Gaetano Pesce in Brasile per l’innovazione contemporanea
Fermamente convinto che “il mestiere dell’architetto o del designer sia estremamente e intimamente legato a quello che è il bisogno dell’innovazione, perché l’innovazione è un qualche cosa che inventa un qualcosa che è utile alla società“, tutta la carriera di Gaetano Pesce è caratterizzata da quella freschezza che sta nel design del Made in Italy.

Il design di Gaetano Pesce non è catalogabile e la sua carriera è un percorso che lui modifica continuamente.“Sono convinto che un’innovazione sia perpetrata attraverso tre mezzi: l’innovazione del linguaggio, l’innovazione tecnica e l’utilizzo di nuovi materiali.
La “performance” dello, storico architetto e designer veneziano apporta nel mondo dell’architettura contemporanea un nuovo linguaggio rappresentato dall’utilizzo di materiali tradizionali che veicolano l’incertezza della menzogna. Un creatore, secondo Pesce, deve dunque esprimersi coi materiali del suo tempo per essere sincero. Una tal pratica facilita l’innovazione, che resta molto limitata se si tratta di esprimersi con una materia che è stata nel passato il mezzo d’espressione di una moltitudine di creatori“, afferma Pesce.
La creatività di Gaetano Pesce ha trovato in Brasile molte meno restrizioni che in altri posti, così si trovano a Bahia tra le sue più interessanti realizzazioni nel campo dell’architettura contemporanea. Ha costruito la sua casa a Bahia e ne ha fatto il manifesto del suo modo di intendere il design realizzando una struttura a due piani che è rivestita in mattonelle di resina dalle tonalità cangianti, che luccicano alla luce come fossero un gioiello o le squame di un pesce: un materiale poco costoso che si modifica col tempo esposto al sole e all’acqua. Dei volumi parallelepipedi, più alti che larghi, sono collegati tra loro da passerelle.
In seguito alla ormai celebre collezione di poltrone Up diventate subito icone del design industriale italiano e internazionale, Gaetano Pesce si dedica un pò a se stesso, progettando la propria dimora Brasiliana e strizzando l’occhio verso una innovativa concezione architetturale.
Jan
Stazione Tiburtina: alta velocità per l’architettura contemporanea a Roma.
Scritto da: Cristina
Quasi cinque anni di lavori, disagi ai cittadini e molte domande su come sarebbe diventata la nuova Stazione Tiburtina, ultimo gioiello dell’urbanistica a Roma.
Dalla fine di novembre, tutte le risposte si sono materializzate nella nuova struttura: uno snodo importante a livello logistico ma anche uno spazio innovativo, una sfida per l’architettura contemporanea che occupa circa 50.000 mq tra binari, negozi, aree di servizio, la struttura a ponte che collega i quartieri Nomentano e Pietralata.
Dopo l’incendio del luglio 2011, i tempi si sono abbreviati e questo spazio, fondamentale per i passeggeri in transito da nord a sud della penisola, è entrato a far parte dei progetti architettonici realizzati, tra i tanti in fermento come quelli di Zaha Hadid a Napoli, Arata Isozaki a Bologna, Santiago Calatrava a Reggio Emilia e Norman Foster a Firenze.
La progettazione era stata affidato allo studio associato ABDR, già fortemente attivo sul territorio romano e non solo, nell’architettura pubblica e privata. I nomi, che non fanno parte certo dell’architettura giovanile, ma che si avvalgono di tanti giovani architetti, sono quelli di Arlotti, Beccu, Desideri, Raimondo. Una grande commissione di appalti pubblici ma per la prima volta realizzati con l’autofinanziamento: diversi lotti di terreno limitrofi saranno venduti dalla RFI – Rete Ferroviaria Italiana – a privati interessati all’espansione urbanistica del territorio adiacente la stazione. Solo la BNL ha già acquistato un lotto per circa 70 milioni di euro!
