Stone Italiana veste Off Leash

Scritto da: admin il 1 Settembre 2010 – 10:38

STONE ITALIANA VESTE “OFF LEASHâ€, IL MUSEO ITINERANTE-CONTAINER ECOMPATIBILE
In occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia l’azienda veronese alla mostra Culture_Nature presso lo Spazio Thetis
(Venezia, 26 agosto 2010). Uno spazio monomaterico che celebri l’ibridazione tra le culture attraverso ispirazione alla natura, contaminazione di generi, arti, pietra e graniglie. E’ il concept di Off Leash – “senza guinzaglio†– il progetto-installazione presentato dalla veronese Stone Italiana, l’architetto Arturo Montanelli e l’artista Velasco Vitali nello Spazio Thetis in occasione della Biennale di Venezia. Un’alleanza per la sperimentazione, quella stretta tra l’azienda scaligera leader dei rivestimenti in quarzo ricomposto e i due autori, che si concretizza in un museo itinerante, composto da un modulo container, pensato come un lungo tunnel ‘naturale’ in grado di ripetersi, adattarsi e ridisegnarsi. L’opera concepita per New York, è l’anteprima del progetto che sarà esposto al Pier 54 della Grande Mela nei prossimi mesi ed è in mostra a Culture_Nature, evento collaterale della 12° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, inaugurato oggi. Senza guinzaglio è anche la materia di rivestimento dell’installazione, StonePave: un agglomerato di ghiaia nera da riciclo composto da diverse granulometrie, eco di una cultura geotecnica che prevede soluzioni analoghe per il contenimento delle erosioni delle sponde fluviali e marine nel Nord Europa. StonePave, frutto della sperimentazione e della trentennale ricerca di Stone Italiana, in collaborazione con Filippo e Arturo Montanelli, è pensato come la nuova frontiera per la pavimentazione esterna ma anche per l’architettura sperimentale: un materiale flessibile, drenante, altamente resistente all’usura, non gelivo e soprattutto ecocompatibile, perché realizzato con materiali lapidei naturali di scarto.
“Off Leash†è un museo che oltre ad essere contenitore diventa anche contenuto: l’installazione ospiterà le opere del pittore e scultore comasco Velasco Vitali, che all’esterno della struttura saranno poste sopra a dieci grandi lastre in quarzo Stone Italiana. L’attenzione per la cultura e il design, la continua ricerca di nuove forme di sperimentazione, ibridazione e mescolanza di materiali e forme differenti, sono il fil ruoge che caratterizza la filosofia dell’azienda veronese e la unisce al concept di “Off Leashâ€.
Stone Italiana è la prima azienda al mondo ad aver investito sulla plasmabilità del quarzo ricomposto. Una “sartoria del pavimentoâ€, partita dalla semplice riproduzione della pietra, per arrivare a concepire i rivestimenti in quarzo come prodotti creativi e originali, con una propria identità. Ne sono esempi progetti come la metropolitana di Dubai, la metro di Napoli – progettata dall’Atelier Mendini in collaborazione con il designer Karim Rashid – gli 11mila mq richiesti per la Nuvola Fuksas, il prossimo Centro congressi di Roma, e il padiglione realizzato con l’architetto Mario Occhiuto per l’Expo Shanghai 2010. Tra i clienti storici dell’azienda di Zimella (VR): i marchi Armani, Ferrari in Corea, Nike a New York, Louis Vuitton sugli Champs Elysées, Swatch in Place Vendôme e ancora Hugo Boss, Chloé, Lancôme, L’Oréal, Pucci, Montblanc, ST Microelectronics, Ibm e Microsoft, Sony, le Galeries Lafayette, il Centro finanziario di Taiwan.
