Archivio per la Categoria ‘recensioni’
L’architettur(a)zione del paesaggio contemporaneo.
Scritto da: admin il 19 Aprile 2010 – 15:14di Paolo Marzano
La conseguenza di un passato fatto di scarne politiche abitative e dalla mancata strategia d’approccio unitario alla qualità degli interventi urbani, hanno causato una sconnessione tra lo spazio ‘intimo’ individuale e la struttura della stessa città . Sarà il sofisticato apparato tecnologico inerente all’evoluzione dei sistemi integrati di contenimento dei consumi energetici, ad essere strumento aggiunto alla cultura architettonica. L’attenzione quindi per il complesso modificarsi delle proprietà naturali del territorio, entra in connessione con la natura interna dell’edificio e si diffonde intorno al corpo dell’uomo; è in questo modo che l’architettura compie il balzo culturale, non certo ricercando la mimesi, ma compiendo un’azione di riservata prudente responsabilità strutturale, nel consapevole gesto di realizzare quell’operazione complessa insita nell’abitare umano. Occorre allora differenziare l’architetturazione dell’urbano, con codici di significazione alternativi, appropriandosi di una cultura critica dell’utopia, volta ad un modernismo responsabile.
L’approccio sperimentale e il gesto compositivo maturo delle scelte, riduce la distanza tra la complessità tecnologica dei nuovi impianti solari e l’accurata sensibile ricerca formale aprendo ad un laboratorio figurativo ‘piacevolmente’ compositivo, che non cede al formalismo fine a se stesso ma esalta i funzionali contenuti. Il controllo del consumo d’energia derivato sempre più da fonti altenative, scolpirà la forma abitativa introducendo varianti formali nuove e aprirà a linguaggi alternativi. L’architettura, dunque, cerca di reagire, entrando a far parte di un gioco condiviso tra ambiente e individuo. Il futuro architettonico si arricchisce di una nuova strumentazione, che apre a soluzioni compositive inattese e progettualmente innovative. Non sappiamo se il futuro dell’architettura muoverà la sua attenzione verso ‘installazioni’ organiche com’è successo per l’iniziatica copertura della mansarda a Vienna nella Falkestrasse su progetto di Coop Himmelblau o ibriderà i sostegni delle reti viarie (piloni dei viadotti e dei ponti), riconvertendoli in supporti per pannelli fotovoltaici, oppure prevederà nuovi grattacieli tronco-piramidali, capaci di mostrare le loro facce inclinate alla luce solare. La città potrà assorbire tutta una nuova serie di architetture sottili nell’accezione concettuale dei proun costruttivisti o dei frammenti grafici dis-giunti delle folie parigine della Villette, fonderanno funzioni d’uso ancora da inventare alla componente di recupero dell’energia. Un orizzonte è stato indicato dalla sostenibilità ambientale e la natura stessa indicherà di quali e di quanti strumenti potremo disporre, a noi tocca, perciò, affinare la sensibilità per poter procedere a costruire nuove visioni, per quella che appare essere, l’architettur(a)zione del paesaggio urbano prossimo a venire.
Brano tratto dal saggio di Paolo Marzano
L’ architettur(a)zione del paesaggio contemporaneo. Richiami di Neue sachlichkeit (nuova Oggettività ) dell’urbano a venire – 5 edifici ecocompatibili dell’architetto Andrea Giunti.
Paolo Marzano – autore di numerosi articoli-saggi, collabora con diverse redazioni di riviste specializzate e on-line, di critica architettonica. Appassionato studioso della teoria della forma, tratta e ricerca argomenti inerenti la trasformazione metropolitana e la continua mutazione dei luoghi collettivi nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie applicate all’urbano.
Tags: architettura, Paolo Marzano, tecnologie
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L’architettura mondiale del XXI secolo si mette in mostra
Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:30Sono oltre mille i progetti di architettura all’interno di “Atlas dell’architettura mondiale del XXI secoloâ€, pubblicato da Phaidon. Nato dopo il successo della prima edizione, pubblicata nel 2004, questo volume non vuole essere solo un ampliamento ma un lavoro totalmente nuovo per edifici, architetti, immagini, mappe, progetti e disegni, presi in esame dagli esordi del XXI secolo fino ad oggi.
