Archivio per la Categoria ‘italia’
Quando l’architettura diventa sensazionale
Scritto da: admin il 11 Giugno 2010 – 11:53Una collettiva che si inserisce nel contesto della Festa dell’Architettura di Roma e che raccoglie opere video, video-installazioni e fotografie di Mark Lewis, Spencer Tunick, Andrea Garuti e Isidro Ramires, quattro affermati artisti internazionali che hanno dedicato il loro lavoro di ricerca al paesaggio industriale e alle aree urbane.
All’Auditorium Parco della Musica dal 16 giugno all’1 luglio con ingresso libero.
Info: tel. 063333390;
www.festarchitetturadiroma-lac.it
Laboratorio Architettura Contemporanea Gallery
LUCE FORMA /VISIONI URBANE
Calendario Eventi
viale Pietro De Coubertin, Roma
Sensational Architecture a cura di Camilla Boemio
artisti:Â Mark Lewis, Spencer Tunick, Andrea Garuti, Isidro Ramirez
10 giugno ore 18:30
Auditorium Parco Della Musica – Sala Petrassi
viale Pietro De Coubertin, Roma
Proiezione di Newcastle Gateshead, England di Spencer Tunick
16 giugno ore 18:00
Auditorium Parco Della Musica – Auditorium Arte
viale Pietro De Coubertin, Roma
Inaugurazione della mostra Sensational Architecture; a seguire incontro con Enrico Ghezzi ed Emiliano montanari. Moderatore: Andrea Salvatici
17 giugno ore 10:00
Acquario Romano
piazza Manfredo Fanti, 47
Giornata di studi:Â Visioni Urbane / Energie Rinnovabili
20 ottobre ore 10:00
Quadriennale di Roma
Presentazione dell’esito dei concorsi promossi nell’ambito della rassegna
9 novembre ore 18:00
Atrio Stazione Termini
Installazione site specific
Tags: architettura, architettura contemporanea, auditorium, energie rinnovabili, Roma
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Memorie’ digitali… per l’architettura
Scritto da: admin il 6 Maggio 2010 – 15:53Un nuovo scritto di Paolo Marzano dal titolo:
“Memorie’ digitali … per l’architettura – Un approccio sperimentale a spazi urbani ritrovati”,
è in uscita con il II Volume della rivista di Arte Architettura Design e Cultura “Kunstwollen – Architetture Salentine”, Edizioni Esperidi 2010
nelle librerie indicate dal sito: www.esperidi-prodotticulturali.com
Si riporta un brano dallo scritto:
Sul pavimento della nostra complessa realtà , d’altronde, giace uno strato disordinato di frammenti che riempiono sempre più il nostro spazio di vita. Parti di circuiti elettronici hanno, poi, saputo fondersi per generare nuove e sorprendenti connessioni stabilendo, secondo logiche di sviluppo, quasi frattale, apparati a loro volta sempre più articolati. Si sono realizzate realtà , capaci motivare nuovi bisogni, innescandone altri, ma tutti hanno l’obiettivo di soddisfare esigenze e desideri di comunicazione.
Sensibilissimo e altamente sofisticato, prodotto da una ricerca e da uno studio attento, lo ‘strato’ informazionale, s’inoltra tra le strutture, le ricopre e, a volte, le avviluppa sostituendole totalmente o ne riconverte la presenza, l’identità , la struttura. Il risultato? Ritengo che lo spazio, attorno a noi, sia mutato, trasformandosi in un’estesa interfaccia. La conferma della sua ‘attiva’ relazionalità , interagisce costantemente con l’individuo, altrimenti, ponendosi in stand-by, attende la scelta dell’opzione per ricominciare un altro viaggio.
Il contributo viriliano della terza finestra attiva (lo schermo), compone la frammenta-azione dei mille occhi attivi. Le tante telecamere, nelle città , aumentano sempre più, il loro numero e costituiscono ormai una rete, quasi un fitto tessuto; osservano dettagliatamente l’urbano frammentato in pixel, fagocitando tessere di realtà e generando, confermandola, l’essenzaprettamente porosa del carattere pluriurbano della metropoli.