CULTURE_NATURE – green ethics – habitat – environment – 27 agosto – 21 novembre 2010
Evento collaterale 12. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia
Spazio Thetis, Arsenale Novissimo, Venezia
Inaugurazione Giovedì 26 agosto 2010, ore 17.30
ARTURO MONTANELLI
Nato a Milano nel 1962 è laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Civile, dove dal 1989 svolge attività didattica e di consulenza presso il Dipartimento BEST. È professore incaricato del Corso di Sintesi di Finale presso la VI Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano nel corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura. Dal 2008 è Commissario della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA e VAS di cui all’art. 9 del DPR 14 maggio 2007, n.90. – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. E’ titolare di uno studio professionale specializzato nello sviluppo di studi di fattibilità, pianificazione, piani di recupero ed interventi esecutivi di mitigazione e salvaguardia su tematiche ambientali, architettura del paesaggio, valorizzazione di aree dimesse e recupero di edifici industriali.
VELASCO VITALI
Nasce nel 1960 a Bellano, lago di Como. La sua attività, partita dal disegno e dalla grafica, si rivolge presto anche a pittura e scultura. L’inizio è segnato dall’incontro con Giovanni Testori e dalla partecipazione alla mostra Artisti e Scrittori presso la Rotonda della Besana di Milano. Dopo il legame instaurato con il gruppo dell’Officina Milanese alla fine degli anni ‘90, si registra un’inversione contenutistica: la scoperta del Sud, attraverso la Sicilia. Nascono così: I solitudine con Ferdinando Scianna (2000) e MIXtura (2003) con Franco Battiato. Nel 2004 Electa pubblica Velasco 20, una monografia sui primi 20 anni di lavoro. Extramoenia (2004-2005) è l’esposizione voluta dalla Regione Sicilia allestita a Palermo, presso Palazzo Belmonte Riso e a Palazzo della Ragione di Milano (catalogo Charta). Nel 2007 una grande installazione è esposta nella collettiva Ultime Ultime Cene di Milano (Refettorio delle Stelline) e, a Sondrio viene realizzato il progetto Immagini a cura di Danilo Eccher, con il quale condivide anche il progetto LATO 4 (2008), mostra allestita a Milano al ProjectB Contemporary Art. Sempre nel 2008 partecipa a Junkbuilding, presso La Triennale Bovisa e viene pubblicato, con testi di Michele Mari, Milano Fantasma: oltre 100 disegni che raccontano la città (Edt editore). Nel 2010 è in piazza del Duomo e al complesso di Sant’Agostino di Pietrasanta con Sbarco, a cura di Fernando Mazzocca e Francesco Poli (catalogo Skira). Dal 2007 collabora, con i suoi disegni, con il “Corriere della Seraâ€.

