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L’azienda? E’ arte
Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:27Architettura contemporanea al posto dei capannoni. Una mostra a Vicenza
Il caso piĂą famoso è quel lo della Nardini: la fabbri ca di grappe di Bassano, che commissionò a Massi miliano Fuksas una nuova seÂde, poi realizzata nel 2004: sor sero le due «bolle» di vetro soÂspese, divenute un vero audito rium dove ospitare i turisti enoÂgastronomici, con vista a 360 gradi sul monte Grappa. Lentamente negli ultimi die ci anni esempi di questo tipo si sono moltiplicati, trasforman do anonime zone industriali (se ne contano 2500 in Veneto) in sprazzi di architettura conÂtemporanea. La mostra «Archi tetture d’impresa», inaugurata giovedì allo spazio Lamec nella Ba silica palladiana, a Vicenza, ne seleziona quindici, costruite dal 1998 al 2008.
Gli architetti qui esposti sono tutti dell’area veneta, e in questi lavori pretta mente industriali si dimostra no molto aggiornati sulle solu zioni della contemporaneità – dice uno dei due curatori, il cri tico Marco Mulazzani – . Alcuni edifici sono recuperi e amplia menti di capannoni giĂ esisten ti. La ricerca è verso un’immagi ne architettonica che sempre piĂą coincide con l’immagine dell’azienda, e allo stesso tem po verso un luogo di lavoro che deve essere abitabile, sia per i lavoratori che i clienti.

Lo studio Traverso-Vighy, ad esempio, ha costruito il nuo vo showroom dell’azienda Spi di Sport, a Meledo di Sarego, in torno a una corte verde. Un quadrato di prato con al centro una betulla, circondato da ve trate e pareti in materiali hi-te ch, in un edificio concepito co me una «teca» in vetro. Nel l’enorme ampliamento dello stabilimento Telwin, a Villaver la, gli architetti Chilò, Calore e Girardin trasformano un mono tono capannone in un monoli te punteggiato da «segni» ar chitettonici e paesaggistici: la pensilina che copre lo spazio carico-scarico è sostenuta da una serie di tiranti collegati ad alti pilastri bianchi; la facciata in legno e vetro è contornata da due cornici di cemento che si protendono verso la strada. All’opposto, alla Sonus Faber di Arcugnano lo studio ASA Al banese il luogo di lavoro è pro tetto da una membrana di do ghe di legno teak: i laboratori, dove si costruiscono e progetta no diffusori acustici, dall’ester no assumono l’aspetto di uno strumento musicale.
E’ la stessa forma della pianta ad ispirarsi a quella di un liuto o di un violino, mentre anche qui c’è spazio per il riposo, con un cor tile dove cresce il bambĂą. Si ar riva poi al «cubo» nero che ospita il magazzino Dainese, un vero «landmark» per chi passi per Vicenza lungo l’auto strada A4. I pannelli di zinco ti tanio ossidato nero assorbono la luce e creano una imponente massa opaca. E poi il nuovo sta bilimento della Diesel a Molve na, la sede quasi futurista della Bisazza, con mosaici d’autore che la trasformano in un mu seo. Flavio Albanese, architetto e direttore della rivista Domus, spiega: «Il problema non è piĂą “dove metto il macchinario”, ma “cosa ci costruisco intor no”? Nell’800 l’industriale con la sua fabbrica definiva una nuova forma urbis. Oggi inve ce l’imprenditore, non poten do o volendo piĂą intervenire nella cittĂ , trasferisce diretta mente tutti gli elementi tipici della cittĂ dentro il suo manu fatto industriale. Gli atrii sono concepiti come piazze». E i tan ti capannoni rimasti vuoti? «Troviamo il coraggio di buttar li giĂą e piantarci un bosco».
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Dialogo tra giovani architetti a Firenze
Scritto da: admin il 14 Dicembre 2009 – 15:17Mercoledì 16 dicembre l’ultimo incontro del ciclo Dialoghi d’Autore a Santa Verdiana
E’ giunto all’ultimo appuntamento Dialoghi d’Autore, una delle manifestazioni culturali più importanti all’interno della facoltà di Architettura di Firenze. Mercoledì prossimo, 16 dicembre, sarà la volta dello studio “Aka” di Roma. L’incontro si terrà dalle 16.30 alle 19 nella sede di Santa Verdiana (aula 14).
