Rivestimenti Pompeiani a Shanghai2010

Scritto da: admin il 29 Aprile 2010 – 15:20

RIVESTIMENTI POMPEIANI NEL PADIGLIONE URBAN BEST PRACTICES DI SHANGHAI 2010.

Storia e tecnologia made in Italy all’Expo di Shanghai. Si ispira al infatti alla tradizione antichissima del coccio pesto di Pompei e delle chiese paleocristiane uno dei padiglioni dell’area Urban Best Practices dedicata alle più avveniristiche soluzioni urbane del pianeta e alla sostenibilità. Una riproduzione fedele realizzata grazie alla tecnologia altamente sofisticata del quarzo ricomposto, applicata a un mix sapiente di quarzo e purissimo cotto frantumato. Stone Italiana (Verona) e Sannini Impruneta (FI) hanno così creato e brevettato il Cottostone, un rivestimento che permette di riprodurre il cotto naturale pompeiano in dimensioni e caratteristiche di resistenza introvabili in natura. Da questa intuizione è nato il progetto rivoluzionario per Shanghai 2010, dove sono state impiegate ben 5.500 mq di grandi lastre Cottostone.

È grazie a questa tecnica infatti che il progettista, l’arch. Mario Occhiuto, ha trasformato un ex fabbricato industriale in uno spazio espositivo sostenibile e all’avanguardia, in grado di esprimere i nuovi approcci dell’habitat umano secondo lo slogan dell’esposizione: “Better city, better lifeâ€.

Il padiglione – autentica opera di design ipertecnologico dallo stile moresco – è stato studiato per ottenere una struttura dal rivestimento uniforme, in parte traforato e in parte intatto, che permette di conciliare le esigenze di climatizzazione e di luce con le scelte architettoniche. Il progetto fa parte del programma di collaborazione sino-italiano per la protezione ambientale, attivato dal ministero dell’Ambiente italiano e il suo omologo cinese.
Un aspetto, quello della sperimentazione, che non si limita a Shanghai 2010. Stone Italiana da oltre trent’anni crea rivestimenti di lusso su misura nelle tonalità, nelle forme e nelle contaminazioni dei materiali per pavimenti e anche per grandi opere nel mondo. Ne sono esempi progetti quali le forniture per le metropolitane di Dubai e Napoli (progettata dal designer Karim Rashid in collaborazione con l’Atelier Mendini) o gli 11mila mq richiesti per la Nuvola Fuksas, il prossimo avveniristico Centro congressi di Roma. Oppure i 57 negozi realizzati nel mondo su misura per la griffe Armani. Una “sartoria del pavimentoâ€, partita dalla semplice riproduzione della pietra, per arrivare a concepire i rivestimenti in quarzo come prodotti creativi e originali, con una propria identità. Tra i clienti storici dell’azienda di Zimella (VR), i marchi Armani, Ferrari in Corea, Nike a New York, Louis Vuitton sugli Champs Elysées, Swatch in Place Vendôme e ancora Hugo Boss, Chloé, Lancome, L’Oreal, Pucci, Montblanc, ST Microelectronics, Ibm e Microsoft, Sony, le Galeries Lafayette, il Centro finanziario di Taiwan.


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HOME4HAITI: ITALIA, BRASILE E CINA PER CASE ECO-SOSTENIBILI E ANTISISMICHE

Scritto da: L12 il 20 Aprile 2010 – 14:32

Il progetto “Home4Haiti” di case prefabbricate antisismiche e antiuragano, costruite con materiali riciclati donati dal Brasile e progettate da architetti italiani, é stato presentato in anteprima al Forum Mondiale Urbano, che si é svolto a Rio de Janeiro a partire dal 23 marzo 2010 e in Italia al Salone Del Mobile di Milano 2010.

Al progetto, elaborato dall’Eubra (Consiglio Euro-brasiliano di sviluppo sostenibile), partecipano tra gli altri le Nazioni Unite, la Camera di commercio italiana di San Paolo, lo Studio Leopoldo Schettino Architettura + Design, il centro di architettura milanese ControProgetto, l ´ architetto paulista Marco Riccioppo, l’associazione dei fabbricanti di mobili e il comune di Paragominas (dello Stato amazzonico del Parà) e un fabbricante di impianti di illuminazione di Hong Kong.