STONE ITALIANA VESTE “OFF LEASHâ€, IL MUSEO ITINERANTE-CONTAINER ECOMPATIBILEIn occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia l’azienda veronese alla mostra Culture_Nature presso lo Spazio Thetis

(Venezia, 26 agosto 2010). Uno spazio monomaterico che celebri l’ibridazione tra le culture attraverso ispirazione alla natura, contaminazione di generi, arti, pietra e graniglie. E’ il concept di Off Leash – “senza guinzaglio†– il progetto-installazione presentato dalla veronese Stone Italiana, l’architetto Arturo Montanelli e l’artista Velasco Vitali nello Spazio Thetis in occasione della Biennale di Venezia. Un’alleanza per la sperimentazione, quella stretta tra l’azienda scaligera leader dei rivestimenti in quarzo ricomposto e i due autori, che si concretizza in un museo itinerante, composto da un modulo container, pensato come un lungo tunnel ‘naturale’ in grado di ripetersi, adattarsi e ridisegnarsi. L’opera concepita per New York, è l’anteprima del progetto che sarà esposto al Pier 54 della Grande Mela nei prossimi mesi ed è in mostra a Culture_Nature, evento collaterale della 12° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, inaugurato oggi. Senza guinzaglio è anche la materia di rivestimento dell’installazione, StonePave: un agglomerato di ghiaia nera da riciclo composto da diverse granulometrie, eco di una cultura geotecnica che prevede soluzioni analoghe per il contenimento delle erosioni delle sponde fluviali e marine nel Nord Europa. StonePave, frutto della sperimentazione e della trentennale ricerca di Stone Italiana, in collaborazione con Filippo e Arturo Montanelli, è pensato come la nuova frontiera per la pavimentazione esterna ma anche per l’architettura sperimentale: un materiale flessibile, drenante, altamente resistente all’usura, non gelivo e soprattutto ecocompatibile, perché realizzato con materiali lapidei naturali di scarto.
“Off Leash†è un museo che oltre ad essere contenitore diventa anche contenuto: l’installazione ospiterà le opere del pittore e scultore comasco Velasco Vitali, che all’esterno della struttura saranno poste sopra a dieci grandi lastre in quarzo Stone Italiana. L’attenzione per la cultura e il design, la continua ricerca di nuove forme di sperimentazione, ibridazione e mescolanza di materiali e forme differenti, sono il fil ruoge che caratterizza la filosofia dell’azienda veronese e la unisce al concept di “Off Leashâ€.
Stone Italiana è la prima azienda al mondo ad aver investito sulla plasmabilità del quarzo ricomposto. Una “sartoria del pavimentoâ€, partita dalla semplice riproduzione della pietra, per arrivare a concepire i rivestimenti in quarzo come prodotti creativi e originali, con una propria identità. Ne sono esempi progetti come la metropolitana di Dubai, la metro di Napoli – progettata dall’Atelier Mendini in collaborazione con il designer Karim Rashid – gli 11mila mq richiesti per la Nuvola Fuksas, il prossimo Centro congressi di Roma, e il padiglione realizzato con l’architetto Mario Occhiuto per l’Expo Shanghai 2010. Tra i clienti storici dell’azienda di Zimella (VR): i marchi Armani, Ferrari in Corea, Nike a New York, Louis Vuitton sugli Champs Elysées, Swatch in Place Vendôme e ancora Hugo Boss, Chloé, Lancôme, L’Oréal, Pucci, Montblanc, ST Microelectronics, Ibm e Microsoft, Sony, le Galeries Lafayette, il Centro finanziario di Taiwan.
CULTURE_NATURE – green ethics – habitat – environment – 27 agosto – 21 novembre 2010Evento collaterale 12. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di VeneziaSpazio Thetis, Arsenale Novissimo, VeneziaInaugurazione Giovedì 26 agosto 2010, ore 17.30
ARTURO MONTANELLI Nato a Milano nel 1962 è laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Civile, dove dal 1989 svolge attività didattica e di consulenza presso il Dipartimento BEST. È professore incaricato del Corso di Sintesi di Finale presso la VI Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano nel corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura. Dal 2008 è Commissario della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA e VAS di cui all’art. 9 del DPR 14 maggio 2007, n.90. – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. E’ titolare di uno studio professionale specializzato nello sviluppo di studi di fattibilità, pianificazione, piani di recupero ed interventi esecutivi di mitigazione e salvaguardia su tematiche ambientali, architettura del paesaggio, valorizzazione di aree dimesse e recupero di edifici industriali.

VELASCO VITALI Nasce nel 1960 a Bellano, lago di Como. La sua attività, partita dal disegno e dalla grafica, si rivolge presto anche a pittura e scultura. L’inizio è segnato dall’incontro con Giovanni Testori e dalla partecipazione alla mostra Artisti e Scrittori presso la Rotonda della Besana di Milano. Dopo il legame instaurato con il gruppo dell’Officina Milanese alla fine degli anni ‘90, si registra un’inversione contenutistica: la scoperta del Sud, attraverso la Sicilia. Nascono così: I solitudine con Ferdinando Scianna (2000) e MIXtura (2003) con Franco Battiato. Nel 2004 Electa pubblica Velasco 20, una monografia sui primi 20 anni di lavoro. Extramoenia (2004-2005) è l’esposizione voluta dalla Regione Sicilia allestita a Palermo, presso Palazzo Belmonte Riso e a Palazzo della Ragione di Milano (catalogo Charta). Nel 2007 una grande installazione è esposta nella collettiva Ultime Ultime Cene di Milano (Refettorio delle Stelline) e, a Sondrio viene realizzato il progetto Immagini a cura di Danilo Eccher, con il quale condivide anche il progetto LATO 4 (2008), mostra allestita a Milano al ProjectB Contemporary Art. Sempre nel 2008 partecipa a Junkbuilding, presso La Triennale Bovisa e viene pubblicato, con testi di Michele Mari, Milano Fantasma: oltre 100 disegni che raccontano la città (Edt editore). Nel 2010 è in piazza del Duomo e al complesso di Sant’Agostino di Pietrasanta con Sbarco, a cura di Fernando Mazzocca e Francesco Poli (catalogo Skira). Dal 2007 collabora, con i suoi disegni, con il “Corriere della Seraâ€.