Tra le novità , l’edizione del testo in lingua italiana – quella del 2004, in inglese, ha venduto oltre diecimila copie solo in Italia – e l’inserimento delle coordinate geografiche per individuare gli edifici con google earth, attraverso il sito della stessa casa editrice.
Aprono il volume quattro mappe rielaborate dalla London School of Economics sulla base dei dati raccolti, che illustrano una sintesi di tendenze e cambiamenti del mondo dell’architettura, dalle connessioni tra architetti e progetti a quelle tra progetti e densità di popolazione, dal rapporto tra impatto ambientale e cambiamenti climatici a quello tra spesa per nuove costruzioni e reddito pro capite di ogni nazione.
Con un ricco corredo di immagini ed informazioni e tecniche sui dettagli costruttivi delle singole opere, il testo passa in rassegna le architetture più interessanti del secolo, affiancando archistar ad architetti poco noti al di fuori dei confini nazionali, ma comunque di grande rilievo.
Per appassionati e studiosi di architettura e design, ma anche per curiosi che abbiano voglia di guardarsi intorno in modo più consapevole.
Tags: architettura e design, impatto ambientale, lavoro, london school of economics
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Tappeti d’autore
Scritto da: admin il 23 Marzo 2009 – 11:36Â
La fantasia entra in casa con tessiture come opere d’arte e quadri orizzontali da vivere tutti i giorni
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Si è inaugurata lo scorso 27 febbraio alla Galleria Carla Sozzoni di Milano la mostra “Tappeti Fornasetti by Roubini Rugs Works of art”.
In esposizione, gli arazzi preziosi dell’azienda newyorkese Roubini Rug che intessono su lana e seta i disegni eclettici, poetici, eccentrici di Piero e Barnaba Fornasetti. Dai corpi di donna alle architetture, dalla natura sontuosa ispirata ai giardini rinascimentali ai segni optical anni Sessanta, dai temi animalier a quelli mitologici : gli arazzi oversize esposti nelle sale bianche della galleria restituiscono tutta la potenza espressiva del “Fornasetti –vocabolarioâ€, fatto di immagini profonde come pensieri, di segni intensi come discorsi.
Piero Fornasetti fu pittore, scultore, decoratore, scenografo. Sono oltre undicimila i temi che ha disegnato con mano colta e ironica dagli Anni ’50 fino alla sua scomparsa – nel 1989. Se Piero ha creato una delle più vaste e articolate produzioni di oggetti e mobili del Novecento, il figlio Barnaba l’ha continuata. Tra invenzioni e riedizioni ha gestito e rinnovato questo patrimonio iconografico unico, dove i pattern trasformano gli oggetti del quotidiano e li trasportano in una dimensione stupefacente e fantastica.
Tags: eco, fantasia, giardini, Milano, PATTERN, Tappeti
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Nuove soluzioni artistiche in resina
Scritto da: admin il 6 Marzo 2009 – 15:45
Pulkra propone per il 2009 due importanti novità : Pulkra for kids e Pulkra piscine, soluzioni artistiche innovative in resina per gli spazi dedicati ai più piccoli e per gli ambienti acquatici.
PULKRA FOR KIDS
Pulkra for kids una nuova linea che progetta e realizza rivestimenti (camerette, bagni, ecc.) e mobili decorati per bimbi: un mondo da scoprire fatto da soggetti e colori adatti ai più piccoli. Il tutto è accompagnato da un’importante novità : un rivestimento disegnabile e cancellabile, un gioco per i più piccoli che possono liberare la loro creatività . Pulkra for kids utilizza solo materiali di alta qualità e sicuri.
PULKRA PISCINE
Un nuovo modo di assaporare le seduzioni dell’acqua: le piscine decorate Pulkra associano la soluzione artistica ed una perfetta tecnica esecutiva alle caratteristiche delle resine, materiali ideali per accogliere la presenza di acqua. La corretta impermeabilizzazione dei fondi e le vernici di finitura, idonee anche in presenza di acqua salata, assicurano un risultato ottimale. L’uso di materiali dedicati garantisce un risultato perfetto sia in ambienti interni che esterni. Infinite le possibilità decorative dei progetti artistici personalizzati nelle tonalità morbide del colore nudo. Disponibili in finitura satinata.