Non si sono fatte attendere le polemiche per questa operazione in cui le archistar nostrane (il capogruppo è Paolo Desideri) hanno pensato a progetti di architettura innovativa mentre le amministrazioni locali hanno realizzato la solita cattedrale nel deserto, da vendere a caro prezzo, senza un progetto di riqualificazione urbana, mentre intorno alla stazione continuano ad esserci sopraelevate dissestate più che vintage, zone dense di disagio sociale dove sorgono baracche ed edifici in abbandono.
Curiosità: la stazione è stata dedicata, ottimisticamente, a Camillo Benso Conte di Cavour. Un viaggiatore importante, che si spostava in tutta Europa a perorare la causa dell’unità d’Italia. A basse velocità coi treni dell’epoca ma con grande velocità politica.
Avanguardia e nuove tendenze per gli studi di architettura di Rotterdam, pionieri da decenni e rinomati oramai in tutto il mondo. Tra le diverse attività in fermento spiccano senza dubbio MVRDV e OMA.
MVRDV – fondato negli anni ’90 da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries, ha sede in un grande open space a Dunantstraat. Successi e idee di forte impatto, ma anche proposte capaci di suscitare non poche polemiche, come “The Cloud”, che di recente ha fatto infuriare l’associazione dei parenti delle vittime dell’11 settembre. Si tratta di un doppio grattacielo unito da una nuvola che ricorda l’impatto degli aerei sulle Torri Gemelle, progettato per essere costruito nella nuova zona finanziaria di Yongsan, a Seul.
Tra i lavori più recenti, invece, il nuovo mercato coperto di Rotterdam (il Markthal) e la nuova biblioteca pubblica di prossima apertura. Di grande effetto e suggestione perchè realizzata su una struttura in vetro che richiama una vera e propria montagna di libri.
OMA – Lo studio è nato nel 75′ ed è situato in tre piani di un grattacielo che sorge a Heer Bokelweg. Tra le creazioni, il De Rotterdam, multi-grattacielo formato da tre torri collegate e destinate ad uffici, appartamenti, hotel, palestre, negozi e ristoranti.
Suggestioni, idee e tendenze innovative: è questo il biglietto da visita di Expocasa 2012, il salone dell’arredamento e del design in programma dal 3 all’11 marzo presso il Lingotto Fiere di Torino. Giunto alla 49° edizione, l’evento richiama e coinvolge i professionisti del settore, dagli architetti agli arredatori, per un viaggio che attraversa le ultime frontiere dell’interior design, i nuovi materiali e concetti abitativi, il design eco-compatibile.
Classico e contemporaneo insieme, per una miscela di idee e stili da affiancare alle nuove tecnologie: troveranno infatti spazio anche le imprese che operano nel settore della ristrutturazione, climatizzazione, risparmio energetico, riscaldamento, materiali. Previsti inoltre incontri con gli architetti e stand interamente dedicati alle soluzioni outdoor e al verde.
Spazio alla creatività per i giovani designers con il programma toBEeco 2012, nato tre anni fa e che in questa edizione mira a selezionare 40 progetti inediti sul tema dell’En&rgia. Intesa come creazione, creatività e trasformazione. Ma anche come capacità di far breccia sul mercato al momento della commercializzazione del prodotto. Attraverso il sito di Expocasa 2012 è possibile presentare un oggetto o un prototipo che sia originale e che rispetti almeno una delle tre definizioni ECO segnalate: ECOnomia del progetto; ECOlogia di processo; ECOmulti-funzionalità di prodotto.
EXPOCASA 2012
da sabato 3 a domenica 11 marzo
ORARI
Giorni feriali dalle ore 17,00 alle ore 23,00
Sabato e domenica dalle ore 10,00 alle ore 23,00
Ultima domenica dalle ore 10,00 alle ore 20,00
The Cube, questo è il nome del cubo-ristorante di Milano con vista su piazza Duomo che ha suscitato molte polemiche negli ultimi giorni.