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S_Culture Sostenibili

Scritto da: admin il 25 Maggio 2010 – 13:53

Collettiva d’arte contemporanea a cura di Paolo Marzano

Fa tappa anche a Nardò (Le), nella storica e bellissima cornice della struttura del C.R.S.E.C. (Centro Regionale per i Servizi Educativi e Culturali), presso il Chiostro dei Carmelitani, da domenica 23 maggio ore 18.00, fino a domenica 10 giugno, la mostra collettiva itinerante d’arte contemporanea dal titolo “S_CULTURE SOSTENIBILIâ€, curata da Paolo Marzano. Il concept e il titolo della “collettiva NOMADEâ€, sono stati scelti dal curatore, per evidenziare il potenziale visibile e percepibile di un’arte derivante da materiale e oggetti che scelgono altri ‘cicli’ di vita per proporsi alla realtà del nostro quotidiano, secondo lingue, codici ed espressioni diverse. Le locations, per l’occasione, sono scelte tra edifici signorili antichi, castelli, dimore storiche del Salento. L’ossimoro concettuale realizzato, tra antiche ed eterne dimore, e la sconnessione o sovrapposizioni di funzioni ‘illogiche’ dei materiali, fa parte della lunga ricerca di Paolo Marzano. Dunque “S_CULTURE SOSTENIBILIâ€, procede, arricchendosi, tappa dopo tappa, raccogliendo successo ed oggetti ‘altri’, di vari artisti, fino alla conclusione che si terrà in concomitanza dell’EIFF – Ecologico International Film Festival – del 2010 a Nardò nella sua III edizione.

Gli artisti partecipanti: Michele Benevento, Lara Bobbio, Ignazio Fresu, Mirko Milizia, Gabriele Perrino, Sinapsy D_sign e con la presenza della Videoinstallazione di Roberto Quarta “Radio Activityâ€.

http://www.contemporaryartaddiction.org

info@contemporaryartaddiction.org


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A Eurocucina 2010 Toncelli sorprende svelando i misteri di Progetto 50

Scritto da: admin il 21 Aprile 2010 – 11:44

Al Salone del Mobile uno stand concepito come un percorso misterioso alla scoperta della storia delle arti e dei mestieri che creano una grande cucina italiana.
Uno stand poliedrico recintato da un ventaglio di assi in essenze di legni diversi: questo hanno visto i visitatori di Eurocucina 2010 entrando in fiera. Una struttura imponente, con un carattere deciso
che non lasciava dubbi su ciò che conteneva: qualcosa di così prezioso da meritare di essere svelato
solo a chi potesse apprezzarne appieno il valore.

Una piccola anteprima veniva svelata dai video che scorrevano sul grande plasma wall di sei metri per due allestito sul fronte dello stand, dove la bellezza delle rifiniture, l’originalità delle lavorazioni e la cura nei dettagli delle cucine Toncelli si ricollegavano direttamente al senso della campagna stampa e dell’enigmatico claim «Esci dagli schemi».

Con l’esclusivo invito riservato a clienti selezionati o presentandosi al banco reception dello stand è stato possibile accreditarsi per una visita nello spazio interno. E pur di approfondire la conoscenza di questo grande marchio e poterne osservare da vicino le creazioni, i visitatori hanno aspettato pazientemente per tutte le giornate dell’evento.

Complice una campagna stampa ben calibrata improntata proprio sul disvelamento di un segreto, ecco che ad accogliere Progetto 50 c’era un pubblico curioso e pronto alla rivelazione di ciò che si nascondeva dietro a questo ambizioso progetto.

Nessuno è rimasto deluso. Al contrario, Toncelli ha dimostrato come un prodotto di valore, paragonabile per pregio e concezione a un manufatto artistico, meriti di godere della giusta attenzione, anche in un contesto affollato e frenetico come quello del salone Eurocucina. All’interno della struttura dello stand, a cui si accedeva attraverso una porta meccanizzata, è stato allestito un vero e proprio percorso sensoriale dove le luci, le musiche, le immagini e perfino i profumi hanno accompagnato il visitatore alla scoperta delle splendide cucine di Progetto50 realizzate con materiali pregiatissimi quali cuoio cucito a mano, legno solcato, mousse di cemento e marmo.