PULKRA SRL
Via Fornace Vecchia, 79
31058 Susegana (TV)
Tel. +39 (0)438 437.537
Fax +39 (0)438 437.538
www.pulkra.it
info@pulkra.it
Tags: acqua, ambienti interni, bimbi, cancellabile, eco, materiali, piscine, Pulkra, resina, soluzioni
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Il successo di LISTOTECH
Scritto da: admin il 6 Marzo 2009 – 15:36Il calore della pietra, la forza dell’acciaio
Al MADE Expo riflettori puntati su Listotech, il rivoluzionario sistema di listoni in calcestruzzo armato precompresso con i quali è possibile realizzare pavimenti e rivestimenti per esterni inalterabili dalle intemperie e a manutenzione zero.
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La fiera milanese dedicata all’architettura e al design in edilizia, quest’anno alla seconda edizione, ha rappresentato per Listotech il palcoscenico ideale per proporre a una platea d’operatori di livello internazionale, progettisti e professionisti qualificati, ma anche imprese e operatori del mondo delle costruzioni e delle finiture, il nuovo sistema di moduli lineari in calcestruzzo armato precompresso che, grazie al design e alle performance tecniche, offre originali possibilità d’interpretazione in molteplici campi d’applicazione sia in esterni sia in interni.
In questo contesto Listotech ha presentato un’innovazione destinata a costituire un punto di svolta nel campo delle pavimentazioni e dei rivestimenti per esterno il cui valore è stato confermato dall’elevato numero dei visitatori allo stand. Il successo ottenuto dall’azienda padovana è di per sé un ottimo auspicio per il futuro.
Elasticità sorprendente
Il sistema Listotech, proposto per la prima volta nell’ottobre 2008 in occasione del Saie di Bologna, ha suscitato anche a MADE Expo un particolare interesse da parte degli studi di progettazione e degli architetti. Esso si basa su un sapiente utilizzo del calcestruzzo precompresso con cui vengono realizzati dei moduli lineari la cui forma è simile a quella di un listone di legno: 30 mm di spessore, 10 cm di larghezza per una lunghezza che può arrivare fino a 4 m.
Il processo di precompressione da cui nasce Listotech permette di ottenere un elemento di forma listellare elastico, che si flette alla pressione e poi torna al punto di origine, lasciando integro l’elemento.
Questo particolare metodo produttivo fa sì che il modulo, nonostante il basso spessore, abbia una resa elevata in termini di resistenza alla flessione, al taglio e agli sforzi di carico.
Soluzioni progettuali inedite
La linearità della forma propone Listotech come uno strumento strutturale e decorativo estremamente versatile, in grado di favorire le esigenze progettuali di designer e architetti.
L’attenta selezione dei materiali coloranti permette di riprodurre fedelmente le più tipiche screziature dei minerali conferendo alla superficie di ciascun elemento le stesse caratteristiche estetiche della pietra vera. L’impasto è colorato in massa, non verniciato superficialmente, utilizzando una mescola di ossidi di ferro estratti da rocce naturali rigorosamente selezionati per garantire la compattezza del materiale, permettendo nel contempo di realizzare una gamma cromatica in linea con le tendenze: dal grigio antracite al ghiaccio per contesti di stile moderno, alle cromie della terra, dall’ocra al marrone, da utilizzare in ambiti progettuali di stile più tradizionale.
Lo spessore della grana ne determina la flessibilità , ma anche la piacevolezza al tatto; la scanalatura della superficie svolge una fondamentale funzione antiscivolo e suggerisce possibili interpretazioni anche grafiche del progetto.
Posa facile e prezzo “amicoâ€
La messa in opera di Listotech prevede tecniche di posa semplicissime: può essere incollato o avvitato in diversi modi, molto facilmente. Inoltre è stata studiata una soluzione di posa che lo rende carrabile, cosa impossibile per il listone di legno.