Da più di quindici anni i Dialoghi d’Autore sono l’espressione di studenti seriamente appassionati al problema dell’architettura e dunque desiderosi di una risposta che solo la statura di un vero maestro può iniziare a dare. In questo lungo periodo di attività sono intervenuti agli incontri architetti quali: M.Fuksas, V.Gregotti, J.Wines, F.Trabucco, A. Mendini, M. Zanuso, P. Portoghesi, F. Dal Co, C.M. Casati, Mansilla e Tunon , A.Campo Baeza, G. V. Consuegra,W. Maas dello studio MvRdV, F. Purini, P. Carlo Pellegrini, A. Francini dello studio Metrogramma, A. Breschi, A. Anselmi, lo studio Ricci e Spaini, C. Pinòs.
La forma dell’incontro è appunto quella del dialogo, che consente di mettere a confronto le esperienze progettuali del relatore con la curiosità e le domande del pubblico al fine di far emergere il filo conduttore di ogni opera di architettura, ovvero il suo rapporto con l’uomo che la progetta e la vive.
Questa edizione, la numero 18, rivolge la sua attenzione verso l’esperienza progettuale di realtĂ professionalmente giovani e vede protagonisti gli esponenti di tre emergenti studi italiani di architettura, invitati a portare un contributo attraverso la presentazione di interventi che affrontano temi attuali dall’approccio alla sostenibilitĂ all’architettura temporanea. Prima dello studio “Aka” hanno varcato la soglia della facoltĂ fiorentina lo studio “ACME architetture” di Firenze e “KK architetti associati” di La Spezia.
Tags: architetti, architettura, architettura di firenze, facoltĂ di architettura, Firenze, Fuksas, italia, Roma, Sostenibili, sostenibilitĂ , studenti
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Medaglia d’Oro all’Opera per Massimiliano e Doriana Fuksas
Scritto da: admin il 25 Maggio 2009 – 16:53Massimiliano e Doriana Fuksas conquistano la III edizione “Medaglia D’Oro all’Architettura Italiana”. Infatti, presso la Fondazione Triennale di Milano, nell’ambito della terza edizione della “Medaglia D’Oro all’Architettura Italiana”, la “Medaglia d’Oro all’Opera” e’ stata assegnata a Massimiliano e Doriana Fuksas per il progetto Zenith Music Hall di Strasburgo. Gli architetti Fuksas hanno inoltre ricevuto la “Menzione d’Onore – Spazi e Infrastrutture Pubbliche”, per il progetto Complesso Parrocchiale S. Paolo di Foligno.
Con i suoi 10 mila posti a sedere, lo Zenith di Strasburgo e’ la sala da concerti piu’ grande d’Europa. La sala e’ concepita come nucleo scuro, protetto da un guscio duro, plasmato su linee di differenti raggi di curvatura, studiate per ottimizzare il rapporto tra massima capienza e migliore visuale e costruito in cemento armato per controllare al meglio le performance acustiche. L’involucro esterno invece e’ leggero, colorato, traslucente, tessile.
Il Complesso Parrocchiale di S. Paolo a Foligno e’ un monolite di geometria pura, una scatola nella scatola. Sono due gli elementi architettonici principali che si identificano anche con le funzioni del centro religioso. Il primo elemento, la Chiesa, e’ costituita da due parallelepipedi inseriti l’uno nell’altro, ponendo l’attenzione sul senso di verticalita’. Questo effetto e’ funzionale alla volonta’ di identificare la Chiesa come elemento di avvicinamento tra i fedeli e Dio. Il secondo elemento, anch’esso di forma parallelepipeda ma allungato e basso, ospita la Sagrestia, i locali del Ministero Pastorale e la Casa Canonica. Infine, un terzo corpo, di dimensioni minori, unisce questi ultimi due.
Tags: architetti, architetto, architettura, architettura italiana, Fuksas, geometria, italia, Milano, music hall, opera, Progetto, Strasburgo, triennale di milano, zenith music
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F1, GP a Roma.
Scritto da: admin il 15 Maggio 2009 – 10:59Un circuito di 4700m a Roma. Una nuova sfida architettonica.