Accompagnati dal titolare Lorenzo Toncelli e da Stefano Stefanelli, ideatore del Progetto50 e vero istrione del percorso guidato attraverso lo stand di Eurocucina, i visitatori hanno potuto apprezzare l’impegno, il lavoro e soprattutto il patrimonio di arte e di professionalità che da cinquant’anni accompagna ogni creazione Toncelli.

All’ingresso dello stand, come un’ideale cimelio in grado di connettere il passato e il presente, una fedele riproduzione di un “bureau plat†realizzata artigianalmente con tecniche coeve come la famosa scrivania con segreti stile Luigi XV.

Proprio il periodo della prima metà del XVIII secolo caratterizzato dal pieno splendore dello stile barocchetto e rococò è stato d’ispirazione per il Progetto50. Sono stati realizzati due mobili. speciali “cantina†e “cocktail†completi di tutti gli accessori per la preparazione e degustazione.

I mobili sono proposti in diverse varianti stilistiche, tutte rigorosamente realizzate a mano con la tecnica dell’intarsio prospettico matematico e contengono al loro interno scomparti segreti.

Alla fine del percorso – racconta Federica Toncelli, architetto e project manager – abbiamo assistito anche a qualche scena di commozione. Complici sono state l’atmosfera intima ed estremamente teatrale, il coinvolgimento del racconto di quanto lavoro sia racchiuso in ogni creazione di Progetto50 e soprattutto la passione nell’illustrare l’impegno e la dedizione che abbiamo messo in questo progetto. Insomma: questa commozione è stata per noi un grande riconoscimento. Progetto50 è stato un percorso impegnativo, in cui abbiamo creduto molto. Ora dobbiamo vedere cosa dirà il mercato ma il successo di pubblico ottenuto a Eurocucina è stato per noi un primo importante traguardo.


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Emporis Skyscraper Award

Scritto da: admin il 4 Marzo 2010 – 16:54

Con i suoi 250 metri, il grattacielo Aqua, progettato a Chicago da Jeanne Gang dello studio SGA (awards.emporis.com) – oltre a essere, come evidenzia contractmagazine.com, “il terzo edificio più alto progettato da una donna”, rientra ora nel gruppo di opere che, durante gli ultimi dieci anni, hanno ricevuto il premio assegnato da Emporis.com, portale integrato di informazioni su architettura, edilizia e settore immobiliare.

Gli Emporis Skyscraper Award vengono attribuiti ai primi classificati nella lista di “giganti” stilata in base al parere di una giuria internazionale di esperti: oltre al Grattacielo dell’Anno, titolo riservato all’edificio con il migliore punteggio, vengono segnalate anche le strutture piazzate al secondo e terzo posto (rispettivamente, Silver e Bronze Award).

Nato nel 2000, il riconoscimento destinato a costruzioni alte almeno 100 metri (contractmagazine.com), dotate delle opportune caratteristiche di spazialità e funzionalità, promuove l’obiettivo di “puntare i riflettori sugli edifici che rappresentano il meglio della cultura umana. Opere che appagano il nostro senso estetico e la nostra curiosità, esprimendo il desiderio di superare i limiti di ciò che è stato già raggiunto…” (awards.emporis.com). Tra i vincitori delle precedenti edizioni, 30 St Mary Axe, ovvero il “Gherkin” di Norman Foster (2003), e Turning Torso di HSB (2005).

I 10 grattacieli del 2009 (classifica e immagini da awards.emporis.com)

1 – Aqua, Chicago, Stati Uniti

2 – O14, Dubai, Emirati Arabi Uniti

3 – The Met, Bangkok, Thailandia

4 – Torres de Hercules, Los Barrios, Spagna

5 – Trump International Hotel & Tower, Chicago

6 – The Red Apple, Rotterdam, Paesi Bassi

7 – Bank of America Tower, New York City

8 – Almas Tower, Dubai

9 – Millennium Tower, San Francisco, Stati Uniti

10 – William Beaver House, New York City


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UIA 2011

Scritto da: admin il 4 Marzo 2010 – 16:53

Si svolgerà nella capitale giapponese l’edizione 2011 (25 – 29 settembre) dello UIA World Congress, l’evento che viene organizzato ogni tre anni dall’Unione Internazionale degli Architetti (Union Internationale des Architectes), organismo senza fini di lucro fondato nel 1948 “per unire gli architetti… senza distinzione di nazionalità, razza, religione e dottrina professionale” (portal.unesco.org),