In particolare i moduli Listotech agevolano la posa a terra o a parete secondo le più diffuse modalità . Una volta eseguiti i normali interventi preparatori per livellare il piano d’appoggio, i listoni Listotech possono essere incollati o semplicemente adagiati sul massetto, con o senza fughe, su martinetti galleggianti o su un’intelaiatura di altri moduli. La versatilità di questo prodotto ne fa una soluzione facilmente applicabile su qualsiasi terreno o fondo mentre le dimensioni allungate consentono di coprire rapidamente anche aree molto estese.
Il prezzo è comparabile a quello del listone di legno per esterni, con la differenza che il legno richiede manutenzione e se ne deve prevedere la sostituzione nell’arco di una decina d’anni dalla posa, Listotech dura una vita.
LISTOTECH SRL
Via Dei Toni, 6
35011 – Campodarsego (PD)
T. +39 0499200453
F. +39 0499217598
www.listotech.it
listotech@listotech.it
Tags: architetti, architettura, costruzioni, design, edilizia, Expo, finiture, futuro, MADE Expo, moduli lineari, mondo, progetti, Progetto, Roma, saie di bologna
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L’Intonaco
Scritto da: admin il 12 Febbraio 2009 – 11:25L’intonaco rende uniforme la superficie del muro, la prepara a ricevere la coloritura, protegge all’esterno il corpo murario dalla pioggia, collabora con la struttura quando il muro è a sacco. L’intonaco è tradizionalmente una malta composta da una parte legante (indurente), da sabbia di dimensione granulometrica selezionata con diametro massimo generalmente non superiore ai 2 millimetri, e da acqua; negli intonaci moderni, inoltre, sono presenti sostanze additive (ad esempio cellulosa, amido, fumo di silice ecc.) aggiunte con lo scopo di modificare le caratteristiche dell’intonaco.
Gli intonaci si distinguono in base al legante usato:
• intonaco a base di calce, dove l’unico legante è la calce idraulica;
• intonaco calce-cemento, dove il legante è una miscela di calce idrata e cemento portland, con prevalenza di calce;
• intonaco cemento-calce, dove il legante è una miscela di calce idrata e cemento portland, con prevalenza di cemento;
• intonaco a base di gesso, dove il legante è esclusivamente gesso.
L’intonaco, viene impiegato tramite una sovrapposizione di strati distinti, ognuno con caratteristiche e funzioni diverse, strati progressivamente di spessore più sottile e con inerti più fini, per ottenere gradualmente una superficie liscia, non porosa, nel complesso l’intonaco ha uno spessore generalmente compreso tra 1,5 e 2 centimetri, in casi particolari lo spessore può raggiungere anche i 10 centimetri. La stabilitura sull’intonaco, cioè la stesura della malta più fine, chiude i pori dell’intonaco aumentandone la resistenza nel tempo.
Il primo strato a contatto con la muratura si chiama rinzaffo o abbozzo; esso ha il compito di ponte di adesione tra il corpo d’intonaco e la muratura; viene applicato in maniera non uniforme fino al rivestimento del 60-80% circa della muratura: con la sua granulometria grossolana crea delle zone ruvide che serviranno da aggrappante per gli strati successivi. Tra i vari strati dell’intonaco, il rinzaffo è quello che presenta le più elevate resistenze a sollecitazioni fisiche.
Il secondo strato è definito arriccio o arricciato o intonaco rustico, ha una granulometria media (circa 1,5 millimetri di diametro massimo) e viene applicato in spessori che variano da 1,5 a 2 centimetri, rivestendo così il ruolo di vero e proprio scheletro di tutto il sistema intonaco. Il suo principale compito è di uniformare la superficie delle murature, andando ad eliminare tutti gli eventuali difetti di planarità e verticalità , e, dato lo spessore, di barriera protettiva nonché di struttura portante per gli strati successivi (intonaco di finitura o sistema collante-piastrella).