La struttura temporanea, completamente trasparente, ideata da Electrolux, è composta di lastre di vetro racchiuse da una struttura in alluminio, tagliata al laser. Tutto, pavimento a parte, è bianco candido (opaco e laccato). Il pavimento in legno e il tappeto sotto al tavolo aggiungono un tocco di calore e atmosfera, mentre la terrazza esterna offre una straordinaria visuale sulla città di Milano.
Tutta la struttura ha una superficie di 150 metri quadrati e pesa 60 tonnellate.
Si tratta di un progetto itinerante, prima di Milano The Cube è stato a Bruxelles, poi andrà a Stoccolma. Fino ad aprile, nei suoi (soli) 18 posti disponibili, ospiterà una serie di cene speciali, preparate da alcuni degli chef italiani più prestigiosi (tutti stellati Michelin) che si alterneranno nelle cucine con cadenza bisettimanale.
L’installazione del cubo ristorante ha generato una serie di polemiche, a causa del forte impatto visivo sulla piazza principale della città. Piazza del Duomo, dominata dalla cattedrale gotica, ricca di edifici monumentali e suggestivi, è non solo il centro della città, ma anche il luogo più importante dal punto di vista storico, artistico e culturale, nonché uno dei luoghi preferiti dai milanesi per incontrarsi.
L’idea piaceva al critico Philippe Daverio che dichiarava ancora prima che la struttura venisse completata:
Primo. Sui ponteggi del Duomo abbiamo visto pubblicità orribili. Secondo: la piazza ha già una architettura caotica: l’installazione, purché temporanea, non può peggiorarla.
Voi cosa ne pensate?
L’ambizioso progetto del team Wilkinson Eyre, Grant Associates e Atelier 10, Gardens by the Bay di Marina South è destinato a diventare una delle attrazioni turistiche più popolari di Singapore. Sebbene il progetto non sia ancora completo, lo sviluppo dei Super Trees, gli alberi giganti hanno già ridisegnato lo skyline di Singapore. I diciotto alberi, undici dei quali sono costruiti con materiali ecosostenibili, saranno ufficialmente aperti al pubblico l’anno prossimo.
I Garden by the Bay occupano una superficie totale di 101 ettari , prevalentemente riservata a due gigantesche serre, pronte a divenire le strutture climatizzate più grandi del mondo che utilizzano un sistema a basso consumo energetico ed energie rinnovabili.
I Super Trees sono alti dai 25 ai 50 metri, la struttura più alta ospiterà un bistrot con vista sulle cime degli alberi. L’altezza degli alberi giganti vuole esprimere un contrasto con i giardini che li circondano. Alcuni degli undici alberi sarnno completamente eco-sostenibili: dotati di celle fotovoltaiche, utilizzeranno l’energia solare per alimentare le piante sia durante il giorno che la notte. Gli altri alberi avranno la funzione di repository del sistema di scarico dell’aria.
La struttura degli alberi è costituita da un nucleo di calcestruzzo, un tronco d’acciaio e saranno completati da pannelli con un totale di circa 162.900 piante di oltre 200 specie diverse provenienti da climi tropicali di tutto il mondo. Le piante saranno disposte per creare diversi schemi di colori sia in toni caldi che freddi. La loro selezione è stata fatta in base alla durata e alla rarità nelle foreste pluviali di Singapore.
Due dei Super Trees da 42 metri saranno collegati da una passerella sopraelevata lunga 128 metri, ad un’altezza di 22 metri da terra, offrendo ai visitatori una splendida vista del Gardens by the Bay.
La gigantesca struttura è stata aperta al pubblico dal 13 al 20 novembre, per dare la possibilità ai cittadini di Singapore e ai turisti di vedere in anteprima lo sviluppo del progetto, ma per l’ apertura ufficiale bisognarà attendere giugno 2012.
Mima House è un’abitazione prefabbricata di 36 metri quadri: il prototipo, costruito a Viana do Castelo, nel Portogallo settentrionale, ha il costo di un’auto.
La sfida dello studio Mima è quella di un’architettura moderna, versatile e accessibile. La Mima House è studiata intorno ai bisogni contemporanei: veloce da realizzare, flessibile, di qualità, ecosostenibile e poco costosa, senza rinunciare al design accogliente e ai dettagli curati.