Il circuito del Gp di F1 che si potrebbe correre a Roma giĂ nel 2012 sarĂ lungo 4.669 metri e sarĂ percorribile in un tempo di un minuto e 34 secondi ad una velocitĂ media sul giro stimata in 177 km/h. La pista si snoderĂ nella parte nord dell’Eur interessando viale dell’Arte, viale delle Tre Fontane e via di Val Fiorita. il precorso è stato reso noto dal presidente della Fg Group nonchè presidente di FederLazio, Maurizio Flammini, ideatore e promotore del progetto. Flammini dice che “l’area si presta per l’ampiezza delle strade, la limitata presenza di palazzi lungo il tracciato e la possibilitĂ di offrire ai telespettatori la visione dell’Eur”, quartiere caratterizzato da esempi di architettura razionalista come “il Palazzo della CiviltĂ del Lavoro, il palazzo dei Congressi, il Palasport” ed anche un cenno di nuova architettura con la Nuvola di Fuksas, ora in fase di realizzazione. “Uno scenario – ha aggiunto – di incomparabile bellezza che si affiancherĂ all’immagine della Roma storica”.
Tags: architetto, architettura, eco, Fuksas, lavoro, Maurizio Flammini, Progetto, Roma
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Roma wasn’t built in a day
Scritto da: admin il 18 Marzo 2009 – 16:00Ambiziosi progetti sui 7 colli della capitale italiana.
Durante l’ultimo decennio, l’architettura di Roma è stata focalizzata principalmente sulla creazione di enormi centri commerciali come Porta di Roma, il piĂą grande centro commerciale in Europa, e vaste zone residenziali periferiche senza un piano urbanistico allegato.
Attualmente uno dei piĂą problematici e urgenti problemi al vaglio delle istituzioni capitoline di Roma è lo sviluppo di infrastrutture urbane per aiutare le molte “Nuove Periferie” ad evolvere da “ghetti isolati” ad aree attive in cui le persone possano crescere.
La pressione di Roma sulla mappa di architettura moderna è comunque in costante aumento, come altre capitali europee ha calorosamente abbracciato l’architettura contemporanea e acquisito nuovi punti di riferimento.
Amedeo Schiattarella, Presidente della commissione di architetti romani, spiega la situazione attuale:
“Gravi ritardi nello sviluppo della moderna architettura a Roma sono stati la causa che ha chiesto un intervento drastico e la necessitĂ di grandi architetti internazionali, ora dopo questa fase, abbiamo bisogno di concentrarci su un tipo di architettura che è utile a tutti, ogni giorno. Abbiamo bisogno di avere un approccio piĂą capillare e di impatto sul successo dello sviluppo architettonico della cittĂ .”
Con questo spirito in mente 10 anni fa, prestigiosi concorsi internazionali, sono stati istituiti e crescente interesse per l’architettura della capitale hanno dato vita a progetti stimolanti.
Alcune sono dovute a completare il MAXXI Museo da Zaha Hadid e il museo Macro di Odile Decq.
Questa è stata parte della visione di Roma dei due precedenti sindaci di centro-sinistra, ma con l’ingresso in un nuovo capitolo dato all’elezione di un sindaco di destra, paura di discontinuitĂ , e attesa per le nuove strategie che saranno attuate dal Consiglio Capitolino attendono gli Architetti romani e non.
Alcune delle prime novitĂ annunciate dal piano architettonico del nuovo sindaco Gianni Alemanno saranno,i piani per l’Ara Pacis da Richard Meier a parte, sarĂ il concorso internazionale di progettazione della nuova sede del Comune di Roma. Gli uffici passeranno dall’edificio storico in Campidoglio, alla zona di Ostiense, dove una vasta area è stata ristrutturata e giustamente intitolato “Campidoglio 2″. La zona di Ostiense è un quartiere in via di sviluppo a sud delle antiche mura della cittĂ , tra l’Appia Antica e il Tevere.
L’area strategicamente situata nei pressi della stazione di Air Terminal Ostiense potrebbe vedere anche la nascita di uno Studio Fuksas a poche miglia piĂą a sud, che con OMA Rem Koolhaas saranno responsabili della rigenerazione del vasto sito degli ex Mercati Generali.