Silenziosi ronzii rivelati dalla moltitudine di piccole telecamere, scompongono, adesso, l’urbanità plurifome. L’ottimizzazione della visione, applica ‘matericità ’ ai frammenti e la consolida in sequenze. L’integrazione, avviene illuminando interattivamente gli angoli nascosti della città ormai, illusoriamente, semplificata da coni ottici inglobanti. Il concetto puro, di urbano è forse racchiuso in questa sintesi (distorta) appercettiva di cortometraggi invasivi-visivi, ripresi come spot, dell’attimo.
La città osserva, registrando contrazioni e spasmi, ‘cattura’, praticamente, le risposte emozionali dell’uomo, tramutatosi in sofisticato ‘sensore’. La città ‘sperimenta’ e ‘dosa’, sull’uomo, la quantità e la densità del suo ‘eccesso di mondo’ e ne osserva, nel tempo, la resistenza sul corpo organico…
Tags: architettura, design, memorie digitali, Paolo Marzano, spazi urbani
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Rivestimenti Pompeiani a Shanghai2010
Scritto da: admin il 29 Aprile 2010 – 15:20RIVESTIMENTI POMPEIANI NEL PADIGLIONE URBAN BEST PRACTICES DI SHANGHAI 2010.
Storia e tecnologia made in Italy all’Expo di Shanghai. Si ispira al infatti alla tradizione antichissima del coccio pesto di Pompei e delle chiese paleocristiane uno dei padiglioni dell’area Urban Best Practices dedicata alle più avveniristiche soluzioni urbane del pianeta e alla sostenibilità . Una riproduzione fedele realizzata grazie alla tecnologia altamente sofisticata del quarzo ricomposto, applicata a un mix sapiente di quarzo e purissimo cotto frantumato. Stone Italiana (Verona) e Sannini Impruneta (FI) hanno così creato e brevettato il Cottostone, un rivestimento che permette di riprodurre il cotto naturale pompeiano in dimensioni e caratteristiche di resistenza introvabili in natura. Da questa intuizione è nato il progetto rivoluzionario per Shanghai 2010, dove sono state impiegate ben 5.500 mq di grandi lastre Cottostone.
È grazie a questa tecnica infatti che il progettista, l’arch. Mario Occhiuto, ha trasformato un ex fabbricato industriale in uno spazio espositivo sostenibile e all’avanguardia, in grado di esprimere i nuovi approcci dell’habitat umano secondo lo slogan dell’esposizione: “Better city, better lifeâ€.
Il padiglione – autentica opera di design ipertecnologico dallo stile moresco – è stato studiato per ottenere una struttura dal rivestimento uniforme, in parte traforato e in parte intatto, che permette di conciliare le esigenze di climatizzazione e di luce con le scelte architettoniche. Il progetto fa parte del programma di collaborazione sino-italiano per la protezione ambientale, attivato dal ministero dell’Ambiente italiano e il suo omologo cinese.
Un aspetto, quello della sperimentazione, che non si limita a Shanghai 2010. Stone Italiana da oltre trent’anni crea rivestimenti di lusso su misura nelle tonalità , nelle forme e nelle contaminazioni dei materiali per pavimenti e anche per grandi opere nel mondo. Ne sono esempi progetti quali le forniture per le metropolitane di Dubai e Napoli (progettata dal designer Karim Rashid in collaborazione con l’Atelier Mendini) o gli 11mila mq richiesti per la Nuvola Fuksas, il prossimo avveniristico Centro congressi di Roma. Oppure i 57 negozi realizzati nel mondo su misura per la griffe Armani. Una “sartoria del pavimentoâ€, partita dalla semplice riproduzione della pietra, per arrivare a concepire i rivestimenti in quarzo come prodotti creativi e originali, con una propria identità . Tra i clienti storici dell’azienda di Zimella (VR), i marchi Armani, Ferrari in Corea, Nike a New York, Louis Vuitton sugli Champs Elysées, Swatch in Place Vendôme e ancora Hugo Boss, Chloé, Lancome, L’Oreal, Pucci, Montblanc, ST Microelectronics, Ibm e Microsoft, Sony, le Galeries Lafayette, il Centro finanziario di Taiwan.