La UIA, che attraverso la federazione delle rappresentanze nei singoli Paesi, riunisce “più di un milione e trecentomila architetti nel mondo” (uia-architectes.org), ha individuato nel tema “Design 2050″ il filo conduttore che caratterizzerà dibattiti, seminari e mostre previsti presso il Tokyo International Forum e lo Yoyogi National Gymnasium – i due impianti che ospiteranno i lavori del congresso. Progettisti e studiosi saranno “invitati a condividere la loro visione per la seconda metà del secolo” (uia2011tokyo.com), in relazione alle categorie “Ambiente”, “Scambi Culturali” e “Vita” (canadianarchitect.com).

Il metodo applicato sarà il backcasting, ovvero l’analisi che “prefigura i risultati attesi in un tempo futuro (visione) e, da essi, torna al presente per individuare i percorsi più plausibili per raggiungerli” (comune.fi.it). L’attenzione verrà concentrata sugli effetti delle alterazioni del clima e degli squilibri demografici, con una logica interdisciplinare in grado di mettere in risalto “l’essenza del ruolo di architetto, una professione che integra etica, estetica, tecnologia ed economia in una visione socio-culturale olistica del futuro” (uia2011tokyo.com).

Le fasi di preparazione del convegno e gli aggiornamenti di contenuto saranno documentati da una video-newsletter mensile su YouTube (youtube.com) e da un profilo su Twitter (twitter.com).


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Il Burj Dubai conquista ufficialmente il primato

Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:23

Inaugurato il grattacielo più alto al mondo: 828m di vetro, acciaio e cemento.

Il miracolo di ingegneria è compiuto: a Dubai oltre 800 metri di acciaio, vetro e cemento – visibili da ben 95 Km di distanza – diventano realtà conquistando il guinness dei primati. Ufficialmente inaugurato ieri sera, nel giorno del quarto anniversario della ascesa al trono dello sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, il Burj Dubai strappa il record al Taipei 101 di Taiwan (508 m) diventando il grattacielo più alto al mondo. Firmato dagli architetti dello studio di Chicago SOM – Skidmore, Owings & Merrill LLP e promosso dal colosso immobiliare Emaar, il progetto record è riuscito a resistere anche alla recente bolla immobiliare-finanziaria che ha avuto come epicentro proprio la capitale degli Emirati Arabi. Una serata di grande festa, celebrata con spettacolari fuochi d’artificio e proiezioni laser, e seguita in diretta da circa 2 milioni di spettatori.

La “torre del deserto†vanta misure sconcertanti: 160 piani per 828 metri di altezza (se si include la guglia), con una superficie di 334mila metri quadrati e 58 ascensori che viaggiano ad una velocità di 10 metri al secondo. All’interno trovano spazio uffici, centri commerciali ed appartamenti di lusso, nonché il primo Armani Hotel al mondo (dal 37° al 45° piano) con 160 stanze e 3mila mq di sale conferenze e spazi per eventi. L’Hotel Armani aprirà ufficialmente il 18 marzo prossimo. Un belvedere al 124° piano, la piattaforma di osservazione più elevata sino ad ora realizzata, offre una spettacolare vista di Dubai a 360 gradi.
L’ambizioso progetto – al quale hanno lavorato oltre 380 ingegneri – è stato costruito in cinque anni ed ha comportato una spesa di oltre 4 miliardi di dollari. Sono stati impiegati circa 45mila metri cubi di calcestruzzo, 330mila tonnellate di cemento e 31400mila tonnellate di acciaio.
Il design strutturale a nido d’ape, con molti elementi di rinforzo simili a quelli della struttura dei velivoli, è stato realizzato con ben 430mila mq di pareti, pari ad una superficie doppia rispetto a quella dei solai.