Lungo il fiume Tevere, di fronte al gasometro Italgas, un nuovo ponte pedonale chiamato Ponte della Scienza collegherĂ il quartiere Ostiense, che con il quartiere Marconi, che proporrĂ una grande area per jogging, passeggiate e ciclismo.
Un secondo ponte pedonale progettato da Buro Happold sta attualmente prendendo forma piĂą a nord, lungo il Tevere, nella zona Flaminio: “Ponte della Musica” sarĂ il suo nome, per la sua prossimitĂ dell’Auditorium di Renzo Piano.
Il Parco della Musica, ha aperto nel 2002, ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare i Romani ad un atteggiamento vicino all’architettura contemporanea e ad ottenere un forte appoggio da una cittĂ che è stata precedentemente scettica all’innovazione.
Nella parte est della capitale, un importante riassetto radicale si svolge dentro e intorno alla stazione Tiburtina: si sta costruendo la nuova stazione e una volta completata Roma diventerĂ il principale nodo ferroviario.
L’area però che ospita attualmente la piĂą alta concentrazione di centieri è l’EUR, la zona sud di Roma che è stata accuratamente progettata da Mussolini nel 1935.
L’area, attualmente nota come quartiere degli affari di Roma, è stato un fertile terreno di sperimentazione per l’architettura: e sta ora rivivendo una seconda rinascita.
Qui l’ambizioso Nuovo Centro Congressi noto come “nube” di Fuksas è finalmente in partenza, dopo anni di programmazione. Il centro congressi sarĂ in buona compagnia, dato che sarĂ di fronte alla “scatola magica”: un blocco residenziale di lusso progettato da Renzo Piano.
Un possibile acquario sotto il lago artificiale dell’EUR è anche oggetto di discussione, come il Ponte dei Congressi, veicolo-ponte per il collegamento con l’aeroporto di Fiumicino e l’EUR.
Il distretto sarĂ presto anche testimone della nascita di 2 nuovi grattacieli.
La salvaguardia del patrimonio culturale, la continuitĂ e il controllo della qualitĂ può essere in conflitto spesso con l’architettura contemporanea, e spesso è fonte di ritardi e incertezze,ma i progetti in corso mostrano un attivo impegno degli enti locali e delle amministrazioni nazionali a consentire finalmente l’architettura contemporanea di immettere il presente nella capitale e poi… la storia.
Tags: Ara Pacis, architettura, architettura moderna, eco, edifici, EUR, ferro, Fiumicino, Fuksas, grandi architetti, italia, lusso, Macro, odile decq, OMA Rem, piano urbanistico, ponte pedonale, progettazione, progetti, renzo piano, Richard Meier, Roma, stazione, storia, USA, zaha hadid
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Pranzo in quota
Scritto da: admin il 16 Dicembre 2008 – 20:10Un’architettura aerodinamica. Così il padiglione pensile di Marco Visconti rende omaggio alla Rossa.
evoluzione della specie e delle dinamiche produttive, le necessità d’immagine, la richiesta di sicurezza sui luoghi di lavoro sono le domande più impellenti che impegnano, da alcuni anni, alcune fra le maggiori industrie al mondo nella ricerca di un linguaggio architettonico che comunichi subito e in modo efficace il percorso effettuato sulla via della qualità . un esito che, in un circolo virtuoso, tocca prima il sistema di produzione, sempre più automatizzato, e poi via via tutti gli spazi in cui l’uomo trascorre la sua giornata di lavoro.
Anche se è vero che fin dalle prime fasi della rivoluzione industriale l’architettura e la sua valenza estetica sono sempre state alleate dell’ingegneria edile, solo recentemente il linguaggio compositivo sembra essere divenuto il protagonista assoluto dell’innovazione costruttiva. Mentre l’ingegneria pare essere passata in secondo piano. Ma forse non è così. Forse le due arti tecniche, spesso viste come antagoniste, sono finalmente divenute componenti sinergiche di un sistema unico. Una novità che, prima di tutto, sembra toccare il mondo della produzione automobilistica nelle sue molte varianti. Hanno fatto storia, ormai, i recenti musei per la Mercedes Benz di un studio e per la Bmw di CoopHimmelb(l)au, ancora di più ha colpito l’impianto produttivo, sempre per la Bmw, di Zaha Hadid a Lipsia. Anche in italia questa tendenza si sta traducendo in nuove tipologie di azienda metalmeccanica. Lo abbiamo visto, proprio su queste pagine, con il centro ricerche e sviluppo di Brembo (ateliers Jean Nouvel e Blast), primo tassello di una nuova generazione di impianti per l’industria bergamasca, e con l’impianto di verniciatura Ferrari a Maranello (Mdn Marco Visconti & partners, vedi Costruire n. 277), penultimo elemento di una riorganizzazione totale degli impianti produttivi della rossa nazionale che, dopo la galleria del vento firmata Rpbw, il centro direzionale ideato da Massimiliano e Doriana Fuksas, il padiglione logistica di sturchio architects & designers, la sezione meccanica di Mdn Marco Visconti & partners, sta aspettando il completamento dell’impianto di montaggio progettato su concorso da ateliers Jean Nouvel.