L’ultimo strato, detto intonachino o velo o intonaco civile (la sua applicazione è generalmente definita stabilitura) ha generalmente due funzioni: proteggere l’intonaco e renderlo esteticamente gradevole. Ha una granulometria fine, di diametro massimo inferiore agli 800 micron, ed il suo spessore di applicazione è inferiore ai 3 millimetri. Nell’antichità quest’ultimo strato era solitamente realizzato con colorante, acqua e calce, mentre oggi vi sono numerose tipologie di pitture ed intonaci protettivi già rifiniti.
Tags: acqua, calce, cemento portland, eco, gesso, intonaco, stesura della malta, struttura
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Utopie d’oggi
Scritto da: admin il 5 Febbraio 2009 – 12:12di Alessandro Rocca
C’è un pubblico sempre più ecologista e tecnologico, ormai pronto per infrangere il tabù della casa fatta in fabbrica. E i nuovi concept dell’instant house riflettono sull’abitare nomade, sulla ospitalità , sugli ambienti naturali, sulla costruzione sostenibile. In Italia, la tradizione della casa in muratura è praticamente imbattibile e l’avvicinamento alla casa prefabbricata è più lento che nei Paesi anglosassoni, favoriti dalle tecnologie e dalle abitudini legate alla costruzione in legno. Fino a ieri, la casa prefabbricata era intesa come un surrogato un po’ malinconico di una più salda costruzione tradizionale profondamente radicata nei luoghi, nei materiali e nelle tradizioni locali. Per superare la resistenza culturale degli italiani, gli argomenti pratici non erano sufficienti: la casa prefabbricata è risparmiosa e veloce, non c’è il costo del progetto e gli elementi sono standardizzati, in genere il tempo di costruzione non supera i tre mesi e, una volta predisposte le fondamenta, si monta in pochi giorni. Talvolta, ma non sempre, dipende dalle diverse legislazioni regionali e persino comunali, ci sono anche vantaggi sotto l’aspetto della burocrazia, con concessioni e permessi semplificati rispetto alla costruzione tradizionale. Ma per fare breccia nel cuore oscuramente antimoderno degli italiani occorre quel mix di innovazione, brillantezza, lusso e buon design che può rigenerare la fisionomia di un prodotto tradizionalmente utilitario. Occorre perciò l’incontro tra il design e l’habitat, tra l’architettura contemporanea e l’industria delle componenti edilizie, condito da un’attenzione particolare ai fremiti e ai bisogni dei gruppi sociali più dinamici. Hangar Design Group, la factory creativa di Alberto Bovo e Sandro Manente, ha messo a punto un nuovo concetto alberghiero che unisce comfort ed eleganza nel nome della vacanza all’aria aperta, a contatto diretto con la natura e il paesaggio.
Il progetto si articola in tre modelli, Icaro Bay, bianco volume mediterraneo per le località marine, Suite Home, veranda open space con dotazioni da suite, e Joshua Tree, capanno di metallo e larice da 70 mila euro calibrato per il clima e per il paesaggio alpino. Costruita da HHD (Holiday Homes Design) nei due stabilimenti di Venezia e Salerno, ciascuna variante delle tre case è consegnata in novanta giorni e recapitata come un trasporto eccezionale, viaggiando sulle proprie ruote. Disegnate a Mantova da Benedini Associati e costruite a Merano con legname bavarese, le Benedini Houses uniscono eleganza modernista e antica sapienza tirolese. I modelli presentano case sobrie e leggere che rievocano i sofisticati e spregiudicati capanni che gli architetti newyorkesi costruivano, per artisti, ricchi imprenditori e borghesi bohèmien, ma anche per se stessi, sulle spiagge degli Hamptons, a Long Island. Strutture in abete o larice massiccio, pavimenti pareti e soffitti in legno sbiancato e cartongesso, ampie porte scorrevoli, interni minimali e volumetrie pure per una immagine americana arricchita da una cura del dettaglio decisamente made in Italy. Meno artigianale, più esplicitamente rivolta a una produzione da grandi numeri è l’iniziativa di Stratex, il gruppo industriale specializzato nel legno lamellare, che ha messo a punto un concept nato dalla collaborazione con l’architetto e designer milanese Carlo Colombo.