Tags: design, materiali, Sostenibili, sostenibilitÃ
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A Eurocucina 2010 Toncelli sorprende svelando i misteri di Progetto 50
Scritto da: admin il 21 Aprile 2010 – 11:44Al Salone del Mobile uno stand concepito come un percorso misterioso alla scoperta della storia delle arti e dei mestieri che creano una grande cucina italiana.
Uno stand poliedrico recintato da un ventaglio di assi in essenze di legni diversi: questo hanno visto i visitatori di Eurocucina 2010 entrando in fiera. Una struttura imponente, con un carattere deciso
che non lasciava dubbi su ciò che conteneva: qualcosa di così prezioso da meritare di essere svelato
solo a chi potesse apprezzarne appieno il valore.
Una piccola anteprima veniva svelata dai video che scorrevano sul grande plasma wall di sei metri per due allestito sul fronte dello stand, dove la bellezza delle rifiniture, l’originalità delle lavorazioni e la cura nei dettagli delle cucine Toncelli si ricollegavano direttamente al senso della campagna stampa e dell’enigmatico claim «Esci dagli schemi».
Con l’esclusivo invito riservato a clienti selezionati o presentandosi al banco reception dello stand è stato possibile accreditarsi per una visita nello spazio interno. E pur di approfondire la conoscenza di questo grande marchio e poterne osservare da vicino le creazioni, i visitatori hanno aspettato pazientemente per tutte le giornate dell’evento.
Complice una campagna stampa ben calibrata improntata proprio sul disvelamento di un segreto, ecco che ad accogliere Progetto 50 c’era un pubblico curioso e pronto alla rivelazione di ciò che si nascondeva dietro a questo ambizioso progetto.
Nessuno è rimasto deluso. Al contrario, Toncelli ha dimostrato come un prodotto di valore, paragonabile per pregio e concezione a un manufatto artistico, meriti di godere della giusta attenzione, anche in un contesto affollato e frenetico come quello del salone Eurocucina. All’interno della struttura dello stand, a cui si accedeva attraverso una porta meccanizzata, è stato allestito un vero e proprio percorso sensoriale dove le luci, le musiche, le immagini e perfino i profumi hanno accompagnato il visitatore alla scoperta delle splendide cucine di Progetto50 realizzate con materiali pregiatissimi quali cuoio cucito a mano, legno solcato, mousse di cemento e marmo.
Accompagnati dal titolare Lorenzo Toncelli e da Stefano Stefanelli, ideatore del Progetto50 e vero istrione del percorso guidato attraverso lo stand di Eurocucina, i visitatori hanno potuto apprezzare l’impegno, il lavoro e soprattutto il patrimonio di arte e di professionalità che da cinquant’anni accompagna ogni creazione Toncelli.
All’ingresso dello stand, come un’ideale cimelio in grado di connettere il passato e il presente, una fedele riproduzione di un “bureau plat†realizzata artigianalmente con tecniche coeve come la famosa scrivania con segreti stile Luigi XV.
Proprio il periodo della prima metà del XVIII secolo caratterizzato dal pieno splendore dello stile barocchetto e rococò è stato d’ispirazione per il Progetto50. Sono stati realizzati due mobili. speciali “cantina†e “cocktail†completi di tutti gli accessori per la preparazione e degustazione.
I mobili sono proposti in diverse varianti stilistiche, tutte rigorosamente realizzate a mano con la tecnica dell’intarsio prospettico matematico e contengono al loro interno scomparti segreti.