Di chiara ispirazione islamica, la geometria del Burj Dubai ricorda il fiore del deserto, tipico della regione. La torre si compone di tre elementi in vetro e calcestruzzo che si sviluppano attorno ad un nucleo centrale salendo verso il cielo come scalini. Un arretramento su ciascun elemento snellisce il corpo dell’edificio man mano che questo continua la sua ascesa nello skyline. Giunto all’estremità, il cuore della torre emerge come uno stelo d’erba.
La base particolarmente larga della torre – a forma di Y – consente di ridurre l’impatto delle correnti d’aria dovute ai vortici che spesso nascono nelle zone più alte dei grattacieli.
“Il sistema strutturale – spiega Bill Baker dello studio SOM – può essere definito un nucleo di sostegno a sei lati in cui ciascuna ala, con il suo nucleo in cemento altamente performante e le colonne perimetrali, sostiene le altreâ€.


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L’azienda? E’ arte

Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:27

Architettura contemporanea al posto dei capannoni. Una mostra a Vicenza

Il caso più famoso è quel lo della Nardini: la fabbri ca di grappe di Bassano, che commissionò a Massi miliano Fuksas una nuova se­de, poi realizzata nel 2004: sor sero le due «bolle» di vetro so­spese, divenute un vero audito rium dove ospitare i turisti eno­gastronomici, con vista a 360 gradi sul monte Grappa. Lentamente negli ultimi die ci anni esempi di questo tipo si sono moltiplicati, trasforman do anonime zone industriali (se ne contano 2500 in Veneto) in sprazzi di architettura con­temporanea. La mostra «Archi tetture d’impresa», inaugurata giovedì allo spazio Lamec nella Ba silica palladiana, a Vicenza, ne seleziona quindici, costruite dal 1998 al 2008.

Gli architetti qui esposti sono tutti dell’area veneta, e in questi lavori pretta mente industriali si dimostra no molto aggiornati sulle solu zioni della contemporaneità – dice uno dei due curatori, il cri tico Marco Mulazzani – . Alcuni edifici sono recuperi e amplia menti di capannoni già esisten ti. La ricerca è verso un’immagi ne architettonica che sempre più coincide con l’immagine dell’azienda, e allo stesso tem po verso un luogo di lavoro che deve essere abitabile, sia per i lavoratori che i clienti.

Lo studio Traverso-Vighy, ad esempio, ha costruito il nuo vo showroom dell’azienda Spi di Sport, a Meledo di Sarego, in torno a una corte verde. Un quadrato di prato con al centro una betulla, circondato da ve trate e pareti in materiali hi-te ch, in un edificio concepito co me una «teca» in vetro. Nel l’enorme ampliamento dello stabilimento Telwin, a Villaver la, gli architetti Chilò, Calore e Girardin trasformano un mono tono capannone in un monoli te punteggiato da «segni» ar chitettonici e paesaggistici: la pensilina che copre lo spazio carico-scarico è sostenuta da una serie di tiranti collegati ad alti pilastri bianchi; la facciata in legno e vetro è contornata da due cornici di cemento che si protendono verso la strada. All’opposto, alla Sonus Faber di Arcugnano lo studio ASA Al banese il luogo di lavoro è pro tetto da una membrana di do ghe di legno teak: i laboratori, dove si costruiscono e progetta no diffusori acustici, dall’ester no assumono l’aspetto di uno strumento musicale.

E’ la stessa forma della pianta ad ispirarsi a quella di un liuto o di un violino, mentre anche qui c’è spazio per il riposo, con un cor tile dove cresce il bambù. Si ar riva poi al «cubo» nero che ospita il magazzino Dainese, un vero «landmark» per chi passi per Vicenza lungo l’auto strada A4. I pannelli di zinco ti tanio ossidato nero assorbono la luce e creano una imponente massa opaca. E poi il nuovo sta bilimento della Diesel a Molve na, la sede quasi futurista della Bisazza, con mosaici d’autore che la trasformano in un mu seo. Flavio Albanese, architetto e direttore della rivista Domus, spiega: «Il problema non è più “dove metto il macchinarioâ€, ma “cosa ci costruisco intor noâ€? Nell’800 l’industriale con la sua fabbrica definiva una nuova forma urbis. Oggi inve ce l’imprenditore, non poten do o volendo più intervenire nella città, trasferisce diretta mente tutti gli elementi tipici della città dentro il suo manu fatto industriale. Gli atrii sono concepiti come piazze». E i tan ti capannoni rimasti vuoti? «Troviamo il coraggio di buttar li giù e piantarci un bosco».


