Memorie’ digitali… per l’architettura

Scritto da: admin il 6 Maggio 2010 – 15:53

Un nuovo scritto di Paolo Marzano dal titolo:
“Memorie’ digitali … per l’architettura – Un approccio sperimentale a spazi urbani ritrovati”,

è in uscita con il II Volume della rivista di Arte Architettura Design e Cultura “Kunstwollen – Architetture Salentine”, Edizioni Esperidi 2010
nelle librerie indicate dal sito: www.esperidi-prodotticulturali.com

Si riporta un brano dallo scritto:
Sul pavimento della nostra complessa realtà, d’altronde, giace uno strato disordinato di frammenti che riempiono sempre più il nostro spazio di vita. Parti di circuiti elettronici hanno, poi, saputo fondersi per generare nuove e sorprendenti connessioni stabilendo, secondo logiche di sviluppo, quasi frattale, apparati a loro volta sempre più articolati. Si sono realizzate realtà, capaci motivare nuovi bisogni, innescandone altri, ma tutti hanno l’obiettivo di soddisfare esigenze e desideri di comunicazione.
Sensibilissimo e altamente sofisticato, prodotto da una ricerca e da uno studio attento, lo ‘strato’ informazionale, s’inoltra tra le strutture, le ricopre e, a volte, le avviluppa sostituendole totalmente o ne riconverte la presenza, l’identità, la struttura. Il risultato? Ritengo che lo spazio, attorno a noi, sia mutato, trasformandosi in un’estesa interfaccia. La conferma della sua ‘attiva’ relazionalità, interagisce costantemente con l’individuo, altrimenti, ponendosi in stand-by, attende la scelta dell’opzione per ricominciare un altro viaggio.
Il contributo viriliano della terza finestra attiva (lo schermo), compone la frammenta-azione dei mille occhi attivi. Le tante telecamere, nelle città, aumentano sempre più, il loro numero e costituiscono ormai una rete, quasi un fitto tessuto; osservano dettagliatamente l’urbano frammentato in pixel, fagocitando tessere di realtà e generando, confermandola, l’essenzaprettamente porosa del carattere pluriurbano della metropoli.
Silenziosi ronzii rivelati dalla moltitudine di piccole telecamere, scompongono, adesso, l’urbanità plurifome. L’ottimizzazione della visione, applica ‘matericità’ ai frammenti e la consolida in sequenze. L’integrazione, avviene illuminando interattivamente gli angoli nascosti della città ormai, illusoriamente, semplificata da coni ottici inglobanti. Il concetto puro, di urbano è forse racchiuso in questa sintesi (distorta) appercettiva di cortometraggi invasivi-visivi, ripresi come spot, dell’attimo.
La città osserva, registrando contrazioni e spasmi, ‘cattura’, praticamente, le risposte emozionali dell’uomo, tramutatosi in sofisticato ‘sensore’. La città ‘sperimenta’ e ‘dosa’, sull’uomo, la quantità e la densità del suo ‘eccesso di mondo’ e ne osserva, nel tempo, la resistenza sul corpo organico…


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L’architettura mondiale del XXI secolo si mette in mostra

Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:30

Sono oltre mille i progetti di architettura all’interno di “Atlas dell’architettura mondiale del XXI secoloâ€, pubblicato da Phaidon. Nato dopo il successo della prima edizione, pubblicata nel 2004, questo volume non vuole essere solo un ampliamento ma un lavoro totalmente nuovo per edifici, architetti, immagini, mappe, progetti e disegni, presi in esame dagli esordi del XXI secolo fino ad oggi.
Tra le novità, l’edizione del testo in lingua italiana – quella del 2004, in inglese, ha venduto oltre diecimila copie solo in Italia – e l’inserimento delle coordinate geografiche per individuare gli edifici con google earth, attraverso il sito della stessa casa editrice.
Aprono il volume quattro mappe rielaborate dalla London School of Economics sulla base dei dati raccolti, che illustrano una sintesi di tendenze e cambiamenti del mondo dell’architettura, dalle connessioni tra architetti e progetti a quelle tra progetti e densità di popolazione, dal rapporto tra impatto ambientale e cambiamenti climatici a quello tra spesa per nuove costruzioni e reddito pro capite di ogni nazione.
Con un ricco corredo di immagini ed informazioni e tecniche sui dettagli costruttivi delle singole opere, il testo passa in rassegna le architetture più interessanti del secolo, affiancando archistar ad architetti poco noti al di fuori dei confini nazionali, ma comunque di grande rilievo.
Per appassionati e studiosi di architettura e design, ma anche per curiosi che abbiano voglia di guardarsi intorno in modo più consapevole.


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Dalle pareti vestite di canne al Pil mondiale

Scritto da: admin il 27 Febbraio 2009 – 11:48

Bioecologia applicata e riflessioni teoriche in un volume di Giordano

Da una piccola casa di Gentilino alle sorti del mondo.

Un percorso forse ambizioso,ma possibile. È quello che ha seguito il pianificatore energetico Sup e bioarchitetto luganese, specialista in bioecologia, Luca Giordano editando un corposo e complesso volume dal titolo‘Casa Ermetica o traspirante’(Alinea editrice).

Frutto concreto di un pluriennalelavoro professionale edi vita

come ci spiega l’autore stesso, questo volume è stato concepito anche in un’ottica didattica. Docente egli stesso in alcuni istituti accademici italiani, Luca Giordano vede in questa sua opera uno strumento per divulgare «le esperienze progettuali, di laboratorio,tecnico accademiche pratiche» maturate sul campo.
Tutto muove da una recenteristrutturazione, affidata al suo studio di bioingegneria, di una casa monofamiliare nel nucleo in Collina d’Oro.
La messa in operatività concreta di tutta una serie di misure di riduzione degli impatti ambientali e della dispersione di energia ha offerto a Luca Giordanolo spunto ideale per ampliare la propria riflessione.

«Nella fattispecie – ci spiega– abbiamo ad esempio deciso di isolare internamente le pareti perimetrali con della cannapalustre, su cui è stata poi applicata dell’argilla. All’esterno,per mitigare i pontitermici, abbiamo invece applicato dell’intonaco termoisolantedi calce pura».

La scelta ha alle spalle tuttauna serie di riflessioni moltopratiche.

«Per arrivare all’indice energetico di una ‘casa passiva’si dovrebbe realizzare un’isolazione‘classica’, derivante da prodotti petrolchimici, anche di 40 centimetri di spessore».

Il che, calcolatrice alla mano,determina a monte l’utilizzo di un’enorme quantità di energia fossile per confezionare tutto quell’isolante che a sua volta servirà a ridurre il consumo di altra energia.
Meglio cercare, quindi, altrevie. Ma, a questo punto, un progettistaresponsabile non può non porsi la domanda se, «alla fin fine, valutati tutti gli aspetti, le nuove strade non finiscano con il costare di più del classico approccio fatto di polistirolo, cemento e rivestimenti pittoriciplastici».
È da qui che, grazie anche aun articolato ponte fatto di riflessioni proprie e letture di quelle altrui, Luca Giordano arriva all’altro punto estremo di questo suo libro.

«Il mercato e l’economia tralasciano alcuni fattori (i costiambientali e sociali: ‘Chi inquina paga’). Il fatto è che dobbiamo cambiare mentalità: noi e il mercato.
Il Pil da solo nonpuò più essere considerato un indicatore di ricchezza attuale e costruttivo visto che considera solo parte dell’aspetto materiale di ciò che viene definito come ricchezza».

Da qui la necessità, secondo Luca Giordano, di considerarealtri indicatori, come ad esempio l’impronta ecologica.

