprimendo il desiderio di superare i limiti di ciò che è stato giĂ  raggiunto…” (awards.emporis.com). Tra i vincitori delle precedenti edizioni, 30 St Mary Axe, ovvero il “Gherkin” di Norman Foster (2003), e Turning Torso di HSB (2005).

I 10 grattacieli del 2009 (classifica e immagini da awards.emporis.com)

1 – Aqua, Chicago, Stati Uniti

2 – O14, Dubai, Emirati Arabi Uniti

3 – The Met, Bangkok, Thailandia

4 – Torres de Hercules, Los Barrios, Spagna

5 – Trump International Hotel & Tower, Chicago

6 – The Red Apple, Rotterdam, Paesi Bassi

7 – Bank of America Tower, New York City

8 – Almas Tower, Dubai

9 – Millennium Tower, San Francisco, Stati Uniti

10 – William Beaver House, New York City


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Il Burj Dubai conquista ufficialmente il primato

Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:23

Inaugurato il grattacielo piĂą alto al mondo: 828m di vetro, acciaio e cemento.

Il miracolo di ingegneria è compiuto: a Dubai oltre 800 metri di acciaio, vetro e cemento – visibili da ben 95 Km di distanza – diventano realtĂ  conquistando il guinness dei primati. Ufficialmente inaugurato ieri sera, nel giorno del quarto anniversario della ascesa al trono dello sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, il Burj Dubai strappa il record al Taipei 101 di Taiwan (508 m) diventando il grattacielo piĂą alto al mondo. Firmato dagli architetti dello studio di Chicago SOM – Skidmore, Owings & Merrill LLP e promosso dal colosso immobiliare Emaar, il progetto record è riuscito a resistere anche alla recente bolla immobiliare-finanziaria che ha avuto come epicentro proprio la capitale degli Emirati Arabi. Una serata di grande festa, celebrata con spettacolari fuochi d’artificio e proiezioni laser, e seguita in diretta da circa 2 milioni di spettatori.

La “torre del deserto” vanta misure sconcertanti: 160 piani per 828 metri di altezza (se si include la guglia), con una superficie di 334mila metri quadrati e 58 ascensori che viaggiano ad una velocità di 10 metri al secondo. All’interno trovano spazio uffici, centri commerciali ed appartamenti di lusso, nonché il primo Armani Hotel al mondo (dal 37° al 45° piano) con 160 stanze e 3mila mq di sale conferenze e spazi per eventi. L’Hotel Armani aprirà ufficialmente il 18 marzo prossimo. Un belvedere al 124° piano, la piattaforma di osservazione più elevata sino ad ora realizzata, offre una spettacolare vista di Dubai a 360 gradi.
L’ambizioso progetto – al quale hanno lavorato oltre 380 ingegneri – è stato costruito in cinque anni ed ha comportato una spesa di oltre 4 miliardi di dollari. Sono stati impiegati circa 45mila metri cubi di calcestruzzo, 330mila tonnellate di cemento e 31400mila tonnellate di acciaio.
Il design strutturale a nido d’ape, con molti elementi di rinforzo simili a quelli della struttura dei velivoli, è stato realizzato con ben 430mila mq di pareti, pari ad una superficie doppia rispetto a quella dei solai.

Di chiara ispirazione islamica, la geometria del Burj Dubai ricorda il fiore del deserto, tipico della regione. La torre si compone di tre elementi in vetro e calcestruzzo che si sviluppano attorno ad un nucleo centrale salendo verso il cielo come scalini. Un arretramento su ciascun elemento snellisce il corpo dell’edificio man mano che questo continua la sua ascesa nello skyline. Giunto all’estremità, il cuore della torre emerge come uno stelo d’erba.
La base particolarmente larga della torre – a forma di Y – consente di ridurre l’impatto delle correnti d’aria dovute ai vortici che spesso nascono nelle zone più alte dei grattacieli.
“Il sistema strutturale – spiega Bill Baker dello studio SOM – può essere definito un nucleo di sostegno a sei lati in cui ciascuna ala, con il suo nucleo in cemento altamente performante e le colonne perimetrali, sostiene le altre”.


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Giganti ai tempi della crisi

Scritto da: admin il 5 Maggio 2009 – 19:03

Intervistato dal magazine Businessweek (businessweek.com), Daniel Libeskind ha espresso un certo ottimismo rispetto alle prospettive offerte ai creativi dalla congiuntura finanziaria, sottolineando che, in tempi di difficoltĂ , si è spinti a ideare nuovi progetti “con meno risorse”, ma piĂą originalitĂ : l’architetto del Museo Ebraico di Berlino, raccontando i dettagli della sua personale esperienza della crisi, ha rivelato di partecipare allo sviluppo di un nuovo sistema di componenti per alloggi prefabbricati – infissi, elementi di copertura e altro – ispirati ai segni caratteristici del suo linguaggio ma “ridimensionati in modo che il singolo proprietario di una casa possa permetterseli” (businessweek.com).

Sul versante della grande scala urbana, Libeskind è impegnato con il progetto di un centro commerciale di circa 46.500 mq, inserito nel piano per il CityCenter (citycenter.com), un insediamento, attualmente in costruzione a Las Vegas, che comprende grattacieli residenziali, uffici, negozi, spazi per l’intrattenimento – tra cui un casinò – e riunisce grandi nomi, come Norman Foster e Cesar Pelli. I lavori del complesso, che avrebbero dovuto concludersi nel 2009, molto probabilmente slitteranno (daniel-libeskind.com) a causa della bancarotta sfiorata questa primavera da MGM Mirage, la compagnia che finanzia il CityCenter.

A proposito della possibile contraddizione tra i nuovi impegni in ambito commerciale, che includono anche il disegno di elementi di arredo (maniglie, sistemi per l’illuminazione, vasche da bagno), e opere precedenti quali il Denver Art Museum o il nuovo World Trade Center, Daniel Libeskind si oppone a una classificazione delle architetture in base a criteri mirati a subordinare la produzione di consumo rispetto alla creativitĂ  “alta”:

“Non credo in questa anacronistica distinzione tra progetti culturali e progetti commerciali…L’architettura riguarda la vita di tutti i giorni, non soltanto le visite ai musei”

(businessweek.com).



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