L’idea è fabbricare case in grado di resistere alle grandi catastrofi che colpiscono ciclicamente l’isola caraibica, con materiali riciclati come gomme usate e avanzi di legno pregiato della fabbricazione di mobili in Brasile, e altri prodotti in loco come cemento e tegole. Le tecnologie antisismiche saranno fornite da architetti italiani e brasiliani, i mobili saranno prodotti con gli avanzi di legno, mentre le fonti di illuminazione a energia eolica e solare saranno donate dalla Cina.

Il progetto prevede che centinaia di haitiani ricevano una formazione professionale nella costruzione delle case prefabbricate e dovrà generare migliaia di posti di lavoro ad Haiti e in zone depresse dell’Amazzonia.

Contatti: EUBRA – Viviane Farina – press@eubra.org – + 55 85 32425441/ 96168780

http://www.brightgreencities.com/


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UIA 2011

Scritto da: admin il 4 Marzo 2010 – 16:53

Si svolgerà nella capitale giapponese l’edizione 2011 (25 – 29 settembre) dello UIA World Congress, l’evento che viene organizzato ogni tre anni dall’Unione Internazionale degli Architetti (Union Internationale des Architectes), organismo senza fini di lucro fondato nel 1948 “per unire gli architetti… senza distinzione di nazionalità, razza, religione e dottrina professionale” (portal.unesco.org),

La UIA, che attraverso la federazione delle rappresentanze nei singoli Paesi, riunisce “più di un milione e trecentomila architetti nel mondo” (uia-architectes.org), ha individuato nel tema “Design 2050″ il filo conduttore che caratterizzerà dibattiti, seminari e mostre previsti presso il Tokyo International Forum e lo Yoyogi National Gymnasium – i due impianti che ospiteranno i lavori del congresso. Progettisti e studiosi saranno “invitati a condividere la loro visione per la seconda metà del secolo” (uia2011tokyo.com), in relazione alle categorie “Ambiente”, “Scambi Culturali” e “Vita” (canadianarchitect.com).

Il metodo applicato sarà il backcasting, ovvero l’analisi che “prefigura i risultati attesi in un tempo futuro (visione) e, da essi, torna al presente per individuare i percorsi più plausibili per raggiungerli” (comune.fi.it). L’attenzione verrà concentrata sugli effetti delle alterazioni del clima e degli squilibri demografici, con una logica interdisciplinare in grado di mettere in risalto “l’essenza del ruolo di architetto, una professione che integra etica, estetica, tecnologia ed economia in una visione socio-culturale olistica del futuro” (uia2011tokyo.com).

Le fasi di preparazione del convegno e gli aggiornamenti di contenuto saranno documentati da una video-newsletter mensile su YouTube (youtube.com) e da un profilo su Twitter (twitter.com).


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Il Burj Dubai conquista ufficialmente il primato

Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:23

Inaugurato il grattacielo più alto al mondo: 828m di vetro, acciaio e cemento.

Il miracolo di ingegneria è compiuto: a Dubai oltre 800 metri di acciaio, vetro e cemento – visibili da ben 95 Km di distanza – diventano realtà conquistando il guinness dei primati. Ufficialmente inaugurato ieri sera, nel giorno del quarto anniversario della ascesa al trono dello sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, il Burj Dubai strappa il record al Taipei 101 di Taiwan (508 m) diventando il grattacielo più alto al mondo. Firmato dagli architetti dello studio di Chicago SOM – Skidmore, Owings & Merrill LLP e promosso dal colosso immobiliare Emaar, il progetto record è riuscito a resistere anche alla recente bolla immobiliare-finanziaria che ha avuto come epicentro proprio la capitale degli Emirati Arabi. Una serata di grande festa, celebrata con spettacolari fuochi d’artificio e proiezioni laser, e seguita in diretta da circa 2 milioni di spettatori.