Alla fine del percorso – racconta Federica Toncelli, architetto e project manager – abbiamo assistito anche a qualche scena di commozione. Complici sono state l’atmosfera intima ed estremamente teatrale, il coinvolgimento del racconto di quanto lavoro sia racchiuso in ogni creazione di Progetto50 e soprattutto la passione nell’illustrare l’impegno e la dedizione che abbiamo messo in questo progetto. Insomma: questa commozione è stata per noi un grande riconoscimento. Progetto50 è stato un percorso impegnativo, in cui abbiamo creduto molto. Ora dobbiamo vedere cosa dirà il mercato ma il successo di pubblico ottenuto a Eurocucina è stato per noi un primo importante traguardo.
Tags: architetto, italia, Lorenzo Toncelli, salone del mobile, Stefano Stefanelli
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Toncelli presenta Progetto 50 a Eurocucina 2010
Scritto da: admin il 19 Aprile 2010 – 15:09Una proposta fuori dagli schemi
Uno stand eccezionale, per l’imponente struttura e per un concept che lo decreta già quale vero e proprio evento espositivo più vicino a un percorso artistico che non alla vetrina di un prodotto commerciale. Impostato su due aree, lo spazio che Toncelli ha creato per Eurocucina 2010 offre una
parte visibile al pubblico, ma nasconde al suo interno un’articolato percorso che vuole condurre il
visitatore alla scoperta dei molteplici segreti di Progetto 50, l’esclusiva creazione che segna il ritorno in grande stile del marchio sul mercato italiano dopo gli anni di acclamazione sui mercati esteri.
Ambasciatori di stile, di gusto e di pregiata manifattura tutta italiana, i Toncelli sanno che è questo
il momento giusto per tornare a far parlare di sé anche nel loro paese di origine. Pisani da tre generazioni, artigiani e maestri del fare ad arte, visionari e progettisti con la vocazione per la bellezza senza tempo, la famiglia Toncelli festeggia ad Eurocucina 2010 i primi cinquant’anni della propria impresa.
Capitanati dal dinamico Lorenzo Toncelli responsabile per i mercati esteri e primo autore del successo internazionale del marchio, coordinati dall’architetto Federica Toncelli a capo dell’area progettuale, la squadra si vanta quest’anno dell’acquisto di un vero e proprio direttore artistico: Stefano Stefanelli, esperto d’arte e studioso della tradizione ebanista toscana.
Alla piena realizzazione di questo ambizioso progetto ha preso parte anche De Dietrich, storico
e prestigioso marchio alsaziano di elettrodomestici tecnologicamente all’avanguardia e dal design
internazionale, che ha arricchito l’armonia di Progetto 50 con una collezione di creazioni esclusive.
Cercando nel proprio passato le radici di un’arte, quella della costruzione di mobili, che unisce
la meticolosità e la disciplina dell’artigiano all’estro e alla vocazione dell’artista, ecco che in Progetto 50 convergono e si fondono: un design essenziale e moderno, concretizzato con l’adozione di materiali caldi autoctoni come il legno segato a mano a effetto solcato e il cuoio rifinito a mano dal mastro sellaio abbinati all’austerità del marmo Colorado e del laccato; componenti futuristici quali l’esclusiva mousse di cemento; e infine particolari mobili speciali che reinterpretano appieno la tradizione ebanista toscana in chiave contemporanea.
Tags: architetto, artigiano, design, eurocucina, Lorenzo Toncelli, materiali, progetti, stefanelli, Stefano Stefanelli
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Al via il concorso ‘Sistema costruttivo Emmedue’
Scritto da: admin il 5 Gennaio 2010 – 13:25In gara idee progettuali di fabbricati civili.
L’azienda Emmedue Spa, operante nel campo delle soluzioni tecnologiche efficaci per l’edilizia,con il patrocinio della Facoltà di Architettura dell’Università IUAV di Venezia, ha lanciato un concorso di idee per la realizzazione di un’idea di progetto che meglio interpreti il sistema costruttivo EMMEDUE.