Lo stile della casa è ispirato al Giappone, celebre per l’essenzialità delle forme e le pareti divisorie di carta di riso e legno. Gli elementi compositivi della Mima House sono leggeri e mobili, così da superare il carattere di fissità tipico delle abitazioni occidentali, a favore di un’abitazione estremamente modulare.
Nonostante si tratti di un prefabbricato, la casa è estremamente personalizzabile, seguendo le guide contenute nella griglia modulare, gli inquilini possono aggiungere e togliere le pareti mobili in una decina di modi differenti: in questo modo, in tempi estremamente rapidi e senza bisogno di operazioni di abbattimento, gli spazi possono mutare da aperti a chiusi e viceversa. Infine, grazie a un sistema di rotazione, i lati delle pareti interne ed esterne possono venire invertite.
La struttura dell’alloggio poggia su una griglia costituita da pannelli di legno quadrati di un metro e mezzo. Le ampie vetrate che compongo il perimetro della casa sono convertibili in qualsiasi momento in muri tramite l’inserimento di pannelli di compensato addizionali.
Chiunque fosse interessato può creare il proprio modello 3D sul sito Mima: www.mimahousing.pt
Se siete amanti del giardinaggio ma non sapete resistere al fascino del design, non potete perdere le istruzioni per la costruzione del divano d’erba fai da te di Ready Made.
Non si tratta di un fotomontaggio ma di un divano vero e proprio: niente cuciture, niente imbottiture, niente struttura rigida, solo terra ed erba.
Crescere un divano naturale nel vostro giardino, non sarà un’impresa semplice: oltre ad una ingente quantità di terra, di bacchette in legno e chiodi per definire la forma, di zolle d’erba e di fertilizzante, considerate una buona dose di pazienza.
Alla fine il risultato sarà di sicuro effetto e potrete sfoggiare un sofà 100% biodegradabile.
Amy Winehouse, dallo scorso 23 luglio, giorno della sua morte, è oggetto di tributi e ricordi di ogni genere.
L’ultimo in ordine cronologico è una lampada dal retrogusto vintage ma dalle linee contemporanee, che rispecchia perfettamente le caratteristiche della star alla quale si ispira.
La lampada Amy di Delightfull ha un design che riprende alcuni trattti tipici della cantate inglese: la tipica acconciatura anni sessanta e il gusto retrò. Gli elementi di sostegno cromati in color oro ricordano l‘arredamento dei jazz club e sono forse un omaggio alla voce graffiante, unica e preziosa dalle Wi
Un oggetto d’arredamento originale e creativo disponibile in due varianti come lampada da terra o da parete: ideale per leggere un buon libro o rilassarsi gustandosi un disco di musica soul.
Google ha ampliato i suoi uffici a Londra con un interior design che rappresenta in pieno la filosofia della società.
Il contrasto tra il bianco assoluto e i colori accesi del logo, che caratterizzano il quarto piano dell’edificio denominato “L4″, incorniciano il binomio svago/lavoro: le aree relax, piene di morbide sedute, di impianti audio/video, di giochi ed elementi ludici, si alternano a scrivanie e spazi da dedicare a riunioni e condivisioni di idee.
Le idee prima di tutto. In alcune zone le pareti sono rivestite con lavagne su cui è possibile disegnare e scrivere liberamente, per dare sfogo alla creatività.
Non mancano le aree dedicate al ristoro (è noto che a stomaco pieno si ragiona meglio!): bar e ristoranti in cui i dipendenti Google possono creare tra un caffé e l’altro.
Se passate da Londra, questo è l’indirizzo degli uffici Google:
Google UK Ltd
Belgrave House
76 Buckingham Palace Road
London SW1W 9TQ
United Kingdom
Telefono: +44 (0)20-7031-3000
Fax: +44 (0)20-7031-3001






