La “torre del deserto†vanta misure sconcertanti: 160 piani per 828 metri di altezza (se si include la guglia), con una superficie di 334mila metri quadrati e 58 ascensori che viaggiano ad una velocità di 10 metri al secondo. All’interno trovano spazio uffici, centri commerciali ed appartamenti di lusso, nonché il primo Armani Hotel al mondo (dal 37° al 45° piano) con 160 stanze e 3mila mq di sale conferenze e spazi per eventi. L’Hotel Armani aprirà ufficialmente il 18 marzo prossimo. Un belvedere al 124° piano, la piattaforma di osservazione più elevata sino ad ora realizzata, offre una spettacolare vista di Dubai a 360 gradi.
L’ambizioso progetto – al quale hanno lavorato oltre 380 ingegneri – è stato costruito in cinque anni ed ha comportato una spesa di oltre 4 miliardi di dollari. Sono stati impiegati circa 45mila metri cubi di calcestruzzo, 330mila tonnellate di cemento e 31400mila tonnellate di acciaio.
Il design strutturale a nido d’ape, con molti elementi di rinforzo simili a quelli della struttura dei velivoli, è stato realizzato con ben 430mila mq di pareti, pari ad una superficie doppia rispetto a quella dei solai.

Di chiara ispirazione islamica, la geometria del Burj Dubai ricorda il fiore del deserto, tipico della regione. La torre si compone di tre elementi in vetro e calcestruzzo che si sviluppano attorno ad un nucleo centrale salendo verso il cielo come scalini. Un arretramento su ciascun elemento snellisce il corpo dell’edificio man mano che questo continua la sua ascesa nello skyline. Giunto all’estremità, il cuore della torre emerge come uno stelo d’erba.
La base particolarmente larga della torre – a forma di Y – consente di ridurre l’impatto delle correnti d’aria dovute ai vortici che spesso nascono nelle zone più alte dei grattacieli.
“Il sistema strutturale – spiega Bill Baker dello studio SOM – può essere definito un nucleo di sostegno a sei lati in cui ciascuna ala, con il suo nucleo in cemento altamente performante e le colonne perimetrali, sostiene le altreâ€.


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TEGOLE FOTOVOLTAICHE

Scritto da: Andrea il 10 Novembre 2009 – 12:49

Dai pannelli alle tegole fotovoltaiche. Un nuovo sistema messo a punto dalla società americana SRS Energy.

Un’interessante evoluzione, nella progettazione e nell’integrazione, per sviluppare una nuova soluzione di pannelli fotovoltaici che assumono la forma di piastrelle convenzionali.

Le tegole fotovoltaiche non sono di certo una novità in ambito solare. Di esempi sul web ce ne sono tantissimi; dai progettisti che si sono limitati a sovrapporre i moduli fotovoltaici sulle tegole a quelli che hanno concentrato gli sforzi progettuali per un restyling studiato ad-hoc per incorporare, nella tegola stessa, i moduli fotovoltaici.

Progetti e sforzi utilissimi per il recupero e l’utilizzo dell’energia pulita del sole e, soprattutto, per un’integrazione sempre più interessante di pannelli fotovoltaici nelle zone antropizzate.

Gli sforzi non si limitano solo a rendere visivamente più armonica l’integrazione dei pannelli fotovoltaici/solari ma soprattutto all’utilizzo in larga scala di sistemi fotovoltaici anche per gli edifici a rilevanza storica. Sono edifici che nascono in contesti architettonici ad altissimo valore storico e che, proprio per questo, non possono deturpare lo scenario artistico nel quale sono incastonati

Per questi casi, e per chi semplicemente preferisce oggetti che più si mimetizzano col contesto, nascono prodotti come queste tegole fotovoltaiche. Le Sole Power Tiles esemplificano il nostro impegno per la sostenibilità senza compromettere l’estetica. Un sistema che riesce a coniugare perfettamente aspetti estetici, superficie utilizzabile e rendimento.


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Guggenheim nomina i vincitori del Design It

Scritto da: roberta il 23 Ottobre 2009 – 13:18

Shelter Competition

Al 50esimo anniversario della costruzione del Solomon R. Guggenheim Museum, progettato da Frank Lloyd Wright, il Guggenheim e Google annunciarono i due vincitori del Design It: Shelter Competition. L’interattivo contest online chiedeva ai partecipanti di utilizzare Google SketchUp e Goggle Earth per creare un rifugio virtuale di 100 m² in un posto qualunque della Terra. Il Premio della Giuria, assegnato da architetti ed esperti di design, venne vinto da David Eltang di Aarhus in Danimarca per la sua struttura SeaShelter. Il Premio degli Utenti, assegnato dal pubblico tra i dieci preselezionati finalisti, venne vinto da David Mares di Setúbal nel Portogallo per il suo CBS, Cork Block Shelter. I due vincitori ricevettero i biglietti aerei e due notti di soggiorno a New York, un tour dietro le quinte del Guggenheim Museum e degli uffici di Google, e la licenza del Google SketchUp Pro. Il vincitore del Premio della Giuria ricevette anche un premio di 1000 $.