Lo scopo che si intende perseguire è finalizzato alla raccolta di idee relativamente a ipotesi progettuali di fabbricati civili.
Si prevedono due categorie di partecipazione e precisamente edifici isolati e edifici aggregati (per edificio si intende in questo caso la singola unità immobiliare).
La destinazione d’uso sarà di tipo residenziale (abitazioni, residence, etc). E’ lasciata libertà sulle soluzioni compositive, superfici, volumi, altezze, etc.
L’ambito del concorso è ristretto agli studenti regolarmente iscritti alla Facoltà di Architettura.
La partecipazione può essere individuale o di gruppo, i concorrenti possono partecipare a entrambe le categorie di concorso.
Uno stesso concorrente non può far parte in più di un gruppo né partecipare contemporaneamente in forma singola e associata pena l’esclusione dal concorso sia del singolo individuo che di tutti i componenti del gruppo.
I concorrenti dovranno far pervenire gli elaborati entro il prossimo 31 gennaio 2010.
Il concorso si concluderà con la definizione di una graduatoria di merito, sulla base della quale saranno nominati due vincitori, uno per categoria.
Sono previsti i seguenti premi:
- 1° Premio concorso “edifici isolatiâ€: un contributo di euro 750,00;
- 1° Premio concorso “edifici aggregatiâ€: un contributo di euro 750,00.
Tags: architettura, Emmedue, facoltà di architettura, IUAV, università , Venezia
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L’azienda? E’ arte
Scritto da: admin il 27 Dicembre 2009 – 15:27Architettura contemporanea al posto dei capannoni. Una mostra a Vicenza
Il caso più famoso è quel lo della Nardini: la fabbri ca di grappe di Bassano, che commissionò a Massi miliano Fuksas una nuova seÂde, poi realizzata nel 2004: sor sero le due «bolle» di vetro soÂspese, divenute un vero audito rium dove ospitare i turisti enoÂgastronomici, con vista a 360 gradi sul monte Grappa. Lentamente negli ultimi die ci anni esempi di questo tipo si sono moltiplicati, trasforman do anonime zone industriali (se ne contano 2500 in Veneto) in sprazzi di architettura conÂtemporanea. La mostra «Archi tetture d’impresa», inaugurata giovedì allo spazio Lamec nella Ba silica palladiana, a Vicenza, ne seleziona quindici, costruite dal 1998 al 2008.
Gli architetti qui esposti sono tutti dell’area veneta, e in questi lavori pretta mente industriali si dimostra no molto aggiornati sulle solu zioni della contemporaneità – dice uno dei due curatori, il cri tico Marco Mulazzani – . Alcuni edifici sono recuperi e amplia menti di capannoni già esisten ti. La ricerca è verso un’immagi ne architettonica che sempre più coincide con l’immagine dell’azienda, e allo stesso tem po verso un luogo di lavoro che deve essere abitabile, sia per i lavoratori che i clienti.

Lo studio Traverso-Vighy, ad esempio, ha costruito il nuo vo showroom dell’azienda Spi di Sport, a Meledo di Sarego, in torno a una corte verde. Un quadrato di prato con al centro una betulla, circondato da ve trate e pareti in materiali hi-te ch, in un edificio concepito co me una «teca» in vetro. Nel l’enorme ampliamento dello stabilimento Telwin, a Villaver la, gli architetti Chilò, Calore e Girardin trasformano un mono tono capannone in un monoli te punteggiato da «segni» ar chitettonici e paesaggistici: la pensilina che copre lo spazio carico-scarico è sostenuta da una serie di tiranti collegati ad alti pilastri bianchi; la facciata in legno e vetro è contornata da due cornici di cemento che si protendono verso la strada. All’opposto, alla Sonus Faber di Arcugnano lo studio ASA Al banese il luogo di lavoro è pro tetto da una membrana di do ghe di legno teak: i laboratori, dove si costruiscono e progetta no diffusori acustici, dall’ester no assumono l’aspetto di uno strumento musicale.