La rivoluzione architettonica che sta avvenendo a Maranello è stata oggetto di un’efficace mostra tenutasi tra giugno e luglio scorso a torino, durante le giornate del congresso mondiale Uia, dove è stato presentato il nuovo ristorante aziendale ideato da Mdn Marco Visconti & partners, progetto che qui presentiamo in esclusiva.
Carattere simbolico
Il ristorante presenta caratteristiche scultoree proprie che lo differenziano e rendono unico rispetto al rigore geometrico delle costruzioni industriali che lo circondano: questa azione progettuale, pregna di carattere simbolico, permette di creare all’interno dello stabilimento un’entità chiaramente riconoscibile, espressamente concepita per lo svago di ospiti e dipendenti. L’idea compositiva si basa sulla giustapposizione di due volumi legati a concetti di aerodinamica, rappresentati dal grande padiglione pensile la cui forma è ispirata dalla sezione di una pala d’elicottero, collocato in posizione di volo e sostenuto da un’altra ala ad asse sfalsato posta a terra in direzione verticale.
La sala ristorante, cuore dell’intera struttura, trova posto all’interno dell’ala superiore corrispondente al volume pensile principale. Questo spazio a sezione rastremata si appoggia sulla hall vetrata: un volume a doppio piano che accoglie e conduce i commensali agli spazi in quota. A esso si collegano anche i luoghi dedicati ai servizi per il benessere dei dipendenti e al training center. il disegno degli interni si articola su tre livelli fuori terra. A piano terreno si trovano la piazza coperta, la hall d’ingresso e la caffetteria, attraversate dall’imponente sistema di scale che conduce al ristorante.
Sulla hall, vetrata, si affacciano gli spazi di servizio quali zone caffè, wellness center, infermeria e centro sportivo, mentre in posizione indipendente e direttamente collegata all’esterno si trova la cucina, completa di deposito delle derrate alimentari, spogliatoi e montacarichi per l’accesso delle vivande ai vari piani. Il primo livello ospita il training center con aule e sala proiezioni, nonché spazi collegati al terrazzo sovrastante la cucina e adibito a giardino. Il training center si affaccia su una balconata realizzata verso la hall interna, contenente un’area relax.
Il secondo piano ospita la sala ristorante, completamente vetrata e collegata a un terrazzo esterno aggettante a sud, verso via enzo Ferrari. Questo volume, cui si accede attraverso una serie di scale fisse e mobili che convogliano il flusso di commensali in arrivo dalla hall e dal primo livello, è utilizzabile anche come area incontri e presentazioni, allestito mediante un sistema di tavoli a pianta poligonale collocati in modo non uniforme, al fine di creare spazi e disegni diversi per gruppi variabili di posti a sedere. La sala è inoltre servita dalle aree di distribuzione cibo del tipo free flow ed è affiancata dai locali di preparazione vivande e lavaggio stoviglie. sempre su questo piano si trova, infine, il ristorante direzionale affacciato verso nord sul giardino pensile.
Da sottolineare, da un punto di vista prettamente tecnologico e operativo, che il complesso funziona grazie a volumi accessori quali cucine, depositi e spazi tecnici contenuti nell’ala verticale.
Alta sostenibilitĂ
Nell’ottica dell’utilizzo dei principali fattori di sostenibilità , il complesso interpreta le più recenti esperienze di bioclimatica passiva. il grado di esposizione alla luce solare della copertura e delle facciate è stato analizzato in relazione alle ore di utilizzo degli edifici: la forma ad ala è chiusa verso sud e le vetrate orientate a est e a ovest sono ombreggiate durante le ore d’esercizio.