SeaShelter, il vincitore del Premio della Giuria, si trova nel litorale del mare danese Wadden, una location popolare per le escursioni durante la bassa marea. Il suo spazio interno, l’osservatorio e la piattaforma di osservazione e riposo offrono l’opportunità di quelle escursioni lungo la sabbia per provare l’esperienza dei fondali durante la marea in movimento, e provvede a dare un habitat agli uccelli del posto e alle foche. Secondo il membro della giuria David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design del Guggenheim, “SeaShelter crea un’ opportunità di piena esperienza della marea e dell’interazione con lo sviluppo in modi drammatici. Dando un rifugio per i viaggiatori e, nel contempo, alla vita selvatica, il progetto ha una qualità accogliente, che la giuria ha visto così rappresentativa dello spirito del contest del Design It.

Il vincitore del Premio degli Utenti CBS, si trova in Vale de Barris, in Portogallo.
Il progetto prevede una struttura rettangolare che i muri di sughero proteggono termicamente il rifugio in un microclima che va dal calore asciutto al freddo umido. Secondo la descrizione del preogetto, scritta da il suo designer David Mares, “la facciata dinamica dà una visuale interattiva quando è nello stato di living-studying, nello stato di rest-sleep provvede a dare la privacy ai suoi ospiti.”

Design It: Shelter Competition ricevette circa 600 progetti da 68 paesi. I dieci finalisti, selezionati dagli studenti della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright hanno concorso per il Premio degli Utenti. Il Premio della Giuria fu selezionato da molti esperti, che comprendono Timothy Bade, Principal, Bade Stageberg Cox; Neil M. Denari, Principal, Neil M. Denari Architects; Cathleen McGuigan, Architecture Critic, Newsweek; Victor Sidy, Preside della Scuola di Archiettura Frank Lloyd Wright; Lisa Strausfeld, Partner, Pentagram; Aidan Chopra, Product Evangelist, Google SketchUp; e David van der Leer, Assistant Curator dell’Architettura e Design al Guggenheim.


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L’isola di Solta sarà la casa del primo hotel rotante d’Europa

Scritto da: roberta il 17 Ottobre 2009 – 20:15

Un hotel rotante è il pezzo forte di un nuovo resort vicino Split in Croazia. Progettato da Richard Hywel Evans dello Studio RHE, specializzato nel design di luoghi di villeggiatura, l’idea fu suggerita da un desiderio di fornire ad ogni stanza la vista sul mare.

Mentre il bel dettaglio dell’hotel rimane sotto coperta, si può rivelare che nel pieno sviluppo è compresa la nuova costruzione di un porticciolo-resort, che includerà l’hotel, il padiglione per gli ospiti e case di villeggiatura.


Il nuovo porticciolo da ormeggio sarà accompagnato da un palco per esibizioni, un club di yacht e un villaggio marino lungo il bagnasciuga.

Il progetto sta per essere costruito sull’isola di Solta sul pendio di un boschetto di olivi, permettendo la vista attraverso la baia, a 35 minuti di barca da Split. Il progetto si espande da una parte all’altra del mare con le case di villeggiatura che si affacciano sul porticciolo.


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Viaggio nella nuova sede di Facebook