E’ la stessa forma della pianta ad ispirarsi a quella di un liuto o di un violino, mentre anche qui c’è spazio per il riposo, con un cor tile dove cresce il bambù. Si ar riva poi al «cubo» nero che ospita il magazzino Dainese, un vero «landmark» per chi passi per Vicenza lungo l’auto strada A4. I pannelli di zinco ti tanio ossidato nero assorbono la luce e creano una imponente massa opaca. E poi il nuovo sta bilimento della Diesel a Molve na, la sede quasi futurista della Bisazza, con mosaici d’autore che la trasformano in un mu seo. Flavio Albanese, architetto e direttore della rivista Domus, spiega: «Il problema non è più “dove metto il macchinarioâ€, ma “cosa ci costruisco intor noâ€? Nell’800 l’industriale con la sua fabbrica definiva una nuova forma urbis. Oggi inve ce l’imprenditore, non poten do o volendo più intervenire nella città , trasferisce diretta mente tutti gli elementi tipici della città dentro il suo manu fatto industriale. Gli atrii sono concepiti come piazze». E i tan ti capannoni rimasti vuoti? «Troviamo il coraggio di buttar li giù e piantarci un bosco».
Tags: architetto, architettura contemporanea, betulla, Fuksas, materiali
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Prende forma l’ostrica di Zaha Hadid
Scritto da: admin il 14 Dicembre 2009 – 15:32Il progetto dell’architetto anglo-israeliana: in plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare. I lavori erano stati sospesi.
SALERNO — Sta prendendo forma l’ostrica di plexiglas sospesa tra cielo, terra e mare che l’architetto anglo-israeliana ha immaginato come sede dell’avveniristica Stazione marittima di Salerno. I lavori, che erano iniziati nel 2005 e che avevano subi to una battuta d’arresto a causa dell’abban dono del cantiere da parte dell’impresa ag giudicataria dell’appalto, stanno procedenÂdo speditamente e, se non ci saranno ulte riori intoppi, l’opera potrà essere ultimata entro il 2010. L’Ati Passarelli-Comi è la ditÂta che sta realizzando un gioiello d’architet tura già noto negli ambienti del design in ternazionale. Non è un caso che il progetto ha ricevuto ampi consensi alla Biennale di Architettura di Venezia. Da quel po’ che si riesce a scorgere dalla struttura che attual mente somiglia allo scafo di una nave è confermato lo stile di Hadid che tende non solo al guizzo creativo ma anche alla fun zionalità .
Il progetto prende forma dalla connessione di tre elementi principali: gli uffici della sezione amministrativa, il ter minal per i traghetti, ed il terminal per le navi da crociera. I passeggeri acquisteran no i biglietti al piano terra e poi, attraverso delle rampe, raggiungeranno il livello suÂperiore dove li aspetterà la nave. La Stazione marittima rientra nel ridise gno più ampio e complesso del waterfront salernitano che ha in piazza della Libertà e nel Crescent i suoi due punti di forza.
Pro prio stamattina alle 11 il sindaco di Saler no Vincenzo De Luca accompagnerà i giorÂnalisti in una visita al cantiere per la realiz zazione di Piazza della Libertà nell’area di Santa Teresa sul lungomare di Salerno. La prima fase dei lavori vede in corso la realiz zazione dei parcheggi sotterranei, della passeggiata a mare e della piazza vera e propria. Nel corso della visita saranno illuÂstrati nel dettaglio le tecniche ed il crono programma dei lavori e si potranno verifi care i lavori già eseguiti.