Stratex Living è un sistema componibile basato su moduli in legno che si possono declinare in un’ampia gamma di tipologie diverse, e il cliente può scegliere tra ironiche rivisitazioni della tipica casetta con il tetto a falde, astratte sovrapposizioni e incastri di volumi irregolari e misurati padiglioni rettangolari dalla facciata completamente vetrata. La sfida della prefabbricazione ha coinvolto anche Legnolandia con il progetto Legnoquadro dell’architetto Enrico Franzolini. L’azienda friulana specializzata in playground e arredo urbano e da giardino applica il proprio know how industriale a un sistema di prefabbricazione che prevede elementi modulari di 41,52 e 104 metri quadri da installare e assemblare liberamente anche in fasi successive. Il legno, proveniente dai boschi a regime controllato della Carnia, è utilizzato in un numero relativamente ridotto di elementi per un design robusto e asciutto. La casa è un volume basso e compatto coi solidi portali strutturali, in legno massiccio, e le pareti segnate dalla trama orizzontale delle assi sovrapposte.
Tags: Alberto Bovo, Alessandro Rocca, ambienti, architetti, architetto, architettura, Carlo Colombo, casa prefabbricata, design, eco, Enrico Franzolini, hangar design group, Icaro Bay, Joshua Tree, Long Island, lusso, materiali, open space, tecnologie, uffici
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Una “Green Guide” rilasciata per promuovere l’uso del legno
Scritto da: admin il 15 Dicembre 2008 – 17:33
“The Forest Foundation” negli Stati Uniti ha rilasciato una ‘guida verde’ per contribuire a promuovere l’uso del legno nelle costruzioni.
L’opuscolo, “The Wood User’s Guide to Green Building”, illustra l’importante ruolo che il legno svolge nella riduzione delle emissioni di gas serra, sottolinea l’efficienza energetica del legno e mostra i costi del legno rispetto ad altri principali materiali da costruzione. La guida comprende dati scientifici mostrando come il legno sia superiore all’acciaio e al calcestruzzo su tutta una serie di criteri di prestazione ambientale.
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“Il legno è veramente l’unico materiale da costruzione rinnovabile, riciclabile e biodegradabile”, ha detto Robert Mion, direttore del marketing per “The Forest Foundation”.
“Questa guida alla bioedilizia è una risorsa importante per tutti, in particolare per quelle persone che cercano di prendere decisioni più ecologicamente sensibili”.
Alcuni fatti incluse nella guida:
- La produzione di legno è cresciuta ogni anno in California e, contrariamente ad alcune ipotesi, lo Stato ha quasi la stessa quantità di foreste di 100 anni fa.
- Costruire con sistemi a parete in acciaio o calcestruzzo può aumentare le emissioni di gas serra del 33 e 80 per cento rispettivamente
- Non solo la crescita del legno naturale utilizza l’energia proveniente dal sole, ma più del 60 per cento della lavorazione del legno è alimentata da biocarburanti a base di legno, una fonte molto più pulita  di combustibili fossili.
Altre informazioni: www.calforestfoundation.org
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Tags: acciaio, bioedilizia, California, combustibili fossili, costruzioni, edilizia, emissioni di gas, Green, lavorazione del legno, materiale da costruzione, materiali, materiali da costruzione, Robert Mion
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A Material Life
Scritto da: admin il 4 Dicembre 2008 – 09:29A Material Life
Avventure e ricerca per l’applicazione dei materiali da costruzione
MALCOLM Holzman

Con accresciuta preoccupazione per l’uso delle risorse naturali, i materiali da costruzione sono ancora una volta in prima linea di discussione.
Malcolm Holzman cerca di approfittare della varietà dei prodotti disponibili, sia quelli pluritestati, quelli strautilizzati, ma anche rottami, e materiali del tutto nuovi.
Holzman illustra ad esempio come cinque anni fa, a Stonework, il ruolo unico che svolge la pietra per rendere eccezionali alcuni edifici.
A Material Life, è una raccolta narrativa di fatti speciali che raccontano come “vivono” alcuni materiali nella sua architettura. Questa pubblicazione riconosce lo spirito di avventura nella ricerca e applicazione di materiali.
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Tags: architettura, edifici, la pietra, malcolm holzman, materiali, materiali da costruzione, ricerca, varie
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