Scritto da: admin il 27 Settembre 2009 – 10:24

“Oggi in ufficio si beve succo di carota e si ascolta un dj set elettro-pop”. Potrebbe essere uno status postato su Facebook da uno dei 700 impiegati della Facebook Inc., ossia la società che pensa, organizza e produce il social network più popolare al mondo con oltre 250 milioni di utenti attivi. Il nuovo quartier generale della compagnia, il cui valore è stimato attualmente tra i 5 e i 15 miliardi di dollari (praticamente una gallina dalle uova d’oro, considerando che è nata dal nulla nel 2004), si trova in California, a Palo Alto, all’interno dello Stanford Research Park. Lo ha disegnato lo studio O+A di San Francisco, pluripremiato per il design innovativo di spazi commerciali e di lavoro. Prima di rispondere ad ogni domanda, Verda Alexander si consulta lungamente col suo socio Primo Orpilla, co-fondatore dello studio. Da 17 anni lavorano fianco a fianco e sono complementari: “Siamo abituati a discutere sempre delle nostre idee, vogliamo condividere tutto, esattamente come facciamo coi nostri clienti, sono loro che ci guidano per un prodotto finale ottimale”.
Gli uffici della Facebook Inc si snodano all’interno di un vecchio edificio industriale riconvertito, circa 14mila mq, senza alterarne la natura, lasciando grandi aperture, altezza originale e tubature a vista. Gli spazi sono caratterizzati da colori accesi e neutri a contrasto, luce solare dalle grandi vetrate, zone lounge con comodi divani, cucine attrezzate per prepararsi autonomamente il pranzo, postazione per dj. Tutto all’insegna dell’eco-sostenibilità, condizione necessaria per costruire, o restaurare, edifici secondo l’ordinanza locale “Green Building 2008″.
L’ufficio centrale, quello dei capi, è posto al centro della grande struttura, accessibile da ogni parte, come a voler segnalare con la pianta dell’edificio l’orizzontalità nella comunicazione di una grande e soprattutto giovane azienda: “Il successo di un buon progetto non è tanto quello di risolvere le sfide dello spazio o quelle estetiche, ma catturare lo spirito della compagnia committente. Le grandi società sanno che il design deve essere necessariamente integrato alla propria struttura, all’ambiente e anche al prodotto finale”.
Fino all’anno scorso i diversi dipartimenti erano divisi in 10 sedi nella downtown della città, nel cuore tecnologico della Silicon Valley. L’unificazione delle diverse parti all’interno della nuova sede è avvenuta in maniera cauta mantenendo una certa separazione tra le zone, sebbene siano tutte collegate e poste su un unico piano. Come sta accadendo da alcuni anni per tutti i progetti più intelligenti dei luoghi di lavoro, sono gli stessi utenti, impiegati ad ogni livello della scala gerarchica, ad essere ascoltati prima di iniziare a buttare giù i primi disegni. Ormai si è capito che il benessere degli impiegati, e di conseguenza il livello di rendimento, è legato anche alla sensazione dei dipendenti di “sentirsi a casa”. In questo caso, invece di procedere coi classici questionari, si sono creati dei gruppi, ovviamente su Facebook: unità di impiegati nei diversi dipartimenti hanno aperto la propria pagina virtuale sul portale, accessibile ai designer, attraverso la quale hanno espresso le rispettive esigenze e i desideri. Allo stesso modo, passo dopo passo, il progetto è stato monitorato da tutti on-line, è cresciuto e ha iniziato a prendere forma sotto gli occhi, o meglio dietro gli schermi dei computer, di coloro che oggi lo vivono quotidianamente: “Oltre a lavorare sui bisogni dei dipendenti prima e durante, per noi è importante ascoltare il loro feedback dopo l’insediamento. Solitamente torniamo a sentire come stanno andando le cose anche dopo due anni. Ci serve per migliorare, per aggiustare il tiro”. E’ chiaro che ogni compagnia ha esigenze diverse che si legano alla brand identity. In una società fatta soprattutto di trentenni, nata da un’idea sviluppatasi in ambito universitario (il fondatore Mark Zuckerberg, oggi venticinquenne, era uno studente sbarbatello quando ebbe l’intuizione), si deve respirare un’aria fresca e scanzonata, necessaria anche per ispirare nuova creatività multimediale. Per questo alcune pareti dell’ufficio sono state pensate per disegnarci sopra, bacheche reali che si compongono insieme a quelle virtuali della comunità on-line. Ma anche per un altro motivo, più generale: “Abbiamo capito che lasciare degli spazi vuoti, come pareti da riempire, aiuta i nostri clienti ad appropriarsi dell’ambiente di lavoro. La parola chiave nel futuro di questo tipo di progetti è personalizzazione”.


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Bali: la casa dell’armonia

Scritto da: admin il 24 Settembre 2009 – 12:55

Vivere a Bali, isola dell’Indonesia a 8° a sud dell’equatore, senza rinunciare a una casa studiata nei minimi dettagli. L’architetto italiano Giovanni D’Ambrosio ha disegnato per la famiglia Bournias un’abitazione perfettamente integrata con lo spazio naturale circostante, capace di garantire comfort e funzionalità grazie a soluzioni tecniche all’avanguardia. Per info: www.giovannidambrosio.com


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