Tags: architetto, architettura, avveniristica, biennale, design, ostrica, plexiglas, USA, Venezia, zaha hadid
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La bioarchitettura secondo aka architetti
Scritto da: admin il 14 Dicembre 2009 – 15:21L’interesse nei confronti delle potenzialità della bioarchitettura è negli ultimi anni enormemente cresciuto. Committenti pubblici e privati si stanno impegnando in questa direzione in interventi su edifici esistenti e in nuove costruzioni, nonostante una normativa ancora in fase di definizione.
UN PROGETTO DI BIOARCHITETTURA
In questo contesto la Proholz Gmbh di Chemnitz ha invitato studi di architettura a partecipare a un concorso per lo sviluppo di un prototipo di casa unifamiliare in legno da commercializzare in Italia, Svizzera e Germania. Ha vinto il primo premio lo studio a.k.a. architetti, impegnato nella ricerca di un punto di incontro tra sostenibilità ambientale e qualità architettonica, con un modello di abitazione biocompatibile adattabile a diversi contesti e personalizzabile in base alle esigenze dei proprietari. Il concetto di abitazione ecologica non riguarda, infatti, solo il rispetto di determinati parametri di risparmio energetico, ma è più in generale relativo alla creazione di ambienti salutari e piacevoli, così da favorire una vita di qualità e in armonia con la natura.
I PRINCIPI DELLA BIOARCHITETTURA
Il modello di bioarchitettura proposto dal design team di a.k.a., composto da Federica Caccavale, Alessandro Casadei e Paolo Pineschi, si approccia al bioclima iniziando dagli spazi esterni, organizzando l’ edificio con una forma compatta in modo da ridurre l’ occupazione di suolo, preservando dove possibile la vegetazione esistente, scegliendo e posizionando le nuove essenze arboree in modo da bloccare i venti freddi d’ inverno e proteggere dal sole d’ estate. Per l’ unità abitativa tipo è stata, inoltre, prevista la possibilità di realizzare un piccolo orto domestico di frutta e verdura.
LA CASA SECONDO LA BIOARCHITETTURA
L’ idea dominante dello studio romano era quella di preservare una forte comunicazione, sia visiva che funzionale, tra esterno e interno, tra casa e giardino, in particolare per gli spazi di uso collettivo e diurno – soggiorno, pranzo, cucina.
L’ ISOLAMENTO TERMICO
Spesso si tende a pensare che le esigenze di isolamento termico siano in conflitto con il piacere di mantenere questo tipo di relazione intensa con la natura o l’ ambiente circostante. Sono invece disponibili sul mercato sistemi di vetrate ad alto valore isolante e, con l’ uso di schermature dal sole ed aperture ben studiate, le facciate possono contribuire al riscaldamento invernale e al raffrescamento estivo. In particolare gli spazi a doppia altezza in corrispondenza del soggiorno e delle scale funzionano come “camini bioclimatici†nella stagione estiva, aspirando l’aria calda dagli ambienti attraverso lucernari nel tetto, e come serre in nella stagione invernale, immagazzinando il calore del sole.
AUTO-SUFFICIENZA ENERGETICA
A questi dispositivi naturali a.k.a. architetti affianca dispositivi attivi per la produzione dell’ energia, scelti a seconda delle caratteristiche del contesto naturale: pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici, impianti geotermici domestici, caldaie a biomasse, pompe di calore reversibili.
Nel modello di casa unifamiliare proposto è prevista anche la possibilità di raccogliere e utilizzare l’ acqua piovana, per irrigazione o per uso domestico (attraverso la lavatrice) in quanto priva di calcare. I materiali e le finiture, infine, saranno riciclabili, atossici, antiallergici e, dove possibile, scelti tra i materiali naturali prodotti e lavorati nella zona.
Per informazioni: Federica Caccavale
a.k.a. architetti – piazzale Portuense 3 – 00153 Roma, Italia
tel. +39.06.6382335 fax +39.06.39380525
e-mail: aka@akaproject.it
web: www.akaproject.it
Tags: bioarchitettura, isolamento, italia, materiali, pannelli fotovoltaici, Sostenibili
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