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Nuova e vecchia Amsterdam

Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:20

Si è concluso nelle scorse settimane il concorso Open Fort 400, indetto ai primi di giugno per individuare un piano mirato al rilancio dell’area portuale a Nord di Amsterdam: la competizione, incentrata sul progetto di “un edificio e uno spazio pubblico sulle rive nordoccidentali” del fiume IJ (openfort400.nl), ha raccolto 100 adesioni entro il 12 agosto e, dopo la definizione della lista ristretta – comunicata in settembre – ha portato alla scelta (architectmagazine.com) delle soluzioni presentate dai raggruppamenti Open Frame (Elastik e Mat Studio) e New York 5 (HWKN, L.E.FT, PARA-project, Phu Hoang Office con Rachely Rotem Studio e WORKac).

Il legame tra la capitale olandese e la Grande Mela ha ispirato le tematiche del bando, proposto in occasione del quarto centenario dalla fondazione di New Amsterdam, ovvero del nucleo secentesco a partire dal quale si sviluppò la città più tardi ribattezzata New York dagli inglesi (it.wikipedia.org). Architetti e pianificatori sono stati chiamati a ipotizzare un nuovo “bastione”, riferibile al Fort Amsterdam che nella colonia sull’isola di Manhattan “offriva libertà di spazio per la crescita dell’insediamento e per la sua progressiva trasformazione in un centro mondiale di diversità culturale e conoscenza” (openfort400.nl).

I New York 5, supervisionati dallo studio di Rotterdam Stereo Architects, hanno interpretato l’idea di un forte da ricreare nella “vecchia” Amsterdam, definendo un grande cubo vetrato contenente cinque torri di uffici, “ognuna derivata dalla citazione di qualche aspetto delle forme urbane di New York” (architectmagazine.com) – per esempio, le scale antincendio. Open Frame ha immaginato invece un complesso per manifestazioni all’aperto e al coperto, articolato in “una struttura terrazzata… composta di piani angolati, piroettanti, con alcune superfici colorate da un brillante, saturato rosso” (openfort400.nl).


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Prende forma l’ostrica di Zaha Hadid

Scritto da: admin il 14 Dicembre 2009 – 15:32

Il progetto dell’architetto anglo-israeliana: in plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare. I lavori erano stati sospesi.

SALERNO — Sta prendendo forma l’ostrica di plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare che l’architetto anglo-israeliana ha immaginato come sede dell’avveniristica Stazione marittima di Salerno. I lavori, che erano iniziati nel 2005 e che avevano subi to una battuta d’arresto a causa dell’abban dono del cantiere da parte dell’impresa ag giudicataria dell’appalto, stanno proceden­do speditamente e, se non ci saranno ulte riori intoppi, l’opera potrà essere ultimata entro il 2010. L’Ati Passarelli-Comi è la dit­ta che sta realizzando un gioiello d’architet tura già noto negli ambienti del design in ternazionale. Non è un caso che il progetto ha ricevuto ampi consensi alla Biennale di Architettura di Venezia. Da quel po’ che si riesce a scorgere dalla struttura che attual mente somiglia allo scafo di una nave è confermato lo stile di Hadid che tende non solo al guizzo creativo ma anche alla fun zionalità.

Il progetto prende forma dalla connessione di tre elementi principali: gli uffici della sezione amministrativa, il ter minal per i traghetti, ed il terminal per le navi da crociera. I passeggeri acquisteran no i biglietti al piano terra e poi, attraverso delle rampe, raggiungeranno il livello su­periore dove li aspetterà la nave. La Stazione marittima rientra nel ridise gno più ampio e complesso del waterfront salernitano che ha in piazza della Libertà e nel Crescent i suoi due punti di forza.

Pro prio stamattina alle 11 il sindaco di Saler no Vincenzo De Luca accompagnerà i gior­nalisti in una visita al cantiere per la realiz zazione di Piazza della Libertà nell’area di Santa Teresa sul lungomare di Salerno. La prima fase dei lavori vede in corso la realiz zazione dei parcheggi sotterranei, della passeggiata a mare e della piazza vera e propria. Nel corso della visita saranno illu­strati nel dettaglio le tecniche ed il crono programma dei lavori e si potranno verifi care i lavori già eseguiti.


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