L’ala verticale, con le cucine e gli spazi di servizio, è rivestita da una facciata ventilata che evita il surriscaldamento estivo di parti opache e serramenti, mentre l’alta coda accoglie i sistemi impiantistici. Fonti di ombreggiamento naturale, quali piante a foglie caduche, sono impiegate lungo la facciata ovest per proteggere la vetrata della hall di ingresso. Il giardino pensile ha funzione di protezione naturale dall’irraggiamento diretto, mentre l’ala orizzontale è ricoperta da lamiere corrugate orizzontali in grado di generare una camera ventilante. Alla base di quest’opera Marco Visconti ha posto concetti fondamentali come l’alta capacità funzionale, la fruibilità dell’uomo, la presenza della natura e l’attenzione estetica, tutti elementi che contraddistinguono le opere realizzate dallo studio di progettazione torinese.
La plasticità delle forme volumetriche svincola l’edificio dai rigidi blocchi che generalmente caratterizzano le aree destinate a un’alta fruibilità , il disegno dinamico degli interni permette e facilita la socializzazione e le gigantesche vetrate espandono la percezione dello spazio. Queste caratteristiche fanno del ristorante – il termine mensa è stato volutamente bandito per ben rappresentare il grado superiore del servizio prestato – un’opera equilibrata, capace di affascinare senza mai perdere il contatto con la tecnica, la sostenibilità e l’ambiente.
Tags: ambiente, architetto, architettura, design, ferrari, Fuksas, galleria del vento, ingegneria edile, jean nouvel, lavoro, mercedes benz, padiglione, pianta, piazza, sicurezza sui luoghi di lavoro, Sostenibili, sostenibilitĂ , USA, zaha hadid
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Roma sarĂ nuovamente la casa di un’altra creazione di Renzo Piano
Scritto da: admin il 16 Novembre 2008 – 20:04Renzo Piano l’architetto piĂą prestigioso d’Italia ha progettato un complesso residenziale luminoso che si sforza di essere un primo esempio di architettura sostenibile per la moderna vita cittĂ .
SarĂ situato nel distretto in rapida crescita “EUR” a sud di Roma, di fronte al Nuovo Centro Congressi di Fuksas e il “laghetto” artificiale, allo svincolo di 2 importanti arterie stradali, in viale Europa 242.
Il nuovo lussuoso edificio di lusso è stato definito dal Piano come una “scatola magica” generata dalla filosofia che
una cittĂ deve essere viva e vivere.
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Il complesso avrĂ vari obiettivi, ma prevalentemente sarĂ un compllesso residenziale.
Il piano terra del palazzo verrĂ adibito a spazi commerciali. Il primo piano, invece sarĂ dedicato ad uffici.
Il resto sarnno residenze per un massimo di 300 appartamenti con superfici che vanno da 60mq per 130mq, con l’eccezione di vari loft di che saranno piĂą grandi. L’altezza degli edifici corrisponderĂ ai 39m del Nuovo vicino Centro Congressi di Fuksas.
Gli spazi residenziali saranno allineati, sollevati da terra e attraversati da generosi portici pedonali. L’idea prevederĂ inoltre un grande parco urbano interno con grandi alberi.
La facciata sud del parco garantisce abbondanza di luce e di calore in tutte le stagioni.
L’esterno sarĂ caratterizzato da vetrate che, come la pelle, copriranno tutte le superfici.
Il complesso sarĂ caratterizzato anche da una seconda “pelle” di vetro per creare “giardini d’inverno”; spazi adeguatamente profondi che offriranno un contatto con l’esterno in estate e un adeguato isolamento termico in inverno.
Con la prospettiva del miglioramento della qualitĂ della vita e del livello di sostenibilitĂ urbana, il lato di fronte al lago sarĂ esclusivamente dedicato ad una grande serra di coltivazione di frutta e verdura per la comunitĂ . I tetti dei principali edifici ospiteranno giardini.
Tags: architettura, architettura sostenibile, EUR, Fuksas, italia, loft, lussuoso, parco urbano, renzo piano, residenziale, Roma, sostenibilitĂ , viale europa
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