«Indicatori che permet tano al mercato di indirizzarsi verso soluzioni eque, etiche e realmente sostenibili».



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A Material Life

Scritto da: admin il 4 Dicembre 2008 – 09:29

A Material Life
Avventure e ricerca per l’applicazione dei materiali da costruzione
MALCOLM Holzman

Con accresciuta preoccupazione per l’uso delle risorse naturali, i materiali da costruzione sono ancora una volta in prima linea di discussione.

Malcolm Holzman cerca di approfittare della varietà dei prodotti disponibili, sia quelli pluritestati, quelli strautilizzati, ma anche rottami, e materiali del tutto nuovi.

Holzman illustra ad esempio come cinque anni fa, a Stonework, il ruolo unico che svolge la pietra per rendere eccezionali alcuni edifici.
A Material Life, è una raccolta narrativa di fatti speciali che raccontano come “vivono” alcuni materiali nella sua architettura. Questa pubblicazione riconosce lo spirito di avventura nella ricerca e applicazione di materiali.



 


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Houses in the sun light, light movement embrace

Scritto da: admin il 22 Novembre 2008 – 21:11

Case nel sole,
Luce circolazione abbraccio
STEVE & CATHI

STEVE & CATHI House sono ben noti per la loro sensibilità alla forma, colore, luce e movimento. Le loro idee vengono dalla loro ampia esperienza di viaggi, nel loro tradurre scintille di luce del sole e drammatiche sorprese in un tangibile spirito, all’interno di ciascuna delle case da loro progettate.


“House + House Architects “descrive una abitazione come un dialogo tra lo spazio, i materiali e chi ci abiterà.

Questa nuova pubblicazione di documenti della società STEVE & CATHI, raccoglie il recente lavoro in tutta la California, Messico e Caraibi, ed esamina il loro processo di progettazione sperimentale attraverso schizzi e ottime fotografie.


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Andrea Giunti 1995-2007 Cinque edifici ecocompatibili a Roma De Luca Editori d’arte

Scritto da: admin il 12 Novembre 2008 – 17:39

a crescente sensibilità ai temi della qualità ambientale e del contenimento dei consumi energetici coinvolge in modo sempre più ampio i progettisti: gli aspetti della cosiddetta bio-edilizia sono divenuti un tema di architettura così importante da aver modificato l’approccio stesso al progetto. L’ideazione di un edificio sulla base di criteri di sostenibilità energetica e di attenzione all’ambiente unifica temi in passato trattati separatamente che vanno dalla forma alla struttura, dagli impianti alla tecnologia fino a coinvolgere la scelta dei materiali. I 5 edifici di edilizia residenziale presentati sono tutti progettati dall’architetto Andrea Giunti e realizzati per 9 cooperative che operano sul territorio circoscritto della periferia di Roma. Essi costituiscono un significativo esempio di architettura che ha uno strutturale rapporto con le condizioni bio-climatiche del luogo di costruzione e coniugano l’approccio di progettazione all’uso orientato di tecnologie edilizie avanzate nel rispetto del contesto urbano ed ambientale con una visione attenta alle implicazioni urbanistiche di ogni singolo edificio costruito. Il saggio a cura di Paolo Marzano, giovane critico dell’architettura, indica i possibili sviluppi formali dell’architettura ancorandoli alle soluzioni eco-tecnologiche più estreme. Di natura tecnico-normativa e applicativo il saggio a cura di Stefania Pettinato, studiosa delle problematiche ambientali, che inquadra la sperimentazione applicata all’opera di Giunti nel più vasto panorama dell’emergenza ambientale mondiale, indicando possibili strategie di intervento e riassumendo il quadro legislativo vigente. In ultimo il saggio della curatrice Valentina Piscitelli, architetto e giornalista, analizza la domanda sempre crescente di qualità ambientale ed architettonica che può e deve relazionarsi al contenimento ed alla sostenibilità dei costi, come questi cinque edifici concretamente dimostrano.


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